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Quali sono i doveri dei figli per l’assistenza ai genitori

13 giugno 2017


Quali sono i doveri dei figli per l’assistenza ai genitori

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 giugno 2017



I figli hanno il dovere di assistere i genitori moralmente e, nel caso di incapacità economica, fornire loro gli alimenti.

Dopo aver parlato dei diritti dei bambini è il caso anche di parlare dei diritti dei genitori e, in particolar modo, di quelli anziani. Beninteso: la legge non fa differenza di età e attribuisce a tutti i genitori i medesimi diritti, a prescindere quindi dalla loro vicinanza alla terza età o alla soglia della morte. I doveri dei figli per l’assistenza ai genitori vengono piuttosto parametrati a due variabili: le possibilità (materiali ed economiche) del figlio, le necessità del genitore. È allora chiaro che, stando così le cose, gli obblighi dei figli verso i genitori aumentano tanto più i primi sono autonomi e tantomeno lo sono i secondi. Peraltro non si parla di obblighi morali, ma giuridici: in altri termini, se non rispettati possono scattare le conseguenze previste dalla legge, finanche di carattere penale (per come vedremo a breve). Si dovranno rassegnare quindi quelli che pensano di recidere ogni rapporto con la famiglia d’origine: il legame figli-genitori non viene mai meno e segna il solco di un’intera vita. Detto ciò, cerchiamo di elencare quali sono i doveri dei figli per l’assistenza ai genitori.

Dovere del figlio di assistenza morale verso i genitori

Il primo obbligo dei figli è l’assistenza morale verso i genitori. Esso consiste nell’interessamento premuroso nei riguardi del genitore e nell’attuazione delle sue esigenze. Tale obbligo implica una necessità del genitore e non scatta quindi quando il padre o la madre sono in grado di badare a sé stessi. In altri termini non esiste un obbligo per il figlio di andare a far visita ai genitori se questi non ne hanno un’effettiva necessità fisica o morale (si pensi all’anziano che non ha un badante e che necessita di essere cambiato e accudito).

Resta comunque fermo l’obbligo del rispetto verso i genitori, in qualsiasi età e momento. Il codice civile [1] difatti stabilisce che «il figlio deve rispettare i genitori».

Dovere del figlio di assistenza materiale verso i genitori

Strettamente connessa all’assistenza morale c’è anche quella materiale, ossia economica. Il codice [1] prevede il dovere per il figlio di contribuire, in relazione alle proprie capacità, alle proprie sostanze e al proprio reddito, al mantenimento della famiglia finché convive con essa. Il legislatore si riferisce ai proventi dell’attività lavorativa eventualmente svolta dal figlio.

Dovere di prestare gli alimenti in caso di difficoltà economiche

A differenza dei genitori, che hanno l’obbligo di mantenere i figli fino a quando questi non raggiungono l’indipendenza economica, i figli non devono mantenere i genitori qualora questi siano pensionati e non posseggano un reddito dignitoso. Chi dei figli si preoccupa quindi di dare al proprio padre o alla madre un aiuto economico non può obbligare i fratelli a partecipare alle spese, né può pretendere da loro la restituzione degli importi corrisposti. Tuttavia, l’unico obbligo che impone la legge sui figli è quello di versare gli alimenti ai genitori che versano in condizioni di grave disagio economico e stato di bisogno tale da non consentire loro a procurarsi il necessario per la sopravvivenza. Gli alimenti consistono in una somma molto più ridotta rispetto a quella per il mantenimento: includono infatti solo quanto è necessario per la vita di chi li richiede, considerando la sua posizione sociale. Gli alimenti servono infatti a garantire solo i mezzi necessari alla sussistenza (il necessario per mangiare e una somma per pagare le spese essenziali per la casa).

Chi viola gli obblighi di assistenza familiare commette un reato sanzionato dalla legge penale.

