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Come non essere condannati pagando il risarcimento

15 giugno 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 giugno 2017



Per alcuni reati procedibili a querela, come la diffamazione e la truffa, niente condanna se ripari il danno.

Se ripari interamente il danno, pagando una somma di denaro a titolo di risarcimento o restituendo il maltolto, ed elimini la conseguenze pericolose o dannose del reato, questo, se è perseguibile  a querela, si estingue e non sarai condannato. Ecco una delle novità del disegno di legge (di riforma del codice penale, del codice di procedura penale e dell’ordinamento penitenziario) approvato oggi. Ma cominciamo ad analizzare qualche aspetto della riforma.

La riforma in generale

Diversi sono i temi affrontati dalla riforma penale: andiamo con ordine illustrandone alcuni.

Sono stati previsti:

  • un inasprimento di pena per alcuni reati contro il patrimonio, ovvero per i reati di furto in abitazione e furto con strappo (scippo) [1] e per lo scambio elettorale politico mafioso (che sarà punito con una pena che va da sei a dodici anni invece che da quattro a dieci anni, come è stato sino ad oggi) [2];
  • la riforma della disciplina della prescrizione (applicabile soltanto ai fatti commessi dopo l’entrata in vigore della legge) che prevede una prima sospensione della prescrizione (per massimo un anno e mezzo) dopo la sentenza di primo grado ed una seconda sospensione della prescrizione (sempre per non più di diciotto mesi) dalla data della sentenza di secondo grado;
  • la decorrenza dei termini di prescrizione per i reati più gravi contro i minori che parte dal compimento del diciottesimo anno di età della vittima;
  • la procedibilità a querela per alcuni reati contro la persona, puniti con la pena edittale detentiva non superiore nel massimo a quattro anni (ma questo tema è stato delegato al governo per cui non è ancora legge);
  • la possibilità per la persona offesa dal reato di chiedere informazioni sullo stato del procedimento penale nel quale ha presentato la denuncia o la querela dopo sei mesi dalla presentazione di quest’ultime, sempre che le informazioni non pregiudichino il segreto investigativo.

La condotta riparatoria

Una novità introdotta dalla riforma è la possibilità per l’imputato di estinguere il reato (ovvero cancellarlo prima ancora di  fare il processo) mediante il compimento di condotte riparatorie che sembrano richiamare una norma prevista per i processi svolti dinanzi al giudice di pace [3].

Tale riforma consentirà all’imputato che abbia commesso alcuni reati perseguibili a querela di parte di evitare la condanna riparando il danno arrecato, mediante la restituzione di quanto sottratto illegittimamente o il risarcimento del danno, eliminando ove possibile le conseguenze pericolose o dannose del reato.

Facciamo un esempio pratico per capire meglio.

Se hai commesso una truffa perché:

  • hai messo un annuncio su Internet con il quale hai offerto in vendita un tuo vecchio computer al prezzo di 350,00 euro;
  • un ragazzo ti ha contattato dichiarandosi interessato all’acquisto del computer ed ha effettuato il pagamento richiesto;
  • tu non gli hai inviato il computer ed hai trattenuto i soldi, cancellando il tuo profilo (per cercare di non essere rintracciato) ma ti è comunque arrivata una citazione a giudizio davanti ad un giudice perché l’acquirente ti ha querelato per truffa [4],

puoi risarcire il danno ed evitare la condanna. In sostanza devi restituire i soldi che hai ottenuto mediante la truffa che hai commesso (così eliminando le conseguenze del reato) ed in più (eventualmente) risarcire il danno all’acquirente.

La norma prevede, infatti, che il giudice debba sentire anche la persona offesa che, oltre alla restituzione del denaro versato, potrebbe chiedere un (seppure minimo) risarcimento (per esempio per le spese legali sostenute per la redazione della querela). Sembra che la decisione finale spetti al giudice (proprio come accade ad oggi per i processi pendenti dinanzi al giudice di pace) .

Un nuovo istituto che sembra voglia tutelare il patrimonio delle persone offese e forse snellire il carico della giustiza che (come noto) è oberata dai processi.

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3 Commenti

  1. buongiorno,
    se per la truffa il reato si estinguerebbe con la restituzione del maltolto, nel caso di diffamazione ( es post offensivo su un forum) sarebbe sufficiente la cancellazione dello stesso??
    cordiali saluti,
    Andrea

    1. Esatto!In questo modo si rimuovono le conseguenze del reato. Anche nel caso della diffamazione e’ possibile che il giudice ritenga opportuno che l’imputato offra una somma di denaro a titolo di risarcimento del danno arrecato dal reato.

  2. Vi chiedo se nel caso qualcuno effettivamente rubi ma da un negozio precedentemente già derubato e con vetrina già rotta e restituisce la merce il giorno dopo? (il locale è munito di videocamera)

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