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Divisione eredità tra moglie e un figlio

14 giugno 2017


Divisione eredità tra moglie e un figlio

> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 giugno 2017



A chi va l’eredità se un uomo lascia la moglie e un figlio senza aver scritto un testamento o nell’ipotesi in cui abbia lasciato le proprie volontà?

I problemi della divisione di eredità creano sempre dissidi e conflitti all’interno delle famiglie, anche tra familiari stretti quali possono essere i fratelli, i genitori e i figli. Non poche volte succede che proprio la divisione dell’eredità tra un genitore e un figlio possa risolversi in un giudizio in tribunale. Eppure le regole sulla divisione dell’eredità sono abbastanza semplici e scritte in modo chiaro all’interno del codice civile. Come nel caso, ad esempio, in cui a morire sia un uomo il quale lasci la moglie e un figlio: quanto spetta all’uno e quanto all’altra? Prima però di chiarire come avviene la divisione dell’eredità tra moglie e il figlio, è bene fare una precisazione. Le regole sono diverse a seconda che il defunto abbia lasciato o meno un testamento. Analizzeremo le due ipotesi qui di seguito.

Divisione eredità tra moglie e figlio senza testamento

La legge contiene delle disposizioni che regolano la divisione dell’eredità nell’ipotesi in cui manchi un testamento o questo venga dichiarato nullo dal giudice (ad esempio: per incapacità di intendere e volere del testatore, per firma non autografa, ecc.). Queste regole vengono dette «successione per legge» o «successione legittima». In tal caso è la legge a individuare – in assenza di un valido testamento – quali parenti ereditano e in quale misura. La presenza di parenti più stretti esclude la possibilità di ereditare di quelli più remoti (così, ad esempio, se il defunto ha dei figli ancora in vita, ai nipoti non spetta nulla).

Immaginiamo che a morire sia un uomo e che questo lasci la propria moglie e un figlio. Come avviene la divisione dell’eredità tra moglie e il figlio? La risposta è contenuta nel codice civile che [1] regola, in modo specifico, questa ipotesi. La norma stabilisce che, «quando con il coniuge concorrono i figli, il coniuge ha diritto alla metà dell’eredità se alla successione concorre un solo figlio, e a un terzo negli altri casi (ossia se si sono più figli). Che significa in pratica? Come si divide l’eredità tra moglie e un figlio? Molto facile:

  • alla moglie va il 50% dell’eredità e, quindi, sia dell’attivo che del passivo;
  • al figlio va l’altro 50% dell’eredità e, pertanto, anche in questo caso, tanto dell’attivo quanto del passivo.

L’eredità – abbiamo appena detto – comporta la successione da parte di tutti gli eredi in quote percentuali tanto sull’attivo, quanto sul passivo. In questo caso, metà dell’attivo e del passivo vengono ereditati dalla moglie e l’altra metà dal figlio. In che modo ciò avviene?

Come avviene la divisione dell’attivo?

Ciascuno dei due eredi (moglie e figlio) acquisisce una quota ideale del patrimonio del defunto (abbiamo detto il 50%) che poi andrà diviso tra loro di comune accordo o, in assenza di intesa, con l’intervento del giudice (che procederà a effettuare dei lotti di beni e a ripartirli mediante sorteggio).

Come avviene la divisione del passivo?

La successione, come detto, riguarda anche i debiti. I creditori non possono chiedere l’intero pagamento al singolo erede (cosiddetta «regola della solidarietà passiva») ma devono rivolgersi a ciascuno di essi nella misura proporzionale alla quota di eredità a lui pervenuta [2]. Nel caso quindi di divisione dell’eredità tra moglie e figlio, una persona che, ad esempio, vanti un credito di 100 euro dal defunto ne potrà chiedere solo 50 alla madre e gli altri 50 al figlio, ma non potrà mai chiedere tutti i 100 euro a uno solo dei due eredi.

Divisione eredità tra moglie e figlio con testamento

Diverse le regole nel caso in cui il parente defunto abbia lasciato un testamento. La legge stabilisce la libertà del defunto di lasciare i propri beni a chi vuole, salvo il rispetto di quote minime spettanti per legge ai familiari più stretti, quote che pertanto non possono mai essere violate. I soggetti che hanno diritto a tali quote minime di eredità, anche in presenza di un testamento che disponga in modo diverso, sono detti legittimari e sono i genitori, i figli e il coniuge. Dunque, in caso di testamento, il patrimonio di una persona può dividersi in due parti: la prima, detta «legittima» che spetta per legge ai legittimari; la seconda, detta «disponibile», di cui il testatore può fare quello che vuole e lasciarla anche ad amici.

Nel caso di divisione di eredità tra moglie e un figlio, in presenza di testamento, si ha che [3]:

  • alla moglie va (necessariamente) il 33% dell’eredità, più il diritto ad abitare la casa coniugale;
  • al figlio va (necessariamente) l’altro 33% dell’eredità.

Ne consegue che il restante 33% dell’eredità è la quota liberamente disponibile per testamento.

Se il parente defunto lede tali quote minime di eredità spettanti ai legittimari, questi ultimi possono agire con la cosiddetta «azione di riduzione della legittima».

Quanto spetta di eredità alla moglie e al figlio?

Sintetizzando quanto finora detto possiamo dire che alla moglie e all’unico figli, superstiti rispetto alla morte del relativo marito e padre, spetta sempre una quota di eredità che può variare dal 50% ciascuno in assenza di testamento, al 30% ciascuno in caso di testamento.

note

[1] Art. 581 cod. civ.

[2] Art. 752 cod. civ.

[3] Art. 542 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com


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