Dunque, entrambi i genitori o uno di essi possono chiedere ai loro figli gli alimenti se:

  • versano in stato di bisogno (se cioè mancano dei mezzi per le necessità primarie della vita)
  • non sono in grado di provvedere in tutto o in parte al proprio sostentamento (ad esempio per malattia o per particolari condizioni psicofisiche).

Il figlio non ha l’obbligo di prestare gli alimenti al genitore nei confronti del quale sia stata pronunciata la decadenza dalla responsabilità genitoriale.

I figli sono obbligati a versare gli alimenti al genitore in stato di bisogno solo se quest’ultimo non ha un coniuge o se questi non può soddisfare l’obbligo alimentare. I figli sono tenuti agli alimenti ciascuno in proporzione alle proprie capacità economiche. Non c’è in questo alcuna differenza tra figli nati all’interno del matrimonio, all’esterno o adottivi.

Se i figli non ci sono o non possono provvedere a versare gli alimenti, al loro posto sono tenuti a versarli i nipoti. Possono essere chiamati i discendenti entro il sesto grado.

Il reato per il figlio che abbandona i genitori

Il figlio che non versa gli alimenti al genitore in stato di bisogno, privo di coniuge o con il coniuge anch’egli incapace a prendersi cura di lui, commette reato di «violazione degli obblighi di assistenza morale». In particolare il codice penale [2] stabilisce l’illecito in tutti i casi di omessa prestazione dei mezzi di sussistenza ai genitori incapaci di provvedere a sé stessi.

I permessi della legge 104 per l’assistenza al familiare invalido

Chi ha un genitore in una situazione di grave invalidità, titolare della cosiddetta «legge 104» ha diritto a tre giorni di permesso retribuiti dal lavoro da dedicare all’assistenza del familiare. Non è necessaria un’assistenza per tutto l’arco della giornata, ma per almeno una parte consistente di essa. Allo stesso tempo, al dipendente è consentito di scegliere la sede di lavoro più vicina alla persona da assistere (leggi a riguardo la guida sui Permessi della legge 104).

note

[1] Art. 315 bis. cod. civ.

[2] Art. 570 cod. pen.

Autore immagine: 123rf com

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3 Commenti

  1. E se un padre X 30 anni non è mai stato presente xche faceva la bella vita è manteneva i figli delle altre e non mai mantenuto i figli propri e poi dopo 30 anni ritorna a casa come il figliol prodigo senza niente e purtroppo non essendoci nessuna separazione ha vissuto alle spalle della moglie senza sborsare 1 centesimo ,servito e riverito è in più con il vizio del gioco che i suoi €600 non gli bastano tanto c’è stata chi l’ha mantenuto fino a quando la povera donna è mancata e per di più mentre era nella bara pensava alla reversibilità . Carattere schifoso che quando tornavo a casa per le ferie xche lavoro al nord sono state un incubo e lite continuo per il comportamento che aveva con mia madre e me e adesso non ci sta con la testa dice che la casa e sua quando mia madre ci ha fatto una donazione a me e fratello e lui ha solo abitabilità non vuole andare in un centro anziano e la legge mi viene a dire che c’è l’obbligo di assistenza da parte dei figli con l’Abbandono dei figli piccolissimi e tetto coniugale Questa è pure violenza psicologia . Ma la legge da che parte sta ! E noi che diritti e tutela abbiamo avuto. Rifate le leggi come dovuto è bello parlare senza sapere i problemi di ogni famiglia!

  2. salve a tutti,una domanda nel luglio 2017 mio papà ha avuto una bruttissima infezione nel sangue che quasi lo ha portato alla morte alla soglia dei 90, si è ripreso ed io ho ritenuto opportuno portarlo a casa mia, spostandogli la residenza ed usufruendo della legge 104, ad oggi sono 8 mesi, il problema è che mio fratello in questi 8 mesi si è visto 3 volte,non chiedo denaro ma presenza,,cosa posso fare?

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