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Liti condominiali: chi paga le spese legali e di riparazione

17 giugno 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 giugno 2017



Le spese condominiali si dividono tra tutti. L’eccezione delle spese legali per le liti. Anche il danneggiato paga la riparazione del bene condominiale.

Nei burrascosi rapporti condominiali, l’argomento “pagamenti” è sicuramente tra i più scottanti. Sappiamo un po’ tutti che la divisione delle spese, sia ordinarie che straordinarie, avviene utilizzando le arcinote tabelle millesimali. Attraverso quest’ultime, si “valorizzano” le proprietà private in “millesimi”, poiché è essenziale che i proprietari paghino la spesa “pubblica”, in proporzione al valore delle singole unità immobiliari.

Le tabelle, se non sono già esistenti o predisposte dal costruttore del fabbricato, saranno preparate da un professionista idoneo allo scopo (ad esempio, un ingegnere o un geometra) per poi essere approvate dall’assemblea condominiale. Una volta in vigore, esse serviranno per dividere matematicamente la spesa complessiva, ad esempio, affrontata per una riparazione straordinaria oppure per pagare le bollette della luce o dell’acqua condominiali. Sarà, infatti, sufficiente dividere il costo in esame per 1000, e poi moltiplicarlo per i millesimi riferiti alle singole proprietà private.

Ad esempio, se la riparazione del cancello d’ingresso è costata 600 euro e il vostro appartamento ha un valore pari a 87,45 millesimi, sarà sufficiente eseguire queste semplici operazioni per stabilire l’ammontare dovuto:

600/1000 = 0,6; 0,6 x 87,45 = 52,47.

Nell’esempio, appena riportato, quindi, come quota di vostra spettanza per la riparazione in oggetto, dovrete pagare € 52,47.

La regola generale appena descritta, subisce, però, un’eccezione in un caso particolare, cioè quello delle spese legali affrontate in una lite condominiale. Vediamo insieme come e perché.

Lite tra condomino e condominio: chi paga le spese legali?

Se normalmente le spese legali affrontate in un procedimento giudiziario condominiale sono regolate da un apposita norma del codice civile [1], nelle spese di una causa tra un condomino e il condominio, tale articolo non trova applicazione. Lo precisa la Suprema Corte di Cassazione [2] secondo la quale, se un condominio è stato condannato a pagare le spese legali del procedimento, non può pretendere dal condomino “vincitore” il pagamento pro quota sulle stesse. La Cassazione precisa che …nell’ipotesi di controversia tra condomini, l’unità condominiale viene a scindersi di fronte al particolare oggetto della lite, per dare vita a due gruppi di partecipanti al Condominio in contrasto tra loro, con la conseguenza che il giudice, nel dirimere la controversia provvederà anche definitivamente sulle spese del giudizio, determinando, secondo i principi di diritto processuale, quale delle due parti in contrasto debba sopportare…

Quindi le spese legali, in proporzione ai millesimi in vigore, saranno divise tra tutti i condomini, fatta eccezione per quello “vincitore”.

 

Lite tra condomino e condominio: chi paga la riparazione?

Il condomino danneggiato se ha contribuito con la propria condotta a determinare il danno verificatosi, non può certo pretendere di non partecipare, pro quota, alla riparazione dello stesso. Tale conclusione trae fonte dall’obbligo di custodia sui beni condominiali e dalla responsabilità del danneggiato non soltanto per aver violato un specifica disposizione di legge, ma anche per aver violato il generico dovere di attivarsi diligentemente per evitare il verificarsi del danno [3].

Ebbene se si tratta di un danneggiamento derivante da un bene condominiale colpevolmente non mantenuto come era dovere dei condomini tutti, anche il danneggiato non può esimersi da responsabilità e non partecipare pro quota alle spese di riparazione.

Quindi, il proprietario/condomino che è stato danneggiato da un bene condominiale (ad esempio, un frontalino del cornicione del palazzo) avrà diritto al risarcimento del danno subito (ad esempio, alla propria macchina parcheggiata e colpita dai frammenti), ma dovrà altresì partecipare, pro quota, alle spese di riparazione del bene condominiale in questione.

note

[1] Art. 1132 cod. civ.

[2] Cass. Civ. sent. n. 13885/2014.

[3] Artt. 1227 – 2051 – 2056 cod. civ. – Cass. Civ. SU sent. n. 24406/2011.

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