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Trust autodichiarato: imposte in misura fissa

15 giugno 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 giugno 2017



Trust autodichiarato: illegittimo l’avviso di liquidazione delle imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura proporzionale.

Nel trust cosiddetto “autodichiarato”, dal momento che non vi è alcun trasferimento di diritti e beni, è illegittimo l’avviso di liquidazione che considera il trust come atto negoziale di trasferimento di beni con applicazione delle imposte in misura proporzionale. Il trust autodichiarato è infatti soggetto alle imposte di registro, ipotecarie e catastali in misura fissa.

È quanto precisato da una recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Campania [1].

Cos’è il trust autodichiarato

Il trust è un negozio giuridico (normalmente unilaterale, cui si affiancano spesso uno o più atti dispositivi) fondato sul rapporto tra disponente e trustee (persona di fiducia). Il disponente, di norma, trasferisce, per atto inter vivos o mortis causa, dei beni o diritti a favore del trustee. Quest’ultimo li amministra, con i diritti ed i poteri di un vero e proprio proprietario, nell’interesse del beneficiario o per uno scopo prestabilito. Il negozio è, quindi, caratterizzato da una doppia proprietà (dual ownership), l’una ai fini dell’amministrazione – in capo al trustee – e l’altra ai fini del godimento – in capo al beneficiario -.

Il “trust autodichiarato” è una particolare fattispecie di trust in cui il disponente ed il “trustee” coincidono. Il disponente, pertanto, non attua alcun trasferimento ad un terzo soggetto, ma si limita ad apporre un vincolo di destinazione su alcuni suoi beni, separandoli dal restante suo patrimonio. La segregazione, quindi, si verifica all’interno del patrimonio del disponente stesso, senza che vi sia alcun trasferimento di beni.

Imposte trust autodichiarato

In ragione della natura negoziale del trust autodichiarato, laddove non si opera alcun trasferimento di diritti aventi ad oggetto dei beni, è illegittimo l ‘atto di liquidazione con il quale l’Agenzia delle Entrate lo considera atto negoziale comportante trasferimento applicando le imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura proporzionale.

Secondo la Cassazione [2], infatti, l’istituzione di un “trust” cd. “autodichiarato”, con conferimento di immobili e partecipazioni sociali per una durata predeterminata o fino alla morte del disponente, i cui beneficiari siano i discendenti di quest’ultimo, è riconducibile alla donazione indiretta ed è soggetto all’imposta in misura fissa. Ciò in quanto la “segregazione”, quale effetto naturale del vincolo di destinazione, non comporta, però, alcun reale trasferimento o arricchimento, che si realizzeranno solo a favore dei beneficiari, successivamente tenuti al pagamento dell’imposta in misura proporzionale.

Inoltre, il trust autodichiarato, sempre per la mancanza di trasferimento di beni, non può essere soggetto all’imposta sulle successioni e donazioni poiché manca il presupposto impositivo della liberalità, alla quale può dar luogo soltanto un reale arricchimento mediante un effettivo trasferimento di beni e diritti.

note

[1] CTR Campania, sent. n. 4710 del 24.05.2017.

[2] Cass. sent. n. 21614/2016.

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