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Contributi: se il datore non li versa non aumenta la pensione?

24 Giugno 2017
Contributi: se il datore non li versa non aumenta la pensione?

Mia madre ha firmato una conciliazione monocratica su proposta del datore di lavoro che non le ha versato i contributi. È vero che finchè il datore non versa non ha diritto a nessun aumento pensionistico?

Di norma, in caso di raggiungimento di un accordo in sede di conciliazione monocratica, la Direzione Territoriale del lavoro deve trasmettere gli atti all’Inps affinché quest’ultimo verifichi l’effettivo pagamento da parte del datore di lavoro degli oneri contributivi. In altri termini, per legge dovrebbe esserci un collegamento tra la Direzione Territoriale del lavoro e l’Inps, che quindi dovrebbe provvedere autonomamente al recupero dei contributi che risultino dovuti. Ciononostante, si consiglia alla lettrice di fare inviare a sua madre comunque una missiva all’Istituto previdenziale, nella quale fare presente all’Inps che dalla conciliazione sottoscritta (della quale sarebbe opportuno allegare copia) emerge la debenza di alcuni contributi previdenziali, invitando l’Istituto a provvedere al loro recupero e ammonendolo che, qualora gli stessi andassero prescritti, lo stesso sarà ritenuto responsabile del danno pensionistico così cagionato. Nella stessa missiva si consiglia di chiedere altresì immediatamente l’accredito dei contributi, atteso che deve ritenersi pienamente operante il principio di automaticità delle prestazioni (fin quando i contributi non siano prescritti) e che, quindi, i contributi devono essere accreditati alla madre anche in caso di mancato pagamento del datore di lavoro. Infine, qualora non l’abbia già fatto, deve richiedere anche, con apposita domanda, il supplemento di pensione.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Massimo Cundari



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