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Quando è consentita la falsa testimonianza


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 giugno 2017



Chi rende una falsa testimonianza per salvare se stesso o un parente da un danno grave ed inevitabile non è punibile.

Chi rende una testimonianza falsa in un processo commette sempre il reato di falsa testimonianza, ma la legge prevede che non debba essere punito qualora abbia riferito il falso per salvare se stesso o un prossimo congiunto da un grave ed inevitabile danno alla libertà o all’onore. In pratica la legge prevede una causa di non punibilità che si applica quando si verifica il richiamato stato di necessità.

Quando si commette falsa testimonianza?

I testimoni sono persone informate sui fatti oggetto di un processo, o per avervi assistito personalmente o per averne sentito parlare.

Se un testimone viene citato in giudizio (cioè viene convocato da un giudice civile o penale per essere ascoltato) è obbligato a farlo, tranne che in alcuni casi espressamente previsti dalla legge.

Qualsiasi soggetto che deponga come testimone innanzi all’autorità giudiziaria o alla corte penale internazionale commette il reato di falsa testimonianza se

  • afferma il falso o nega il vero;
  • ovvero tace, in tutto o in parte, ciò che sa intorno ai fatti sui quali è interrogato [1].

Quando il testimone può astenersi?

Possono astenersi dal testimoniare (cioè non hanno l’obbligo di testimoniare) i prossimi congiunti  dell’imputato.

Per prossimi congiunti dell’imputato o della persona sottoposta ad indagini preliminari si intendono:

  • gli ascendenti;
  • i discendenti;
  • il coniuge;
  • i fratelli;
  • le sorelle;
  • gli affini nello stesso grado;
  • gli zii;
  • e i nipoti;
  • chi è legato all’imputato da vincolo di adozione [3].

Tali prossimi congiunti dovranno, però, obbligatoriamente testimoniare nel caso in cui siano stati (essi stessi) autori della denuncia (o della querela) o se (essi o i loro prossimi congiunti) siano persone offese dal reato [2].
Potranno, inoltre, astenersi dal testimoniare (limitatamente ai fatti appresi dall’imputato durante la convivenza coniugale):

  • il convivente o l’ex convivente dell’imputato (pur non essendo coniuge);
  • il coniuge separato dell’imputato;
  • l’ex coniuge nei cui confronti sia intervenuta sentenza di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio contratto con l’imputato.

La legge con queste esclusioni da un lato cerca di preservare la genuinità della testimonianza (che perde un po’ di credibilità quando è fatta da congiunti), dall’altro tenta di tutelare i rapporti familiari (che dovrebbero ispirarsi a vincoli morali e solidarietà).

Il giudice, il pubblico ministero e la polizia giudiziaria hanno  l’obbligo di avvertire (in modo chiaro e preciso) il testimone, che abbia i requisiti che finora abbiamo descritto, del suo diritto di astenersi e chiedergli cosa vuole fare (se intende rispondere alle domande o tacere); se sceglie di rispondere, sarà obbligato a dire la verità [4].

In questi casi, quindi, il testimone può decidere di astenersi dal rispondere ma non può rendere una falsa testimonianza, altrimenti (anche se è un prossimo congiunto dell’imputato) sarà punito per il reato di falsa testimonianza.

In quali casi la falsa testimonianza non è punibile?

Ci sono casi, espressamente indicati dalla legge, nei quali anche se il reato di falsa testimonianza è stato commesso, il testimone non può essere punito; si tratta delle cosiddette cause di non punibilità.

Il testimone che dichiara il falso non sarà punito se dimostra di aver reso la falsa testimonianza per uno stato di necessità, cioè per salvarsi (o salvare un suo prossimo congiunto) da un inevitabile danno alla libertà o all’onore [5].

Lo stato di necessità sussiste solo se:

  • il danno arrecato all’imputato dalla testimonianza genuina sarebbe realmente grave ed inevitabile (nel senso che non potrebbe essere evitato senza la falsa testimonianza);
  • il pericolo che (con la testimonianza genuina) si verifichi il danno, sia concreto ed attuale.

Se l’imputato tiene in ostaggio mia figlia e mi ha detto che l’ammazzerà se dirò la verità contro di lui al processo, io sarò giustificato quando dichiarerò il falso (e non sarò punito).

note

[1] Art. 372 cod. pen.

[2] Art. 199 cod. proc. pen.

[3] Art. 307 cod. pen.

[4] Art. 362 cod. proc. pen.

[5] Art. 384 cod. pen.

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