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Lo sai che? Posso vendere dei terreni ai soci e sciogliere la srl?

Lo sai che? Pubblicato il 17 giugno 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 17 giugno 2017

Una srl, in liquidazione da 4 anni senza debiti, possiede terreni agricoli. Si può ripartire tra i 2 soci la proprietà di tali terreni, per procedere poi allo scioglimento della società stessa?

Sulla base delle informazioni contenute nel quesito non è possibile rispondere in modo completo alla sua domanda. Per poter determinare l’intero carico fiscale a carico dei soci e della società per realizzare l’operazione prospettata dal lettore (assegnazione ai due soci dei terreni agricoli intestati alla società e cancellazione della stessa dal Registro delle Imprese) è necessario acquisire la seguente documentazione:

  • situazione contabile (economico-patrimoniale) aggiornata a data recente della società;
  • visure catastali dei terreni e certificato di destinazione urbanistica.

Solo successivamente potrà essere svolta un’attenta pianificazione fiscale e, quindi, rispondere in modo più esaustivo al suo quesito, anche se, di seguito, si procederà – sommariamente – ad evidenziare il costo principale dell’operazione.

Il costo principale è rappresentato dal trasferimento del terreno agricolo ai soci (salvo l’eventuale plusvalenza in capo alla società da valutare in base alle informazioni richieste), che prescinde dal fatto che lo stesso avvenga come assegnazione o vendita ai soci (la tassazione è uguale, trattandosi di imposte indirette sui trasferimenti).

Il trasferimento di un terreno agricolo sconta la seguente imposta:

  1. imposta di registro al 12% [1] con un minimo di € 1.000;
  2. imposta ipotecaria in misura fissa di € 50;
  3. imposta catastale in misura fissa di € 50.

Ad esempio: atto di assegnazione ai soci del terreno con valore dichiarato per € 50.000; imposta di registro € 6.000 (€ 50.000,00 x 12%); imposta ipotecaria € 50; imposta catastale € 50; imposte complessive, oltre oneri del notaio, pari a € 6.100.

A tal fine, considerato l’attuale periodo di crisi immobiliare, previa verifica del valore catastale del terreno agricolo, potrebbe essere opportuno dichiarare un valore di assegnazione molto basso (anche inferiore a quello catastale), accompagnato da un’eventuale perizia di stima giurata. Ciò consentirebbe di risparmiare non solo sull’imposta di registro, ma anche sull’eventuale plusvalenza.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Paolo Florio

note

[1] La tassazione del 12% non si applica sui trasferimenti di terreni agricoli e relative pertinenze effettuati a favore di coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, iscritti nella relativa gestione previdenziale e assistenziale.


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