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Affido condiviso: quale genitore decide sui figli

17 giugno 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 giugno 2017



Cosa succede se i genitori separati o divorziati non trovano un accordo sulle spese straordinarie.

Nell’affidamento condiviso i genitori hanno uguali poteri decisionali e responsabilità nel mantenimento, educazione e crescita dei figli. Il progetto ideale, per garantire al tempo stesso la bigenitorialità e lo sviluppo armonico della personalità del minore, sarebbe quello di trovare un accordo sulle decisioni di maggiore importanza per la sua vita.

In tanti spesso dimenticano che il venir meno del vincolo matrimoniale non fa cadere l’insieme di obblighi nei confronti dei figli.

Secondo la legge, le decisioni di maggiore interesse per i figli relative all’istruzione, all’educazione e alla salute sono assunte di comune accordo tenendo conto delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli. In caso di disaccordo, la decisione è rimessa al giudice. Limitatamente alle decisioni su questioni di ordinaria amministrazione, il giudice può stabilire che i genitori esercitino la responsabilità genitoriale separatamente.

Di fatto, a rendere complicata l’assunzione delle decisioni più importanti per i figli (associate a spese straordinarie, come la scuola, le attività pomeridiane, le visite mediche ecc.) è proprio l’impossibilità per i genitori di trovare un accordo, sacrificando così l’interesse dei minori.

Nelle situazioni di conflitto, è allora il giudice investito delle scelte più importanti: questi dovrà attenersi alle valutazioni sulle conseguenze che ogni scelta potrebbe avere sul minore, dovendo tener conto dei suoi interessi, delle sue inclinazioni e della sua personalità.

In ogni caso, secondo quanto affermato di recente dalla Cassazione [1] non è configurabile a carico del coniuge affidatario un obbligo di informazione e di concertazione preventiva con l’altro genitore per la determinazione delle spese straordinarie. Il coniuge non affidatario ha quindi un obbligo di rimborso di tale spese, qualora non abbia tempestivamente addotto validi motivi di dissenso.

E’ indubbio che la legislazione sull’affido condiviso privilegia l’accordo dei genitori in materia di scelte educative che riguardano i figli, tanto è vero che, se agiscono d’intesa, essi possono in molti casi anche modificare di comune accordo le stesse indicazioni fornite dal giudice, senza necessità neppure di comunicazione.

Tuttavia, quando il rapporto tra i genitori non consente il raggiungimento di un’intesa, occorre assicurare ancora la tutela del migliore interesse del minore.

L’opposizione di un genitore alle scelte dell’altro non può paralizzare l’adozione di ogni iniziativa che riguardi un figlio minorenne, specie se di rilevante interesse, e neppure è necessario ritrovare l’intesa prima che l’iniziativa sia intrapresa, fermo restando che compete al giudice, ove ne sia richiesto, verificare se la scelta adottata corrisponde effettivamente all’interesse del minore.

Per esempio, con riguardo alla scelta della scuola da frequentare (se pubblica o privata) la Cassazione ha ritenuto essenziale considerare l’interesse del figlio minore anche sulla base del piano formativo scolastico. La scelta della madre di iscrivere il figlio alla scuola privata può essere contestata dall’altro genitore, ma questi deve provare le ragioni per le quali ritiene che tale decisione possa essere pregiudizievole per il bambino.

note

[1] Cass. sent. n. 4060/2017.

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4 Commenti

  1. quindi se la madre decide per la scuola privata e il padre per la scuola pubblica, sarà il padre a dover dimostrare che la scuola privata è pregiudizievole… andiamo bene va :)))

  2. riguardo la scuola se la madre decide unilateralmente il tempo pieno scolastico per il figlio minorenne mentre l’altro genitore è disponibile a tenerlo cosa accade?
    Se la madre decide unilateralmente un centro estivo per il figlio minorenne mentre l’altro genitore è disponibile a tenerlo cosa accade?

  3. da “Avvenire”
    26 agosto 2015 pagina 2
    GENITORI SEPARATI, I FIGLI POSSONO VEDERE ENTRAMBI
    Gentile direttore,
    il nuovo caso di un padre separato “fuggito” col figlioletto porta in evidenza un grande problema. In una condizione di separazione dei genitori i figli minori si trovano sfortunatamente a maggiore rischio di disgregazione familiare. E hanno ancor piu bisogno di cura, di attenzione e di tempo complessivo da parte di entrambi i genitori. Bisogna fare in modo che i figli minorenni siano aiutati aa poter frequentare l’uno e l’altro proprio genitore in maniera elastica o, almeno, paritaria. Silvio Pammelati Roma

  4. Salve a tutti io combatto da 3 anni per affido del mio figlio lo vedevo 2 volte alla settimana in presenza di una educatrice adesso solo 1 volta alla settimana bambino e stato affidato ai nonni questa la legge italiana ingiustizia e basta

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