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Chi risarcisce i danni provocati da un ubriaco?

16 giugno 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 giugno 2017



Una persona che ha causato un danno da ubriaca non risponde delle conseguenze perché non aveva la capacità di intendere e di volere quando ha commesso l’illecito.

 

Per legge, se una persona danneggia un’altra persona la deve risarcire [1]. Se, ad esempio, Mario spinge Luca da una scalinata provocandogli la frattura di un braccio, dovrà risarcirlo, oltre alle eventuali conseguenze di tipo penale. Ma che succede se quella stessa persona provoca un danno senza nemmeno rendersene conto perché – ad esempio – è ubriaca? Se Mario spinge Luca dalla scala perché in preda ai fumi dell’alcol e, magari, neppure se lo ricorda, ne può essere responsabile? In altre parole, chi risarcisce i danni provocati da un ubriaco? Secondo il Tribunale di Firenze [2], non risponde delle conseguenze del fatto dannoso chi non aveva la capacità di intendere e di volere al momento in cui lo ha commesso [3]. Ciò significa che il soggetto incapace di autodeterminarsi consapevolmente non potrà essere sottoposto né a sanzione penale [4], né a responsabilità civile, né imputato per il risarcimento del danno provocato.

La vicenda

Una barista accompagnava alla toilette una donna evidentemente ubriaca. All’uscita dal bagno, quest’ultima la spingeva giù dai gradini che collegavano la toilette alla sala del bar e le cadeva, a sua volta, addosso. Chiedeva, quindi, di essere risarcita dei danni subiti.

Ubriachezza: cosa comporta?

Una persona, per essere responsabile delle sue azioni, deve essere in grado di intendere e di volere: in caso contrario, non può essere punita, semplicemente perché non è per nulla consapevole di quanto ha fatto e, di conseguenza, non può neppure essere rimproverata. Ma che significa capacità di intendere e volere? Una persona è capace di intendere e volere quando è imputabile. Significa che:

  • è capace di intendere quando capisce il significato del proprio comportamento ed è consapevole delle conseguenze positive o negative che ne possono derivare;
  • è capace di volere, invece, quando è in grado di controllare i propri impulsi e di decidere se agire o meno dopo un’attenta valutazione.

È chiaro che se un soggetto beve o si droga tali capacità o vengono del tutto meno o diminuiscono.

L’ubriaco è responsabile dei danni che provoca?

Per capire, allora, se l’ubriaco può essere chiamato a rispondere dei danni che provoca, occorre distinguere il settore penale da quello civile. Mentre, infatti, il codice penale elenca tassativamente le cause in presenza delle quali un soggetto debba ritenersi incapace di intendere e di volere e, quindi, non possa essere chiamato a rispondere di eventuali reati commessi (vizio di mente, intossicazione da alcool o da stupefacenti, ecc.) in ambito civilistico, il requisito di incapacità è più elastico e va valutato in concreto caso per caso dal giudice civile sulla base delle regole di comune esperienza e delle nozioni scientifiche fornite dagli esperti (come i consulenti tecnici). Sarà, dunque, il giudice a stabilire se la persona che, nel momento in cui ha causato il danno, era ubriaca, potrà essere sanzionata, il tipo di sanzione che andrà applicata a seconda del tipo di illecito, della gravità del fatto e alla personalità del suo autore.

note

[1] Art. 2043 cod. civ.

[2] Trib. Firenze, sent. n. 1490 dello 02.05.2017.

[3] Art. 2046 cod. civ.

[4] Art. 85 cod. pen.

 

Fonte della sentenza: lesentenze.it

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1 Commento

  1. TUTTI sanno che se ubriachi e/o drogati possono commettere gesti inconsulti che possono provocare danni ad altri. Casi come il guidare in stato di ebbrezza e/o drogati. Pertanto già per il fatto che DA COSCIENTE SI È UBRIACATO E/O DROGATO CONOSCENDONE LE CONSEGUENZA, RENDE l’individuo, una volta rinsavito, RESPONSABILE e OBBLIGATO a risarcire i danni provocati nel periodo incriminato. NON È GIUSTO che per la !sbronza” individuale PAGHINO GLI INNOCENTI. Troppo bello “danneggiare” altri ed invocare l”incapacità di intendere e volere” magari “ubriacandosi e/o drogandosi” dopo il misfatto. La malizia è d’obbligo nel dubbio e deve essere A FAVORE di chi HA SUBITO.

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