Diritto e Fisco | Articoli

Infarto lungo il tragitto casa-lavoro: è infortunio in itinere?

16 Giugno 2017 | Autore:
Infarto lungo il tragitto casa-lavoro: è infortunio in itinere?

Un infarto può costituire infortunio sul lavoro se si prova che tale evento è stato causato da una mole di lavoro anormale rispetto a quella consueta del dipendente.

Come già spiegato nell’articolo Infortunio lungo il tragitto casa-lavoro: come comportarsi?, l’infortunio in itinere è l’incidente subìto dal lavoratore durante il normale percorso di andata e ritorno da casa sua al luogo di lavoro o, se lavora in due luoghi diversi perchè svolge più lavori, durante il normale percorso che collega questi due  luoghi. L’eventuale danno subito dal dipendente, in tali casi, è coperto dall’assicurazione dell’Inail. Classico esempio quello dell’incidente automobilistico proprio mentre ci si reca in ufficio. Ma il discorso vale anche se, ad esempio, il lavoratore, sempre mentre va in ufficio, viene colpito da infarto? In altre parole, l’infarto lungo il tragitto casa-lavoro è infortunio in itinere? Secondo il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere [1] un infarto, anche in soggetto già sofferente di cuore, può costituire infortunio sul lavoro, ma occorre la prova che tale evento – che normalmente si verifica per cause naturali – sia stato causato da un impegno lavorativo che supera quello normale a cui è abituato il dipendente in base alla sue mansioni: si pensi a un periodo in cui la mole di lavoro a carico di quel soggetto è aumentata [2].

La vicenda

La moglie di un dipendente chiedeva all’Inail di riconoscere la natura di infortunio in itinere a quanto successo al marito che, nel percorre il tragitto dalla fermata dell’autobus al luogo di lavoro, veniva colto da infarto e moriva.

Infortunio sul lavoro: quando si verifica?

L’infortunio sul lavoro si ha quando un evento dannoso si verifica:

  • per una causa violenta e
  • in occasione di lavoro.

Tale infortunio può determinare

  • la morte del lavoratore,
  • la sua inabilità permanente al lavoro (assoluta o parziale) o
  • la sua inabilità temporanea assoluta che comporta l’astensione dal lavoro per più di tre giorni.

Infarto: è infortunio sul lavoro?

L’infarto non è una causa violenta. Proprio per questo, per poter ottenere l’indennizzo Inail, va accertato se sia dovuto a specifiche condizioni ambientali e di lavoro improvvisamente diverse da quelle a cui il lavoratore è abituato: si pensi, come già detto, ad un picco dell’attività lavorativa. Pensiamo, ad esempio, a un infermiere che, nel giro di poche ore, si ritrova a dover far fronte a una mole impressionante di ricoveri nella settimana di ferragosto quando la maggior parte dei colleghi è in ferie.

Esso, inoltre, deve avvenire in “occasione di lavoro”: deve, cioè, sussistere un nesso causale, anche indiretto, con l’attività lavorativa svolta o con le modalità del suo svolgimento. Ad esempio, si pensi a un operaoi in un cantiere edile costretto costantemente a intesi sforzi fisici che, associati ad altre cause (lo stress dovuto all’avvicinarsi della data di scadenza dell’appalto, ad esempio), possono sottoporlo a questo genere di rischio.

Infarto: come ottenere l’indennizzo Inail?

Per ottenere l’indennizzo, occorre provare che l’attività lavorativa abbia avuto un ruolo di concausa nell’infarto, dimostrando che non si sarebbe verificato senza tale fattore. A tal fine potrebbe essere utile una perizia medico-legale.

Nel caso della sentenza, non è stato rilevato un nesso di causalità tra la morte per infarto e l’attività lavorativa, in quanto lo sforzo nel compiere a piedi l’abituale percorso per recarsi al lavoro non può rappresentare una causa di stress psicofisico idoneo a provocare l’evento dannoso. In altre parole, l’infarto in questione non può essere considerato infortunio lavorativo in quanto, sebbene avvenuto in occasione di lavoro (in itinere, appunto), non è identificabile una causa violenta che sia stata determinante nel provocarlo.


note

[1] Trib. Santa Maria Capua Vetere sent. n. 1413 del 16.05.2016.

[2] Cass. sent. n. 12685 del 29.08.2003.

Fonte della sentenza: lesentenze.it


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

1 Commento

  1. Si verifica l’ipotesi dell’infortunio in itinere allorchè il fatto invalidante sia avvenuto fuori dai locali dell’ufficio durante un percorso esterno imposto da ragioni di servizio e purchè al verificarsi dell’incidente non abbia concorso il dipendente con iniziative colpose o ingiustificate o con imprudenza grave. La dipendenza causale tra la patologia e l’incidente deve essere provata da colui il quale ne richiede il riconoscimento e la grave responsabilità (seppur concorrente) del dipendente, acclarata nel determinismo causale dell’infortunio, pone l’evento al di fuori della tutela pubblicistica di cui si tratta e della quale l’equo indennizzo costituisce logica espressione consequenziale.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube