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Concessione edilizia annullata: immobile da demolire?

13 giugno 2017


Concessione edilizia annullata: immobile da demolire?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 giugno 2017



Hanno riscontrato un’alterazione materiale sulla concessione edilizia; nel caso in cui venga annullata per falso materiale e il fabbricato venga dichiarato abusivo, verrà demolito?

Secondo la norma che disciplina le conseguenze derivanti dall’annullamento (in autotutela o in forza di provvedimento giudiziario) della concessione edilizia (oggi permesso di costruire) [1], nel caso di annullamento del provvedimento amministrativo, l’organo competente ha tre possibilità:

  1. disporre la rimozione dei vizi della procedura amministrativa,
  2. ordinare la demolizione del fabbricato oppure,
  3. qualora le prime due possibilità non siano attuabili, applicare una sanzione pecuniaria. Il pagamento della sanzione pecuniaria produce i medesimi effetti della sanatoria.

Ebbene, secondo il costante orientamento giurisprudenziale, nello scegliere la sanzione da applicare al caso concreto l’autorità competente deve tenere in considerazione una pluralità di fattori.

In primo luogo deve accertare il tipo di vizio da cui è affetto il provvedimento amministrativo e, cioè, se si tratta di un vizio di natura sostanziale oppure di un vizio di tipo formale o procedurale. Nel caso di vizio di natura sostanziale, ossia ogni qualvolta il permesso si ponga in contrasto con la normativa urbanistico edilizia, l’unico rimedio possibile è la demolizione dell’immobile costruito; nel caso di un vizio di tipo formale o procedurale, invece, abitualmente viene irrogata una sanzione pecuniaria o viene disposto il rimedio della rimozione del vizio medesimo. In secondo luogo, qualora a seguito del rilascio di un permesso di costruire sia pure illegittimo l’immobile sia stato completamente realizzato, l’autorità competente deve accertare l’esistenza di un interesse pubblico attuale e concreto alla demolizione dello stesso. Se è vero che la legge, nel prevedere le sanzioni conseguenti all’annullamento del titolo edilizio, non persegue finalità punitive bensì di ripristino dell’ordine urbanistico violato, è pur vero che altra finalità perseguita è la tutela dell’affidamento del privato. In base al principio dell’affidamento, il privato che riceve un provvedimento autorizzatorio da parte della Pubblica Amministrazione ripone la propria fiducia nella correttezza e nella legittimità del comportamento tenuto dall’amministrazione medesima, affidamento che deve essere adeguatamente tutelato. Per questa ragione, l’ordine di demolizione dell’opera realizzata deve essere sempre accompagnato da una puntuale motivazione che specifichi l’esistenza di un interesse attuale e concreto il quale a sua volta giustifichi l’applicazione della sanzione più rigorosa in luogo di quella pecuniaria.

In conclusione, alla luce di quanto esposto, nel caso del lettore è riscontrabile un vizio di natura formale che, qualora il titolo edilizio venisse annullato, legittimerebbe o la rimozione del vizio (e quindi la correzione materiale del provvedimento amministrativo) o l’applicazione della sanzione pecuniaria. Si tratta pur sempre di una valutazione discrezionale rimessa all’autorità competente la quale non è obbligata nella scelta della misura sanzionatoria da applicare tra le tre indicate stante la libertà decisionale riconosciuta dalla norma richiamata.

 

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Giovanna Pangallo

note

[1] Art. 38 d.P.R. n. 380 dello 06.06.2001.

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1 Commento

  1. Di solito la sanzione pecuniaria sana tutto, con la fame dei famelici, poi se l’immobile cade, si scaricano la colpa di chi partecipa alla divisione della pecuniariea ottenuta

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