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Fondo patrimoniale: con il conto corrente in rosso è revocabile

22 Ottobre 2012
Fondo patrimoniale: con il conto corrente in rosso è revocabile

Revocabile il fondo patrimoniale se costituito dal correntista quando il conto era già in rosso.

Il fondo patrimoniale può essere revocato e reso inefficace nei confronti della banca se il conto corrente del debitore era già in rosso al momento della costituzione del fondo stesso.

A dirlo è la Corte di Appello di Roma [1] che ha accolto l’azione revocatoria proposta da un Istituto di credito nei confronti di un proprio correntista: quest’ultimo aveva costituito un fondo patrimoniale quando già il suo rapporto con la banca era in passivo e il conto corrente portava il segno “meno”.

Come già spiegato in queste pagine, il fondo patrimoniale può essere revocato entro cinque anni dalla sua costituzione se è stato creato col fine di frodare i creditori. L’azione può essere proposta solo dai creditori già esistenti al momento della nascita del fondo e non da quelli successivi.

Secondo la sentenza in commento, la banca che sia creditrice di somme di denaro sulla base di un rapporto di conto corrente in rosso ha diritto a chiedere l’azione revocatoria [2]. Non è quindi necessario – perché la costituzione di un fondo, da parte del debitore, si qualifichi come atto fraudolento – che l’istituto abbia già iniziato le azioni giudiziarie o esecutive. La semplice passività fa scattare la consapevolezza, nel correntista, di ledere le ragioni di un creditore. E quindi il suo atto è revocabile.

Può quindi essere del tutto inutile cercare di salvare i propri immobili (casa, terreno, ecc.), con la costituzione del fondo patrimoniale, se si ha già un debito con l’istituto di credito.

 

 


note

[1] C. App. Roma, sent. n. 3318 del 12.06.2012.

[2] Secondo i giudici, l’azione revocatoria presuppone la sola esistenza del debito e non anche la concreta esigibilità, essendone consentito l’esperimento anche a garanzie di crediti condizionali, non scaduti o soltanto, eventuali. Di talché, al fine di verificare l’anteriorità del credito per gli effetti di cui all’art. 2901 cod. civ., in tema di rapporti bancari occorre fare riferimento al momento dell’accreditamento e non a quello successivo dell’effettivo prelievo da parte dell’accreditato.


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