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Lo sai che? Quali sono i diritti e i doveri di un figlio?

Lo sai che? Pubblicato il 16 giugno 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 16 giugno 2017

Una breve guida per conoscere quali siano i diritti ed i doveri che i figli hanno nei confronti dei genitori. 

Quali sono i diritti e i doveri di un figlio? A questa domanda è il Codice civile che fornisce una precisa risposta individuando da un lato il diritto del figlio ad essere mantenuto, educato, istruito ed assistito moralmente [1] dai genitori e, dall’altro, il suo dovere di rispettarli e di contribuire al mantenimento della famiglia, finché convive con essa [2].

Pertanto, se ci si domanda quali sono i diritti e i doveri di un figlio, i riferimenti contenuti nelle norme risultano essere precisi e dettagliati tanto che è possibile scendere maggiormente nel dettaglio e precisare che il diritto del figlio ad essere mantenuto, educato, istruito ed assistito moralmente dai propri genitori:

  • è finalizzato a rispettarne le capacità, le inclinazioni naturali e le aspirazioni;
  • sussiste per il semplice fatto che i genitori lo abbiano generato e non è necessario, per esercitarlo, che il figlio proponga nei loro confronti una qualsiasi domanda [3];
  • permane anche dopo il compimento della maggiore età se è necessario perché abbia successo un progetto educativo ed un percorso di formazione conforme alle capacità, inclinazioni ed aspirazioni del giovane purché queste ultime siano compatibili con le condizioni economiche dei genitori [4];
  • si esaurisce nel momento in cui il genitore, raggiunta e superata dal figlio la maggiore età, dimostri che egli ha raggiunto l’indipendenza economica oppure che il mancato svolgimento da parte sua di un’attività lavorativa dipenda da un atteggiamento di inerzia oppure di ingiustificato rifiuto delle possibilità che gli fossero state offerte [5].

Nel rispondere alla domanda su quali siano dunque i diritti e i doveri di un figlio non si dovrà tacere il fatto che la legge [6] stabilisce anche:

  • che i genitori devono adempiere ai loro obblighi nei confronti dei figli in proporzione alle rispettive sostanze e secondo le loro capacità di lavoro professionale e casalingo;
  • che nel caso in cui i genitori non abbiano mezzi sufficienti, gli altri ascendenti (i nonni dei figli in questione, cioè) sono tenuti a fornire ai genitori stessi i mezzi necessari affinché possano adempiere i loro doveri nei confronti dei figli;
  • che in caso di inadempimento ai doveri verso i figli, il presidente del tribunale, su istanza di chiunque vi ha interesse, sentito l’inadempiente ed assunte informazioni, può ordinare con decreto che una quota dei redditi del genitore obbligato, in proporzione ai redditi stessi, sia versata direttamente all’altro genitore o a chi sopporta le spese per il mantenimento, l’educazione e l’istruzione della prole.

Dal punto di vista dei doveri dei figli nei confronti dei loro genitori, la legge [7] li obbliga a:

  • rispettare i loro genitori (fra l’altro i figli sono pure tenuti [8], fino alla maggiore età o all’emancipazione, a non abbandonare la casa dei genitori o del genitore che esercita da solo la responsabilità genitoriale o la dimora da essi assegnatagli e, se dovessero farlo senza il loro permesso, i genitori possono richiamarlo ricorrendo, se necessario, al giudice tutelare);
  • a contribuire al mantenimento della famiglia (anche dopo aver compiuto la maggiore età e finché convivano con i genitori) in relazione alle loro capacità, alle loro sostanze (che sono i beni patrimoniali di proprietà anche se non producono redditi) e al loro reddito (cioè ai frutti dei beni di proprietà e ai proventi da attività lavorativa);
  • a corrispondere i frutti di alcuni dei beni di loro proprietà per il mantenimento della famiglia e per la loro istruzione ed educazione (infatti la legge [9] stabilisce che spetta ai genitori esercenti la responsabilità genitoriale l’usufrutto legale sui beni dei figli fino al raggiungimento della maggiore età o all’emancipazione: sono però esclusi dall’usufrutto legale i beni acquistati dal figlio con i proventi del proprio lavoro, i beni lasciati al figlio per iniziare una carriera, un’arte o una professione, i beni lasciati o donati con la condizione che i genitori o uno di essi non ne abbiano l’usufrutto e, infine, i beni pervenuti al figlio per eredità, legato o donazione e accettati nell’interesse del figlio contro la volontà dei genitori esercenti la responsabilità genitoriale).

note

[1] Art. 315 bis, 1° comma, Cod. civ.

[2] Art. 315 bis, 4° comma, Cod. civ.

[3] Cass. civ., sent. n. 5652 del 10 aprile 2012.

[4] Cass. civ., sent. n. 18076 del 20 agosto 2014.

[5] Cass. civ., sent. n. 19589 del 26 settembre 2011.

[6] Art. 316 bis Cod. civ.

[7] Art. 315 bis, 4° comma, Cod. civ.

[8] Art. 318 Cod. civ.

[9] Art. 324 Cod. civ.


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