HOME Articoli

Lo sai che? I diritti di chi soffre di cirrosi epatica

Lo sai che? Pubblicato il 22 giugno 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 22 giugno 2017

Esenzione dal ticket, assegno di invalidità civile, benefici previdenziali. Ma anche risarcimento e indennizzo se la cirrosi è causata da emotrasfusione.

Cerchiamo, innanzitutto, di evitare dei luoghi comuni: chi soffre di cirrosi epatica non è necessariamente un alcolizzato. Questa malattia si può contrarre, certamente, per l’abuso di alcol (il 50% dei casi nei Paesi industrializzati) ma anche per altri motivi: la degenerazione di un’epatite acuta e cronica attiva, la stasi biliare, un problema circolatorio o metabolico. Quindi non è detto che le cause della cirrosi epatica vadano individuate per forza nella bottiglia.

La cirrosi epatica è una degenerazione irreversibile del tessuto epatico provocata da una malattia cronica del fegato. Quest’organo, col passare del tempo, perde le sue funzioni. La diagnosi viene effettuata tramite analisi del sangue, ecografia o Tac. Chi soffre di cirrosi epatica diventa anoressico perché inappetente. Quando riesce a mangiare qualcosa, la digestione è lenta e complicata. Il colore della sua pelle diventa giallastro, talvolta ci sono alterazioni delle unghie, ematomi e ingrossamento della milza. Le complicanze: tumore al fegato, emorragie, insufficienza epatica che degenera in coma epatico. Tra i 200 ed i 300 soggetti affetti da cirrosi epatica ogni 100.000 non ce la fa.

Si tratta, come detto, di una patologia cronica e, come tale, comporta alcune agevolazioni. Vediamo, allora, quali sono i diritti di chi soffre di cirrosi epatica.

L’esenzione dal ticket sanitario

Come qualsiasi paziente che abbia una malattia cronica, anche chi soffre di cirrosi epatica o di epatite cronica attiva (come abbiamo visto, una delle possibili cause di cirrosi) ha diritto all’esenzione dal ticket sanitario per patologia [1].

Il codice di esenzione per l’epatite cronica attiva è lo 016 mentre quello per la cirrosi epatica è lo 008. Entrambe le esenzioni sono, per così dire, cumulabili: può darsi che un paziente abbia diritto a tutte e due. Nel caso la cirrosi fosse degenerata in tumore al fegato, il paziente avrebbe il codice di esenzione 048, riservato alle patologie oncologiche.

Significa che tra i diritti di chi soffre di cirrosi epatica c’è quello ad avere gratuitamente le prestazioni sanitarie, diagnostiche e specialistiche, finalizzate al monitoraggio della malattia, alla riabilitazione e alla prevenzione di ulteriori complicanze.

L’esenzione va chiesta all’Asl di competenza presentando insieme alla domanda un certificato in cui si attesti la cirrosi epatica oppure la cartella clinica di una struttura sanitaria pubblica o privata convenzionata o il certificato in invalidità civile.

Il diritto all’invalidità civile

I diritti di chi soffre di cirrosi epatica contemplano anche quello all’invalidità civile. La percentuale riconosciuta è compresa tra il 71% e l’80%.

Se la percentuale di invalidità fosse pari o superiore al 74%, chi soffre di cirrosi epatica avrebbe diritto anche all’assegno mensile di invalidità per 13 mensilità.

Se, invece, la percentuale superasse il 75%, chi soffre di cirrosi epatica avrebbe diritto ad un beneficio pensionistico consistente in 2 mesi di contributi figurativi in più per ogni anno lavorato dal 2002 per un massimo di 5 anni.

Se la cirrosi epatica degenerasse in tumore al fegato, il paziente avrebbe diritto alla pensione di inabilità e all’indennità di accompagnamento, a seconda della gravità del caso.

La domanda di invalidità va presentata all’Inps per via telematica, allegando il certificato medico rilasciato dal medico curante.

 

Cirrosi epatica: diritto a risarcimento e indennizzo

Chi soffre di cirrosi epatica provocata da un’epatite cronica contratta a causa di una trasfusione sbagliata, ha diritto a chiedere al Ministero della Salute il risarcimento del danno [2]. Il Ministero verrà chiamato in causa per non avere controllato l’attività di raccolta, di distribuzione e di somministrazione di sangue ed emoderivati.

Il diritto di chi soffre di cirrosi epatica a chiedere un risarcimento ha un tempo di prescrizione breve di 5 anni dal giorno in cui si è verificato il fatto [3].

Tuttavia, chi soffre di cirrosi epatica provocata da una trasfusione di sangue infetto ha diritto anche ad un indennizzo dallo Stato. Se, per questo motivo, il paziente contrae un’epatite (che, come abbiamo visto, può provocare la cirrosi), si può chiedere al Ministero della Salute tramite l’Asl di competenza di avere un assegno bimestrale. L’importo varia a seconda della gravità della malattia. Se, a causa dell’epatite e della cirrosi contratta per una trasfusione sbagliata, il paziente muore, l’indennizzo spetta ai suoi eredi.

Puoi approfondire l’argomento leggendo il nostro articolo speciale indennizzo da emotrasfusioni.

note

[1] DM n. 329/1999.

[2] Cass. sent. n. 1355/2014.

Autore immagine: Pixabay.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

  1. salve
    mi chiamo Mario volevo solo una piccola informazione…vale a dire ciò sopra enunciato è entrato in vigore dal 2017 o anche nel 2001 era valido ciò sopraindicato?
    grazie anticipatamente per una futura risp!!!

    distinti saluti
    Mario Cipolla

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI