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Come aprire un B&B: leggi regionali sul Bed and Breakfast

16 giugno 2017


Come aprire un B&B: leggi regionali sul Bed and Breakfast

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 giugno 2017



Qui di seguito troverai elencate tutte le leggi regionali che disciplinano condizioni e vincoli per aprire un B&b. Ricordiamo, infatti, che la materia dei bed and breakfast è disciplinata da una legge nazionale (la legge n. 92 del 2001) cui poi si affiancano le normative locali che la dettagliano e la integrano. Quindi, Regione che vai, regole che trovi.

Abbiamo elencato tutte le disposizioni sui bed and breakfast in base alle singole Regioni. Puoi accedere alla normativa, che ti illustrerà come aprire un B&b, andando sull’indice qui sotto riportato e cliccando sulla Regione che ti interessa.


Come aprire un B&b in Abruzzo

LEGGE REGIONALE 28.04.2000, N. 78
Disciplina dell’esercizio saltuario di alloggio e prima colazione
Bed & Breakfast
BURA n. 16 del 9 giugno 2000

Art. 1 – Finalità

  1. La Regione Abruzzo favorisce lo sviluppo della ricettività extralberghiera a carattere familiare al fine di promuovere il turismo sociale e giovanile e di migliorare l’utilizzazione del patrimonio immobiliare esistente.

Art. 2 – Definizione

  1. Coloro i quali intendono offrire ospitalità saltuaria o per ricorrenti periodi stagionali, utilizzando parte dell’abitazione – in costruzioni unifamiliari o in edifici con più unità immobiliari – nella quale dimorano o di cui abbiano la disponibilità, fornendo alloggio e prima colazione, in non più di quattro camere e con un massimo di dieci posti letto, sono tenuti a richiedere al Comune di residenza l’autorizzazione amministrativa secondo le modalità previste dalla presente legge.
  2. L’attività deve essere gestita avvalendosi della normale organizzazione familiare, con somministrazione per la prima colazione di cibi e bevande confezionati, fermo restando che queste ultime possono essere servite riscaldate.
  3. Lo svolgimento dell’attività disciplinata dalla presente legge non costituisce esercizio di attività imprenditoriale e non comporta mutamento di destinazione d’uso dell’immobile.
  4. Al fine di agevolare lo sviluppo di tale forma di ricettività complementare la Regione predispone la modulistica necessaria da mettere a disposizione dei comuni.

Art. 3 – Dotazioni, requisiti, prestazioni e servizi

  1. I locali destinati all’esercizio dell’attività di soggiorno devono rispondere ai requisiti igienico-sanitari ed edilizi previsti per i locali di abitazione dal regolamento igienico-edilizio comunale.
  2. A meno che le camere non siano dotate di servizi propri, deve esserci a disposizione dei soli ospiti almeno un bagno completo di:
  • water;
  • lavabo;
  • doccia o vasca;
  • presa di corrente;
  • specchio;
  • chiamata d’allarme.
  1. L’abitazione destinata all’esercizio dovrà assicurare i seguenti servizi minimi:
  • servizio cucina, o di altro apposito vano, per la somministrazione della prima colazione, di superficie non inferiore a mq. 6;
  • telefono ad uso comune;
  • fornitura di energia elettrica e riscaldamento;
  • fornitura di acqua calda e fredda nei lavandini e nelle docce o bagni;
  • pulizia e riassetto dei locali, comunque, ad ogni cambio cliente;
  • pulizia quotidiana dei locali, fornitura e cambio biancheria, compresa quella del bagno, almeno due volte alla settimana.
  1. L’obbligo dell’impianto di riscaldamento non sussiste per gli esercizi con autorizzazione stagionale situati nelle località marine.

Art. 4 – Requisiti minimi delle camere

  1. Le camere da letto devono avere:
  • una superficie minima per la camera singola di almeno 8 mq. e di 14 mq. per le camere doppie, al netto di ogni locale accessorio;
  • un incremento di superficie di mq. 4 per ogni letto in più;
  • alle camere destinate agli ospiti si deve poter accedere senza dover attraversare altre camere da letto o servizi;
  1. Le camere da letto devono essere inoltre dotate di:
  • letto, comodino, lampada e sedia per ogni ospite;
  • armadio;
  • specchio e presa di corrente;
  • cestino per i rifiuti.

Art. 5 – Adempimenti amministrativi

  1. Il servizio saltuario di alloggio e prima colazione offerto, riconducibile alla formula internazionale del “Bed & Breakfast”, dovrà essere autorizzato come tale.
  2. L’inizio dell’attività è subordinato alla preventiva comunicazione al Comune competente per territorio sulla base di idonea dichiarazione di atto di notorietà di cui all’art. 4 della legge 4 gennaio 1968, n. 15 ed ai sensi degli artt. 2 e 3 del D.P.R. 20 ottobre 1998, n. 403, indicando:
  • le generalità del titolare;
  • la denominazione dell’esercizio;
  • l’ubicazione;
  • il numero delle camere e quello dei posti letto;
  • il numero dei servizi igienici;
  • l’eventuale periodo di chiusura annuale, a scelta, nell’arco dell’anno;
  • le tariffe minime e quelle massime che si intendono praticare;
  • il possesso dei requisiti soggettivi del titolare previsto dagli artt. 11 e 12 del T.U.L.P.S. approvato con R.D.L. 18 giugno 1931, n. 773.
  1. Alla comunicazione devono essere allegati i seguenti documenti:
  • planimetria dell’unità immobiliare, con indicazione della superficie utile e dei vani e servizi, delle aree di pertinenza, evidenziando le parti messe a disposizione degli ospiti;
  • atto in copia conforme all’originale comprovante la disponibilità dell’immobile (compravendita, locazione o altro);
  • atto di assenso a firma autenticata dei proprietari o comproprietari, nel caso di istanza presentata da uno dei comproprietari, dall’affittuario o da altri;
  • atto di approvazione dell’assemblea condominiale, nel caso di ospitalità in edifici composti da più unità immobiliari;
  • dichiarazione circa il possesso da parte dell’immobile dei requisiti igienico-sanitari ed edilizi previsti dai regolamenti comunali e dalla presente legge.
  1. Il Comune entro 60 giorni provvede ad effettuare il sopralluogo per verificare l’idoneità dell’appartamento all’esercizio dell’attività, il cui esito sarà comunicato alla Provincia, alla Regione e all’Azienda di Promozione Turistica regionale, oltre che all’interessato.
  2. I titolari o i gestori delle attività di cui alla presente legge non sono tenuti all’iscrizione nel registro delle imprese turistiche, di cui all’art. 5 della legge n. 217/1983.
  3. Non è possibile adottare la stessa denominazione all’interno del territorio comunale.
  4. Il Comune tiene l’elenco degli operatori del “Bed & Breakfast” ed individua le azioni per favorire la segnalazione e la conoscenza di dette unità ricettive complementari. L’elenco aggiornato è comunicato entro il mese di gennaio di ogni anno agli enti indicati nel quarto comma.

Art. 6 – Obblighi del titolare

  1. Fermo restando quanto previsto dal TULPS, gli esercenti sono tenuti a comunicare:
  • all’Azienda di Promozione Turistica regionale i dati relativi agli arrivi e alle presenze degli ospiti, utilizzando l’apposita modulistica ISTAT;
  • alla Provincia competente – entro il 1° ottobre di ogni anno – i prezzi minimi e massimi e il periodo di apertura di attività, ai sensi degli artt. 2, 3 e 6 della L.R. 11/1993.
  1. E’ fatto obbligo di esporre all’esterno il marchio identificativo del “Bed & Breakfast” secondo la tipologia fornita dal Settore Turismo della Regione Abruzzo e, nei locali destinati agli ospiti, la tabella dei prezzi.
  2. E’ fatto obbligo di esporre all’esterno il marchio identificativo del “Bed & Breakfast” secondo la tipologia fornita dal competente Servizio della Giunta regionale e, nei locali destinati agli ospiti, la tabella dei prezzi.
  3. L’esercente non può in ogni caso gestire altro “Bed & Breakfast”, ed è tenuto a comunicare al Comune – entro 30 giorni – l’eventuale cessazione dell’attività, ai fini della cancellazione dall’elenco di cui all’art. 5, settimo comma.

Art. 7 – Funzioni di vigilanza e controllo

  1. Fatte salve le specifiche competenze delle autorità sanitarie e di pubblica sicurezza, le funzioni di vigilanza e controllo sull’osservanza delle disposizioni della presente legge sono esercitate dal comune territorialmente competente.
  2. Le funzioni amministrative concernenti l’applicazione delle sanzioni pecuniarie previste dalla presente legge sono altresì delegate ai comuni.

Art. 8 – Sanzioni

  1. Il titolare o gestore del Bed & Breakfast è assoggettato alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da £. 300.000 a £. 2.000.000 nel caso che:
  • accolga nella struttura ospiti per una durata continuativa superiore a giorni 30 o in numero eccedente rispetto alla capienza massima consentita;
  • non esponga la tabella dei prezzi o pratichi prezzi difformi da quelli comunicati e vistati dalla Provincia.
  1. In caso di recidiva le sanzioni previste sono raddoppiate, con sospensione dell’attività per un periodo da sei mesi ad un anno.
  2. L’esercizio di ospitalità “Bed & Breakfast” in mancanza di autorizzazione o della comunicazione di cui all’art. 5, quinto comma, è sanzionato con una sanzione amministrativa pecuniaria di £. 1.000.000, da applicarsi in misura doppia in caso di impiego del marchio di cui al successivo art. 9.

Art. 9 – Promozione di un marchio regionale

  1. La Giunta regionale adotta un marchio tipo, identificativo dei “Bed & Breakfast” in Abruzzo, da mettere a disposizione dei comuni affinché possa essere affisso dagli operatori, a loro spese, all’esterno delle sedi di esercizio dell’attività.

Art. 10 – Norma di rinvio

  1. Per tutto quanto non previsto dalla presente legge, ed in particolare relativamente alla segnalazione dei prezzi e del movimento turistico, ai controlli e alle relative sanzioni amministrative si applicano le disposizioni contenute nella L.R. 11/1993 e successive modificazioni e integrazioni, in quanto compatibili.
  2. Nel programma di promozione turistica di cui all’art. 3 della L.R. 54/1997 sono previste iniziative per l’informazione, promozione e divulgazione della formula del Bed & Breakfast.

Art. 11 – Urgenza

  1. La presente legge è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo.

Come aprire un B&b in Basilicata

LEGGE REGIONALE N. 8 DEL 04-06-2008
REGIONE BASILICATA
Disciplina dell’attività di Bed & Breakfast.
Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE BASILICATA
N. 24
del 16 giugno 2008

IL CONSIGLIO REGIONALE
ha approvato

IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE
promulga la seguente legge:

ARTICOLO 1
Generalità 1. La Regione favorisce lo sviluppo e la presenza su tutto il territorio regionale della ricettività extralberghiera denominata “Bed & Breakfast”, al fine di promuovere un turismo sostenibile, teso a favorire la conoscenza e la diffusione delle culture e delle tradizioni locali.

ARTICOLO 2
Definizione, caratteristiche e servizi minimi 1. Si definisce “Bed & Breakfast” l’attività ricettiva, a conduzione ed organizzazione familiare svolta in maniera occasionale e non imprenditoriale, che fornisce alloggio e prima colazione utilizzando parti della stessa unità immobiliare purché funzionalmente collegate e con spazi familiari condivisi, per un massimo di quattro camere ed otto posti letto totali.2. Nei comuni, nelle frazioni e negli altri centri abitati, così come delimitati dagli strumenti urbanistici, con popolazione residente non superiore a 5.000 abitanti in base ai dati ufficiali disponibili, l’attività di Bed & Breakfast può essere esercitata anche in immobili fisicamente separati ma prossimi rispetto all’abitazione principale del titolare, fatto salvo il limite della capacità ricettiva di un massimo di sei camere e dodici posti letto totali.3. Tutti gli esercizi di Bed & Breakfast devono rimanere aperti per un periodo massimo di duecentosettanta e un minimo di novanta giorni, anche non consecutivi, nell’arco dell’anno solare.4. L’esercizio dell’attività di Bed & Breakfast non costituisce cambio di destinazione d’uso dell’immobile e comporta, per tutto il periodo di apertura, l’obbligo di residenza nell’abitazione principale per il titolare.5. I requisiti minimi obbligatori richiesti per l’esercizio di attività di Bed & Breakfast, che determinano l’attribuzione della categoria “standard”di cui al successivo comma, sono elencati nell’Allegato “I” della presente legge, che fa parte integrante di essa.6. Gli esercizi di Bed & Breakfast si distinguono in:a) categoria “standard”;b) categoria “comfort”, se provvisti del “servizio bagno” in camera e in possesso di almeno sei dei requisiti elencati nell’Allegato “II” della presente legge, che fa parte integrante di essa.7. I locali destinati all’attività Bed & Breakfast devono possedere le caratteristiche strutturali ed igienico-sanitarie previste per l’uso abitativo dallo strumento urbanistico comunale vigente, nonché l’adeguamento alla normativa di pubblica sicurezza vigente.

ARTICOLO 3
Inizio dell’attività 1. L’esercizio dell’attività Bed & Breakfast è consentita previa presentazione di dichiarazione di inizio attività, ai sensi dell’articolo 19 della L. n.241/1990 e successive modifiche, al Comune nel cui territorio è ubicata l’abitazione presso cui svolgere l’attività stessa.. 2. La dichiarazione di inizio attività deve essere resa sotto forma di dichiarazione sostitutiva dell’atto di notoriètà di cui al D.P.R. n.445/2000 e deve contenere:a) le generalità complete del richiedente;b) la denominazione dell’esercizio e l’ubicazione dell’esercizio;c) l’indicazione del titolo di disponibilità dell’esercente dell’immobile;d) il numero delle camere, dei posti letto per ogni camera e dei servizi igienici con l’indicazione di quelli destinati all’attività di Bed & Breakfast;e) i periodi di apertura e chiusura dell’esercizio e i prezzi massimi da applicare;f) il possesso, da parte dell’immobile dei requisiti igienico-sanitari di cui al comma 7 dell’art.2, nonché il rispetto della normativa di sicurezza vigente;g) l’eventuale possesso dei requisiti per la classificazione “comfort” da parte dell’esercizio di Bed & Breakfast;h) la sussistenza dei requisiti soggettivi di cui all’art.11 del Testo Unico di Pubblica Sicurezza, approvato con R.D. n.773/1931.3. La richiesta di inizio attività deve essere corredata dalla documentazione prevista nell’Allegato “III” della presente legge, che fa parte integrante di essa.4. Nel rispetto delle condizioni e dei termini previsti dalla legislazione nazionale e regionale vigente, il Comune territorialmente competente provvede, entro sessanta giorni dal ricevimento della dichiarazione di inizio attività, ad effettuare la verifica circa la sussistenza dei requisiti e delle condizioni di cui alla presente legge. 5. In caso di esito negativo, il Comune adotta motivato provvedimento di divieto di prosecuzione dell’attività e di rimozione dei suoi effetti, salvo che l’interessato provveda a conformare alla normativa vigente l’attività entro un termine assegnato dal Comune, in ogni caso non superiore a trenta giorni. Durante il predetto periodo assegnato per la regolarizzazione, il Comune può autorizzare l’esercizio provvisorio dell’attività di Bed & Breakfast. 6. Nel caso in cui sia stata richiesta l’attribuzione della classificazione “comfort” ai sensi del precedente articolo 2, comma 6 lett. b), il Comune, prima di procedere alla verifica, richiede il provvedimento di classificazione alla Provincia competente che provvede a norma della legislazione vigente in materia. Nel caso di mancata ottemperanza da parte della Provincia, nel termine di trenta giorni dalla data di richiesta, circa l’attribuzione della classificazione richiesta la struttura potrà avvalersi, in via provvisoria, della classificazione “standard”, fatto salvo l’applicazione dell’art.6 della L.n.34/1996. 7. Presso ciascuna Provincia è istituito, ai fini della sola informazione turistica, l’Elenco delle strutture di Bed & Breakfast presenti su tutto il territorio regionale. 8. Non è consentito adottare la stessa denominazione all’interno del singolo territorio comunale. 9 . L’attività ricettiva di Bed & Breakfast deve essere esercitata nel rispetto delle vigenti norme, prescrizioni e autorizzazioni in materia edilizia, urbanistica, igienico-sanitaria e di pubblica sicurezza, nonché delle norme relative alla destinazione d’uso dei locali e degli edifici.

ARTICOLO 4
Obblighi del gestore del Bed & Breakfast 1. Il gestore di Bed & Breakfast, attesa l’osservanza di quanto previsto dalla presente legge, deve altresì:a) esporre all’esterno il Simbolo del Bed & Breakfast regionale;b) esporre al pubblico i prezzi applicati, i periodi di apertura e chiusura e la capacità ricettiva massima;c) comunicare, nel rispetto della normativa regionale vigente, i prezzi massimi applicati per quanto concerne l’anno successivo, i periodi di apertura e chiusura e i dati sul movimento turistico; d) ottemperare agli obblighi di pubblica sicurezza.

ARTICOLO 5
Procedure di verifica, diffida, sospensione e divieto dell’esercizio dell’attività 1. Fermo restando le competenze dell’Autorità di Pubblica Sicurezza, il Comune territorialmente competente effettua la vigilanza sull’osservanza da parte del titolare o del gestore di Bed & Breakfast delle disposizioni della presente legge.2. Salvo quanto previsto dal successivo comma 3, nel caso di accertamento di violazioni della presente legge, il Comune diffida il titolare o il gestore, con atto scritto e motivato, a rimuoverne le cause entro il termine perentorio di quindici giorni, decorsi i quali, in caso di inadempienza, procede alla sospensione dell’attività per un periodo necessario alla rimozione dell’irregolarità e comunque non superiore a sei mesi. Al termine del periodo di sospensione, qualora persista l’irregolarità contestata, il Comune dispone, con atto scritto e motivato notificato all’interessato, il divieto di prosecuzione dell’attività di Bed & Breakfast.3. Il Comune dispone il divieto di prosecuzione dell’attività di Bed & Breakfast nei seguenti altri casi:a) grave inosservanza di quanto previsto dall’art. 2 comma 7 della presente legge;b) perdita del possesso dei requisiti soggettivi di cui all’ art. 11 del Testo Unico di Pubblica Sicurezza, approvato con R.D. n. 773/1931;c) inosservanza dell’obbligo di astensione dall’esercizio dell’attività ricettiva per tutto il periodo di sospensione comminato ai sensi del comma 2 del presente articolo;d) applicazione di almeno tre provvedimenti di sospensione negli ultimi ventiquattro mesi;4. Nelle ipotesi di cui ai precedenti commi 2 e 3, non è consentito presentare una nuova dichiarazione di inizio attività per i dodici mesi successivi alla data di notificazione del provvedimento di divieto di prosecuzione.5. I provvedimenti di sospensione e di divieto di prosecuzione dell’attività, adottati dal Comune ai sensi del presente articolo, sono comunicati alla Provincia competente.

ARTICOLO 6
Sospensione volontaria temporanea e cessazione dell’attività 1. Il titolare dell’attività di Bed & Breakfast che intende sospendere temporaneamente l’esercizio deve darne preventiva comunicazione al Comune indicando il periodo di sospensione. 2. La sospensione temporanea dell’attività di Bed & Breakfast è concessa dal Comune territorialmente competente, per comprovate esigenze, per un periodo non superiore a sei mesi, prorogabili per ulteriori sei.3. Decorso inutilmente il periodo massimo di sospensione, compresa l’eventuale proroga, si presume la rinuncia dell’interessato a svolgere l’attività di Bed & Breakfast, pertanto quest’ultima s’intende cessata. 4. La chiusura per cessazione dell’attività deve essere comunicata al Comune con un preavviso di almeno sessanta giorni. Il Comune comunica tempestivamente alla Provincia di competenza la cessazione dell’attività di Bed & Breakfast.

ARTICOLO 7
Subingresso e vicende modificative della classificazione 1. Nel caso di trasferimento, per atto tra vivi o per causa di morte, della titolarità e/o disponibilità dell’immobile adibito a struttura Bed & Breakfast e in caso di prosecuzione dell’attività di Bed & Breakfast, il subentrante, entro trenta giorni, deve presentare una nuova dichiarazione di inizio attività resa nelle forme e nei modi di cui al precedente articolo 3, atteso il rispetto ed il possesso dei requisiti e delle condizioni previste dalla presente legge.2. Per la revisione della classificazione della struttura da “standard” a “comfort”, il richiedente deve inoltrare apposita domanda, corredata dalla documentazione giustificativa, al Comune che la inoltra alla Provincia. Quest’ultima provvede a norma della legislazione vigente in materia.

ARTICOLO 8
Simbolo regionale del B &B 1. La Giunta regionale, con apposito provvedimento, adotta il Simbolo identificativo del Bed & Breakfast. 2. Atteso l’obbligo di cui al precedente articolo 4, il Simbolo è gratuitamente messo a disposizione degli operatori del Bed and Breakfast.

ARTICOLO 9
Contributi 1. Per le finalità di cui alla presente legge, la Regione Basilicata, in conformità con le strategie delineate nel Piano Turistico Regionale, utilizzando fondi regionali, nazionali e comunitari, può concedere contributi per l’adeguamento, la ristrutturazione, l’ammodernamento e l’arredamento dei locali destinati all’attività di Bed and Breakfast.2. La Regione Basilicata sostiene la partecipazione a reti e circuiti regionali, nazionali e internazionali di Bed & Breakfast e favorisce l’adesione a protocolli e percorsi di qualità.3. Le leggi di approvazione del bilancio quantificheranno annualmente gli oneri destinati all’attuazione dei contenuti di cui al comma 1.

ARTICOLO 10
Sanzioni 1. Il Comune territorialmente competente, nell’ambito dei poteri di cui all’articolo 5, irroga le seguenti sanzioni amministrative: a) apertura abusiva di una struttura e esercizio abusivo dell’attività di Bed & Breakfast: da € 500,00 a € 2.500,00 e immediata chiusura dell’esercizio;b) mancata esposizione delle tariffe applicate e omessa comunicazione ai sensi dell’art.7 comma 1: da € 25,00 a € 250,00;c) omesse comunicazioni ai sensi del precedente articolo 4: da € 25,00 a € 250,00 per ciascuna violazione;d) chiusura della struttura ricettiva in violazione di quanto previsto dal precedente articolo 6; da € 125,00 a € 750,00;e) applicazione di prezzi difformi da quelli comunicati: da € 125,00 a € 750,00;f) superamento della capacità ricettiva autorizzata: da € 75,00 a € 500,00 per ogni posto letto in più;2. In caso di reiterazione, le predette sanzioni sono raddoppiate. I proventi delle sanzioni sono devolute al Comune nel cui territorio é stata accertata la violazione.

ARTICOLO 11
Norma transitoria 1. Le istanze, e la relativa documentazione, per le quali non sia stato esaurito l’iter autorizzativo previsto dall’art. 5 della legge regionale n. 37/2001 “Interventi per lo sviluppo della ricettività extralberghiera a carattere familiare denominata Bed and Breakfast”, sono trasmesse dall’A.P.T. al Comune territorialmente competente che provvede chiedendo all’interessato eventuali documentazioni integrative conformante a quanto previsto dall’art.3 della presente legge.2. Entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge, è fatto obbligo agli operatori di Bed & Breakfast già operanti di uniformarsi alle prescrizioni della presente legge, presentando una dichiarazione di adeguamento resa sotto forma di dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà di cui al D.P.R. n.445/2000, contenente le indicazioni di cui al precedente articolo 3 comma 2 e corredata dalla documentazione di cui al Allegato “III” della presente legge. 3. Il Comune territorialmente competente verifica il rispetto della disposizione di cui al comma precedente secondo quanto disposto dall’art. 5 della presente legge.

ARTICOLO 12
Abrogazione 1. La Legge regionale n.37 del 6 settembre 2001 “Interventi per lo sviluppo della ricettività extralberghiera a carattere familiare denominata Bed and Breakfast” è abrogata. 2. Rimane abrogata la Legge regionale 10 aprile 2000, n.38 “Sviluppo della ricettività extralberghiera a carattere familiare denominata Bed & Breakfast”.

ARTICOLO 13
Pubblicazione 1. La presente legge regionale sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione. 2. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Basilicata. Potenza, 4 giugno 2008 DE FILIPPO

ALLEGATO 1
Allegato “I” previsto comma 6 dell’art. 2
Servizi minimi obbligatori richiesti per l’esercizio di attività di Bed & Breakfast:a) Il “servizio bagno”deve essere autonomo rispetto alle esigenze della famiglia e comunque deve essere garantita la disponibilità di almeno un bagno ogni due camere;b) pulizia quotidiana dei locali;c) fornitura e cambio della biancheria, compresa quella da bagno, due volte a settimana e a cambio dell’ospite;d) fornitura di energia elettrica, acqua calda e fredda, riscaldamento;e) somministrazione, esclusivamente in uno degli spazi familiari condivisi, della prima colazione con bevande e alimenti preconfezionati e non manipolati;f) reperibilità del titolare o di persona da lui indicata.

ALLEGATO 2
Allegato “II” previsto dalla lett. b) comma 7 art. 2
Requisiti per la classificazione “comfort” degli esercizi di Bed & Breakfast: a) tv in camera;b) climatizzatore in camera;c) possibilità di utilizzare la cucina e le sue suppellettili;d) accessibilità alle persone disabili;e) ubicazione in residenza storica o di particolare pregio artistico;f) parcheggio o servizio parcheggio anche in convenzione con soggetti esterni;g) arredamento tipico; h) presenza di una postazione internet;i) minifrigo in camera;j) cassettina di sicurezza in camera;k) telefono in camera.

ALLEGATO 3
Allegato “III” previsto dal comma 3 dell’art. 3
Documentazione richiesta per la dichiarazione di inizio attività di Bed & Breakfast:a) planimetria dell’immobile, firmata da tecnico abilitato, con l’indicazione dei vani e dei servizi nonché degli spazi messi a disposizione degli ospiti;b) atto in copia conforme all’originale comprovante la disponibilità dell’immobile (compravendita, locazione o altro);c) copie conformi agli originali delle dichiarazioni di conformità, rilasciate ai sensi della legislazione vigente, degli impianti elettrico e termo-idraulico; d) copia della polizza assicurativa di responsabilità civile per il verificarsi di eventuali danni agli ospiti e appositamente stipulata per l’esercizio dell’attività commisurata alla propria capacità ricettiva;e) dichiarazione del richiedente, resa nelle forme e agli effetti del D.P.R. n. 445/2000, circa l’assenza di divieti contrattuali o regolamentari condominiali all’esercizio dell’attività di Bed & Breakfast nell’immobile;Alla presente domanda deve essere, altresì, allegata la richiesta di classificazione dell’esercizio con l’elencazione dei requisiti posseduti di cui all’Allegato “II” della presente legge.Eventuali modifiche e aggiornamenti relativi alla documentazione indicata nel presente allegato potranno essere adottate dalla Giunta regionale, con propria deliberazione.


Come aprire un B&b in Calabria

LEGGE REGIONALE 26 febbraio 2003, n. 2
Disciplina dell’attività di accoglienza ricettiva
a conduzione familiare denominata “Bed and Breakfast
(Pubbl. in Boll. Uff. 3 marzo 2003, n. 4 supplemento straordinario n. 1)

CAPO I
Art 1 – Finalità

  1. La Regione Calabria, perseguendo le sue finalità istituzionali in materia di crescita economica ed occupazionale, riconosce e sostiene lo sviluppo dell’attività riconducibile alla formula internazionale del Bed and Breakfast (camera e colazione, di seguito denominato B&B) come servizio di accoglienza ricettiva non convenzionale a conduzione familiare di alloggio e prima colazione.
  2. La Regione Calabria favorisce l’accoglienza turistica a carattere familiare, denominata B&B, al fine di promuovere la diffusione sul territorio di un turismo sostenibile volto alla realizzazione di benefici per le comunità locali, in termini di reddito e di qualità della vita.
  3. La Regione mira, altresì, a valorizzare e migliorare l’utilizzazione del patrimonio immobiliare esistente, nonché attraverso l’accoglienza turistica familiare l’operosità e l’ospitalità delle donne e degli uomini calabresi e la conoscenza diretta ed il rispetto di abitudini, costumi, tradizioni culturali ed enogastronomiche locali.

Art 2 – Definizione e servizi

  1. Le attività di accoglienza ricettiva esercitate da privati che, in via occasionale o saltuario, senza carattere di imprenditorialità e avvalendosi della organizzazione familiare utilizzano parte della propria abitazione fino ad un massimo di quattro camere e otto posti letto, fornendo ai turisti alloggio e prima colazione sono classificate come “B&B”.
  2. Il servizio alloggio deve comprendere i seguenti elementi minimi:
    a) la superficie delle camere adibite alla ricezione non può essere inferiore a mq 8 per la camera singola e mq 12 per la doppia;
    b) fornitura e cambio della biancheria compresa quella da bagno due volte la settimana e al cambio del cliente;
    c) un servizio bagno autonomo rispetto alle esigenze della famiglia, con un rapporto non inferiore a quattro posti letto per ogni bagno;
    d) la pulizia quotidiana dei locali;
    e) la fornitura di energia elettrica, acqua calda e da e riscaldamento.
  3. Il servizio di prima colazione è assicurato prevalentemente con cibi e bevande provenienti da produzioni calabresi.
  4. La permanenza degli ospiti non può protrarsi oltre i 60 giorni consecutivi.

Art. 3 – Disposizioni urbanistico – edilizie

  1. L’esercizio dell’attività di B&B non costituisce cambio di destinazione d’uso dell’immobile.
  2. I locali destinati all’esercizio dell’attività di cui all’articolo 2 devono possedere le caratteristiche strutturali ed igenico-sanitarie previste dallo strumento urbanistico-edilizio del Comune per i locali di civile abitazione.

Art 4 – Adempimenti amministrativi – idoneità – inizio attività

  1. I privati che intendano esercitare l’attività di cui all’articolo 2 devono presentare richieste di autorizzazione al Comune ed all’APT.
    Detta richiesta deve contenere:
    a) le generalità complete del titolare dell’attività e l’ubicazione esatta dell’immobile in cui si intende svolgere la stessa attività;
    b) l’indicazione del diritto esercitato dall’esercente sull’immobile (proprietario, locatario, usufruttuario, ecc.);
    c) il periodo di svolgimento dell’attività nell’arco dell’anno;
    d) le tariffe minime e quelle massime che si intendono praticare;
    e) la planimetria dell’immobile con l’indicazione dell’uso cui sono destinati i vari locali evidenziando le parti messe a disposizione degli ospiti;
    f) il titolo di possesso dell’immobile;
    g) il numero delle camere, dei posti letto e dei servizi igienici;
    h) l’eventuale atto di approvazione dell’assemblea condominiale nel caso di immobile facente parte di edificio composto da più appartamenti;
    i) la dichiarazione di sussistenza dei requisiti soggettivi del titolare e degli eventuali rappresentanti previsti dagli artt. 11 e 12 T.U.P.S, approvato con R.D.L. del 18 giugno 1931 n.773.
  2. . Alla richiesta dovranno essere allegati i seguenti documenti:
    a) planimetria dell’unità immobiliare, con indicazione della superficie utile e dei vani e servizi, delle aree di pertinenza, evidenziando le parti messe a disposizione degli ospiti;
    b) atto in copia conforme all’originale comprovante la disponibilità dell’immobile (compravendita, locazione o altro);
    c) atto di assenso a firma di proprietari o comproprietari nel caso di istanza presentata da altri.
  3. Il Comune, entro sessanta giorni, provvede ad effettuare un sopralluogo per la verifica dell’idoneità della struttura all’esercizio dell’attività, il cui esito sarà comunicato alla Regione – Assessorato al turismo -, alla Provincia e all’APT oltre che all’interessato.
  4. Non è consentito adottare la stessa denominazione all’interno del territorio comunale.
  5. Presso i Comuni è istituito l’albo degli operatori del “Bed and Breakfast”.
  6. L’esercizio dell’attività di B&B non necessita di iscrizione alla sezione speciale del registro degli esercenti il commercio.
  7. L’esercizio dell’attività di B&B non comporta l’obbligo di aprire la Partita Iva, secondo quanto stabilito dal Ministero delle Finanze nella risoluzione ministeriale n. 180 del 14.12.1998.
  8. Chi esercita l’attività ricettiva di cui alla presente legge è tenuto, altresì, a comunicare, su apposito modello ISTAT, al Comune e all’APT almeno semestralmente il movimento degli ospiti ai fini della rilevazione statistica ed entro il 30 settembre di ogni anno, per il periodo di apertura dell’attività, i prezzi minimi e massimi con validità dal 1° gennaio dell’anno successivo. Copia delle tariffe deve essere esposta all’interno della struttura ricettiva. La mancata comunicazione delle tariffe entro il termine indicato comporta l’automatica conferma di quelle in vigore.
  9. Il Comune e l’APT in conformità alle comunicazioni di cui ai precedenti comma redigono annualmente, ai fini dell’informazione turistica, l’elenco delle attività ricettive B&B, comprensivo dei prezzi praticati, dandone comunicazione alla Regione ed “all’APT provinciale” entro il 31 dicembre di ogni anno.
  10. Nessuna attività di Bed and Breakfast può essere esercitata da titolare non iscritto nell’elenco previsto dal comma precedente.
  11. Il gestore fornisce all’Autorità di pubblica sicurezza ogni comunicazione relativa alle presenze, secondo la normativa vigente.
  12. L’esercente non può gestire altra attività di B&B ed è tenuto a comunicare al Comune ed all’APT l’eventuale cessazione dell’attività ai fini della cancellazione dall’elenco di cui al comma 9.

CAPO Il
Art. 5 – Finanziamenti

  1. La Regione, per perseguire le finalità di cui alla presente legge, può concedere contributi in conto capitale, fino al 50% delle spese ammesse con un tetto massimo di 5.000,00 Euro per posto letto e comunque nell’importo massimo complessivo di 25.000,00 Euro.
  2. La Regione può altresì concedere contributi alle APT per la realizzazione di materiali informativi e promozionali delle attività di B&B iscritte nell’elenco, nonché per favorire l’associazionismo e la qualificazione dei gestori al fine di realizzare il sistema calabrese delle strutture di B&B.
  3. La Regione adotta un marchio tipo, identificativo del sistema calabrese di B&B che certifica il livello complessivo della qualità dei servizi rapportati al prezzo di 1^ e 2^ categoria. Il marchio deve essere, obbligatoriamente esposto nelle abitazioni destinate ad esercizio dell’attività all’esterno degli immobili.
  4. La Giunta regionale, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, adotta un regolamento che definisce le condizioni, i termini, le modalità e le priorità a favore dei piccoli centri delle aree interne, per la concessione e la liquidazione dei contributi , nonché per l’attribuzione del marchio, di cui ai commi precedenti.
  5. Il regolamento di cui al comma quattro stabilisce altresì le procedure per la riserva dei finanziamenti alle singole Province, tenendo conto dell’ampiezza dei territori, del numero dei piccoli comuni ubicati in aree interne e, in misura inversamente proporzionale, del numero di esercizi di B&B iscritti nell’elenco di cui all’articolo successivo.
  6. A seguito dell’attuazione del conferimento agli Enti locali delle funzioni e dei compiti in materia di turismo in applicazione della L.R. 12 agosto 2002, n. 34, i provvedimenti di concessione dei contributi di cui al primo comma sono assunti dalle Amministrazioni provinciali.

Art. 6 – Elenco regionale e promozionale del sistema calabrese di B&B.

  1. La Regione istituisce l’elenco regionale dei soggetti esercenti in Calabria l’attività del B&B. L’elenco è articolato per sezioni provinciali ed è gestito dalle APT per il territorio di competenza. L’iscrizione nell’elenco è obbligatoria.

Art 7 – Revoca di contributi e sospensione dell’autorizzazione

  1. Il Comune controlla periodicamente il rispetto dell’obbligo al mantenimento dell’attività. La regione, accertata la violazione dell’obbligo, provvede a revocare i contributi concessi proporzionalmente al residuo periodo di inadempienza.
  2. Il Comune, anche su segnalazione dell’APT o dell’ASL competenti per territorio, può adottare provvedimenti di sospensione o chiusura dell’esercizio, mediate revoca dell’autorizzazione e conseguente cancellazione dagli elenchi delle attività ricettive di B&B, nei seguenti casi:
    a) perdita, da parte del titolare, del possesso dei requisiti soggettivi di cui al T.U. P.S. approvato con R.D.L. 18/6/1931 n. 773 e successive modificazioni;
    b) attività difforme dagli scopi per i quali è stata rilasciata l’idoneità;
    c) reiterate segnalazioni da parte degli ospiti di carenze e disservizi;
    d) persistente inosservanza delle normative di tutela del turista.
  3. In caso di accertamenti di irregolarità, il Comune diffida a rimuovere le stesse entro un termine non superiore a 10 giorni e, in caso di inadempienza, procede alla sospensione dell’attività, per un periodo non superiore a 6 mesi, decorso inutilmente il quale procede alla chiusura dell’attività.
  4. I provvedimenti di sospensione e di chiusura sono comunicati all’APT per l’annotazione sull’elenco.

Art. 8 – Sanzioni

  1. Il comune per le inadempienze accertate può comminare le sanzioni di seguito elencate:
    a) per omessa esposizione delle tabelle delle tariffe praticate: sanzione pecunaria da euro 105.00 a euro 420.00.
    b) per applicazioni di prezzi difformi rispetto a quelli esposti: da euro 210.00 a euro 840.00
    c) per accoglimento degli ospiti in numero eccedente rispetto alla capienza massima di posti letto autorizzata: da euro 155.00 a euro 775.00;
    d) per apertura abusiva e/o omessa denuncia inizio attività da Euro 260,00 a Euro 1.000,00.
  2. L’introito delle somme derivanti dal pagamento delle sanzioni pecuniarie avviene a favore del Comune dove ha sede l’attività.
  3. Le sanzioni di cui al comma 1, in caso di persistente inosservanza, sono raddoppiate.

Art. 9 – Vigilanza e controlli

  1. Fatte salve le specifiche competenze delle autorità sanitarie e di pubblica sicurezza, le funzioni di vigilanza e di controllo sull’osservanza delle disposizioni della presente legge sono esercitate dal Comune e dall’APT territorialmente competenti. I Comuni svolgono le funzioni amministrative concernenti l’applicazione delle sanzioni di cui all’art. 8.

Art. 10 – Sospensione dell’attività

  1. Il titolare dell’attività di B&B che intende sospendere temporaneamente l’esercizio deve darne, preventivamente, comunicazione al Comune e all’APT.
  2. La sospensione temporanea non può essere superiore a 6 mesi, prorogabili per ulteriori 6 mesi, per comprovati motivi di forza maggiore. Decorso tale termine l’attività si considera definitivamente cessata ed il comune procede alla revoca dell’autorizzazione.

Art. 11 – Norma finanziaria

  1. Alla copertura dell’onere finanziario derivante dalla presente legge si provvede in sede di approvazione del bilancio di previsione 2003.

Come aprire un B&b in Campania

Legge Regionale 10 maggio 2001, n. 5
“Disciplina dell’attività di Bed and Breakfast”
(BURC n. 26 del 14 maggio 2001)

Articolo 1 – Definizione e caratteristiche

Costituisce attività ricettiva di “Bed and Breakfast” l’offerta di alloggio e prima colazione esercitata, con carattere saltuario e non professionale, da un nucleo familiare che, ad integrazione del proprio reddito, utilizza parte della propria abitazione, fino ad un massimo di tre camere e per un massimo di sei ospiti.

L’attività di cui al comma 1 deve assicurare i seguenti servizi minimi:

a) fino a due ospiti un servizio bagno anche coincidente con quello dell’abitazione; oltre i due ospiti un ulteriore servizio bagno;
b) requisiti dimensionali minimi per camera, come segue:

  • 9,00 mq per un posto letto;
  • 12,00 mq per due posti letto;
  • 18,00 mq per tre posti letto;
  • 24,00 mq per quattro posti letto;

c) pulizia quotidiana dei locali;
d) cambio della biancheria, compresa quella da bagno, due volte a settimana o a cambio del cliente;
e) fornitura di energia elettrica, acqua calda e fredda, riscaldamento;
f) cibi e bevande confezionate per la prima colazione.

I locali destinati all’attività di “Bed and Breakfast” devono possedere le caratteristiche strutturali ed igienico-edilizie, previste per i locali di abitazione dal regolamento igienico-edilizio comunale, nonchè l’adeguamento alle normative di sicurezza vigente.
Il soggiorno massimo consentito non può superare i trenta giorni consecutivi.
L’esercizio dell’attività di cui al comma 1 non costituisce cambio di destinazione d’uso dell’immobile e comporta, per i proprietari o i possessori dell’abitazione, l’obbligo di residenza e stabile domicilio nella stessa.

Articolo 2 – Accertamento dei requisiti

L’attività di cui all’art. 1 può essere intrapresa previa domanda, presentata almeno 30 giorni prima dell’inizio dell’attività, da inviare al Comune per richiedere l’autorizzazione dell’inizio dell’attività e da cui risulta:

a) le generalità complete dell’interessato e l’ubicazione dell’immobile;
b) planimetria dell’immobile con l’indicazione dell’uso cui sono destinati i vari locali, firmata da un tecnico iscritto all’albo e accompagnata dal certificato di abitabilità o da autodichiarazione sostitutiva;
c) certificazione sullo stato di famiglia e sulla residenza, nonché autodichiarazione dell’interessato che nei propri confronti non sussistono cause di divieto, di decadenza o di sospensione previste dall’articolo 10 della Legge 31 maggio 1965, n. 575, e indicate nell’allegato 1 al Decreto Legislativo 8 agosto 1994, n. 490;

Il Comune provvede, entro 30 giorni dalla data di ricezione della comunicazione, ad effettuare apposito sopralluogo ai fini della conferma dell’idoneità all’esercizio dell’attività, tenendo conto che:

a) sussistano i requisiti soggettivi del titolare e degli eventuali rappresentanti, previsti dagli articoli 11 e 12 del T.U.L.P.S. approvato con R.D.L. 18 giugno 1931, n. 773;
b) sussistano i requisiti ingienico-sanitari, antinfortunistici ed antincendio previsti dalle norme vigenti.

Articolo 3 – Rinnovi e dichiarazioni annuali

L’esercizio dell’attività di cui all’articolo 1 si rinnova annualmente su comunicazione dell’interessato, con la quale dichiara la persistenza dei requisiti di cui all’articolo 2.

Articolo 4 – Diffida, sospensione, interdizione e rinunzia

L’esercizio dell’attività di cui all’articolo 1 può essere interdetto dal Comune in ogni tempo, venendo meno alcuno dei requisiti per il rilascio di cui all’articolo 2, o per motivi di pubblica sicurezza.
Il Comune, previa diffida, può sospendere temporaneamente l’attività di cui all’articolo 1, quando, con adeguata motivazione, non ritiene necessaria l’irrogazione dell’interdizione di cui al comma 1.
Il titolare dell’attività di cui all’articolo 1 che intende procedere alla sospensione temporanea o alla cessazione della stessa deve darne preventivo e, qualora ciò non fosse possibile, contestuale avviso al Comune.
Il periodo di sospensione volontaria dell’attività non può essere superiore a sei mesi, decorso tale termine, si presume la rinuncia dell’interessato a svolgere l’attività di cui all’articolo 1.

Articolo 5 – Comunicazione dei provvedimenti

Il Comune dà immediata comunicazione dell’inizio dell’attività di cui all’articolo 1 all’Assessorato regionale competente.
L’Assessorato regionale competente, sulla scorta delle comunicazioni di cui al comma precedente, provvede periodicamente ad elaborare ed aggiornare l’albo delle attività di “Bed and Breakfast”.

Articolo 6 – Obblighi amministrativo per lo svolgimento delle attività

E’ fatto obbligo ai titolari dell’attività di cui all’articolo 1 di esporre, nei locali adibiti all’esercizio “Bed and Breakfast”, in luogo ben visibile, l’autorizzazione di inizio dell’attività e la tabella indicante le tariffe praticate.

Articolo 7 – Funzioni di vigilanza e controllo

Fermo restando le competenze dell’Autorità di pubblica sicurezza, le funzioni di vigilanza e di controllo sull’osservanza delle disposizioni delle presente legge sono esercitate dal Comune.

Articolo 8 – Classificazione

Gli esercizi dell’attività di cui all’articolo 1 sono classificati in un’unica categoria.

Articolo 9 – Osservanza di norme statali e regionali

I titolari dell’attività di cui all’articolo 1 sono tenuti ad attenersi alle disposizioni di pubblica sicurezza, relative alla denuncia delle persone alloggiate.
I titolari dell’attività di cui all’articolo 1 sono tenuti a comunicare, ogni quattro mesi, all’Ente Provinciale per il turismo i dati ricettivi e del movimento ai fini statistici.
I Comuni provvedono a stilare ogni anno un elenco nominativo e di consistenza ricettiva degli esercizi di “Bed and Breakfast”, di cui all’articolo 1, e ne danno comunicazione all’Assessorato regionale competente, alla Provincia ed all’Ente Provinciale per il Turismo.

Articolo 10 – Sanzioni

Chiunque fa funzionare uno degli esercizi di “Bed and Breakfast”, di cui all’articolo 1, senza gli adempimenti di cui all’articolo 2 é soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento della somma da lire 3.000.000 a lire 8.000.000.
L’omessa esposizione della tabella indicante le tariffe praticate, di cui all’articolo 6, comporta la sanzione amministrativa del pagamento della somma da lire 300.000 a lire 900.000.
L’applicazione di prezzi superiori a quelli esposti comporta la sanzione amministrativa del pagamento della somma da lire 500.000 a lire 2.000.000.
Il superamento della capacità ricettiva consentita comporta la sanzione amministrativa del pagamento della somma da lire 500.000 a lire 2.000.000.
In ogni caso di recidiva le sanzioni previste ai commi precedenti sono raddoppiate e nei casi più gravi può procedersi alla sospensione dell’attività o all’interdizione della stessa.

Articolo 11 – Accertamento delle violazioni e irrogazioni delle sanzioni

L’accertamento delle violazioni e la irrogazione delle sanzioni, di cui alla presente legge, sono effettuati secondo le procedure di cui alla legge regionale 10 gennaio 1983, n. 13.
I proventi delle sanzioni, previste dall’articolo 10, sono devolute al Comune nel cui territorio é stata accertata la violazione. L’Amministrazione Comunale li incamera quale provvista di mezzi finanziari per far fronte alle attribuzioni ad essa conferite con la presente legge.

Articolo 12 – Norma finale

La presente legge é dichiarata urgente ai sensi del II comma dell’articolo 127 della Costituzione ed entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania.

La presente Legge regionale sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania.
E’ fatto obbligo a chiunque spetti, di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Campania.

10 maggio 2001

NOTE
Avvertenza:
Il testo della legge viene pubblicato con le note redatte dal Servizio 02 del Settore Legislativo, al solo scopo di facilitarne la lettura (D.P.G.R.C. n. 10328 del 21 giugno 1996)
Note all’art. 2
Il testo dell’art. 10 della Legge 31 maggio 1965, n. 575, recante norma in materia di “Pubblica Sicurezza”, è il seguente.
«…omissis… Le persone alle quali sono state applicate con provvedimento definitivo una misura di prevenzione, non possono ottenere:
a) licenze o autorizzazioni di polizia e di commercio;» …..omissis
L’allegato 1 al Decreto Legislativo 8 agosto 1994, n. 490, recante norme in materia di “Associazioni vietate”, è il seguente:

All. 1.
Entrata in vigore.
ALLEGATO 1

CAUSE DI DIVIETO, DI SOSPENSIONE E DI DECADENZA PREVISTE DALL’ART. 10 DELLA LEGGE 31 MAGGIO 1965, N. 575, IN RIFERIMENTO AGLI ARTICOLI 2, COMMA 1; 3, COMMA 1; 4, COMMI 4 E 6, DEL PRESENTE DECRETO LEGISLATIVO

1) Cause di divieto ad ottenere le licenze, le concessioni, le iscrizioni, le erogazioni e gli altri provvedimenti ed atti, nonché a concludere i contratti e subcontratti indicati nell’art. 10, commi 1 e 2, della legge 31 maggio 1965, n. 575:
a) provvedimento definitivo di applicazione di una misura di prevenzione (art. 10, comma 2, legge n. 575/1965);
b) sentenza definitiva di condanna, o sentenza di primo grado confermata in grado di appello, per uno dei delitti di cui all’art. 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale (art. 10, comma 5-ter, legge n. 575/1965);
c) provvedimento del tribunale che dispone in via provvisoria i divieti nel corso del procedimento di prevenzione, se sussistono – motivi di particolare gravità (art. 10, commi 3 e 5-bis, legge n. 575/1965);
d) provvedimento del tribunale che dispone che i divieti operino anche nei confronti di chiunque conviva con la persona sottoposta a misura di prevenzione, nonché nei confronti di imprese, associazioni, società e consorzi di cui la persona sottoposta a misura di prevenzione sia amministratore o determini in qualsiasi modo scelte e indirizzi (art. 10, comma 4, legge n. 575/1965).
II) Causa di sospensione dell’efficacia delle iscrizioni, delle erogazioni e degli altri provvedimenti ed atti di cui all’art. 10, commi 1 e 2, della legge 31 maggio 1965, n. 575:
a) provvedimento del tribunale che in via provvisoria sospende l’efficacia delle iscrizioni, delle erogazioni e degli altri provvedimenti ed atti di cui all’art. 10, commi 1 e 2, della legge n. 575/1965 (art. 10, commi 3 e 5-bis, legge n. 575/1965).
III) Cause di decadenza di diritto dalle licenze, autorizzazioni, concessioni, iscrizioni, abilitazioni ed erogazioni di cui all’art. 10, comma 1, della legge 31 maggio 1965, n. 575:
a) provvedimento definitivo di applicazione di una misura di prevenzione (art. 10, comma 2, legge n. 575/1965);
b) sentenza definitiva di condanna, o sentenza di primo grado confermata in grado di appello, per uno dei delitti di cui all’art. 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale (art. 10, comma 5-ter, legge n. 575/1965);
c) provvedimento del tribunale che dispone che le decadenze operino anche nei confronti di chiunque conviva con la persona sottoposta a misura di prevenzione, nonché nei confronti di imprese, associazioni, società e consorzi di cui la persona sottoposta a misura di prevenzione sia amministratore o determini in qualsiasi modo scelte e indirizzi (art. 10, comma 4, legge n. 575/1965).
IV) Causa di sospensione del procedimento amministrativo concernente i provvedimenti, gli atti, i contratti e subcontratti di cui all’art. 10, commi 1 e 2, della legge 31 maggio 1965, n. 575:
a) procedimento di prevenzione in corso e preventiva comunicazione al giudice competente da parte della pubblica amministrazione interessata (art. 10, comma 5-bis, seconda parte, legge n. 575/1965).
Gli articoli 11 e 12 del T.U.L.P.S., approvato con R.D.L. 18 giugno 1931, n. 775, recante norme in materia di “Sicurezza Pubblica”, sono i seguenti:
11. (art. 10 T.U. l926) – Salve le condizioni particolari stabilite dalla legge nei singoli casi, le autorizzazioni di polizia debbono essere negate:
1° a chi ha riportato una condanna a pena restrittiva della libertà personale superiore a tre anni per delitto non colposo e non ha ottenuto la riabilitazione;
2° a chi è sottoposto all’ammonizione o a misura di sicurezza personale o è stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza.
Le autorizzazioni di polizia possono essere negate a chi ha riportato condanna per delitti contro la personalità dello Stato e contro l’ordine pubblico, ovvero per delitti contro le persone commessi con violenza, e per furto, rapina, estorsione, sequestro di persona a scopo di rapina o di estorsione, o per violenza o resistenza all’autorità, e a chi non può provare la sua buona condotta.
Le autorizzazioni devono essere revocate quando nella persona autorizzata vengono a mancare, in tutto o in parte, le condizioni alle quali sono subordinate, e possono essere revocate quando sopraggiungono o vengono a risultare circostanze che avrebbero imposto o consentito il diniego della autorizzazione.
12. (art. 11 T.U. 1926). – Le persone che hanno l’obbligo di provvedere all’istruzione elementare dei fanciulli ai termini delle leggi vigenti (7), non possono ottenere autorizzazioni di polizia se non dimostrano di avere ottemperato all’obbligo predetto.
Per le persone che sono nate posteriormente al 1885, quando la legge non disponga altrimenti, il rilascio delle autorizzazioni di polizia è sottoposto alla condizione che il richiedente stenda domanda e apponga di suo pugno, in calce alla domanda, la propria firma e le indicazioni del proprio stato e domicilio. Di ciò il pubblico ufficiale farà attestazione.


Come aprire un B&b in Emilia Romagna

Nuova Legge Regionale 16/2004, all’art.13

Modalità per l’esercizio dell’attività

L’esercizio di Bed and Brekfast è un’attività ricettiva svolta nella propria abitazione e che rende disponibile al cliente un servizio di alloggio e prima colazione.
Possono inoltre esercitare l’attività, coloro che sono in possesso di un’abitazione per diritto d’uso, usufrutto, comodato o contratto di locazione.
Le stanze destinate a questa attività, al massimo 3 e con un massimo di 6 posti letto (più un eventuale letto per i minori di 12 anni), devono possedere i requisiti igienico-sanitari previsti per l’uso abitativo.
Nel caso sia utilizzata per l’accoglienza più di una stanza, dovrà essere garantita la disponibilità di due servizi igienici.
L’esercizio del B&B, non costituisce cambio di destinazione d’uso residenziale dell’unità immobiliare e comporta, per i proprietari o possessori, l’obbligo di residenza e dimora nella medesima.
L’attività deve avere un carattere saltuario, con l’obbligo che il periodo complessivo di attività, nell’arco dell’anno, non superi le 120 giornate o, in alternativa, 500 pernottamenti sempre nell’arco dell’anno solare.

Adempimenti amministrativi

Il cittadino che vuole esercitare questa l’attività, deve presentare:

  • la denuncia d’inizio attività al proprio Comune, anche in caso di subentro

Non occorre l’iscrizione al Registro delle Imprese e l’attività non è soggetta all’applicazione dell’IVA e al conseguente obbligo di apertura di partita IVA.

L’esercente è tenuto a comunicare entro il 1 ottobre di ogni anno al Comune e alla Provincia, il periodo di apertura dell’attività ed i prezzi massimi.

Occorre inoltre comunicare alla Provincia il movimento degli ospiti su apposito modulo e secondo le modalità indicate dall’ISTAT.

E’ compito della Provincia redigere annualmente l’elenco delle attività ricettive, provvedere alla sua pubblicazione, svolgere l’attività di controllo e sanzionatoria in materia di prezzi.
E’ compito dei Comuni la verifica del possesso dei requisiti per lo svolgimento dell’attività.

La Regione non assegna finanziamenti per interventi strutturali per l’esercizio dell’attività di B&B.
Per esercitare l’attività non è obbligatoria la frequenza di corsi regionali.


Come aprire un B&b in Friuli Venezia Giulia

LEGGE REGIONALE 05/07/1999, N. 017
Disposizioni in materia di turismo itinerante
e regolamentazione dei Bed and Breakfast

CAPO I Disposizioni in materia di turismo itinerante

Art. 1 (Finalità)

  1. La Regione, ai fini della promozione del turismo all’aria aperta, favorisce l’istituzione di aree attrezzate per la sosta temporanea di autocaravan e caravan in zone apposite individuate dai Comuni singoli o associati a supporto del turismo itinerante.

Art. 2 (Aree di sosta)

  1. Le aree di sosta, nel rispetto delle disposizioni di cui all’articolo 378 del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, sono dotate almeno di:
    – pozzetto di scarico autopulente;
    – erogatore di acqua potabile;
    – adeguato sistema di illuminazione;
    – contenitori per le raccolte differenziate dei rifiuti effettuate nel territorio comunale;
    – toponomastica della città contenente le informazioni turistiche aggiornate redatte nelle lingue locali ed in altre lingue.
  2. La localizzazione delle aree, nel rispetto delle leggi e dei regolamenti comunali, deve tener conto della vicinanza dai mezzi pubblici di trasporto alternativo, del collegamento con piste ciclabili, della vicinanza con esercizi commerciali, ricreativi e culturali, di eventuali offerte turistiche.
  3. L’area di sosta deve essere opportunamente dimensionata in relazione al minor impatto ambientale possibile, dotata di pavimentazione permeabile e piantumata con siepi ed alberature, che devono occupare una superficie non inferiore al 20 per cento ed indicata con l’apposito segnale stradale a partire dal confine comunale. L’ingresso e l’uscita devono essere regolamentati.
  4. Della dislocazione e dei servizi forniti dall’area attrezzata deve essere data, a cura del Comune o dei Comuni associati, tempestiva comunicazione ai soggetti pubblici e privati operanti nel settore turistico.
  5. La sosta di autocaravan e caravan nelle aree di cui al comma l è permessa per un periodo massimo di 48 ore consecutive. I Comuni possono stabilire deroghe al limite sopra indicato nel rispetto delle norme di legge e dei regolamenti comunali.

Art. 3 (Affidamento della gestione delle aree)

  1. I Comuni, singoli o associati, provvedono alla gestione delle aree direttamente o mediante apposite convenzioni con altri soggetti nelle quali sono stabilite, sulla base delle norme vigenti, le tariffe e le altre indicazioni della gestione stessa. Le tariffe, mediante il loro bilanciamento, devono stimolare il prolungamento della stagione turistica.
  2. I soggetti gestori delle aree comunicano gli arrivi alle Aziende di promozione turistica o ai Comuni competenti per territorio ai fini della rilevazione statistica del movimento turistico regionale.

Art. 4 (Contributi)

  1. La Regione, per la realizzazione delle aree di cui all’articolo 2, concede contributi in conto capitale ai Comuni, singoli o associati, dando priorità a quelli il cui territorio ricade nelle aree dell’obiettivo 5b di cui al regolamento (CEE) n. 2052/88 del Consiglio, del 24 giugno 1988, cosi’ come modificato dal regolamento (CEE) n. 2081/93 del Consiglio, del 20 luglio 1993. La Giunta regionale stabilisce criteri e priorità al fine di realizzare una equilibrata dislocazione delle aree attrezzate sul territorio regionale.
  2. La Regione concede altresi’ contributi ai Comuni, singoli o associati, che intendono ristrutturare o ampliare le aree di sosta già esistenti sul loro territorio, fornendole almeno delle dotazioni indicate all’articolo 2.
  3. I contributi di cui ai commi 1 e 2 sono concessi nella misura massima del 50 per cento della spesa ritenuta ammissibile, con esclusione delle spese destinate all’acquisto dell’area, e fino al limite massimo di cinquanta milioni per singolo intervento.
  4. Per le aree realizzate da Comuni associati il limite massimo del contributo viene elevato a settanta milioni.

Art. 5 (Presentazione delle domande)

  1. Le domande per la concessione dei contributi devono essere presentate alla Direzione regionale del commercio e del turismo entro centoventi giorni dall’entrata in vigore della presente legge; per gli anni successivi entro il 31 gennaio di ciascun anno.
  2. Le domande devono essere corredate della seguente documentazione:
    – copia della deliberazione dell’intervento;
    – progetto e relativo computo metrico estimativo dei lavori.
  3. La Giunta regionale, entro trenta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, stabilisce i criteri e le modalità per la concessione dei contributi. L’erogazione dei contributi è disposta dal Dirigente del servizio competente entro sessanta giorni dalla presentazione della documentazione consuntiva di spesa.

CAPO II Regolamentazione dei Bed and Breakfast

Art. 6 (Integrazione alla legge regionale 17/1997 in materia di Bed and Breakfast)

  1. Al Capo VI della legge regionale 18 aprile 1997, n. 17, dopo l’articolo 29, è aggiunto il seguente:Art. 29 bis (Esercizio saltuario dei servizi di alloggio e prima colazione – Bed and Breakfast)
    Coloro i quali, nell’ambito della propria residenza, offrono un servizio di alloggio e prima colazione, per non piu’ di tre camere e con un massimo di sei posti letto, con carattere saltuario o per periodi ricorrenti stagionali, non sono tenuti agli adempimenti di cui all’articolo 27.
  2. Il servizio deve essere assicurato avvalendosi della normale organizzazione familiare e fornendo, esclusivamente a chi è alloggiato, cibi e bevande confezionate per la prima colazione senza alcuna manipolazione.
  3. Coloro che intendono esercitare questa attività devono comunicare preventivamente e annualmente al Comune competente per territorio l’avvio della attività sulla base di idonea dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà di cui all’articolo 4 della legge 4 gennaio 1968, n. 15, ed ai sensi degli articoli 2 e 3 del decreto del Presidente della Repubblica 20 ottobre 1998, n. 403.
  4. I soggetti che rientrano nelle previsioni di cui al comma 1 accedono alle facilitazioni di carattere amministrativo-fiscale previste da norme statali ed atti ad esse correlati. “.

Art. 7 (Pubblicità e attuazione dell’attività di Bed and Breakfast)

  1. I Comuni istituiscono, regolamentano e aggiornano un apposito albo degli operatori nell’attività dei ” Bed and Breakfast “.
  2. Nell’ambito del regolamento di cui al comma 1, i Comuni possono limitare a due il numero massimo di camere offerte in servizio di alloggio e prima colazione da uno stesso operatore.
  3. L’albo di cui al comma 1 è trasmesso periodicamente, e comunque almeno tre volte all’anno, alle Aziende di promozione turistica competenti per territorio.
  4. La Regione trasmette ai Comuni, allo scopo di agevolare al massimo l’adempimento della comunicazione di inizio esercizio dell’attività, idonea modulistica predisposta per tale segnalazione.
  5. I Comuni, successivamente alla segnalazione di cui al comma 4, effettuano apposito sopralluogo ai fini della conferma dell’idoneità all’esercizio dell’attività, allo scopo di iscrivere il richiedente nell’albo di cui al presente articolo.
  6. I Comuni pubblicizzano l’elenco degli operatori ” Bed and Breakfast ” in apposite bacheche nei pressi del municipio o in altri luoghi di pubblico passaggio.
  7. L’iscrizione all’albo di cui al comma 1 conferisce agli iscritti la facoltà di esporre, all’esterno dell’immobile ove viene svolto il servizio di Bed and Breakfast, idonea pubblicità identificativa.

Art. 8 (Marchio identificativo dell’attività di Bed and Breakfast)

  1. La Giunta regionale, con propria deliberazione, è autorizzata ad approvare un apposito marchio identificativo dei ” Bed and Breakfast ” in Friuli-Venezia Giulia.
  2. Il marchio è trasmesso ai Comuni che lo mettono a disposizione degli operatori iscritti all’albo dei ” Bed and Breakfast “, e puo’ essere affisso, a spese degli interessati, all’esterno delle sedi di esercizio dell’attività.

Art. 9 (Sanzioni relative all’irregolare esercizio di attività di Bed and Breakfast)

  1. La pubblicizzazione di ” Bed and Breakfast ” in mancanza dell’iscrizione all’albo comporta la sanzione, elevata dai Comuni, da lire 1.000.000 a lire 5.000.000.
  2. Qualora la pubblicizzazione irregolare esponga anche il marchio di cui all’articolo 8 la sanzione è raddoppiata.
  3. L’offerta del servizio di alloggio in locali diversi da quelli predisposti, ovvero in misura maggiore a quanto consentito, comporta la sanzione, elevata dai Comuni, da lire 200.000 a lire 1.000.000 e restano applicabili le eventuali sanzioni comminate in violazione di altre leggi locali o statali. In caso di recidiva l’operatore è anche cancellato per un anno dall’albo di cui al comma 1 dell’articolo 7.

CAPO III Norme finanziarie

Art. 10 (Norme finanziarie)

  1. Per le finalità previste dall’articolo 4 è autorizzata, per l’anno 1999, la spesa di lire 500 milioni.
  2. A tal fine, nello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale per gli anni 1999-2001 e del bilancio per l’anno 1999, è istituito – alla Rubrica n. 28 – programma 0.26.1 (Promozione e sviluppo turistico) – spese d’investimento – Categoria 2.3 – Sezione X, il capitolo 9251 (2.1.232.3.10.24), con la denominazione ” Contributi ai Comuni, singoli e associati, per la realizzazione, la ristrutturazione e l’ampliamento di aree attrezzate per il turismo itinerante ” e con lo stanziamento di lire 500 milioni per l’anno 1999.
  3. Al predetto onere finanziario di lire 500 milioni si provvede mediante prelevamento di pari importo dal fondo globale iscritto sul capitolo 9710 dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale 1999-2001 e del bilancio per l’anno 1999 (Partita n. 99 dell’elenco n. 7 allegato ai bilanci predetti), corrispondente a parte della quota non utilizzata al 31 dicembre 1998 e trasferita ai sensi dell’articolo 7, secondo comma, della legge regionale 20 gennaio 1982, n. 10, con decreto dell’Assessore alle finanze n. 6 del 20 gennaio 1999.

Come aprire un B&B in Lazio

10/09/2015 – BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO – N. 73
Regione Lazio
Regolamenti Regionali
Regolamento 7 agosto 2015, n. 8

Nuova disciplina delle strutture ricettive extralberghiere
LA GIUNTA REGIONALE ha adottato
IL PRESIDENTE DELLA REGIONE emana
il seguente regolamento:

CAPO I

DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1

(Oggetto e ambito di applicazione)

1. Il presente regolamento autorizzato ai sensi degli articoli 23, comma 6, 25 comma 1 e 56 della legge regionale 6 agosto 2007, n. 13 (Organizzazione del sistema turistico laziale. Modifiche alla legge regionale 6 agosto 1999, n. 14) individua:

a)le strutture ricettive extralberghiere, di seguito denominate strutture, e le relative caratteristiche;
b)i diversi livelli di classificazione e categorie;
c)i requisiti funzionali e strutturali;

2.Il presente regolamento stabilisce, altresì, gli indirizzi per assicurare livelli minimi di uniformità sul territorio regionale nell’applicazione della disciplina dei procedimenti finalizzati alla classificazione delle strutture e alla regolamentazione delle attività nonché, ai fini della semplificazione amministrativa, le modalità per l’avvio delle stesse mediante la presentazione della Segnalazione Certificata di Inizio dell’Attività (SCIA).

3.Le disposizioni di cui al presente regolamento si applicano alle seguenti

strutture:
a) Guest house o Affittacamere;
b) Ostelli per la gioventù;
c) Hostel o Ostelli;
d) Case e appartamenti per vacanze;
e) Case per ferie;
f) Bed & Breakfast;
g) Country house o Residenze di campagna;
h) Rifugi montani;
i) Rifugi escursionistici.

Art. 2

(Comunicazioni sulla capacità ricettiva delle strutture e sulla rilevazione dei flussi turistici)

1.Il Comune trasmette all’Agenzia regionale del Turismo, di seguito denominata Agenzia, di cui all’articolo 12 della l.r. 13/2007, entro il 30 ottobre di ogni anno o su richiesta dell’Agenzia stessa, gli aggiornamenti dei dati sulla capacità ricettiva delle strutture che hanno presentato la SCIA nel corso dell’anno.

2.Al fine di consentire la rilevazione statistica dei flussi turistici i titolari o i gestori delle strutture di cui al comma 3 dell’articolo 1, sono tenuti a trasmettere, per via telematica all’Agenzia di cui al comma 1, i dati sugli arrivi e sulle presenze nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 28, comma 1 della l.r. 13/2007.

3.Per favorire la sicurezza sul territorio regionale e contrastare forme irregolari di ospitalità a danno della qualità dell’offerta turistica, i soggetti titolari di strutture diverse da quelle di cui al comma 3 dell’articolo 1 che offrono ospitalità in appartamenti privati locati per fini turistici di cui all’articolo 1, comma 2, lettera c), della legge 9 dicembre 1998, n. 431 (Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo) o coloro che esercitano altre forme di ospitalità attraverso canali on line di promo commercializzazione, trasmettono al Comune competente e all’Agenzia di cui al comma 1, idonea comunicazione sull’ospitalità offerta utilizzando l’apposita modulistica on line predisposta dal Comune stesso.

4.L’Agenzia di cui al comma 1, per le finalità di cui al presente articolo effettua, di concerto con gli enti e le istituzioni competenti, il monitoraggio e il confronto dei dati sulla capacità ricettiva delle strutture inviati dai comuni con i dati rilevabili attraverso i siti e i canali on line di promo-commercializzazionedelle strutture, segnalando gli esiti del monitoraggio alle autorità competenti.

Art.3 (Periodi di chiusura)

1.I Comuni, nei periodi di minor flusso turistico ed in considerazione del numero complessivo di posti letto offerto dalle strutture alberghiere ed extralberghiere insistenti in zone urbane ad alta concentrazione di strutture ricettive possono stabilire, durante l’anno solare, specifici periodi di chiusura, non superiori a due nell’arco dell’anno, limitatamente alle strutture che svolgono attività ricettiva in forma non imprenditoriale.

2.I periodi di chiusura di cui al comma 1, non sono da considerare aggiuntivi a quelli già previsti per le strutture che svolgono attività ricettiva in forma non imprenditoriale di cui agli articoli 7, comma 2 lettera a) e 9, comma 3, lettera a).

CAPO II

TIPOLOGIA DELLE STRUTTURE RICETTIVE EXTRA ALBERGHIERE.
REQUISITI E CLASSIFICAZIONE

Art. 4

(Guest house o Affittacamere)

1.Le Guest house o affittacamere sono strutture gestite in forma imprenditoriale dove vengono forniti servizi di alloggio ed eventualmente servizi complementari.

2.Le strutture di cui al comma 1, sono composte da un massimo di sei camere ubicate in non più di due appartamenti ammobiliati di uno stesso stabile ed accessibili dal medesimo ingresso su strada e sono dotate:

a)di un soggiorno di almeno 14 metri quadrati;
b)di cucina o di angolo cottura annesso al soggiorno.

3.Gli appartamenti da destinare a Guest house o affittacamere non sono soggetti a cambio di destinazione d’uso ai fini urbanistici.

4.Le strutture di cui al comma 1, rispettano i requisiti previsti per le civili abitazioni, la normativa vigente in materia edilizia ed igienico sanitaria nonché tutti i requisiti minimi funzionali e strutturali di cui all’Allegato 1.

Art. 5

(Ostelli per la gioventù)

1.Gli ostelli per la gioventù sono strutture attrezzate, gestite in forma non imprenditoriale, finalizzate ad offrire soggiorno e pernottamento, per periodi limitati e non superiori a 60 giorni continuativi, a giovani, a gruppi di giovani ed eventuali loro accompagnatori. Negli ostelli possono essere ospitati anche altri soggetti con finalità di turismo sociale, culturale, sportivo e religioso.

2.Gli ostelli possono essere gestiti da enti pubblici, enti di carattere morale o religioso, cooperative sociali e associazioni operanti senza scopo di lucro nel campo del turismo sociale e giovanile.

3.Gli ostelli hanno la destinazione d’uso turistico ricettiva di alloggio collettivo e posseggono i requisiti minimi funzionali e strutturali di cui all’Allegato 2.

Art. 6

(Hostel o Ostelli)

1.Gli Hostel o Ostelli sono strutture attrezzate, gestite in forma imprenditoriale, finalizzate ad offrire il soggiorno ed il pernottamento a famiglie o a gruppi di turisti e sono dotate di spazi comuni aventi servizi maggiormente attrezzati rispetto a quelli offerti dagli ostelli della gioventù di cui all’articolo 5. Il soggiorno ed il pernottamento offerto non possono superare i 60 giorni continuativi.

2.Roma capitale, al fine di evitare una eccessiva concentrazione delle strutture in determinate zone urbane, comprese quelle ad elevato impatto urbanistico, può individuare, sul proprio territorio, le zone da destinare all’apertura degli Hostel o Ostelli.

3.Gli Hostel o Ostelli hanno la destinazione d’uso turistico ricettiva di alloggio collettivo e posseggono i requisiti minimi funzionali e strutturali di cui all’Allegato 3.

Art. 7

(Case e appartamenti per vacanze)

1.Le case e gli appartamenti per vacanze sono strutture costituite da immobili arredati da destinare all’affitto dei turisti e all’interno delle quali non possono esservi persone residenti né domiciliate. Tali strutture sono prive sia di servizi centralizzati che di somministrazione di alimenti e bevande e sono ubicate nello stesso territorio comunale.

2.Le strutture di cui al comma 1, possono essere gestite:

a)in forma non imprenditoriale, nel caso in cui la gestione di una o massimo due case e appartamenti per vacanze collocati in uno o più stabili avvenga in modo occasionale, con un periodo di inattività pari ad almeno cento giorni nell’anno solare.

b)in forma imprenditoriale, nel caso in cui la gestione di una o più case e appartamenti per vacanze, collocati in uno o più stabili, avvenga in modo organizzato e non occasionale. La gestione in forma imprenditoriale è comunque obbligatoria nel caso in cui il numero di case e appartamenti per vacanze sia pari o superiore a tre;

3.La durata dei contratti di affitto delle strutture gestite nelle forme di cui al comma 2 è determinata:

a)in un periodo non inferiore a tre giorni e non superiore a tre mesi consecutivi nella Città metropolitana di Roma capitale e a Roma capitale;

b)in un periodo massimo di tre mesi consecutivi nei restanti comuni.

4.L’unità immobiliare utilizzata per l’ospitalità è dotata di un soggiorno di almeno 14 metri quadrati, di una cucina o di un angolo cottura annesso al soggiorno e non necessita di cambio di destinazione d’uso ai fini urbanistici.

5.Le strutture di cui al comma 1, gestite nelle modalità individuate al comma 2, sono locate ai turisti nella loro interezza e al loro interno non possono essere riservati vani al titolare o ad altri soggetti. Le strutture, rispettano i requisiti previsti per le civili abitazioni, la normativa vigente in materia edilizia ed igienico sanitaria nonché tutti i requisiti minimi funzionali e strutturali di cui all’Allegato 4.

Art. 8 (Case per ferie)

1.Le case per ferie sono strutture gestite, al di fuori dei normali canali commerciali e promozionali, da enti pubblici o privati, o da associazioni e organismi operanti statutariamente senza fine di lucro con lo scopo di conseguire finalità sociali, culturali, educative, assistenziali, religiose o sportive.

2.Le strutture di cui al comma 1, sono arredate per fornire un soggiorno temporaneo a gruppi o a soggetti singoli, compresi i dipendenti delle aziende ed i relativi familiari. Tali strutture sono altresì destinate a centri vacanze per minori, colonie o case religiose di ospitalità.

3.Non rientrano nella tipologia individuata dal presente articolo le case di convivenza religiosa e le tipologie ricettive disciplinate dalla normativa regionale sull’assistenza ai malati e alle persone anziane.

4.Le strutture di cui al comma 1, posseggono i requisiti minimi funzionali e strutturali di cui all’Allegato 5.

Art. 9

(Bed and Breakfast)

1.I Bed and Breakfast, di seguito denominati B&B, sono strutture che erogano ospitalità per un massimo di novanta giorni consecutivi, dotate di un soggiorno di almeno 14 metri quadrati con annessa cucina o angolo cottura.

2.Il soggetto titolare dell’attività di B&B, ha l’obbligo di residenza e di domicilio nella struttura e deve riservarsi una camera da letto all’interno della stessa. L’utilizzo della struttura da destinare all’attività di B&B non comporta cambio di destinazione d’uso ai fini urbanistici.

3.Le strutture di cui al comma 1 possono essere gestite:

a)in forma non imprenditoriale, quando la gestione è svolta in modo saltuario e la struttura dispone di un numero non superiore a tre camere con un massimo di sei posti letto ed il servizio di alloggio comprende, altresì, l’erogazione della prima colazione nel rispetto della normativa vigente. Il periodo di inattività è pari a centoventi giorni all’anno nella Città metropolitana di Roma capitale e a Roma capitale e novanta giorni all’anno nei restanti comuni;

b)in forma imprenditoriale, quando la gestione è svolta in modo continuativo e la struttura dispone di un numero non superiore a quattro camere ed un massimo di otto posti letto ed il servizio di alloggio comprende, altresì, l’erogazione della prima colazione nel rispetto della normativa vigente;

4.Le strutture di cui al comma 1, rispettano i requisiti previsti per le civili abitazioni, la normativa vigente in materia edilizia ed igienico sanitaria nonché tutti i requisiti minimi funzionali e strutturali di cui all’Allegato 6.

Art. 10

(Country House o Residenze di campagna)

1.Le Country house o residenze di campagna, sono strutture ubicate al di fuori dei centri urbani e dal territorio di Roma Capitale e situate in contesti rurali di interesse naturalistico e paesaggistico. Il servizio offerto in tali strutture oltre all’ospitalità include altresì l’eventuale esercizio di attività didattico ricreative, ludiche e sportive all’interno di aree finalizzate alla fruizione di beni naturalistici, ambientali e culturali del territorio rurale. L’utilizzo della struttura da destinare alle suddette attività non comporta cambio di destinazione d’uso ai fini urbanistici

2.Le strutture di cui al comma 1, sono gestite unitariamente in forma imprenditoriale e continuativa e sono localizzate in fabbricati rurali non a servizio di aziende agricole, in ville, case padronali o casali ed offrono ospitalità in camere o appartamenti con eventuali servizi autonomi di cucina. Tali strutture, con una capacità ricettiva massima di pernottamento di trenta posti letto, possono essere comprese all’interno del fabbricato principale o inserite in uno o più immobili limitrofi facenti parte dello stesso nucleo rurale e della medesima pertinenza di terreno, avente una estensione non inferiore a cinquemila metri quadrati.

3.Nelle strutture di cui al comma 1, possono essere somministrati alimenti e bevande ai soli alloggiati nel rispetto della normativa vigente.

4.Le strutture di cui al comma 1, posseggono i requisiti minimi funzionali e strutturali di cui all’Allegato 7.

Art. 11 (Rifugi montani)

1.I rifugi montani sono strutture ubicate in alta montagna e comunque ad una quota non inferiore a mille metri, di proprietà o in gestione a privati, enti o associazioni senza scopo di lucro e operanti nel settore dell’escursionismo, ascensionismo o alpinismo. Tali strutture sono custodite ed aperte al pubblico e sono predisposte per assicurare il ricovero, il ristoro e il soccorso alpino agli ospiti.

2.Tali strutture dispongono di un locale per il ricovero di fortuna accessibile dall’esterno anche nei periodi di chiusura e dotato di idonee attrezzature dedicate allo scopo.

3.Durante il periodo di apertura stagionale il servizio di ricovero è comunque garantito per l’intero arco delle 24 ore.

4.Le strutture di cui al comma 1, posseggono i requisiti minimi funzionali e strutturali di cui all’Allegato 8.

Art. 12 (Rifugi escursionistici)

1.I rifugi escursionistici sono strutture idonee ad offrire ospitalità e ristoro in zone di montagna o collinari, posizionati a quote inferiori a mille metri, di proprietà o in gestione a privati enti o associazioni senza scopo di lucro e operanti nel settore dell’escursionismo. I rifugi escursionistici sono ubicati fuori dai centri abitati, in luoghi favorevoli allo svolgimento di attività all’aria aperta quali, in particolare, parchi, aree naturali protette, itinerari e cammini di fede frequentati da pellegrini ed escursionisti e raggiungibili da sentieri, strade forestali o percorribili da mezzi di trasporto ordinario.

2.Tali strutture dispongono di un locale per il ricovero di fortuna accessibile dall’esterno anche nei periodi di chiusura e dotato di idonee attrezzature dedicate allo scopo.

3.Le strutture di cui al comma 1, posseggono i requisiti minimi funzionali e strutturali di cui all’Allegato 8.

Art. 13

(Classificazione delle strutture e sistemi di verifica)

1.Il titolare o il gestore della struttura indica, nella SCIA, di cui all’articolo 1 comma 2, la classificazione della stessa, la denominazione, la tipologia di appartenenza del presente Capo. Alla SCIA è altresì allegata una tabella riepilogativa, predisposta dal Comune competente, contenente i requisiti minimi funzionali e strutturali indicati nella singola tipologia di struttura nonché negli Allegati A1, A2, A3, A4, A5, A6, A7 e A8.

2.Il Comune, effettuate le verifiche di propria competenza trasmette, per via telematica con posta certificata (PEC), la SCIA all’Ente competente individuato dall’articolo 25, comma 2, della l.r. n. 13/2007, che provvede a verificare la sussistenza dei requisiti minimi funzionali e strutturali segnalati nella SCIA ai fini della classificazione.

3.I livelli di classificazione delle strutture di cui al Capo II sono di seguito individuati nelle seguenti categorie:

a)per le “Guest house o affittacamere” di cui all’articolo 4, la classificazione si articola in un numero variabile da 1 a 3 categorie;

b)per le “Case e appartamenti per vacanze” di cui all’articolo 7, la classificazione si articola in un numero variabile da 1 a 2 categorie;

c)per gli “Ostelli della gioventù” di cui all’articolo 5, gli “Hostel o ostelli”, di cui all’articolo 6, le “case per ferie” di cui all’articolo 8, i “B&B” di cui all’articolo 9, le “Country house o residenze di campagna” di cui all’articolo 10, i “Rifugi montani” di cui all’articolo 11 e i “Rifugi escursionistici” di cui all’articolo 12 la classificazione è in categoria unica.

4.L’Ente competente ad effettuare le verifiche, di cui all’articolo 25, comma 2, della l.r. n. 13/2007, qualora accerti la mancanza dei requisiti minimi funzionali e strutturali o l’erronea classificazione indicata nella SCIA, sentite le associazioni di categoria maggiormente rappresentative, con provvedimento motivato da notificare all’interessato procede al declassamento d’ufficio a categoria inferiore o, in caso di categoria unica, alla cancellazione della classificazione segnalata. Il provvedimento dell’Ente competente è trasmesso al Comune competente per territorio.

5.Mediante la presentazione di nuova SCIA, il titolare o gestore della struttura può segnalare, ai fini della classificazione, categorie superiori in caso di miglioramento dei requisiti precedentemente posseduti.

CAPO III

DISCIPLINA PER L’ESERCIZIO DELLE ATTIVITÀ

Art. 14 (Inizio delle attività)

1. Ai fini dell’avvio dell’attività il soggetto titolare o gestore presenta, presso lo Sportello unico per le attività produttive (SUAP) o allo Sportello Unico per le Attività Ricettive (SUAR), ove costituiti, del Comune competente in cui la struttura è situata, la SCIA nella quale indica:

a)le relative generalità, la ragione sociale ed il legale rappresentante;

b)la tipologia della struttura ai sensi del Capo II e la conformità della stessa alla normativa vigente;

c)la sussistenza dei requisiti della struttura nonché quelli necessari per la somministrazione di alimenti e bevande richiesti dalla normativa vigente;

d)la relativa denominazione;

e)la classificazione e l’ubicazione della struttura;

f)l’indicazione della capacità ricettiva, dei servizi complementari offerti, il periodo di apertura stagionale o annuale nonché l’eventuale servizio disomministrazione di alimenti e bevande.

2. Alla SCIA è altresì allegata la seguente documentazione:

a)planimetria dell’unità immobiliare o della relativa porzione sottoscritta da un tecnico iscritto all’albo o all’ordine, in scala 1:50 o 1:100, con indicazione dei dati catastali, della superficie utile dei vani, dell’altezza, del numero dei posti letto, dei vani comuni, dei vani riservati e delle eventuali aree di pertinenza, delle superfici finestrate di ogni vano;

b)statuto e atto costitutivo per le società e atto costitutivo con l’indicazione delle finalità nel caso di associazioni o enti religiosi, e la relativa certificazione antimafia;

c)relazione tecnica asseverata da un tecnico iscritto all’albo o all’ordine professionale attestante la conformità della struttura alla normativa vigente con particolare riferimento a quella in materia di edilizia, urbanistica, sicurezza energetica;

d)dichiarazione, ai sensi del D.P.R. 445/2000, attestante la disponibilità o il possesso dei locali, e gli estremi del titolo relativo (compravendita, locazione, usufrutto, comproprietà, comodato);

e)la dichiarazione del possesso dei titoli in materia di sicurezza, prevenzione incendi completa degli estremi degli stessi;

f)le ricevute comprovanti il pagamento delle imposte dovute e degli eventuali contributi;

g)limitatamente ai B&B di cui all’articolo 9, l’attestazione della comunicazione formale all’amministratore di condominio dell’attività che si intende svolgere nel caso di immobile facente parte di un edificio composto da più unità immobiliari;

h)limitatamente alle case per ferie di cui all’articolo 8, la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che specifichi il tipo di utenti ai quali è rivolta l’ospitalità;

i)limitatamente alle strutture di cui agli articoli 5 (Ostelli per la gioventù) e 8 (Case per ferie) il regolamento interno da esporre all’ingresso dell’immobile.

3. La SCIA abilita altresì ad effettuare, unitamente al servizio ricettivo, la somministrazione di alimenti e bevande alle persone alloggiate. La SCIA abilità inoltre all’utilizzo esclusivo, riservato agli ospiti, delle attrezzature e delle strutture a carattere ricreativo, ove consentito, per le quali è fatto salvo il rispetto della disciplina vigente in materia di sicurezza, di igiene e sanità.

Art. 15 (Variazioni e modifiche)

1. Il titolare o il gestore della struttura mediante la presentazione di nuova SCIA provvede a segnalare:

a)le eventuali variazioni degli elementi strutturali e di classificazione corredati dalla documentazione di cui all’articolo 14, comma 2, lettera a), c), ed e) nonché il cambio di denominazione;

b)le modifiche societarie o di rappresentanza legale, della denominazione o il cambio del preposto nonché ogni variazione dei contenuti amministrativi intervenuti rispetto alla SCIA già presentata;

c)il subentro nell’esercizio dell’attività.

1 bis. Il titolare o il gestore della struttura provvede a comunicare con apposita nota al SUAP o al SUAR di cui all’articolo 14, i periodi di chiusura temporanea o di sospensione dell’attività a carattere straordinario.

Art. 16 (Denominazione)

1. La denominazione, comprensiva della specifica tipologia di appartenenza così come individuata ai sensi del Capo II, non può essere uguale o simile a quella utilizzata da altre strutture ricettive alberghiere, all’aria aperta o di albergo diffuso presenti sul territorio comunale comprese quelle della specifica tipologia extralberghiera. La denominazione completa è indicata nell’insegna o nella targa della struttura.

2.Non può essere assunta né pubblicizzata una denominazione che faccia riferimento ad una tipologia di struttura ricettiva diversa da quella di appartenenza o che induca in errore rispetto al livello di classificazione attribuito.

3.Qualora il comune accerti, anche su istanza dei titolari delle strutture ricettive interessate, la presenza di una o più denominazioni simili o uguali, ingiunge con atto motivato la modifica della denominazione alla struttura che ha violato il comma 1. Trascorsi sessanta giorni dalla notifica del provvedimento di ingiunzione senza alcun riscontro circa l’avvenuta modifica della denominazione da parte della struttura interessata, il Comune segnala l’inadempienza all’Ente territorialmente competente, ai fini dell’applicazione delle sanzioni previste dall’articolo 31, comma 6, della l.r. n. 13/2007.

Art. 17 (Obblighi del gestore)

1. I titolari o i gestori delle attività concernenti le strutture oggetto del presente regolamento sono tenuti in particolare:

a)ad indicare la denominazione della struttura ricettiva, la categoria di classificazione attribuita, gli estremi della SCIA nonché i periodi di chiusura della struttura, in tutte le forme di comunicazione, ivi compresi i siti internet;

b)ad esporre, in modo ben visibile all’interno delle camere e a pubblicare sul sito internet della struttura, il cartellino dei prezzi massimi aggiornato;

c)ad esporre, in prossimità dei locali destinati al ricevimento ospiti, la tabella con l’indicazione dei prezzi massimi delle camere o delle unità abitative e i relativi servizi;

d)ad apporre, all’esterno dell’immobile ed in prossimità dell’entrata della struttura, in modo ben visibile al pubblico, la targa nella quale sono riportate la tipologia della struttura ricettiva, la denominazione, la classificazione, il recapito telefonico attivo 24 ore, il sito internet, gli estremi della SCIA, i periodi di apertura. Sulla targa è possibile apporre, altresì, il logo turistico regionale denominato: “Lazio eterna scoperta”. Nel caso in cui i regolamenti comunali o del condominio nel quale è ubicata la struttura vietino l’apposizione della targa all’esterno, quest’ultima può essere apposta solo all’interno, in prossimità dell’entrata della struttura stessa;

e) a comunicare, all’Agenzia, i dati ai fini degli adempimenti previsti all’articolo 2, comma 2;

f)a stipulare apposita assicurazione per i rischi di responsabilità civile nei confronti dei clienti;

g)ad esporre, in modo ben visibile, il cartello indicante il percorso antincendio.

2. L’inosservanza delle disposizioni di cui al comma 1, comporta l’applicazione delle sanzioni previste all’articolo 31 della l.r. 13/2007.

3. I titolari o i gestori delle strutture di cui agli articoli 5 e 8 sono tenuti altresì ad esporre il regolamento interno all’ingresso dell’immobile e in ogni camera.

CAPO IV

DISPOSIZIONI FINALI

Art. 18 (Disposizioni transitorie)

1.L’adeguamento ai requisiti strutturali di cui al presente regolamento è obbligatorio per l’apertura di nuove strutture ricettive extralberghiere e la ristrutturazione di quelle già esistenti alla data di entrata in vigore dello stesso.

2.Per interventi di ristrutturazione si intendono quelli subordinati a permesso di costruire ai sensi dell’articolo 10, comma 1, lettera c) del Decreto del Presidente della

Repubblica del 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia).

3.I titolari o i gestori delle strutture già operanti ai sensi del R.R. 16/2008 che, alla data di entrata in vigore del presente regolamento, non rispettino le tipologie ricettive come in questo ultimo indicate o le modalità di gestione delle stesse, ai fini della prosecuzione dell’attività e della conseguente classificazione, provvedono all’adeguamento e presentano, al Comune competente per territorio, la SCIA ai sensi dell’articolo 14, entro il 31 dicembre 2015.

4.Il mancato rispetto del termine previsto al comma 3 comporta, in ogni caso, l’applicazione delle sanzioni di cui ai commi 1 e 2 dell’articolo 31 della l.r. 13/2007.

5.Fino alla data di presentazione della SCIA ai sensi del comma 3, ai titolari e ai gestori delle strutture ricettive extralberghiere esistenti, si applica la disciplina vigente sino alla data di entrata in vigore del presente regolamento.

6.Al fine di garantire l’integrale conservazione e preservazione degli edifici sottoposti a tutela e censiti, dalla Soprintendenza del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, come di interesse storico o monumentale o sottoposte ad altre forme di tutela ambientale o architettonica è consentito derogare, limitatamente alle strutture extralberghiere già insediate nei suddetti edifici alla data di entrata in vigore del presente regolamento, al rispetto dei requisiti strutturali previsto dal Capo II e dagli

Allegati di cui al presente regolamento, ove quest’ultimi fossero in contrasto con la migliore conservazione dei valori storico-culturali degli edifici stessi.

Art. 19 (Abrogazioni)

1. Fermo restando quanto previsto al comma 3 dell’articolo 18 sono abrogati: a) il regolamento regionale 24 ottobre 2008, n. 16 (Disciplina delle

Strutture Ricettive Extralberghiere);

b)il regolamento regionale 21 aprile 2009, n. 4 (Modifica al regolamento regionale 24 ottobre 2008, n. 16)

c)il regolamento regionale 21 settembre 2009, n. 18 (Modifiche al regolamento regionale 24 ottobre 2008, n. 16 come modificato dal regolamento regionale 21 aprile 2009, n. 4 “Modifica al regolamento regionale 24 ottobre 2008, n. 16”)

Art. 20 (Entrata in vigore)

1. Il presente Regolamento regionale entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale Telematico della Regione Lazio.

Il presente regolamento regionale sarà pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare come regolamento della Regione Lazio.

Roma, lì 7 Agosto 2015
Il Presidente
Nicola Zingaretti


Come aprire un B&b in Liguria

LEGGE REGIONALE 28 gennaio 2000 n. 05
BOLLETTINO UFFICIALE REGIONALE 23/02/2000 n. 03
Integrazione alla legge regionale 25 maggio 1992 n. 13 (disciplina delle strutture ricettive extralberghiere)

Articolo 1

  1. Dopo il Capo V della legge regionale 25 maggio 1992 n. 13 (disciplina delle strutture ricettive extralberghiere), dopo l’articolo 13, è inserito il seguente:

CAPO V BIS
SERVIZIO DI ALLOGGIO E PRIMA COLAZIONE DENOMINATO BED & BREAKFAST

Articolo 13 bis
(Attività ricettiva a conduzione familiare)

  1. Costituisce attività ricettiva a conduzione familiare denominata “bed & breakfast” quella esercitata da privati che, con carattere occasionale o saltuario, avvalendosi della loro organizzazione familiare, utilizzano parte della propria abitazione, fino ad un massimo di tre camere, per fornire ai turisti alloggio e prima colazione.
  2. Il servizio di prima colazione è assicurato con cibi e bevande che non richiedono manipolazione.
  3. Il servizio di alloggio deve comprendere i seguenti servizi minimi:
    a) pulizia quotidiana dei locali;
    b) fornitura e cambio biancheria, compresa quella da bagno, almeno due volte alla settimana e comunque ad ogni cambio cliente;
    c) fornitura costante di energia elettrica per illuminazione, acqua calda e fredda e riscaldamento;
    d) un locale bagno, anche coincidente con quello dell’abitazione, purché composto da w.c., bidet, lavabo, vasca da bagno o doccia e specchio con presa di corrente.
  4. L’attività di cui al comma 1 può essere esercitata previa comunicazione al Comune, ai sensi dell’articolo 19 della legge 7 agosto 1990 n. 241 e successive modificazioni e integrazioni, da cui risulti:
    a) generalità e indirizzo di chi intende svolgere l’attività;
    b) numero delle camere, dei posti letto e dei servizi igienici a disposizione degli ospiti;
    c) descrizione dell’arredo e degli eventuali servizi offerti;
    d) periodo di attività;
    e) possesso dei requisiti previsti dall’articolo 11 del Testo unico delle leggi di Pubblica sicurezza approvato con regio decreto 18 giugno 1931 n. 773 e successive modificazioni.
  5. Il Comune provvede entro sessanta giorni ad effettuare apposito sopralluogo ai fini della conferma dell’idoneità all’esercizio dell’attività, dandone comunicazione alla Regione e all’Azienda di promozione turistica competente per territorio. Ogni variazione degli elementi contenuti nella comunicazione di inizio dell’attività è comunicata entro dieci giorni dal suo verificarsi al Comune che provvede con le stesse modalità.
  6. I locali da destinare all’attività di cui al comma 1 devono possedere i requisiti igienico-sanitari ed edilizi previsti per l’uso abitativo dai regolamenti comunali.
  7. Per la denuncia e pubblicità dei prezzi e delle presenze e la vigilanza ed il controllo dell’attività, si applicano le disposizioni degli articoli 23, 24 e 27.
  8. Chiunque svolga l’attività di cui al comma 1 senza la preventiva comunicazione al Comune, o non provveda nei termini indicati ad effettuare le successive comunicazioni di variazione, è punito con la sanzione di cui all’articolo 30, comma 1. Sono altresì applicabili le sanzioni indicate all’articolo 30, commi 2, 3, 5, 6, 7 e 8.
  9. Ai fini del presente articolo si intende per ospitalità a carattere occasionale o saltuario quella esercitata per non oltre duecentoquaranta giorni all’anno, anche consecutivi.

La presente legge regionale sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Liguria.


Come aprire un B&b in Lombardia

REGIONE LOMBARDIA
LEGGE CONSIGLIO REGIONALE N. 87
Politiche regionali in materia di turismo e attrattività del territorio lombardo
Approvata nella seduta del 16 settembre 2015

ESTRATTO RELATIVO AL B&B

Titolo III
Ricettività turistica

Capo I
Strutture ricettive

Art. 18
(Strutture ricettive)

  1. Le strutture ricettive si distinguono in:
    a) strutture ricettive alberghiere;
    b) strutture ricettive non alberghiere.
  2. Sono strutture ricettive alberghiere quelle organizzate per fornire al pubblico, con gestione
    unitaria, alloggio in almeno sette camere o appartamenti, con o senza servizio autonomo di cucina, e altri servizi accessori per il soggiorno, compresi eventuali servizi di bar e ristorante.
  3. Le strutture ricettive alberghiere si distinguono in:
    a) alberghi o hotel;
    b) residenze turistico-alberghiere;
    c) alberghi diffusi;
    d) condhotel.
  4. Le strutture ricettive non alberghiere si distinguono in:
    a) case per ferie;
    b) ostelli per la gioventù;
    c) foresterie lombarde;
    d) locande;
    e) case e appartamenti per vacanze;
    f) bed & breakfast;
    g) rifugi alpinistici, rifugi escursionistici e bivacchi fissi;
    h) aziende ricettive all’aria aperta.
  5. Le denominazioni individuate con le tipologie di struttura ricettiva indicate nel presente articolo, e per le strutture alberghiere le eventuali denominazioni aggiuntive di cui all’articolo 19, comma 5, possono essere utilizzate esclusivamente per identificare le corrispondenti tipologie ricettive intraprese ai sensi dell’articolo 38, comma 1.

Sezione IV
Locande e bed & breakfast

Art. 28
(Definizione di locande)

  1. Le locande sono strutture ricettive complementari all’esercizio di somministrazione di alimenti e bevande, gestite dallo stesso titolare in forma imprenditoriale in non più di sei camere, con un massimo di quattordici posti letto.
  2. L’attività di locanda è svolta in modo unitario nello stesso edificio in cui si svolge l’esercizio di somministrazione di alimenti e bevande, comprese le pertinenze, dallo stesso titolare previa presentazione di SCIA; qualora l’attivita? di somministrazione di alimenti e bevande sia soggetta ad autorizzazione, il comune rilascia un’unica autorizzazione per entrambe le attivita?.
  3. La Giunta regionale definisce un apposito contrassegno identificativo delle locande che è affisso, a spese di chi esercita l’attività, all’esterno della residenza.
  4. I locali destinati all’esercizio di locanda possiedono le caratteristiche strutturali e igienico- sanitarie previste per i locali di civile abitazione.
  5. I locali di nuova costruzione destinati a locanda devono possedere le caratteristiche strutturali e igienico-sanitarie previste per le strutture ricettive alberghiere.

Art. 29
(Definizione e caratteristiche di bed & breakfast)

  1. Si definisce bed & breakfast l’attività svolta a conduzione familiare in forma non imprenditoriale da chi, in maniera non continuativa, fornisce alloggio e prima colazione in non più di quattro camere con un massimo di dodici posti letto, avvalendosi della normale organizzazione familiare, ivi compresa l’eventuale presenza di collaboratori domestici della famiglia.
  2. L’attività di cui al comma 1 è esercitata al numero civico di residenza anagrafica del titolare, ivi comprese le pertinenze e deve osservare un periodo di interruzione dell’attività non inferiore a novanta giorni anche non continuativi. Ogni periodo di interruzione dell’attività deve essere comunicato preventivamente alla provincia competente per territorio o alla Città metropolitana di Milano.
  3. L’esercizio dell’attività di bed & breakfast, secondo quanto previsto dalla normativa statale, non necessita d’iscrizione nel registro delle imprese e di apertura di partita IVA e beneficia delle agevolazioni previste dalla Regione.

Art. 30
(Disposizioni per l’attività di bed & breakfast)

  1. La Giunta regionale definisce un apposito contrassegno identificativo dei bed & breakfast che è affisso, a spese di chi esercita l’attività, all’esterno della residenza.
  2. Per la somministrazione di alimenti e bevande riferita al servizio di prima colazione effettuata dal titolare dell’attività di cui all’articolo 29, non sono necessari i requisiti professionali di cui all’articolo 66 della l.r. 6/2010.

Capo IV
Disposizioni comuni per attività ricettive alberghiere e non alberghiere

Art. 37
(Regolamento di attuazione)

  1. La Giunta regionale, con regolamento, disciplina:
    a) i criteri per il riconoscimento delle denominazioni specifiche delle strutture ricettive alberghiere, nonchè di quelle aggiuntive;
    b) i livelli di classificazione delle strutture ricettive ai sensi di quanto disposto dall’articolo 20, comma 1;
    c) le superfici e le cubature minime dei locali per il pernottamento in relazione ai posti letto, nonchè le altezze minime dei locali di servizio, tecnici e accessori all’attività alberghiera;
    d) le attrezzature, le dotazioni, le aree comuni e i servizi di interesse turistico;
    e) gli ambiti di cui all’articolo 19, comma 3;
    f) i documenti da allegare alla domanda di classificazione;
    g) i contrassegni identificativi delle strutture ricettive che devono essere affissi, a spese di chi esercita l’attività, all’esterno della struttura;
    h) i criteri per il mantenimento funzionale delle strutture e dei servizi ai fini della classificazione;
    i) l’utilizzo di caserme, scuole e altri edifici pubblici, o parti degli stessi, quali strutture ricettive temporanee legate a particolari eventi; l’uso di detti immobili è subordinato alla preventiva verifica delle idonee condizioni igienico-sanitarie, di abitabilità e di sicurezza da effettuarsi a cura delle autorità preposte;
    j) i servizi, gli standard qualitativi e le dotazioni minime obbligatorie delle case per ferie, ostelli della gioventù, case e appartamenti per vacanze, foresterie lombarde, locande e bed & breakfast;
    k) i requisiti strutturali e igienico-sanitari, nonche? il periodo di apertura minimo dei rifugi alpinistici ed escursionistici;
    l) quanto altro necessario per definire e qualificare le strutture ricettive.
  2. Il regolamento di cui al comma 1 può prevedere ulteriori specifiche norme la cui applicazione
    sia espressamente ed esclusivamente riservata alle nuove costruzioni e alle ristrutturazioni di strutture ricettive. Tali norme non si applicano alle strutture ricettive alberghiere già esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge, nonchè agli interventi di costruzione o ristrutturazione delle strutture i cui progetti sono stati presentati agli uffici competenti entro la data di entrata in vigore del regolamento di cui al comma 1. In ogni caso assicurando che le strutture precedentemente abilitate possano continuare a operare, eventualmente con diversa classificazione, nel caso in cui le difformità derivino da opere murarie o impiantistiche tecnicamente inattuabili.
  3. Il regolamento di cui al comma 1 viene approvato entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Come aprire un B&b in Marche

Legge regionale 14 febbraio 2000, n. 8.
Modifiche ed integrazioni alle Leggi regionali 12 agosto 1994, n. 31 sulle strutture extra-alberghiere e 14 luglio 1997, n. 41 sull’attività di organizzazione ed intermediazione di viaggi e turismo.

Il Consiglio regionale ha approvato;
il Commissario del Governo ha apposto il visto;
il Presidente della Giunta regionale promulga

la seguente legge regionale:

Art. 1
(Modifiche all’articolo 2
della l.r. 12 agosto 1994, n. 31)
1. Il comma 1 dell’articolo 2 della l.r. 31/1994 è così modificato:
“1. Sono country houses i fabbricati, siti in campagna o nei borghi rurali, trasformati, a seguito di lavori di ammodernamento che non comportino comunque alterazioni degli aspetti architettonici originali, in strutture ricettive dotate di camere o di appartamenti con servizio autonomo di cucina ed eventualmente dotati di servizio di ristorazione e di attrezzature sportive e ricreative.”.

Art. 2
(Integrazioni all’articolo 9 della l.r. 31/1994)
1. Dopo l’articolo 9 della l.r. 31/1994 è aggiunto il seguente articolo:
“Art. 9 bis (Offerta del servizio di alloggio e prima colazione, camera e colazione – Bed and Breakfast)
1. Per valorizzare nuove forme di offerta turistica finalizzate all’accoglienza e all’ospitalità dei turisti in ambiente familiare, coloro i quali offrono il servizio di alloggio e prima colazione con carattere saltuario o per periodi ricorrenti stagionali, non sono tenuti a richiedere al Comune l’autorizzazione amministrativa prevista all’articolo 13, ma devono, comunque, inoltrare al Comune competente per territorio denuncia di inizio attività, ai sensi dell’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modifiche ed integrazioni, comunicando il periodo di non attività.
2. I locali da destinare all’attività di cui al comma 1 debbono possedere, oltre ai requisiti igienico-sanitari previsti per l’uso abitativo dai regolamenti comunali edilizi e di igiene, i requisiti tecnici, strutturali e funzionali minimi così come indicati nell’allegata tabella A. I requisiti sono modificati o integrati con deliberazione della Giunta regionale sentita la competente Commissione consiliare.
3. L’attività di cui al comma 1, può essere esercitata in non più di tre camere, con un massimo di sei posti letto, della casa utilizzata ed i relativi servizi devono essere assicurati, per non più di trenta giorni consecutivi per ogni ospite, avvalendosi della normale organizzazione familiare.
4. Il Comune provvede ad effettuare apposito sopralluogo ai fini della verifica dell’idoneità all’esercizio dell’attività. Redige apposito elenco dandone comunicazione alla Provincia, alla Regione e alla APTR.
5. Coloro che esercitano l’attività di cui al comma 1 devono assicurare il servizio di prima colazione utilizzando almeno il 70 per cento dei prodotti tipici della zona, confezionati direttamente o acquisiti da aziende o cooperative agricole della regione.
6. Coloro che esercitano l’attività di cui al comma 1, sono obbligati a denunciare, mediante trasmissione di apposito modello regionale fornito dal Comune, l’arrivo e la presenza di ciascun ospite, oltre che all’autorità di pubblica sicurezza, anche all’ufficio di informazione e di accoglienza turistica di cui all’articolo 20 della l.r. 6 agosto 1997, n. 53 competente per territorio, entro il giorno 10 del mese successivo. Sono altresì obbligati a presentare, entro il 1° ottobre di ogni anno, al Comune competente per territorio, i prezzi praticati ed il periodo dell’attività esercitata nell’anno successivo.
7. L’esercizio dell’attività di cui al comma 1 non costituisce cambio di destinazione d’uso dell’immobile ai fini urbanistici e comporta, per i proprietari o possessori dei locali, l’obbligo di dimora nel medesimo per i periodi in cui l’attività viene esercitata o di residenza nel comune in cui viene svolta l’attività purché i locali siano ubicati a non più di cinquanta metri di distanza dall’abitazione in cui si dimora.
8. L’esercizio dell’attività di “Bed and Breakfast” non necessita di iscrizione alla sezione speciale del registro degli esercenti il commercio.”.

Art. 3
(Integrazioni all’articolo 24 della l.r. 31/1994)
1. Dopo il comma 1 dell’articolo 24 della l.r. 31/ 1994 è aggiunto il seguente comma:
“1 bis. Chiunque esercita l’attività di cui all’articolo 9 bis senza aver inoltrato la denuncia prevista al comma 1 del medesimo articolo, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento della somma da lire 200.000 a lire 600.000.”.

Art. 4
(Modifiche all’articolo 5
della l.r. 14 luglio 1997, n. 41)
1. Il comma 5 dell’articolo 5 della l.r. 41/1997 è sostituito dal seguente:
“5. L’apertura di succursali, filiali e punti informativi, anche da parte di agenzie con sede principale in altre regioni, deve essere comunicata al Comune nel cui territorio si intendono ubicare i relativi locali, indicando:
a) la denominazione dell’agenzia di viaggi principale e gli estremi del provvedimento di autorizzazione;
b) l’ubicazione dei locali di esercizio;
c) le generalità del titolare e, se trattasi di società, la sua esatta denominazione e ragione sociale, nonché le generalità del legale rappresentante della stessa;
d) le generalità del direttore tecnico dell’agenzia principale e del responsabile o referente della filiale, succursale o punto informativo;
e) gli estremi del deposito cauzionale già versato nella regione in cui ha sede l’agenzia principale nonché, qualora tale importo fosse inferiore a quello stabilito dal comma 1 dell’articolo 14, gli estremi della fidejussione in favore del Comune nel cui territorio viene aperta la filiale o succursale, di importo pari alla differenza tra i valori di cui alle lettere a) e b) del comma 1 dell’articolo 14, determinati sulla base delle caratteristiche dell’agenzia e l’importo del deposito cauzionale già versato.”.

Art. 5
(Modifiche all’articolo 6 della l.r. 41/1997)
1. La lettera f) del comma 1 dell’articolo 6 della l.r. 41/1997 è sostituita dalla seguente:
“f) l’esatta indicazione delle attività che si intende esercitare con riferimento agli articoli 3 e 4.”.

Art. 6
(Modifiche all’articolo 21 della l.r. 41/1997)
1. Il comma 5 dell’articolo 21 della l.r. 41/1997, è sostituito dal seguente:
“5. Ai componenti della Commissione anche se dipendenti regionali e al segretario spettano, per ogni seduta effettuata ai sensi e per gli effetti della deliberazione della Giunta regionale n. 4727 del 28 dicembre 1994 e successive modificazioni e in caso di missione, i compensi fissati dalla Regione nei limiti previsti dalla l.r. 2 agosto 1984, n. 20 e successive modificazioni e integrazioni.”.
La presente legge sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Marche.
Data ad Ancona, addì 14 febbraio 2000.
IL PRESIDENTE
(Vito D’Ambrosio)
Tabella A
1. Requisiti strutturali
1.1 L’altezza minima interna utile dei locali è quella stabilita dai regolamenti edilizi ed igienico-sanitari comunali.
1.2 La superficie minima delle camere è stabilita in sette metri quadrati per le camere ad un letto; in undici metri quadrati per le camere a due letti; in quattro metri quadrati per ogni letto aggiunto.
2. Caratteristiche e dotazioni delle camere da letto
2. l. Accesso alla camera indipendente da altri locali.
2.2 Letto adeguatamente corredato, armadio commisurato al numero di posti letto della camera, specchio e presa di correnti, comodino, sedia e cestino per i rifiuti.
3. Dotazioni dei servizi igienici
3.1 Un servizio igienico ogni sei posti letto, in caso di camere prive di bagni annessi.
3.2 Fornitura di biancheria da bagno,
3.3 Dotazione dei seguenti servizi minimi: water, bidet, lavabo, vasca o doccia, specchio con presa di corrente, chiamata d’allarme.
3.4 Fornitura di energia elettrica, di acqua calda e di riscaldamento.
IL TESTO DELLA LEGGE VIENE PUBBLICATO CON L’AGGIUNTA DELLE NOTE REDATTE DAL SERVIZIO LEGISLATIVO E AFFARI ISTITUZIONALI AI SENSI DELL’ARTICOLO 7 DEL REGOLAMENTO REGIONALE 16 AGOSTO 1994, N. 36.
IN APPENDICE ALLA LEGGE REGIONALE, Al SOLI FINI INFORMATIVI, SONO ALTRESI’ PUBBLICATI:
a) LE NOTIZIE RELATIVE AL PROCEDIMENTO DI FORMAZIONE (A CURA DEL SERVIZIO LEGISLATIVO E AFFARI ISTITUZIONALI);
b) L’UFFICIO O SERVIZIO REGIONALE RESPONSABILE DELL’ATTUAZIONE (A CURA DEL SERVIZIO ORGANIZZAZIONE).

NOTE
Nota all’art. 1, comma 1:
Il testo vigente dell’art. 2 della L.R. 12 agosto 1994, n. 31 (Disciplina delle strutture ricettive extra-alberghiere), così come modificato dalla presente legge, è il seguente:
“Art. 2 – (Country-houses) – 1. Sono country-houses i fabbricati, siti in campagna o nei borghi rurali, trasformati a seguito di lavori di ammodernamento che non comportino comunque alterazioni degli aspetti architettonici originali in strutture ricettive dotate di camere o di appartamenti con servizio autonomo di cucina ed eventualmente dotati di servizio di ristorazione e di attrezzature sportive e ricreative.
2. Le country-houses possono anche ricadere in aree di valore paesistico e ambientale previsti dal PPAR, purché compatibili con gli strumenti urbanistici comunali, ove adeguati allo stesso, e, in mancanza di tale adeguamento, con le previsioni della normativa tecnica di attuazione del PPAR.”
Nota all’art. 3, comma 1:
Il testo vigente dell’art. 24 della L.R. n. 31/94 (per l’argomento della legge vedi nella nota all’art. 1 comma 1), così come modificato dalla presente legge, è il seguente:
“Art. 24 – (Sanzioni) – 1. Chiunque fa funzionare una delle strutture ricettive disciplinate dalla presente legge senza la prescritta autorizzazione, ove richiesta, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento della somma di lire 1.000.000 a lire 3.000.000.
1 bis. Chiunque esercita l’attività di cui all’articolo 9 bis senza aver inoltrato la denuncia prevista al comma 1 del medesimo articolo, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento della somma da lire 200.000 a lire 600.000.
2. Coloro che danno in locazione gli appartamenti di cui all’articolo 21 senza darne comunicazione all’azienda di promozione turistica sono soggetti alla sanzione amministrativa del pagamento della somma di lire 150.000 a 300.000.
3. La violazione delle disposizioni dell’articolo 22 comporta la sanzione amministrativa del pagamento della somma da lire 500.000 a lire 1.000.000.
4. ….. (comma abrogato con L.R. 20.01.1997, n. 12)
5. ….. (comma abrogato con L.R. 20.01.1997, n. 12)
6. Il superamento della capacità ricettiva consentita comporta la sanzione amministrativa del pagamento della somma da lire 500.000 a lire 1.000.000.
7. La violazione delle altre norme della presente legge per le quali non siano previste specifiche sanzioni amministrative comporta la sanzione amministrativa del pagamento della somma da lire 300.000 a lire 600.000.
8. In caso di recidiva le sanzioni previste ai comuni precedenti sono raddoppiate e nei casi più gravi si può procedere alla revoca della autorizzazione.
9. Sono fatte salve le sanzioni previste da leggi statali e regionali per la violazione nell’esercizio di attività ricettive di norme riguardanti la pubblica sicurezza, la tutela igienicosanitaria, la prevenzione incendi ed infortuni, l’uso e la tutela del suolo, la salvaguardia dell’ambiente, l’iscrizione al registro degli esercenti il commercio.”
Nota all’art. 4, comma 1:
Il testo vigente dell’art. 5 della L.R. 14 luglio 1997, n. 41 (Disciplina delle attività di organizzazione ed intermediazione di viaggi e turismo), così come modificato dalla presente legge, è il seguente:
“Art. 5 – (Autorizzazione) 1. L’esercizio della attività delle imprese di viaggio e turismo di cui all’articolo 3 è soggetto ad autorizzazione rilasciata dal Comune nel cui territorio si intende porre la sede dell’agenzia.
2. Fermo restando quanto previsto dalla vigente normativa antimafia, l’autorizzazione è subordinata al possesso, da parte del direttore tecnico dell’agenzia, del requisito dell’iscrizione nell’elenco di cui all’articolo 22.
3. Il Comune nel rilasciare l’autorizzazione valuta la capacità finanziaria del soggetto richiedente esclusivamente in relazione al requisito di cui all’articolo 6, comma 3, lettera d) e accerta la non esistenza di agenzie con denominazione uguale o simile già operanti nel territorio nazionale. L’agenzia non può adottare la denominazione di Comuni, Province o Regioni italiane.
4. Per le persone fisiche o giuridiche non appartenenti agli stati dell’Unione Europea il rilascio dell’autorizzazione è subordinato altresì al nulla osta previsto dall’articolo 58 del d.p.r. 24 luglio 1977, n. 616.
5. L’apertura di succursali, filiali e punti informativi, anche da parte di agenzie con sede principale in altre regioni, deve essere comunicata al Comune nel cui territorio si intendono ubicare i relativi locali, indicando:
a) la denominazione dell’agenzia di viaggi- principale e gli estremi del provvedimento di autorizzazione;
b) l’ubicazione dei locali di esercizio;
c) le generalità del titolare e, se trattasi di società, la sua esatta denominazione e ragione sociale, nonché le generalità del legale rappresentante della stessa;
d) le generalità del direttore tecnico dell’agenzia principale e del responsabile o referente della filiale, succursale o punto informativo;
e) gli estremi del deposito cauzionale già versato nella regione in cui ha sede l’agenzia principale nonché, qualora tale importo fosse inferiore a quello stabilito dal comma 1 dell’articolo 14, gli estremi della fidejussione in favore del Comune nel cui territorio viene aperta la filiale o succursale, di importo pari alla differenza tra i valori di cui alle lettere a) e b) del comma 1 dell’articolo 14, determinati sulla base delle caratteristiche dell’agenzia e l’importo del deposito cauzionale già versato.
6. L’apertura di succursali, filiali e punti informativi situati nella stessa località della sede principale o in altre località della regione, è soggetta a comunicazione.”
Nota all’art. 5, comma 1:
Il testo vigente dell’art. 6 della L.R. n. 41/97 (per l’argomento della legge vedi nella nota all’art. 4, comma 1), così come modificato dalla presente legge, è il seguente:
“Art. 6 – (Domanda per il rilascio dell’autorizzazione) – 1. La domanda per ottenere l’autorizzazione di cui all’articolo 5 deve essere presentata al Comune competente per territorio e deve contenere:
a) le complete generalità del titolare ovvero, per le società, la denominazione, la ragione sociale, le complete generalità del legale rappresentante della stessa;
b) l’indicazione del codice fiscale o della partita IVA;
c) le complete generalità della persona che assume la direzione tecnica dell’agenzia ed il certificato di iscrizione all’elenco di cui all’articolo 22;
d) la denominazione prescelta per la istituenda agenzia con indicate, in subordine, altre due denominazioni;
e) l’ubicazione della sede di servizio;
f) l’esatta indicazione delle attività che si intende esercitare con riferimento agli articoli 3 e 4.
2. Nella domanda il richiedente deve altresì dichiarare il possesso dei requisiti soggettivi previsti dagli articoli 11 e 12 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, nonché indicare le generalità del direttore tecnico responsabile dell’attività dell’agenzia di viaggio e turismo.
3. Alla domanda di cui al comma 1 deve essere allegata la seguente documentazione:
a) certificato di cittadinanza e residenza del titolare ovvero del legale rappresentante della società;
b) copia autenticata dell’atto costitutivo se trattasi di società;
c) certificato generale del casellario giudiziale e certificato dei carichi pendenti, nonché certificazione di cui alla legge 19 marzo 1990, n. 55 del titolare dell’impresa o del legale rappresentante e degli amministratori della società nonché del direttore tecnico;
d) certificato del tribunale attestante che nei confronti della società ovvero del titolare dell’impresa individuale non sono in corso procedure concorsuali ed esecutive.
4. Per i cittadini di Stati esteri gli atti di cui al comma 3 sono sostituiti da documenti equipollenti rilasciati dall’autorità amministrativa o giudiziaria dei paesi di origine.
5. Qualora nel paese di origine non vengano rilasciati gli attestati di cui al comma 3, gli stessi sono sostituiti da dichiarazioni sostitutive di atto notorio.”
Nota all’art. 6, comma 1:
Il testo vigente dell’art. 21 della L.R. n. 41/97 (per l’argomento della legge vedi nella nota all’art. 4, comma 1), così come modificato dalla presente legge, è il seguente:
“Art. 21 – (Commissione giudicatrice di esame) – 1. Presso la Regione è istituita una commissione giudicatrice di esame per l’accertamento dell’idoneità all’esercizio della professione di direttore tecnico di agenzia di viaggio e turismo composta da:
a) un Dirigente del servizio competente della Regione, designato dalla Giunta regionale, che la presiede;
b) un titolare di agenzia di viaggio e turismo operante nella regione, designato dalle associazioni di categoria più rappresentative a livello regionale;
c) un direttore tecnico di agenzia di viaggio e turismo sorteggiato tra quelli iscritti nell’elenco di cui all’articolo 22 con almeno cinque anni di servizio prestato in un’agenzia di viaggio e turismo;
d) tre docenti, o comunque esperti, nelle diverse materie d’esame;
e) un docente per ciascuna lingua estera oggetto di esame.
2. Le funzioni di segretario della commissione sono svolte da un dipendete della Regione con qualifica non inferiore all’ottava.
3. La commissione giudicatrice nominata con deliberazione della Giunta regionale, resta in carica per quattro anni ed i suoi membri possono essere riconfermati per una sola volta.
4. Per ogni membro effettivo e per il segretario della commissione viene nominato un membro supplente. Le sedute della commissione sono valide qualora siano presenti i componenti di cui al comma 1, lettere a) e d), nonché, in sede di esame e di valutazione di ciascun candidato, quelli di cui alla lettera e).
5. Ai componenti della commissione anche se dipendenti regionali e al segretario spettano, per ogni seduta effettuata ai sensi e per gli effetti della deliberazione della Giunta regionale n. 4727 del 28 dicembre 1994 e successive modificazioni e in caso di missione, i compensi fissati dalla Regione nei limiti previsti dalla l.r. 2 agosto 1984, n. 20 e successive modificazioni e integrazioni.
6. La Regione rilascia all’interessato che abbia superato positivamente l’esame l’attestato di idoneità e abilitazione all’esercizio della professione di direttore tecnico di agenzia di viaggio e turismo.”
a) NOTIZIE RELATIVE AL PROCEDIMENTO DI FORMAZIONE:
* Proposta di legge a iniziativa del Consigliere Brachetta n. 391 del 13 settembre 1999;
* Proposta di legge a iniziativa della giunta regionale n. 395 del 30 settembre 1999;
* Relazione della III commissione permanente in data 12 dicembre 1999;
* Deliberazione legislativa approvata dal consiglio regionale nella seduta del 12 gennaio 2000, n. 276, vistata dal commissario del governo il 12/2/2000, prot. n. 231/2000.
b) SERVIZIO REGIONALE RESPONSABILE DELL’ATTUAZIONE:
SERVIZIO TURISMO E ATTIVITA’ RICETTIVA.


Come aprire un B&b in Molise

LEGGE REGIONALE 12 luglio 2002, n. 13
BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MOLISE – N. 16 del 16 luglio 2002 Norme in materia di attività ricettiva alla produzione di servizi per l’ospitalità – “BED AND BREAKFAST”

Art. 1 – Finalità

  1. La presente legge detta disposizioni in materia di strutture ricettive, ad integrazione della legge regionale 3 maggio 1995, n. 19.
  2. La Regione, al fine di qualificare lo sviluppo dell’attività turistico-ricettiva in tutte le sue forme, istituisce la formula “Bed and Breakfast”
  3. L’attività di “Bed and Breakfast” è vietata alle società di capitale.

Art. 2 – Definizione e caratteristiche

  1. Si definisce “Bed and Breakfast” l’attività ricettiva a conduzione familiare svolta da parte dell’operatore nella sua abituale residenza e consistente nell’offerta al turista dell’alloggio e della prima colazione.
  2. L’esercizio dell’attività di “Bed and Breakfast” non costituisce cambio di destinazione d’uso dell’immobile e comporta per il possessore dell’abitazione l’obbligo di residenza nell’immobile.

Art. 3 – Esercizio dell’attività

  1. L’attività ricettiva a conduzione familiare “Bed and Breakfast” può essere svolta in costruzioni unifamiliari con ingresso autonomo ovvero in edifici con più unità immobiliari ovvero in unità residenziali rurali.
  2. L’attività ricettiva a conduzione familiare “Bed and Breakfast” può essere esercitata:
    a) con una permanenza degli ospiti per un periodo non superiore a trenta giorni consecutivi;
    b) in non più di tre camere e sei posti letto nell’unità abitativa ad uso residenziale. Qualora l’attività si svolga in più di una stanza dovranno comunque essere garantiti non meno di due servizi igienici.
  3. Il servizio deve essere assicurato avvalendosi della normale organizzazione familiare e fornendo esclusivamente agli ospiti cibi e bevande per la prima colazione. La somministrazione dei prodotti per la primacolazione avviene con l’utilizzo di alimenti preconfezionati e non manipolati. In caso di somministrazione di prodotti non preconfezionati si fa obbligo di indicare gli ingredienti utilizzati.
  4. Il responsabile dell’attività è la persona fisica che possiede l’immobile a titolo di proprietà o di affitto.
  5. L’esercizio dell’attività non comporta l’obbligo di iscrizione al Registro delle imprese turistiche di cui all’articolo 5 della legge n. 217/1983.
  6. L’assessorato regionale al “turismo”, in considerazione dei servizi forniti e delle caratteristiche dell’alloggio, classificherà in categorie l’esercizio.

Art. 4 – Requisiti e servizi minimi

  1. I locali dell’unità abitativa destinati all’attività turistico-ricettiva devono possedere i requisiti igienico-sanitari previsti per l’uso abitativo dal Regolamento edilizio comunale e dal Regolamento d’igiene, e devono essere dotati di impiantistica a norma di legge.
  2. Devono essere assicurati i seguenti servizi minimi:
    a) pulizia quotidiana dei locali;
    b) fornitura e cambio della biancheria compresa quella da bagno, due volte a settimana e a cambio dell’ospite;
    c) fornitura ed energia elettrica, acqua calda e fredda, riscaldamento;
    d) somministrazione della prima colazione.

Art. 5 – Simbolo identificativo dell’attività di “Bed and Breakfast”

  1. La Giunta regionale adotta un simbolo tipo identificativo del “Bed and Breakfast” in Molise, da affiggere all’esterno delle sedi di esercizio dell’attività.
  2. La Giunta regionale, sentita la competente Commissione consiliare, definisce un piano annuale per la promozione dell’attività di “Bed and Breakfast”.

Art. 6 – Adempimenti amministrativi

  1. L’inizio dell’attività ricettiva “Bed and Breakfast” è subordinato alla preventiva comunicazione al Comune competente per territorio ai sensi dell’articolo 19 della legge n. 241/1990, sulla base di idonea dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.
  2. La denuncia di cui al comma 1 dovrà indicare:
    a) le generalità del titolare;
    b) l’ubicazione e la denominazione dell’esercizio;
    c) il numero delle camere, dei posti letto e dei servizi igienici;
    d) i servizi aggiuntivi offerti rispetto a quelli minimi;
    e) il periodo di esercizio dell’attività e l’eventuale periodo di chiusura a scelta nell’arco dell’anno;
    f) l possesso dei requisiti previsti dall’articolo 11 delTesto Unico delle leggi di pubblica sicurezza approvato con R.D.L. 18 giugno 1931 n. 773, e successive modificazioni;
    g) il possesso da parte dell’immobile dei requisiti igienico-sanitari previsti dai regolamenti comunali edilizi e di igiene;
    h) i prezzi massimi e minimi da praticare.
  3. Alla comunicazione dovranno essere allegati i seguenti documenti:
    a) planimetria dell’unità immobiliare, con indicazione della superficie utile e dei vani e servizi, delle aree di pertinenza, evidenziando le parti messe adisposizione degli ospiti;
    b) atto in copia conforme all’originale comprovante la disponibilità dell’immobile (compravendita, locazione o altro);
    c) atto di assenso a firma dei proprietari o comproprietari nel caso di istanza presentata da altri;
    d) atto di approvazione dell’assemblea condominiale nel caso di ospitalità in edifici composti da più unità immobiliari.
  4. Il Comune, entro sessanta giorni, provvede ad effettuare un sopralluogo per la verifica dell’idoneità della struttura all’esercizio dell’attività, il cui esito sarà comunicato alla Regione – Assessorato al “turismo” -, alla Provincia, all’Ente di Turismo competente per territorio, oltre che all’interessato.
  5. Non è consentito adottare la stessa denominazione all’interno del territorio comunale.
  6. Presso i Comuni è istituito l’albo degli operatori del “Bed and Breakfast” a fini dell’attività di informazione turistica, dandone informazione all’Assessorato al turismo” della Regione. L’elenco aggiornato è comunicato entro il mese di gennaio di ogni anno agli enti di cui al precedente comma 4.

Art. 7 – Obblighi del titolare

  1. Il soggetto che esercita l’attività di “Bed and Breakfast” è responsabile dell’osservanza delle disposizioni previste nella presente legge nonché nelle leggi e nel regolamento di Pubblica sicurezza ed in ogni altra legge o regolamento dello Stato o di enti pubblici territoriali.
  2. È fatto obbligo all’operatore di esporre in modo visibile all’interno della struttura ricettiva i seguenti dati:
    a) la capacità ricettiva massima;
    b) il tariffario;
    c) il periodo di apertura e di chiusura.
  3. È fatto obbligo agli operatori di esporre all’esterno il marchio identificativo del “Bed and Breakfast” secondo la tipologia fornita dalla Regione Molise.
  4. Il cambio di titolarità di gestione, la sospensione o lacessazione dell’attività sono preventivamente comunicati al Comune ed alla Regione.

Art. 8 – Vigilanza e controlli

  1. Il Comune esercita la vigilanza sull’attività di “Bed and Breakfast” e provvede ad effettuare sopralluoghi al fine di verificare l’idoneità della struttura, il possessoe il mantenimento dei requisiti di cui alla presente legge.
  2. Nel caso in cui vengano rilevate irregolarità strutturali e/o gestionali, il Comune procede alla sospensione dell’autorizzazione amministrativa per un periodo non superiore a sei mesi e, in caso di persistenza delle irregolarità rilevate, alla revoca della stessa.

Art. 9 – Sospensione e cessazione dell’esercizio

  1. Il titolare dell’autorizzazione amministrativa che intende sospendere temporaneamente l’esercizio deve darne preventiva comunicazione al Comune.
  2. La sospensione temporanea non può essere superiore a sei mesi, prorogabili dal Comune – per comprovati motivi – per ulteriori sei mesi. Decorso tale termine l’attività si considera definitivamente cessata.

Art. 10 – Sanzioni

  1. Ferme le responsabilità penali per eventuali dichiarazioni rese, il responsabile che viola le prescrizioni della presente legge è punito con sanzioni amministrative pecuniarie stabilite, in misura minima e massima, come segue:
    a) apertura abusiva di un esercizio “Bed and Breakfast” e/o omessa denuncia di inizio attività:
    da Euro 258,23 a Euro 1.032,91;
    b) omessa esposizione delle tariffe applicate:
    da Euro 103,29 a Euro 413,17;
    c) applicazione di prezzi difformi rispetto a quelli comunicati:
    da Euro 206,58 a Euro 826,33
    d) superamento della capacità ricettiva massima consentita:
    da Euro 154,94 a Euro 619,75
  2. L’elevazione delle contravvenzioni, in caso di recidiva, nonché l’introito delle somme derivanti dal pagamento delle relative sanzioni pecuniarie sono attribuiti alla competenza del Comune dove ha sede l’attività.

Art. 11 – Facilitazione fiscale

  1. Gli operatori di “Bed and Breakfast” accedono alle facilitazioni amministrativo-fiscali previste dalla risoluzione n. 180 del 14 dicembre 1998 del Ministero delle Finanze in base alla quale l’attività saltuaria ed occasionale di alloggio e prima colazione è esclusa, invia generale, dall’ambito di applicazione dell’IVA.

Art. 12 – Dichiarazione d’urgenza

  1. La presente legge è dichiarata urgente, ai sensi dell’articolo 127 della Costituzione e dell’articolo 38 dello Statuto regionale, ed entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Molise.
  2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Molise.

Come aprire un B&b in Piemonte

Legge regionale 13 marzo 2000, n. 20
Integrazione della legge regionale 15 aprile 1985, n. 31 e modifica della legge regionale 8 luglio 1999, n. 18

ART. 1.
(Integrazione della legge regionale 15 aprile 1985, n. 31)

Dopo l’articolo 15 della legge 15 aprile 1985 n. 31 (Disciplina delle strutture ricettive extralberghiere), e successive modifiche ed integrazioni, è inserito il seguente: «Art. 15 bis (Esercizio saltuario del servizio di ospitalità denominato “bed and breakfast)

  1. I privati che, avvalendosi della loro normale organizzazione familiare ed utilizzando parte della propria abitazione, offrono saltuariamente un servizio di alloggio e prima colazione (“bed and breakfast”) sono tenuti a presentare denuncia di inizio attività ai sensi dell’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), così come sostituito dall’articolo 2, comma 10 della legge 24 dicembre 1993, n. 537 (Interventi correttivi di finanza pubblica).
  2. La denuncia di inizio attività deve essere presentata al Comune territorialmente competente su modulo, conforme al modello regionale, fornito dall’Agenzia di
    accoglienza e promozione turistica locale (ATL), di cui a] capo III della legge regionale 22 ottobre 1996, n. 75 (Organizzazione dell’attività di promozione, accoglienza e informazione turistica in Piemonte), e successive modifiche ed integrazioni.
  3. L’attività, che deve avere carattere di saltuarietà anche se per periodi sragionali ricorrenti, deve essere esercitata utilizzando non più di tre camere con un massimo di sei posti letto.
  4. Il periodo complessivo di apertura nell’arco dell’anno non può superare i duecentosettanta giorni, da articolarsi nel seguente modo:
    a) un periodo minimo di apertura continuativa di quarantacinque giorni
    b) i rimanenti periodi devono essere di almeno 30 giorni ciascuno.
  5. I locali dell’unità immobiliare adibiti a fini ricettivi devono possedere la necessaria autorizzazione all’abitabilità che deve risultare da. apposita autocertificazione
    presentata con la denuncia di inizio attività.
  6. L’esercizio dell’attività di “bed and breakfast”, esercitata nei limiti di cui alla precedente legge, non costituisce cambio della destinazione d’uso residenziale già in atto nell’unità immobiliare.
  7. L’esercizio dell’attività di “bed and breakfast” non necessita di iscrizione alla sezione speciale del registro degli esercenti il commercio prevista dall’articolo 5 della legge 17 maggio 1983, n. 217 (Legge quadro per il turismo e interventi per il potenziamento e la qualificazione dell’offerta turistica).
  8. L’attività di “bed and breakfast” non necessita di autorizzazioni amministrative e la struttura, ritenuta idonea da parte del Comune a seguito di apposito sopralluogo,
    entra a far parte come tale dell’elenco previsto dall’articolo 15, opportunamente articolato per livelli di qualità sulla base dei criteri adottati dalla Giunta regionale entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge. Tale elenco viene diffuso a cura dell’ATL competente per territorio.
  9. Ai fini della rilevazione statistica è fatto obbligo a chi esercita tale attività di comunicare alla Provincia, su apposito modello dell’Istituto nazionale di statistica
    (ISTAT) fornito dalla stessa, il movimento dei turisti ospiti.
  10. L’esercente l’attività deve altresì comunicare all’ATL competente per territorio, entro il 1° ottobre di ogni anno, le caratteristiche dei locali ed i prezzi che intende
    applicare dal 1° gennaio dell’anno successivo, nonché l’articolazione del calendario di apertura. Per le zone montane i prezzi comunicati entro il 1° ottobre hanno validità dal 1° dicembre dello stesso anno.
  11. Secondo le leggi vigenti in materia di pubblica sicurezza, l’esercente è tenuto a comunicare giornalmente alla Questura, o all’ufficio indicato dal Questore, l’arrivo delle persone alloggiate mediante la compilazione di schede fornite dallo stesso ente; copia di tali schede deve essere conservata presso l’abitazione in cui viene svolta l’attività per gli eventuali controlli di pubblica sicurezza.
  12. Gli appartamenti utilizzati devono essere dotati dei requisiti tecnici ed igienico-sanitari di cui all’articolo 14, come modificati ed integrati dalla legge regionale 14 luglio 1988 n. 34 (Modifiche ed integrazioni alle norme igienico-sanitarie delle strutture ricettive alberghiere ed extra. alberghiere, legge regionale 15 aprile 1985, n. 31), fermo restando che, qualora l’attività venga svolta in più di due stanze, devono essere garantiti almeno due locali destinali a servizi igienici.
  13. L’esercente l’attività deve garantire:
    a) La pulizia quotidiana dei locali;
    b) La fornitura e il cambio della biancheria, compresa quella del bagno, ad ogni cambio di cliente e comunque almeno due volte alla settimana;
    c) la fornitura di energia elettrica, acqua calda e fredda e riscaldamento;
    d) la sicurezza alimentare dei cibi e delle bevande messe a disposizione per la prima colazione;
  14. L’esercizio dell’attività di bed and breakfast, qualora usufruisca di eventuali contributi pubblici, deve avere una durata minima di dieci anni.
  15. La Regione Piemonte promuove, anche attraverso l’Agenzia regionale per la promozione turistica del Piemonte (ATR) di cui al capo II della Lr. 75/1996 e le ATL,
    l’incremento e la diffusione del “bed and breakfast”, sostenendo l’attuazione di progetti finalizzati a migliorare l’offerta di tale servizio di ospitalità che riguardino in particolare:
    a) l’assistenza tecnica, la consulenza, l’informazione e la qualificazione degli operatori;
    b) la formazione di organismi associativi di servizio tecnico e/o contabile e/o di certificazione di qualità;
    c) la promozione della domanda mediante la predisposizione di opuscoli e cataloghi, centri di informazione e prenotazione, attività di comunicazione e pubblicizzazione, partecipazione a borse e fiere specializzate».

Art. 2 (modifica della legge regionale 8 luglio 1999, n. 18)

  1. Il comma 1 dell’articolo 3 della legge regionale 8 luglio 1999, n. 18 (Interventi regionali a sostegno dell’offerta turistica) è sostituito dal seguente:
  2. I beneficiari degli interventi previsti dalla presente legge sono le piccole e medie imprese anche enti no profit operanti nel settore del turismo, gli esercenti l’attività di “bed and breakfast”, la ristorazione, le aziende agrituristiche ed i servizi a supporto delle attività del tempo libero dei turisti, ivi compresi gli impianti di risalita.»

Deliberazione della Giunta Regionale 27 novembre 2000, n.20-1442
Approvazione dei criteri di classificazione, del logo distintivo dell’esercizio saltuario del servizio di ospitalità denominato “Bed and Breakfast”

A relazione dell’Assessore Rachelli:

  • Vista la L.R 13/3/2000 n.20 “Integrazione della extralberghiere e modifica della L.R. 8/7/99 n.18 – Interventi regionali a sostegno dell’offerta turistica”, ed in particolare l’art.1 comma 8 che demanda alla Giunta regionale il compito di adottare specifici criteri di classificazione dei “Bed and Breakfast”;
  • visti i criteri di classificazione dei Bed and Breakfast riportati nell’allegato A che articolano tali strutture per livelli di qualità in base alle caratteristiche tipologiche ed ai servizi che offrono.
  • considerato che a tale classificazione il titolare esercente il Bed& Breakfast dovrà procedere contestualmente alla denuncia di inizio attività per gli esercizi di nuova apertura o entro 60 gioni dalla pubblicazione sul B.U.R del presente provvedimento per gli esercizi già in funzione;
  • considerato che la classificazione dei Bed and Breakfast comporta inoltre la necessità di definire una simbologia unificata su tutto il territorio regionale che dovrà costituire il marchio di qualità di tale tipo di ricettività sul territorio piemontese;
  • visto il modello del simbolo distintivo dei Bed and Breakfast come nell’allegato B.
  • dato atto che sarà obbligatorio esporre in modo visibile all’interno dell’alloggio e facoltativamente all’esterno il segno distintivo della categoria assegnata realizzato in conformità a modello approvato con il presente provvedimento e che ai sensi dell’art.20, comma 12 del D.P.R n. 639 del 16/10/1972, l’esposizione all’esterno
    dell’Azienda ricettiva di cartelli riportanti la suddetta simbologia è esente dall’imposta sulla pubblicità e diritti sulle pubbliche affissioni;
  • considerato infine che in fase di primo avvio della legge sono sorti alcuni problemi di applicazione e che pertanto, al fine di escludere errate interpretazioni della disciplina, si rende necessario fornire alcune indicazioni; oggetto di una specifica circolare del Presidente della Giunta, circa la corretta applicazione delle norme della L.R 20/2000 e conseguentemente della L.R 31/85 e L.R 34/88.

La Giunta Regionale, con voti unanimi espressi nelle forme di legge DELIBERA

  • di approvare i criteri di classificazione dell’esercizio saltuario del servizio di ospitalità denominato “Bed and Breakfast”, riportati nell’allegato A alla presente deliberazione;
  • di stabilire che a tale classificazione il titolare esercente il Bed and Breakfast dovrà procedere contestualmente alla denuncia di inizio attività per gli esercizi di nuova apertura o entro 60 giorni dalla pubblicazione sul B.U.R del presente provvedimento per gli esercizi di nuova apertura o entro 60 giorni dalla pubblicazione sul B.U.R del presente provvedimento per gli esercizi già in funzione.
  • Di approvare il modello del simbolo distintivo dei Bed and Breakfast da apporre obbligatoriamente all’interno dell’alloggio e facoltativamente all’esterno, riportato nell’allegato B alla presente deliberazione.
    (omissis)

ALLEGATO A
CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DEI BED & BREAKFAST

La Regione Piemonte stabilisce, ai sensi dell’art.7 della legge 17 maggio 1983 n. 217 i criteri e le modalità per la classificazione dei Bed & Breakfast.
Sono considerati Bed & Breakfast le strutture ricettive gestite da privati i quali utilizzano parte della propria abitazione, fornendo servizio di pernottamento e prima
colazione, avvalendosi esclusivamente della normale organizzazione familiare.
I Bed & Breakfast sono classificati in base agli standard qualitativi obbligatori minimi di seguito indicati.
I Bed & Breakfast sono classificati in quattro classi contrassegnate in ordine decrescente da 4, 3, 2, e 1 stella.
E’ fatto obbligo ai titolari di Bed & Breakfast di esporre in modo visibile all’interno dell’abitazione il segno distintivo della classe assegnata, realizzato in conformità al modello stabilito dalla Regione.
Le funzioni amministrative in materia di classificazione sono esercitate dal Comune in base alla delega attribuita ai sensi dell’articolo 4, comma 1, lettera d) della legge regionale 5 marzo 1987, n. 12.
Per l’attribuzione della classifica dei B&B si applicano le procedure previste per la semplificazione a accelerazione dei procedimenti amministrativi previste dall’art.19
della legge 7 agosto 1990, n. 241 come sostituito dall’art.2, comma 10 della legge 24 dicembre 1993, n. 537.
Il titolare del B&B presenta al Comune competente per il territorio la denuncia della classifica che viene attribuita all’abitazione in base all’applicazione degli standard minimi qualitativi previsti.
La denuncia è presentata su modulo predisposto dalla Regione e deve essere trasmessa al Comune e della Regione e deve essere trasmessa al Comune e alla Provincia contestualmente alla denuncia di inizio attività per gli esercizi di nuova apertura o entro 60 giorni dalla pubblicazione sul B.U.R del presente provvedimento per gli esercizi già in funzione.
Il Comune entro 60 giorni dalla denuncia, verifica d’ufficio la sussistenza dei presupposti e dei requisiti previsti e dispone, se del caso, con provvedimento motivato da notificare all’interessato, entro il medesimo termine, la modifica della classifica salvo che, ove sia possibile, l’interessato provveda a conformare la propria attività ai criteri di classificazione previsti entro il termine prefissato dal Comune.
Il provvedimento di modifica della classifica o di prescrizione a conformare l’attività è adottato dal Comune anche qualora venga riscontrato che sono venuti meno i presupposti e i requisiti iniziali di classificazione.
Il Comune trasmette alla Regione ed alla Provincia i provvedimenti adottati.

AVVERTENZE
Per l’assegnazione ad una determinata classe, le strutture ricettive B&B devono avere tutte le caratteristiche richieste per tale classe.
Il locale bagno completo s’intende dotato di w.c con cacciata d’acqua, lavabo, specchio con presa di corrente, vasca da bagno o piatto doccia, bidet, acqua calda e fredda.
Per gli esercizi ubicati in immobili già esistenti, in relazione ad impedimenti connessi con le caratteristiche strutturali e di superficie, non è obbligatoria la presenza del bidet.
Per gli esercizi B&B siti in immobili esistenti classificabili come dimora storica o vincolati ai sensi della L. 1089/39 il requisito dell’ascensore non obbligatorio.

CLASSIFICAZIONE
Le strutture ricettive denominate B&B sono classificate in base agli standard qualitativi obbligatori minimi di seguito indicati nello specifico paragrafo.

DURATA DELLA CLASSIFICAZIONE
La classificazione ha efficacia per un quinquennio dalla data di denuncia. Eventuali modifiche della classificazione in atto effettuate con la procedura di denuncia prima
richiamata costituiscono nuova classificazione ed assumono efficacia per un nuovo quinquennio.

PUBBLICITÀ DI CLASSE
E’ fatto obbligo agli esercizi B&B di esporre in modo visibile all’interno dell’abitazione adibita a B&B il segno distintivo della classe assegnata, realizzato in conformità al modello stabilito dalla Regione Piemonte.
L’esposizione all’esterno è facoltativa.

STANDARD QUALITATIVI OBBLIGATORI MINIMI PER LA CLASSIFICAZIONE DEI
BED&BREAKFAST.

  • Servizio custodia valori: (3,4)
  • Frigo bar:
    1. In tutte le camere (4)
    2. In almeno 1 camera (3)
  • Lingue estere parlate:
    Almeno una lingua (4)
  • Cambio biancheria compresa quella del bagno:
    1. A giorni alterni (4)
    2. Due volte alla settimana(1,2,3,)
  • Accessori dei locali-bagno di pertinenza delle camere:
    1. Saponetta (1,2,3,4,)
    2. Bagnoschiuma (2,3,4,)
    3. Sali da bagno (4)
    4. Un telo da bagno per persona (1,2,3,4,)
    5. Un asciugamano per persona (1,2,3,4,)
    6. Una salvietta per persona (1,2,3,4,)
    7. Riserva di carta igienica (1,2,3,4,)
    8. Sacchetti igienici (1,2,3,4,)
    9. Cestino rifiuti (1,2,3,4,)
    10. Asciugacapelli (3,4,)
  • Pulizia nelle camere o unità abitative:
    1. Una volta al giorno, con riassetto pomeridiano (3,4,)
    2. Una volta al giorno (1,2,)
  • Riscaldamento:
    In tutto l’esercizio (1,2,3,4)
  • Aria condizionata
    1. in tutti i locali (4)
    2. in almeno 1 camera da letto (3)
  • Ascensore: (3,4) (valida per gli esercizi di B&B localizzati oltre al secondo piano fuori terra)
  • Arredamento camera
    1. un letto, armadio, specchio (1,2,3,4)
    2. comodino e tavolino (sostituibili da ripiani con analoga funzione)
    (1,2,3,4)
    3. lampade o appliques da comodino (1,2,3,4)
    4. cestino rifiuti (1,2,3,4)
    5. sgabello o ripiano apposito per bagagli (2,3,4)
  • Sedie e poltrone nelle camere o unità abitative:
    1. una sedia per letto (1,2,3,4,)
    2. una poltroncina per letto (3,4)
  • Televisione
    1. In tutte le camere (4)
    2. Con antenna satellitare (4)
    3. Ad uso comune (2,3,4)
  • Telefono
    1. Apparecchio telefonico per uso comune (1,2,3,4,)
    2. Apparecchio telefonico in camera (4)
  • Assenza barriere architettoniche (4)
  • Sala per colazione (3,4)
  • Sala soggiorno lettura (4)
  • Camere con vista panoramica (3,4)
  • Seggiolone per bambine (2,3,4)
  • Lettino/culla per bambini (2,3,4)
  • Servizio sveglia (1,2,3,4)
  • Possibilità di utilizzo lavatrice (3,4)
  • Possibilità di utilizzo ferro da stiro (3,4)
  • Possibilità di utilizzo computer (4)
  • Possibilità di utilizzo del giardino (3,4) (per le tipologie di immobile che lo prevedono)
  • Area esterna giochi bambini (4)
  • Accettazione animali domestici (3,4)
  • Parcheggio riservato (4) (per le tipologie di immobile che lo prevedono)
  • Idoneo dispositivo e mezzi antincendio (secondo le disposizioni vigenti e le prescrizioni dei vigili del fuoco – 3,4)
  • Bagno riservato alla camera (3,4)
  • Prima colazione:
    1. Cibi preconfezionati (1,2,3,4)
    2. A buffet (2,3,4,)
    3. Su ordinazione (4)

Come aprire un B&b in Puglia

Pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 111 del 9 agosto 2013 la legge Regionale n. 27 del 7 agosto 2013 “Disciplina dell’attività ricettiva di Bed & Breakfast”.

La legge, dichiarata urgente, entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nel bollettino ufficiale ed è finalizzata alla disciplina dell’attività ricettiva denominata Bed and Breakfast (B&B), per favorire l’ospitalità in ambito familiare ed una forma di turismo sostenibile con l’utilizzo del patrimonio immobiliare esistente.

La legge individua due tipologie di di B&B: a conduzione familiare e in forma imprenditoriale, esplicitando nel testo le prerogative e le procedure per l’esercizio dell’attività, gli obblighi richiesti agli operaratori, dalla segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) all’uso del Marchio regionale, le sanzioni previste in caso di inadempienza. In allegato al testo, sono riportati i requisiti connessi all’apertura ed esercizio dell’attività ricettiva.

Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, è fatto obbligo ai B&B già operanti di uniformarsi alle prescrizioni della stessa e di comunicare l’avvenuto adeguamento mediante dichiarazione sostitutiva.

I B&B operanti ai sensi della l.r. 17/2001 possono optare tra la tipologia “a conduzione familiare” e la tipologia “imprenditoriale” entro e non oltre il 31 dicembre 2016.

LEGGE REGIONALE 7 AGOSTO 2013, N. 27
“Disciplina dell’attività ricettiva di Bed and Breakfast (B&B)”

Il Consiglio regionale ha approvato la seguente legge:

CAPO I
Generalità, definizioni, requisiti

Art. 1
Generalità

  1. La Regione Puglia favorisce lo sviluppo e la presenza su tutto il territorio regionale dell’attività ricettiva denominata Bed and Breakfast (B&B), con la finalità strategica di promuovere un turismo sostenibile e un’ospitalità autentica in ambito familiare, di favorire l’incontro tra le persone, nonché la conoscenza e la diffusione delle culture e delle tradizioni e dei prodotti locali, valorizzando e migliorando altresì l’utilizzazione del patrimonio immobiliare esistente.
  2. La presente legge individua e disciplina le seguenti tipologie di B&B:
    a) a conduzione familiare;
    b) in forma imprenditoriale.
  3. L’esercizio dell’attività di B&B non comporta cambio di destinazione d’uso dell’immobile. I locali adibiti a B&B devono possedere le caratteristiche strutturali e igienico-sanitarie previste per l’uso abitativo dai regolamenti comunali vigenti, nel pieno rispetto delle prescrizioni normative in materia di edilizia, di urbanistica, di pubblica sicurezza e di somministrazione di cibi e bevande.
  4. Le abitazioni destinate all’attività di B&B hanno l’obbligo di esporre il marchio regionale identificativo per la tipologia di appartenenza, così come definito dall’articolo 11.
  5. I requisiti minimi obbligatori richiesti per l’esercizio dell’attività di B&B sono elencati nell’Allegato 1.

Art. 2
Definizione, caratteristiche e servizi minimi dei Bed and Breakfast a conduzione familiare

  1. Si definisce B&B a conduzione familiare l’attività ricettiva svolta in maniera non continuativa e non imprenditoriale da chi, nella casa in cui abita, fornisce alloggio e prima colazione in non più di tre camere e nove posti letto, avvalendosi della normale organizzazione familiare, ivi compresa l’eventuale presenza di collaboratori domestici al servizio della famiglia, senza la fornitura di servizi aggiuntivi.
  2. L’attività di B&B a conduzione familiare è esercitata in un’unica unità immobiliare da chi vi dimora stabilmente per l’intero periodo in cui dichiara di svolgere attività di accoglienza.
  3. L’attività di B&B a conduzione familiare può essere fornita per un minimo di novanta e un massimo di duecentosettanta giorni l’anno.
  4. All’interno dei borghi e dei Comuni con popolazione residente non superiore a diecimila abitanti in base ai dati ufficiali disponibili, all’interno dei centri storici così come delimitati dagli strumenti urbanistici e all’interno dei borghi rurali di cui all’articolo 1 del regolamento regionale 22 marzo 2012, n. 6 (Regolamento attuativo dell’attività ricettiva di albergo diffuso di cui alla legge regionale 15 luglio 2011, n. 17 (Istituzione e disposizioni normative dell’attività ricettiva di albergo diffuso), l’attività di B&B può essere esercitata anche in unità immobiliari fisicamente distinte, lontane non oltre cento metri misurati nel più breve percorso pedonale possibile, fermo restando l’obbligo di dimora nell’unità abitativa principale e fatti salvi tutti gli altri limiti di cui ai commi 1, 2, 3 e 4.
  5. L’esercizio dell’attività di B&B a conduzione familiare non necessita d’iscrizione nel registro delle imprese e beneficia delle agevolazioni fiscali previste dalla normativa vigente.

Art. 3
Definizione, caratteristiche e servizi minimi dei B&B in forma imprenditoriale

  1. Si definisce “B&B in forma imprenditoriale” l’attività ricettiva svolta in maniera continuativa e professionale da chi, presso il proprio domicilio, fornisce alloggio e prima colazione in non più di sei camere e diciotto posti letto, anche avvalendosi della collaborazione di personale qualificato.
  2. L’attività di B&B in forma imprenditoriale è esercitata in un’unica unità immobiliare, ovvero in due unità immobiliari ubicate nello stesso stabile o in due stabili lontani tra loro non oltre cento metri, misurati nel più breve percorso pedonale possibile, fatti salvi i limiti di cui al comma 1.
  3. Per la finalità di cui al comma 1 possono eleggere domicilio il titolare dell’impresa o suo familiare, come definito dall’articolo 230 bis del Codice civile ovvero il socio.
  4. L’esercizio dell’attività di B&B in forma imprenditoriale necessita d’iscrizione nel registro delle imprese e beneficia delle agevolazioni fiscali previste dalla normativa vigente.

CAPO II
Avvio dell’attivita’ e relativi obblighi

Art. 4
Inizio dell’attività

  1. L’esercizio dell’attività di B&B è consentito, previa segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA), da presentare al Comune in cui è sito l’immobile adibito all’attività, nel rispetto dei limiti e delle condizioni di cui all’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi).
  2. La modulistica distribuita dai Comuni per la segnalazione certificata di inizio attività deve essere conforme al modello approvato dalla Regione ai sensi dell’articolo 10.
  3. La segnalazione certificata di inizio attività deve essere corredata delle dichiarazioni sostitutive di certificazione e/o di atto di notorietà per quanto riguarda tutti gli stati, le qualità personali e i fatti previsti dagli articoli 46 e 47 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa (Testo A), emanato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e comunque deve contenere:
    a) generalità complete del richiedente;
    b) denominazione e ubicazione del B&B;
    c) indicazione del titolo di disponibilità dell’immobile;
    d) planimetria in scala dell’immobile indicante il numero delle camere, dei posti letto per ogni camera e dei servizi igienici, con l’indicazione di quelli destinati all’attività di B&B;
    e) periodo di apertura e chiusura;
    f) possesso, da parte dell’immobile, dei requisiti igienico-sanitari e di sicurezza richiesti dalla normativa vigente;
    g) sussistenza dei requisiti soggettivi di cui agli articoli 11 e 92 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773;
    h) iscrizione nel registro delle imprese, limitatamente alla tipologia di cui all’articolo 3.
  4. L’attività oggetto della segnalazione può essere iniziata dalla data di presentazione della stessa al Comune territorialmente competente.
  5. Il Comune procede alla verifica della sussistenza dei requisiti e presupposti per l’esercizio dell’attività di cui alla segnalazione, nel rispetto delle disposizioni dell’articolo 19 della l. 241/1990, e, nel caso in cui ne verifichi la carenza, adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell’attività e di rimozione dei suoi effetti, salvo che, ove possibile, l’interessato provveda a conformare l’attività e i suoi effetti alla normativa vigente entro un termine perentorio fissato dall’amministrazione comunale, in ogni caso non inferiore a trenta, né superiore a centoventi giorni.
  6. Non è consentito adottare la stessa denominazione all’interno del singolo territorio comunale.

Art. 5
Obblighi di chi esercita l’attività di B&B

  1. Fatto salvo quanto previsto dagli articoli 1, 2, 3 e 4, chi esercita l’attività di B&B è tenuto all’osservanza dei seguenti adempimenti:
    a) esporre al pubblico i prezzi applicati, i periodi di attività, nonché la capacità ricettiva massima e la copia della SCIA, nonché una dichiarazione di idoneità o meno della struttura abitativa a offrire ospitalità a persone diversamente abili;
    b) ottemperare agli obblighi di pubblica sicurezza;
    c) comunicare al Comune competente e all’Agenzia regionale Pugliapromozione, nel rispetto della normativa vigente, i prezzi minimi e massimi applicati per quanto concerne l’anno successivo e i periodi di attività;
    d) rispettare l’obbligo di comunicare all’Agenzia regionale Pugliapromozione il movimento degli ospiti ai fini della rilevazione statistica, secondo le modalità e i termini stabiliti dalla Regione;
    e) esporre all’esterno il marchio regionale di cui all’articolo 11;
    f) rilasciare al cliente, al termine di ogni soggiorno, un documento fiscalmente valido in relazione alla tipologia di attività esercitata, comprovante l’avvenuto pagamento dei servizi resi;
    g) sottoscrivere un’adeguata polizza assicurativa di responsabilità civile per il verificarsi di eventuali danni agli ospiti paganti, limitatamente alla tipologia di cui all’articolo 3;
    h) esporre l’iscrizione nel registro delle imprese, limitatamente all’attività di B&B in forma imprenditoriale.

Art. 6
Sospensione volontaria temporanea e cessazione dell’attività

  1. Il soggetto che intende sospendere, temporaneamente, l’attività di B&B deve darne preventiva comunicazione al Comune e all’Agenzia regionale Pugliapromozione indicando il periodo di sospensione.
  2. La sospensione temporanea dell’attività di B&B è consentita per comprovate esigenze, per un periodo non superiore a sei mesi, prolungabile di ulteriori sei mesi.
  3. Decorso inutilmente il periodo massimo di sospensione, si presume la rinuncia dell’interessato a svolgere l’attività di B&B e, pertanto, quest’ultima s’intende cessata.
  4. La chiusura per cessazione dell’attività deve essere comunicata tempestivamente al Comune e all’Agenzia regionale Pugliapromozione.
  5. Il soggetto che esercita l’attività di B&B in forma imprenditoriale deve inoltre comunicare la cessazione alla competente Camera di commercio per la cancellazione dal relativo registro delle imprese.

Art. 7
Subingresso

  1. Nel caso di trasferimento, per atto tra vivi o per causa di morte, della titolarità e/o disponibilità dell’immobile adibito a B&B e in caso di prosecuzione dell’attività, il subentrante, entro trenta giorni, deve presentare una nuova segnalazione certificata di inizio attività resa nelle forme e nei modi di cui all’articolo 4.
  2. Il soggetto che subentra nell’attività di B&B, organizzato in forma imprenditoriale, deve comunicare le modifiche intervenute alla competente Camera di commercio, al Comune e alla Regione, per le necessarie modifiche dell’iscrizione nel relativo registro delle imprese.

CAPO III
OBBLIGHI DEL COMUNE E PROCEDURE

Art. 8
Obblighi dei Comuni

  1. Il Comune forma un elenco di tutti coloro che segnalano l’inizio dell’attività di B&B, creando due distinte sezioni per le diverse tipologie, riservandosi di eseguire sopralluoghi al fine di accertare i requisiti contenuti nelle segnalazioni, secondo le procedure previste all’articolo 9.
  2. Il Comune aggiorna l’elenco dei B&B, comprensivo dei prezzi da ciascuno praticati e dei periodi di apertura, lo trasmette all’Agenzia regionale Pugliapromozione, ai fini dell’attività di informazione turistica, entro il 31 ottobre di ogni anno, unitamente alla comunicazione relativa alle attività cessate.

Art. 9
Procedure comunali di verifica, diffida, sospensione e divieto dell’attività ricettiva

  1. Ferme restando le competenze dell’Autorità di pubblica sicurezza, il Comune territorialmente competente effettua la vigilanza sull’osservanza delle disposizioni della presente legge.
  2. Salvo quanto previsto al comma 3, nel caso di accertamento di violazioni della presente legge, il Comune diffida il titolare dell’attività, con atto scritto e motivato, a rimuoverne le cause entro il termine perentorio di quindici giorni, decorsi i quali, in caso di inadempienza, procede alla sospensione dell’attività per un periodo necessario alla rimozione dell’irregolarità, e comunque non superiore a sei mesi. Al termine del periodo di sospensione, qualora persista l’irregolarità contestata, il Comune dispone, con atto scritto e motivato, notificato all’interessato, il divieto di prosecuzione dell’attività di B&B.
  3. Il Comune dispone il divieto di prosecuzione dell’attività di B&B nei seguenti altri casi:
    a) perdita del possesso dei requisiti soggettivi di cui agli articoli 11 e 92 del TULPS, approvato con r.d. 773/1931;
    b) inosservanza dell’obbligo di astensione dall’attività ricettiva per tutto il periodo di sospensione comminato ai sensi del comma 2;
    c) inosservanza dell’obbligo di dimora/domicilio dichiarato nella SCIA, di cui agli articoli 2 e 3;
    d) applicazione di almeno tre provvedimenti di sospensione negli ultimi ventiquattro mesi.
  4. Nelle ipotesi di cui ai commi 2 e 3, non è consentito presentare una nuova segnalazione certificata di inizio attività per i trentasei mesi successivi alla data di notificazione del provvedimento di divieto di prosecuzione.
  5. I provvedimenti di sospensione e di divieto di prosecuzione dell’attività, adottati dal Comune, ai sensi del presente articolo, sono comunicati, contestualmente, all’Agenzia regionale Pugliapromozione.

CAPO IV
Obblighi e impegni della Regione – Marchio regionale

Art. 10
Obblighi e impegni della Regione

  1. Per esigenze di uniformità, la Regione Puglia con proprio atto approva la modulistica che deve essere utilizzata nel territorio regionale ai fini della segnalazione certificata di inizio attività e, ove necessario, ne dispone l’aggiornamento.
  2. La Regione Puglia, anche attraverso i suoi enti strumentali, provvede a:
    a) curare la diffusione della modulistica e degli eventuali aggiornamenti presso i Comuni;
    b) realizzare, entro il 31 dicembre di ogni anno, sulla base delle comunicazioni di cui al comma 2 dell’articolo 8, un catalogo contenente i riferimenti dei B&B, ordinati per Comune e per tipologia, da pubblicare sul portale viaggiareinpuglia.it
    c) realizzare, diffondere, mantenere e promuovere il marchio regionale di cui all’articolo 11.

Art. 11
Marchio regionale dei B&B

  1. La Giunta regionale, con apposito provvedimento e su proposta dall’Assessorato regionale al Turismo, adotta il marchio identificativo dell’ospitalità in B&B: “Puglia Ospitale”.
  2. Il marchio può essere efficacemente declinato per visualizzare l’autenticità dell’offerta di ospitalità familiare pugliese, distinguendo con due diverse soluzioni cromatiche la tipologia a conduzione familiare, da quelle organizzate in forma imprenditoriale.
  3. Il marchio può altresì recare le seguenti diciture aggiuntive:
    a) “ospitalità accessibile”, esposta dalle abitazioni fornite di caratteristiche e dotazioni adeguate a ospitare persone con disabilità;
    b) “ospitalità friendly”, esposta per indicare una ospitalità aperta anche a coppie dello stesso sesso e a ospiti di qualsiasi appartenenza nazionale e di qualsiasi connotazione etnica;
    c) “ospitalità pet friendly” esposta per indicare la disponibilità ad accogliere ospiti che portano con sé un animale da compagnia.
  4. Il marchio é offerto gratuitamente ai B&B, che possono farne uso nelle proprie comunicazioni. È vietato l’uso del marchio nonché l’utilizzo della dicitura “Bed and Breakfast” alle strutture ricettive classificate diversamente.

Art. 12
Promozione

  1. La Regione Puglia, tramite l’Agenzia regionale Pugliapromozione, sostiene la promozione nazionale e internazionale dei B&B e favorisce l’adesione a reti, circuiti, protocolli e percorsi di qualità.

CAPO V
Sanzioni

Art. 13
Sanzioni

  1. Lo svolgimento dell’attività ricettiva di B&B, senza la previa segnalazione certificata di inizio attività, comporta una sanzione amministrativa da 5.000 a 10.000 euro e l’immediata chiusura dell’attività.
  2. La mancata esposizione al pubblico della SCIA comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da 500 a 1.000 euro.
  3. La mancata esposizione e pubblicità dei prezzi, nonché delle tabelle prezzi aggiornate, comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da 500 a 1.000 euro.
  4. La mancata esposizione e pubblicità dei periodi di apertura e chiusura dell’attività comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da 1.000 a 2.000 euro.
  5. L’attribuzione alla propria struttura ricettiva con scritti, stampati, ovvero pubblicamente con ogni altro mezzo, di un’attrezzatura non corrispondente a quella segnalata, o di una denominazione diversa da quella approvata, è soggetta alla sanzione amministrativa da 1.000 a 2.000 euro.
  6. La mancata presentazione dei moduli di comunicazione dei prezzi comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da 500 a 1.000 euro.
  7. L’applicazione di prezzi difformi da quelli comunicati è soggetta alla sanzione amministrativa da 1.000 a 5.000 euro.
  8. La dotazione di un numero di posti letto superiore a quello segnalato è soggetta alla sanzione amministrativa da 500 a 1.000 euro per ogni posto letto in più e alla sospensione dell’attività per dodici mesi alla terza segnalazione.
  9. L’accoglienza di un numero di persone superiore alla capacità ricettiva massima segnalata è soggetta a una sanzione amministrativa di 500 euro per ogni persona in più e alla sospensione dell’attività per dodici mesi alla terza segnalazione.
  10. L’apertura o chiusura in violazione di quanto previsto e prescritto dalla presente legge e comunicato ai Comuni comporta l’applicazione della sanzione da 500 a 1.000 euro.
  11. Il mancato rispetto dell’obbligo di dimora/domicilio comporta una sanzione da 1.000 a 5.000 euro.
  12. La contraffazione e l’uso improprio del marchio regionale comportano l’applicazione della sanzione da 1.000 a 5.000 euro.
  13. In caso di reiterazione, le predette sanzioni sono raddoppiate.
  14. Le sanzioni amministrative di cui al presente articolo sono comminate dal Comune competente. I proventi delle sanzioni sono devolute per l’80 per cento al Comune e per il rimanente 20 per cento all’Agenzia regionale Pugliapromozione al fine di rafforzare il posizionamento nazionale e internazionale del marchio di cui all’articolo 11.
  15. La mancata comunicazione del movimento degli ospiti ai fini statistici da parte delle strutture ricettive comporta l’applicazione delle sanzioni amministrative di cui agli articoli 7 e 11 del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322 (Norme sul sistema statistico nazionale e sulla riorganizzazione dell’Istituto nazionale di statistica, ai sensi dell’articolo 24 della legge 23 agosto 1988, n. 400), nei limiti e secondo il procedimento ivi previsto.

CAPO VI
Norme transitorie – Abrogazione

Art. 14
Norma transitoria

  1. Le istanze e la relativa documentazione, per le quali non sia stato esaurito l’iter procedimentale previsto dalla legge regionale 24 luglio 2001, n. 17 (Istituzione e disposizioni normative dell’attività di Bed & Breakfast – affittacamere) sono ritrasmesse dal Comune territorialmente competente all’interessato affinché si conformi a quanto previsto dall’articolo 4.
  2. I B&B operanti ai sensi della l.r. 17/2001 possono optare tra la tipologia “a conduzione familiare” e la tipologia “imprenditoriale” entro e non oltre il 31 dicembre 2016, mantenendo nel periodo transitorio lo stesso numero di stanze e posti letto detenuti, purché non intervengano, nel frattempo, le condizioni di cui all’articolo 7.
  3. Il Comune territorialmente competente verifica il rispetto della disposizione di cui al comma 2, secondo quanto disposto dall’articolo 9.

Art. 15
Abrogazioni

  1. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 14, sono abrogati:
    a) la l.r. 17/2001;
    b) l’articolo 49 della legge regionale 16 aprile 2007, n. 10
    (Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2007 e bilancio pluriennale 2007-2009 della Regione Puglia).

ALLEGATO 1
Servizi e requisiti minimi obbligatori richiesti per svolgere l’attività di B&B:

a) il “servizio bagno” deve essere autonomo rispetto alle esigenze della famiglia ospitante e comunque deve essere garantita la disponibilità di almeno un bagno ogni due camere;
b) la superficie minima deve essere uguale o superiore a 8 metri quadrati per le camere con un posto letto, a 12 metri quadrati per le camere con due posti letto, con un incremento di superficie di 4 metri quadrati per ogni posto letto in più. Le presenti norme prevalgono sui regolamenti edilizi e d’igiene comunali;
c) pulizia quotidiana dei locali negli orari comunicati al cliente dal titolare o da persona da lui incaricata;
d) fornitura e cambio della biancheria, compresa quella da bagno, due volte a settimana e a cambio dell’ospite;
e) fornitura di energia elettrica, acqua calda e fredda, riscaldamento;
f) somministrazione, esclusivamente in uno degli spazi familiari condivisi, della prima colazione, preferendo prodotti tipici e tradizionali, meglio se biologici o contraddistinti da marchi di tutela e/o di qualità. Nell’ambito della prima colazione possono essere offerti in aggiunta – e chiaramente indicati -, altresì, alimenti tipici locali elaborati con l’attenzione domestica normalmente in uso nel nucleo familiare del gestore. In tale circostanza, vi è l’obbligo di comunicare gli ingredienti utilizzati, avendo cura di sollecitare l’esplicitazione di intolleranze e allergie alimentari.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
(Onofrio Introna)

IL SEGRETARIO GENERALE DEL CONSIGLIO
(Silvana Vernola)

IL DIRIGENTE DEL SERVIZIO
ASSEMBLEA E COMMISSIONI CONSILIARI

(Silvana Vernola)

E’ estratto del verbale della seduta del 30 luglio 2013 ed è conforme al testo deliberato dal Consiglio regionale.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
(Onofrio Introna)

IL SEGRETARIO GENERALE DEL CONSIGLIO
(Silvana Vernola)

IL DIRIGENTE DEL SERVIZIO
ASSEMBLEA E COMMISSIONI CONSILIARI

(Silvana Vernola)


Come aprire un B&b in Sardegna

Normativa di Riferimento:
Legge Regionale N. 27 del 12 agosto 1998, art. 6. – Esercizio saltuario di alloggio e prima colazione.
Delibera della Giunta Regionale n. 11/6 del 30 marzo 2001 – L.R. 27 del 12.08.1998, art. 6. Esercizio saltuario di alloggio e prima colazione – Atto di indirizzo ai Comuni

Legge Regionale 12 agosto 1998, n. 27 Disciplina delle strutture ricettive extra alberghiere, integrazioni e modifiche alla legge regionale 14 maggio 1984, n. 22, concernente: “Norme per la classificazione delle aziende ricettive” e abrogazione della legge regionale 22 aprile 1987, n. 21.

CAPO I – (Oggetto)

Art. 1 – Oggetto

  1. La presente legge, in attuazione dei principi stabiliti dalla Legge 17 maggio 1983, n. 217, disciplina le strutture ricettive non regolamentate dalla legge regionale 14 maggio 1984, n. 22 e successive modifiche ed integrazioni, in materia di aziende ricettive ed in particolare:
    a) case per ferie;
    b) ostelli per la gioventù;
    c) esercizi di affittacamere;
    d) case e appartamenti per vacanze;
    e) alloggi turistico-rurali;
    f) residence;
    g) alberghi diffusi nei centri storici di cui alla legge regionale n. 22 del 1984, come modificata dall’articolo 25 della presente legge.

CAPO II – (Strutture ricettive extra alberghiere – Definizione e caratteristiche)

Art. 2 – Case per ferie

  1. Sono case per ferie le strutture ricettive attrezzate per il soggiorno di persone, gestite da enti pubblici, associazioni o enti operanti senza scopo di lucro per il conseguimento di finalità sociali, culturali, assistenziali, religiose o sportive, nonché da enti o aziende per il soggiorno dei propri dipendenti e loro familiari.
  2. Nelle case per ferie possono essere ospitati dipendenti e relativi familiari di altre aziende e assistiti degli enti di cui al comma 1; tale attività può essere svolta solo sulla base di apposita convenzione tra le aziende che consentao di perseguire le finalità di cui al comma 1.
  3. Nelle case per ferie, oltre alla prestazione di servizi ricettivi essenziali, sono assicurati i servizi e l’uso di attrezzature che consentano il perseguimento delle finalità di cui al comma 1.
  4. La disciplina delle case per ferie si applica altresì ai complessi ricettivi che assumono la denominazione di pensionati universitari, case della giovane, case religiose di ospitalità, foresterie, centri di vacanze per minori e centri di vacanze per anziani.

Art. 3 – Requisiti tecnici, edilizi ed igienico-sanitari della case per ferie

  1. La superficie minima delle camere ad uno o più letti, l’altezza minima dei locali, la dotazione dei servizi igienici e l’accessibilità per i portatori di handicap delle case per ferie devono essere previste dai regolamenti comunali edilizi e di igiene.
  2. In caso di mancata previsione in detti regolamenti si applicano le norme previste per gli esercizi alberghieri di cui al R.D. 24 maggio 1920, n. 1102 e successive modifiche ed integrazioni.
  3. Nelle case per ferie devono essere garantiti anche il servizio telefonico ed adeguati spazi “comuni”.
  4. L’esercizio dell’attività ricettiva nelle case per ferie è soggetto ad autorizzazione rilasciata dal Comune. L’autorizzazione deve indicare:
    a) il titolare e il gestore, se diverso dal titolare;
    b) i soggetti che possono utilizzare le strutture;
    c) il regolamento interno per l’uso della struttura;
    d) il periodo di apertura e di chiusura.
  5. L’autorizzazione può comprendere la somministrazione di cibi e bevande, limitatamente alle persone alloggiate.

Art. 4 – Ostelli per la gioventù

  1. Sono ostelli per la gioventù le strutture ricettive attrezzate per il soggiorno ed il pernottamento dei giovani e degli accompagnatori dei gruppi di giovani, di proprietà di enti pubblici, enti di carattere morale o religioso e associazioni, operanti, senza scopo di lucro, nel campo del turismo sociale e giovanile per il conseguimento di finalità sociali e culturali.
  2. Gli ostelli possono essere gestiti anche da operatori privati, previa convenzione con l’ente proprietario.
  3. Negli ostelli per la gioventù deve essere garantita, oltre alla prestazione dei servizi ricettivi, anche la disponibilità di strutture e servizi che consentano di perseguire le finalità di cui al comma 1.
  4. Per i requisiti tecnici, edilizi ed igienico sanitari si fa riferimento al precedente articolo 3.
  5. Per quanto riguarda gli obblighi amministrativi si fa riferimento al comma 4 dell’articolo 3.

Art. 5 – Esercizi di affittacamere

  1. Sono esercizi di affittacamere le strutture composte da non più di sei camere destinate a clienti, ubicate in non più di due appartamenti ammobiliati in uno stesso stabile, nelle quali sono forniti alloggio e servizi complementari.
  2. L’attività di affittacamere può essere altresì esercitata in modo complementare rispetto all’esercizio di ristorazione qualora sia svolta da uno stesso titolare, in una struttura immobiliare unitaria. In tal caso l’esercizio può assumere la denominazione di “locanda”.
  3. Gli affittacamere devono assicurare i seguenti servizi minimi di ospitalità compresi nel prezzo della camera:
    a) pulizia dei locali ad ogni cambio di cliente ed almeno una volta la settimana;
    b) sostituzione di biancheria ad ogni cambio di cliente ed almeno una volta la settimana;
    c) fornitura di energia elettrica, acqua calda e fredda e riscaldamento;
    d) recapito postale e telefonico.
  4. Gli affittacamere possono somministrare, limitatamente alle persone alloggiate, alimenti e bevande e, su richiesta del cliente, provvedere al rigoverno aggiuntivo delle camere.
  5. Per i requisiti tecnici, edilizi ed igienico sanitari si fa riferimento all’articolo 3.
  6. Per gli obblighi amministrativi per lo svolgimento dell’attività si fa riferimento al comma 4 dell’articolo 3.
  7. La legge regionale 22 aprile 1987, n. 21, concernente “Disciplina e classifica provvisoria delle strutture ricettive “1 stella – locanda”, a modifica ed integrazione della legge regionale 14 maggio 1984, n. 22″, è abrogata.

Art. 6 – Esercizio saltuario del servizio di alloggio e prima colazione

  1. Coloro i quali, nella casa in cui abitan, offrono un servizio di alloggio e prima colazione, per non più di tre camere con un massimo di sei posti letto, con carattere saltuario o per periodi ricorrenti stagionali, sono tenuti a comunicare al Comune la data di inizio e fine dell’attività.
  2. Il servizio deve essere assicurato avvalendosi della normale organizzazione familiare e fornendo esclusivamente a chi è alloggiato, cibi e bevande preconfezionati per la prima colazione.
  3. Le strutture di cui al presente articolo sono inserite in specifico elenco del quale l’Ente Provinciale per il Turismo o l’Ente che ne assumerà le funzioni cura la diffusione.

Art. 7 – Case e appartamenti per vacanze

  1. Sono case e appartamenti per le vacanze (C.A.V.) le unità abitative ubicate nello stesso comune e delle quali il gestore abbia legittimamente, a qualsiasi titolo, la disponibilità anche temporanea. Tali unità abitative, in numero non inferiore a tre, composte ciascuna da uno o più locali, devono essere arredate e dotate di servizi igienici e cucina autonomi, gestite unitariamente in forma imprenditoriale per l’affitto a turisti, senza offerta di servizi imprenditoriali per l’affitto a turisti, senza offerta di servizi centralizzati o prestazioni di tipo alberghiero, nel corso di una o più stagioni.
  2. Nelle C.A.V. devono essere assicurate le seguenti prestazioni essenziali:
    a) fornitura di energia elettrica, acqua, gas e riscaldamento nei mesi invernali;
    b) manutenzione in condizioni di efficienza degli impianti tecnologici;
    c) pulizia dei locali ad ogni cambio di cliente;
    d) accoglienza e recapito del cliente.
  3. Nelle C.A.V. possono ulteriormente essere forniti servizi e prestazioni, quali, tra l’altro:
    a) pulizia dei locali durante il soggiorno dei clienti;
    b) fornitura e cambio di biancheria;
    c) utilizzo di attrezzature di svago e sport.
  4. La gestione di case ed appartamenti per vacanze non può comprendere la somministrazione di cibi e bevande.
  5. Le strutture in cui si esercita l’attività ricettiva individuate nel comma 1 devono possedere i requisiti igienico-sanitari ed edilizi previsti dalle normative vigenti per i locali di civile abitazione.
  6. L’esercizio di C.A.V. secondo le modalità previste dal presente capo, non comporta modifica di destinazione d’uso ai fini urbanistici delle strutture immobiliari impiegate.
  7. Nelle case ed appartamenti per vacanze non può essere fornita ospitalità per un periodo inferiore a sette giorni consecutivi o superiore a tre mesi consecutivi.
  8. Per speciali esigenze connesse a festività o manifestazioni di interesse locale, il sindaco può, con provvedimenti motivati, consentire deroghe al limite di cui al precedente comma 7.

Art. 8 – Turismo rurale

  1. Per turismo rurale si intende quel complesso di attività di ricezione, di ristorazione, di organizzazione del tempo libero e di prestazione di ogni altro servizio finalizzato alla fruizione turistica dei beni naturalistici, ambientali e culturali del territorio rurale extraurbano.
  2. L’attività di turismo rurale deve essere svolta nel rispetto delle seguenti condizioni:
    a) offerta di ricezione e ristorazione esercitata in fabbricati rurali già esistenti ovvero nei punti di ristoro di cui all’articolo 10 delle direttive per le zone agricole, adottate dalla Regione Sardegna in attuazione della legge regionale 22 dicembre 1989, n. 45, e successive modifiche e integrazioni, da realizzarsi, secondo le tipologie edificatorie rurali locali, nelle aree extra urbane agricole come individuate nel Piano urbanistico comunale;
    b) ristorazione con pietanze tipiche della gastronomia regionale, preparate in prevalenza con l’impiego di materie prime di produzione locale;
    c) allestimento degli ambienti con arredi caratteristici delle tradizioni locali ed in particolare della cultura rurale della zona.
  3. Il termine “turismo rurale” è riservato esclusivamente alle attività di turismo rurale svolte ai sensi della presente legge.

Art. 9 – Soggetti legittimati all’esercizio del turismo rurale

  1. Possono svolgere attività di turismo rurale alle condizioni di cui al comma 2 dell’articolo 7 i seguenti operatori:
    a) gestori di strutture ricettive alberghiere e di ristorazione, singoli od associati, autorizzati all’esercizio dell’attività ai sensi delle vigenti leggi nazionali e regionali e iscritti negli appositi registri delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura;
    b) gestori di servizi di organizzazione e di supporto alle attività sportive all’aria aperta e del tempo libero, iscritti negli appositi albi professionali e negli specifici registri delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura.

Art. 10 – Incentivi per l’attività di turismo rurale e vincolo di destinazione

  1. I soggetti che intendono praticare l’attività di turismo rurale possono accedere agli interventi creditizi previsti dalla legge regionale 14 settembre 1993, n. 40 “Interventi creditizi a favore dell’industria turistica”. Alle opere agevolate in base al presente articolo si applica l’articolo 12 della legge regionale n. 40 del 1993 e la legge regionale 11 marzo 1998, n. 9.

Art. 11 – Residence

  1. I residence sono strutture ricettive gestite unitariamente in forma imprenditoriale che offrono alloggio e servizi in unità composte da uno o più locali arredati, forniti di servizi igienici e di cucina.
  2. Le unità abitative, in un numero non inferiore a sette, sono ubicate in stabili a corpo unitario o a più corpi, ovvero in parti di stabili ovvero in dipendenze che devono essere ubicate a non più di cento metri di distanza dalla sede principale in modo da conservare l’unitarietà della gestione e dell’utilizzo dei servizi.
  3. I residence articolati su più corpi o unità abitative insistenti su un’unica area, a tale scopo riservata ed attrezzata, e caratterizzati dalla centralizzazione dei servizi, possono assumere la denominazione di “Villaggio”.
  4. Nei residence non può essere fornita ospitalità per periodi inferiori a sette giorni consecutivi.
  5. Per particolari periodi dell’anno o per speciali esigenze connesse a festività o manifestazioni di interesse locale il Sindaco può, con provvedimenti motivati, consentire deroghe al limite di cui al comma 4.

Art. 12 – Apertura stagionale dei residence

  1. I residence possono essere autorizzati ad avere apertura stagionale.
  2. L’apertura stagionale non può essere inferiore a quattro mesi continuativi, salvo diverse norme comunali.
  3. E’ fatto obbligo al titolare o al gestore dell’esercizio di indicare annualmente l’arco temporale di apertura del residence.

CAPO III – (CLASSIFICAZIONE E MODALITÀ DI ESERCIZIO)

Art. 13 – Requisiti e caratteristiche tecniche

  1. I requisiti e le caratteristiche tecniche delle case per ferie, ostelli per la gioventù, esercizi di affittacamere, case e appartamenti per vacanze, alloggi turistico-rurali e residence sono riportati, per ciascuna tipologia, nell’allegato A alla presente legge.

Art. 14 – Classificazione

  1. Gli esercizi di affittacamere e le case e gli appartamenti per vacanze sono classificati dal Comune nelle categorie I, II e III in relazione ai requisiti posseduti secondo la tabella di cui all’allegato B.
  2. Le case per ferie e gli ostelli per la gioventù sono classificati di III categoria secondo la predetta tabella.
  3. L’attribuzione di un livello di classificazione è obbligatoria e precede il rilascio dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività.
  4. I residence sono classificati in tre diverse categorie contrassegnate in ordine decrescente I, II e III in relazione ai requisiti posseduti, valutati secondo quanto previsto nella tabella di cui all’allegato C.
  5. L’attribuzione della categoria di classificazione avviene mediante l’accertamento della rispondenza sia della struttura ricettiva alle caratteristiche strutturali prescritte sia della tipologia di servizi che il richiedente si impegna a fornire alla clientela.
  6. Il segno distintivo corrispondente alla tipologia e alla classificazione assegnata, nella forma riportata nell’allegato D alla presente legge, deve essere ben visibile sia all’esterno che all’interno della struttura ricettiva.

Art. 15 – Autorizzazione all’esercizio

  1. L’apertura e la gestione delle strutture ricettive di cui al capo II è subordinata al rilascio dell’autorizzazione da parte del Sindaco del Comune nel quale è ubicata la struttura ricettiva nel rispetto delle norme contenute nella Legge 7 agosto 1991, n. 241, e secondo le procedure riportate per ciascuna tipologia ricettiva nell’allegato E alla presente legge.
  2. Il Sindaco provvede al rilascio dell’autorizzazione all’esercizio delle attività di cui alla presente legge dopo aver accertato che:
    a) sussistano, per ciascun tipo di struttura, le caratteristiche ed i requisiti richiesti dai precedenti articoli;
    b) sussistano, per il titolare o gestore, i requisiti soggettivi di cui al testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 e l’iscrizione nella sezione speciale del registro di cui alla Legge 11 giugno 1971, n. 426 sulla disciplina del commercio, istituita dalla Legge 17 maggio 1983, n. 217.
  3. L’accertamento dei predetti requisiti è effettuato sulla base della prescritta documentazione prodotta e anche mediante appositi sopralluoghi.
  4. La denominazione dei nuovi esercizi ricettivi e le eventuali variazioni alle denominazioni degli esercizi esistenti devono essere preventivamente approvate dal Sindaco del Comune competente al fine di evitare omonimie fra i diversi esercizi e di non consentire l’inserimento nelle denominazioni stesse di indicazioni atte a creare incertezze sulla natura e sul livello di classificazione degli esercizi.

Art. 16 – Validità e rinnovo dell’autorizzazione

  1. L’autorizzazione, anche per gli esercizi di attività stagionale, è rinnovata annualmente mediante pagamento della tassa di concessione regionale e delle altre eventuali tasse a qualunque titolo dovute.

Art. 17 – Diffida, sospensione, revoca e cessazione

  1. L’autorizzazione all’esercizio delle strutture ricettive di cui alla presente legge è sospesa o revocata dal Comune quando venga meno anche uno dei requisiti strutturali o soggettivi o gestionali in base ai quali è stata rilasciata.
  2. Nei casi di violazioni per le quali è prevista l’applicazione di sanzioni amministrative il Comune può, previa diffida, contemporaneamente sospendere l’autorizzazione da cinque a trenta giorni.
  3. Il titolare dell’autorizzazione può, entro il termine perentorio di sette giorni dal ricevimento della diffida, formulare per iscritto proprie osservazioni.
  4. Nei casi di recidiva l’autorizzazione è revocata.
  5. Il titolare di una delle autorizzazioni previste dalla presente legge che intenda sospendere temporaneamente l’attività deve darne preventivo avviso al Comune e indicarne il motivo e la durata.
  6. La sospensione temporanea non può essere superiore a sei mesi prorogabili dal Comune di altri sei mesi, per fondati e accertati motivi; trascorso tale termine l’attività si intende definitivamente cessata e l’autorizzazione è revocata.
  7. L’obbligo di avviso sussiste anche nei casi di cessazione.
  8. L’autorizzazione resta ugualmente sospesa per tutto il tempo necessario all’ultimazione di eventuali lavori disposti ai sensi dell’articolo 31, lett. b), c) e d) della Legge 5 agosto 1978, n. 457, dal proprietario dell’immobile.

Art. 18 – Comunicazione dei provvedimenti

  1. Il Comune è tenuto a dare immediata comunicazione del rilascio dell’autorizzazione di cui alla presente legge nonché delle diffide, sospensioni, revoche e cessazioni all’Assessorato regionale del turismo, nonché, nelle more dell’approvazione di una legge regionale che ridefinisca la ripartizione delle competenze amministrative in materia turistica a norma dell’articolo 31 della legge regionale 23 agosto 1995 n. 20, all’Ente Provinciale per il Turismo competente per territorio.
  2. I Comuni sono tenuti a trasmettere all’Assessorato regionale del turismo ed all’Ente provinciale per il turismo competente per territorio, così come previsto dal precedente comma 1, l’elenco delle strutture ricettive autorizzate, distinte per tipologia, con l’indicazione della rispettiva capacità ricettiva e della classifica assegnata. Gli stessi Comuni sono altresì tenuti a trasmettere all’Assessorato regionale del turismo ed all’Ente Provinciale per il Turismo competente per territorio, così come previsto dal comma 1, ogni sei mesi, un prospetto riepilogativo dal quale risultino le imprese C.A.V. con l’indicazione numerica e tipologica delle strutture immobiliari impiegate.
  3. L’Assessorato regionale del turismo provvede alla compilazione e alla pubblicazione annuale, nel Bollettino Ufficiale della Regione, dell’elenco degli esercizi ricettivi in attività di cui alla presente legge.

Art. 19 – Denuncia e pubblicità dei prezzi

  1. I prezzi delle case per ferie, ostelli per la gioventù, esercizi di affittacamere, residence, case ed appartamenti per vacanze, sono comunicati dai titolari o dai gestori degli esercizi all’Assessorato regionale del turismo e al comune secondo le disposizioni di cui alla Legge 25 agosto 1991, n. 284, al Decreto del Ministro del Turismo e dello Spettacolo 16 ottobre 1991 e al decreto dell’Assessore regionale del turismo, artigianato e commercio 9 settembre 1992, entro il 1° marzo ed il 1° ottobre di ogni anno.
  2. La mancata denuncia dei prezzi entro la data prescritta comporta l’obbligo dell’applicazione degli ultimi prezzi regolarmente comunicati.
  3. Ferma restando l’applicazione della normativa statale e regionale vigente in materia, le tabelle ed i cartellini con l’indicazione dei prezzi praticati nonché le classificazioni attribuite devono essere esposti in modo ben visibile in ciascuna camera o unità abitativa e nel locale di ricevimento degli ospiti.

Art. 20 – Uso occasionale di immobili a fini ricettivi

  1. L’uso occasionale di immobili a fini ricettivi da parte di soggetti privati deve essere comunicato, ai fini statistici, entro cinque giorni successivi al Comune competente per territorio.
  2. L’uso occasionale, e per periodi non superiori ai sessanta giorni, da parte dei soggetti pubblici o delle associazione del tempo libero senza finalità di lucro, di immobili non destinati abitualmente a ricettività collettiva, è consentito in deroga alle disposizioni di cui alla presente legge, previo nulla-osta del Comune.
  3. Il Comune concede il nulla-osta limitatamente al periodo di utilizzo dopo aver accertato le finalità sociali dell’iniziativa e la presenza dei requisiti igienico-sanitari e di sicurezza in relazione al numero degli utenti e al tipo di attività.

Art. 21 – Vigilanza e controllo

  1. Ferme restando le competenze delle autorità di pubblica sicurezza, le funzioni di vigilanza e controllo sull’osservanza delle disposizioni contenute nella presente legge sono esercitate dal Comune.
  2. La Regione può esercitare controlli ispettivi a mezzo di proprio personale o tramite gli Enti Provinciali per il Turismo competenti per territorio, così come previsto dal comma 1 dell’articolo 18.

Art. 22 – Sanzioni

  1. E’ soggetto all’applicazione di una sanzione pecuniaria amministrativa, da lire 500.000 a lire 3.000.000 il titolare di un esercizio ricettivo che:
    a) svolga una delle attività disciplinate dalla presente legge senza l’autorizzazione richiesta ovvero senza essere in possesso dei requisiti o avere effettuato le previste comunicazioni;
    b) non esponga il segno distintivo o una o più delle altre indicazioni prescritte dalla presente legge;
    c) nel segno distintivo esposto faccia risultare indicazioni non corrispondenti a quelle riconosciute dal Comune;
    d) al di fuori delle ipotesi previste alle precedenti lettere b) e c), attribuisca al proprio esercizio, con scritti o stampati ovvero pubblicamente in qualsiasi altro modo, una tipologia, una classificazione o requisiti diversi da quelli propri dell’esercizio;
    e) non faccia pervenire la denuncia di cui all’articolo 19 o vi esponga elementi non veritieri;
    f) non fornisca al Comune le informazioni richieste o non consenta gli accertamenti disposti ai fini della classificazione;
    g) doti le unità abitative destinate agli ospiti di un numero di posti letto superiore a quello autorizzato o comunque ecceda i limiti della capacità ricettiva complessiva dell’esercizio;
    h) modifichi, peggiorandole, le caratteristiche strutturali, o la tipologia, o i livelli qualitativi e quantitativi dei servizi autorizzati, nonché delle prestazioni dovute;
    i) applichi prezzi superiori a quelli comunicati;
    l) interrompa l’attività senza averne dato preventiva comunicazione al Comune;
    m) non esponga le tabelle e i cartellini dei prezzi.
  2. E’ soggetto all’applicazione di una sanzione pecuniaria amministrativa da lire 60.000 a lire 300.000 il titolare di un esercizio ricettivo che:
    a) adotti la denominazione del proprio esercizio senza l’approvazione di cui all’articolo 15;
    b) ometta di indicare nel materiale pubblicitario realizzato per suo conto la tipologia e la classificazione riconosciute all’esercizio.
  3. Per la violazione della disposizione contenuta nel comma 3 dell’articolo 8 si applica una sanzione amministrativa da lire 1.500.000 a lire 4.000.000.
  4. Chiunque attribuisce ad un proprio complesso immobiliare e ne pubblicizza in qualsiasi forma la qualificazione di azienda ricettiva in violazione alla norme della presente legge è soggetto alle sanzioni di cui al comma 1.
  5. In caso di recidiva specifica nelle infrazioni di cui al presente articolo, il Sindaco può disporre la revoca della licenza d’esercizio.
  6. Resta ferma l’applicazione del codice penale ove le violazioni costituiscano reato.
  7. I proventi delle sanzioni di cui alla presente legge sono interamente devoluti ai Comuni.

Art. 23 – Vincoli di destinazione

  1. Per gli esercizi ricettivi gravati da vincoli di destinazione previsti da leggi statali o regionali, la Giunta regionale, su proposta dell’Assessore regionale del turismo, può autorizzare, sentito il comune competente, la conversione da una tipologia all’altra fra quelle previste dalla presente legge, fermi rimanendo i vincoli suddetti.

Art. 24 – Aziende ubicate nel territorio di più comuni

  1. Per le aziende ricettive che insistano sul territorio di più comuni, le competenze di cui alla presente legge sono esercitate dal Sindaco del Comune nel quale è ubicato l’ingresso principale dell’esercizio.

CAPO VI – (MODIFICHE ALLA L.R. N. 22 DEL 1984 E NORME TRANSITORIE)

Art. 25 – Modifiche alla legge regionale 14 maggio 1984, n. 22

  1. Nella legge regionale 14 maggio 1984, n. 22: “Norme per la classificazione delle aziende ricettive” le parole “residenze turistiche alberghiere” sono sostituite dalle parole “Alberghi residenziali”.
  2. L’articolo 3 della legge regionale n. 22 del 1984 è sostituito dal seguente:
    ” Art. 3 –
    1. Sono alberghi le aziende che forniscono alloggi ai clienti in unità abitative costituite da camere anche dotate di eventuali locali e servizi accessori, con esclusione di cucina e posto-cottura, purché posseggano i requisiti indicati nelle Tabelle A e B dell’allegato.
    2. Possono assumere la denominazione di “villaggio albergo” gli alberghi caratterizzati dalla centralizzazione dei principali servizi in funzione di unità abitative dislocate in più stabili e dall’inserimento dell’insieme ricettivo in un’unica area recintata e attrezzata per il soggiorno e lo svago della clientela.
    3. Possono assumere la denominazione di “albergo diffuso” gli alberghi caratterizzati dalla centralizzazione in un unico stabile dell’ufficio ricevimento, delle sale di uso comune e dell’eventuale ristorante ed annessa cucina e dalla dislocazione delle unità abitative in uno o più stabili separati, purché ubicati nel centro storico (zona A) del Comune e distanti non oltre 200 metri dall’edificio nel quale sono ubicati i servizi principali. L’obbligatorietà dei requisiti ai fini della classificazione permane in quanto compatibile con la struttura diffusa dell’esercizio.
    4. Possono assumere la denominazione di “motel” gli alberghi particolarmente attrezzati per la sosta e l’assistenza delle autovetture e delle imbarcazioni e che assicurino uno standard minimo di servizi di assistenza meccanica, di rifornimento carburanti e di parcheggio per un numero di automobili ed imbarcazioni superiore del 10 per cento a quello delle unità abitative, nonché servizi di bar, ristorante o tavola calda e fredda.
    5. Sono alberghi residenziali le aziende che forniscono alloggio ai clienti in unità abitative costituite da uno o più locali con cucina e posto-cottura, purché posseggano i requisiti indicati nelle Tabelle A e C allegate alla presente legge.
    6. Qualora l’unità abitativa dell’albergo residenziale sia dotata di angolo-cottura, in luogo di apposita cucina in locale separato, la superficie utile per la determinazione della ricettività autorizzabile di cui al D.P.R. 30 dicembre 1970, n. 1437, dovrà essere incrementata di mq. 2.
    7. Si deroga al disposto del comma 6 nel caso di immobili realizzati antecedentemente all’entrata in vigore della presente legge in forza di licenza edilizia o di concessione ad edificare.
    8. Negli alberghi residenziali non può essere fornita ospitalità per periodi inferiori a sette giorni.
    9. Con proprio decreto, da comunicarsi tempestivamente ai Comuni interessati, il Presidente della Giunta regionale potrà autorizzare deroghe particolari al limite di cui al comma 8, in occasione di avvenimenti o manifestazioni tali da poter determinare la contingente insufficienza delle altre strutture ricettive locali.
    10. Ad esclusione del villaggio albergo, come definito al comma 2 del presente articolo, gli esercizi alberghieri possono svolgere la propria attività, oltreché nella sede principale, o “casa madre”, ove sono di regola allogati i servizi di ricevimento, di portineria e gli altri servizi generali di cui si avvalgono gli ospiti, anche in dipendenza.
    11. Le dipendenze possono essere ubicate in immobili diversi da quello ove è posta la sede principale o anche in una parte separata dello stesso immobile quando ad essa si accede da un diverso ingresso.
    12. Rispetto alla “casa madre” le dipendenze devono essere ubicate a non più di 100 metri di distanza.”
  3. Il comma 7 dell’articolo 7 della legge regionale n. 22 del 1984 è sostituito dal seguente:
    “7. Le Tabelle B, C, D ed E allegate alla presente legge indicano, rispettivamente, per alberghi, alberghi residenziali, villaggi turistici e campeggi i requisiti presi in considerazione ai fini della classificazione, con i relativi punteggi.”
  4. Il comma 5 dell’articolo 9 della legge regionale n. 22 del 1984 è sostituito dal seguente:
    “5. Non si procede a revisioni di classifica nel secondo semestre dell’ultimo anno del quinquennio.”
  5. Nell’articolo 14 della legge regionale n. 22 del 1984 gli importi delle sanzioni previsti al primo 1 “da lire 500.000 a lire 3.000.000” sono sostituiti rispettivamente “da lire 1.000.000 a lire 5.000.000”; gli importi previsti al comma 3 “da lire 60.000 a lire 300.000” sono sostituiti rispettivamente “da lire 500.000 a lire 2.000.000”.

Art. 26 – Variazioni di tipologia di classificazione degli esercizi esistenti

  1. Le agevolazioni creditizie erogate agli esercizi classificati ai sensi della legge regionale n. 22 del 1984 sono revocate, oltre che nei casi previsti dalle singole leggi di finanziamento, anche nel caso di cambiamento della originaria classificazione con attribuzione di nuova classificazione in una delle tipologie previste dall’articolo 1 della presente legge.
  2. Le somme erogate saranno recuperate maggiorate degli interessi pari al tasso ufficiale di sconto vigente alla data di recupero delle somme incrementato del 50 per cento.

Art. 27 – Norme transitorie

  1. Entro tre anni dall’entrata in vigore della presente legge le strutture ricettive di cui all’articolo 1, comma 1, organizzate in forma imprenditoriale, già operanti, dovranno essere adeguate alle caratteristiche indicate negli articoli precedenti.
  2. Sino a tale data la prosecuzione dell’attività delle strutture ricettive di cui al capo I della presente legge è consentita dietro rilascio, da parte del Sindaco, di un’autorizzazione temporanea in deroga, da emanarsi unicamente a seguito di presentazione da parte del richiedente di un progetto di adeguamento delle strutture e dei servizi alle norme della presente legge entro il termine massimo fissato al comma 1.
  3. Per le strutture di cui al comma 2, e limitatamente al periodo transitorio, all’atto del rilascio dell’autorizzazione in deroga, il Sindaco classifica in via provvisoria la struttura ricettiva sulla base dei criteri contenuti nella presente legge.

Art. 28 – Allegati

  1. Fanno parte integrante della presente legge i seguenti allegati:
    a) Requisiti e caratteristiche tecniche delle case per ferie, degli ostelli per la gioventù, degli esercizi di affittacamere, delle case ed appartamenti per vacanze, degli alloggi turistico-rurali e dei residence.
    b) Requisiti ai fini della classificazione degli esercizi di affittacamere e di case ed appartamenti per le vacanze.
    c) Requisiti per la classificazione dei residence.
    d) Segni distintivi corrispondenti alla tipologia e alla classificazione delle strutture ricettive extralberghiere di cui all’articolo 1.
    e) Procedure per il rilascio dell’autorizzazione all’esercizio delle strutture ricettive di cui all’articolo 1.
    La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.
    E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.

ALLEGATO A
REQUISITI E CARATTERISTICHE TECNICHE DELLE CASE PER FERIE

  1. Le case per ferie, oltre a possedere i requisiti previsti dai regolamenti igienico-edilizi comunali, devono anche avere:
    a) superficie minima delle camere, al netto di ogni locale accessorio, di mq 9 per le camere ad un letto e mq 14 per le camere a due letti con un incremento di superficie di mq 4 per ogni letto in più e con un massimo di quattro posti letto per camera; altezza dei locali analoga a quella prescritta per le case di civile abitazione dai regolamenti igienico-edilizi di ogni singolo Comune;
    b) almeno un wc e un lavabo ogni sei posti letto, un bagno o doccia e un bidè ogni dieci posti letto non serviti da dotazioni private;
    c) arredamento minimo delle camere da letto costituito da: letto, sedia o sgabello, comodino e scomparto armadio per persona, nonché da tavolino, specchio e cestino rifiuti per camera;
    d) locali comuni di soggiorno distinti dalla sala da pranzo, di ampiezza complessiva non inferiore a mq 0,50 per ogni posto letto autorizzato;
    e) idonei dispositivi elettrici e mezzi antincendio secondo le disposizioni vigenti;
    f) cassetta di pronto soccorso;
    g) servizio di telefono ad uso comune.
  2. Nelle case per ferie esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge e non dotate della superficie di cui alla lettera a), è sufficiente che sia garantita nelle camere, la cui superficie minima non dovrà mai essere inferiore agli 8 mq, una cubatura minima di mc 12 per persona.

ALLEGATO A2
REQUISITI E CARATTERISTICHE TECNICHE DEGLI OSTELLI PER LA GIOVENTÙ

  1. Gli ostelli per la gioventù oltre a possedere i requisiti previsti dai regolamenti igienico-edilizi comunali, devono anche avere:
    a) superficie minima delle camere, al netto di ogni locale accessorio, di mq 9 per le camere ad un letto e mq 14 per le camere a due letti, con un incremento di superficie di mq 4 per ogni letto in più e con un massimo di sei posti letto per camera;
    b) almeno un wc e una doccia ogni dieci posti letto e un lavabo ogni sei posti letto non serviti da dotazioni private;
    c) arredamento minimo delle camere da letto costituito da: letto, sedia o sgabello, scomparto armadio per persona, nonché da un tavolino e un cestino rifiuti per camera;
    d) locali di soggiorno, distinti dalla sala da pranzo, di ampiezza complessiva non inferiore a mq 0,50 per ogni posto letto autorizzato;
    e) idonei dispositivi elettrici e mezzi antincendio secondo le norme vigenti;
    f) cassetta di pronto soccorso;
    g) servizio di telefono ad uso comune.
  2. Negli ostelli per la gioventù esistenti o in costruzione alla data di entrata in vigore della presente legge, non dotati della superficie di cui alla lettera a), è sufficiente che sia garantita nelle camere, la cui superficie minima non dovrà mai essere inferiore ai 9 mq, una cubatura minima di mc 14 per persona.
  3. E’ consentito sovrapporre ad ogni posto letto un altro letto, senza con ciò dover incrementare le dimensioni delle camere, purché sia garantita la cubatura minima di mc 14 a persona. Per il rispetto di tutti gli altri rapporti si computano i posti letto autorizzati.
  4. Le camere da letto ed i locali igienici devono essere predisposti separatamente per uomini e donne.
  5. I complessi di cui al presente articolo possono essere dotati di particolare attrezzature, che consentono il soggiorno di gruppi autogestiti secondo autonome modalità organizzative, come la disponibilità di cucina o di punti autonomi di cottura, sotto la responsabilità del gestore.

ALLEGATO A3
REQUISITI E CARATTERISTICHE DEGLI AFFITTACAMERE

  1. I locali destinati all’esercizio di affittacamere, oltre a possedere i requisiti previsti per le case di civile abitazione dai regolamenti igienico-edilizi comunali, devono anche essere dotati di:
    a) almeno un locale bagno, composto di wc, bidè, lavabo, vasca da bagno o doccia e specchio con presa di corrente, ogni otto persone, o frazione, ivi comprese le persone appartenenti al nucleo familiare e conviventi;
    b) arredamento minimo delle camere da letto costituito da letto, sedia e comodino per persona nonché da tavolo, armadio, specchio e cestino rifiuti per camera;
    c) accesso alle camere da letto direttamente da locali di disimpegno di uso comune.

ALLEGATO A4
REQUISITI E CARATTERISTICHE TECNICHE DELLE CASE ED APPARTAMENTI PER VACANZE

  1. Le strutture in cui si esercita l’attività ricettiva individuate nel precedente articolo 5 devono possedere i requisiti igienico-sanitari ed edilizi previsti dalle normative vigenti per i locali di civile abitazione.
  2. L’esercizio di C.A.V. secondo le modalità della presente legge non comporta modifica di destinazione d’uso ai fini urbanistici delle strutture immobiliari impiegate.

ALLEGATO A5
REQUISITI E CARATTERISTICHE TECNICHE DEGLI ALLOGGI turistico-rurali

  1. Le attività di turismo rurale possono essere svolte alle condizioni di cui al comma 2 dell’articolo 8, con le seguenti tipologie di esercizi:
    a) esercizi alberghieri, di cui alla legge regionale 14 maggio 1984, n. 22, e successive modifiche e integrazioni;
    b) esercizi di ristorazione per la somministrazione di pasti e bevande, di cui alla lettera a), comma 1, dell’articolo 5 della Legge 25 agosto 1991, n. 287, e successive modifiche e integrazioni;
    c) esercizi per la gestione di servizi di organizzazione e supporto alle attività didattiche all’aria aperta e per il tempo libero.
  2. La sistemazione dei fabbricati rurali già esistenti e destinati al turismo rurale può avvenire, laddove necessario, attraverso interventi di restauro, adeguamento o ristrutturazione edilizia. Gli interventi di ristrutturazione edilizia devono essere effettuati nel rispetto delle caratteristiche degli edifici, conservandone l’aspetto complessivo e i singoli elementi architettonici, sulla base delle indicazioni esecutive del Piano urbanistico comunale di cui alla legge regionale 22 dicembre 1989, n. 45, e successive modificazioni ed integrazioni.
  3. La realizzazione dei punti di ristoro di cui al comma 2 dell’articolo 8 della presente legge deve avvenire in armonia con il contesto paesistico-territoriale e nel rispetto delle tipologie edificatorie rurali tipiche del luogo.

ALLEGATO A6
REQUISITI E CARATTERISTICHE TECNICHE DEI RESIDENCE

  1. Ferma restando l’applicazione delle leggi vigenti in materia, la gestione di residence può comprendere la somministrazione di cibi e bevande.
  2. Le unità abitative di cui si compongono i residence devono possedere i requisiti igienico-sanitari ed edilizi previsti dalle norme di legge e regolamentari per i locali di civile abitazione. L’utilizzo di residence secondo le modalità previste nella presente legge non comporta modifiche di destinazione d’uso dei medesimi a fini urbanistici.
  3. In deroga alle norme vigenti nei residence la ricettività può essere incrementata purché sia garantito un minimo di mq 6 di superficie per ogni posto letto aggiunto al netto di ogni vano accessorio.

ALLEGATO B
Tabella per la classificazione degli alloggi utilizzati per l’esercizio di affittacamere e delle case e appartamenti per vacanze (i parametri cui si fa riferimento sono quelli fissati dalla Legge 27 luglio 1978, n. 392 sull’equo canone):

  1. CONSERVAZIONE
    normale coeff. 1,00
    mediocre coeff. 0,60
  2. UBICAZIONE
    centro storico o centrale, coeff. 1,30
    semiperiferia, coeff. 1,20
    zone di pregio particolare site nella zona edificata periferica o nella zona turistica o agricola:
    turistica coeff. 1,30
    periferica, coeff. 1,00
    agricola, coeff. 0,85
  3. LIVELLO
    piano attico, coeff. 1,20
    piani intermedi coeff. 1,00
    piano terreno, coeff. 0,90
    piano seminterrato, coeff. 0,80
  4. TIPOLOGIA DEL FABBRICATO
    A/1 coeff. 2,00
    A/2 coeff. 1,25
    A/3 coeff. 1,05
    A/4 coeff. 0,80
    A/5 coeff. 0,50
    A/6 coeff. 0,70
    A/7 coeff. 1,40

Dal prodotto dei coefficienti di cui sopra risultano i seguenti coefficienti minimi per le singole categorie:

  • Cat. 1° superiore o uguale a 1,82
  • Cat. 2° superiore o uguale a 1,00
  • Cat. 3° superiore o uguale a 0,384

ALLEGATO C
TABELLA DEI REQUISITI PER I RESIDENCE
A) REQUISITI MINIMI OBBLIGATORI

1 Componenti della struttura
1.1 Locale per il ricevimento dei clienti.
1.2 Ascensore per i clienti (per immobili a più di un piano fuori terra).
Gli immobili realizzati antecedentemente all’entrata in vigore della presente legge sono dispensati dall’obbligo dell’ascensore nel caso di oggettivi impedimenti strutturali e qualora la realizzazione comporti la riduzione del numero di unità abitative al di sotto del limite minimo di impresa.
1.3 Riscaldamento in tutto l’esercizio nei mesi invernali.
L’obbligo del riscaldamento non vige per i residence ad apertura stagionale estiva.
1.4 Apparecchio telefonico comune a disposizione della clientela, in assenza di impianto in ogni unità abitativa
1.5 Accessibilità per handicappati, nel rispetto della Legge 9 gennaio 1989, n. 13.
1.6 Posti auto, in parcheggio scoperto, pari al numero delle unità abitative. Gli immobili realizzati antecedentemente all’entrata in vigore della presente legge sono dispensati da tale obbligo nel caso di oggettivi impedimenti.
2 Componenti di ogni unità abitativa
2.1 Locale-bagno
2.1.1 Attrezzature: lavabo, bidè, vasca da bagno o doccia, wc, specchio con presa di corrente, acqua calda e fredda.
2.1.2 Dotazioni: sgabello, cestino rifiuti, scopinetto, stendibiancheria e necessario per la pulizia dell’unità abitativa. Lo stendibiancheria può essere sostituito da apposito locale comune per gli ospiti.
2.1.3 Corredi: saponetta all’arrivo del cliente, carta igienica con riserva, sacchetti igienici e, per ogni posto letto utilizzato, asciugamani, salvietta per bidè, asciugatoio da bagno.
Spazi destinati alle funzioni di:
2.2 Cucina o angolo cottura.
2.2.1 Attrezzature: lavello e scolapiatti, fornelli con aspirazione forzata mobilio, frigorifero e portarifiuti.
2.2.2 Dotazioni: stoviglie per la preparazione e la consumazione dei pasti in rapporto ai posti-letto permanenti.
2.3 Pranzo
Dotazioni: tavolo o piano d’appoggio, seggiole e panche in numero pari ai posti-letto permanenti.
2.4 Soggiorno
Dotazioni: divano o divano-letto o poltrona.
2.5 Pernottamento.
2.5.1 Dotazioni: letto fisso, comodino o tavolino di servizio, lampade o applique, armadio dotato di almeno quattro appendiabiti per ogni posto-letto utilizzato e di adeguata cassettiera o ripiani.
Solo in caso di unità monolocali è consentita la dotazione di letto a scomparsa o divano-letto.
2.5.2 Corredi: lenzuola e federa per ogni posto-letto utilizzato
3 Servizi
3.1 Segreteria (ricevimento, informazioni, centralino, portierato) 16/24 ore, per sette giorni la settimana.
Deve comunque essere sempre garantita la reperibilità del gestore o addetto anche fuori dal normale orario di segreteria-ricevimento.
3.2 Pulizia delle unità abitative (escluso il riassetto della cucina) una volta alla settimana.
3.3 Cambio biancheria da letto e da bagno una volta alla settimana.
3.4 Lingue estere correntemente parlate dal gestore: almeno una.

B) REQUISITI FUNGIBILI
4 Dotazioni della struttura
4.1 Aria condizionata in tutto l’esercizio 3
4.2 Ristorante 5
4.3 Bar 3
4.4 Sale convegni (almeno 50 posti) 2
4.4.1 Per ogni cinquanta posti in più aggiungere punti 1
4.5 Altre sale per uso comune: lettura,TV, ecc. (ognuna) 1
4.6 Sala giochi o spazi esterni attrezzati per bambini 2
4.7 Impianti sportivo-ricreativi 5
4.7.1 Piscina coperta 5
4.7.2 Piscina scoperta 3
4.7.3 Campo da tennis (ognuno) 2
4.7.4 Altri impianti: minigolf, bocce, ecc.(ognuno) 1
4.8 Posti auto all’interno del complesso, in numero superiore al 50 % delle unità abitative 5
4.8.1 in garage o box 3
4.8.2 in parcheggio coperto 1
5 Dotazioni delle unità abitative
5.1 Aria condizionata regolabile dal cliente 2
5.2 Almeno il 50 % delle unità con cucina in locale separato e distinto da ogni altro locale 3
5.3 Televisione
5.3.1 a colori 3
5.3.2 in bianco e nero 2
5.4 Radio e/o filodiffusione 1
5.5 Telefono abilitato alla chiamata esterna diretta 3
5.5.1 Telefono nella camera con chiamata per centralino 1
5.6 Elettrodomestici ed accessori
5.6.1 Lavastoviglie, lavatrice (ognuno) 2
5.6.2 Ferro da stiro, altri elettrodomestici (ognuno) 1
6 Servizi
6.1 Segreteria e sorveglianza per ogni quattro ore oltre al minimo aggiungere punti 2
6.2 Servizio custodia valori 2
6.3 Pulizia delle unità abitative: per ogni intervento oltre al minimo aggiungere punti 3
6.4 Biancheria: per ogni cambio oltre al minimo
6.4.1
da letto, aggiungere punti
3
6.4.2 da bagno, aggiungere punti 2
6.5 Lingue estere: per ogni lingua correntemente parlata dal gestore o direttore o dal personale di segreteria, oltre al minimo, aggiungere punti 1
6.6 Organizzazione di servizi ricreativi per la clientela (animazione, corsi sportivi ecc.) aggiungere punti 5

Classificazione dei Residence

  • Cat. 3°: requisiti minimi obbligatori
  • Cat. 2°: requisiti minimi più 25 punti di requisiti fungibili
  • Cat. 1°: requisiti minimi più 40 punti di requisiti fungibili

ALLEGATO E
PROCEDURE PER IL RILASCIO DELL’AUTORIZZAZIONE ALL’ESERCIZIO DELLE STRUTTURE RICETTIVE DI CUI ALL’ART. 1

E/1
CASE PER FERIE

  1. L’esercizio dell’attività ricettiva nelle case per ferie è soggetto ad autorizzazione comunale.
  2. L’autorizzazione deve indicare:
    a) il titolare e il gestore, se diverso dal titolare;
    b) i soggetti che possono utilizzare le strutture;
    c) il tipo di gestione e di servizi forniti, tali in ogni caso da garantire le finalità alle quali è destinata la struttura;
    d) il numero delle camere e dei posti letto;
    e) l’eventuale durata minima e massima dei soggiorni;
    f) il regolamento interno per l’uso della struttura;
    g) il periodo o i periodi di apertura.
  3. L’autorizzazione può comprendere la somministrazione dei cibi e delle bevande limitatamente alle persone alloggiate ed a quelle che possono utilizzare il complesso in relazione alle finalità dello stesso.

E/2
OSTELLI PER LA GIOVENTÙ

  1. L’esercizio dell’attività ricettiva negli ostelli per la gioventù è soggetto ad autorizzazione comunale, riportante il numero delle camere, dei posti letto ed il periodo di apertura.
  2. L’autorizzazione deve indicare:
    a) il titolare e il gestore, se diverso dal titolare;
    b) i soggetti che possono utilizzare le strutture;
    c) il tipo di gestione e di servizi forniti, tali in ogni caso da garantire le finalità alle quali è destinata la struttura;
    d) il numero delle camere e dei posti letto;
    e) l’eventuale durata minima e massima dei soggiorni;
    f) il regolamento interno, per l’uso della struttura;
    g) il periodo o i periodi di apertura;
    h) le modalità ed i limiti di utilizzazione per scopi ricettivi diversi nei periodi in cui gli ostelli non sono occupati dall’utenza giovanile.
    3. L’autorizzazione può comprendere la somministrazione di cibi e bevande limitatamente alle persone alloggiate ed a quelle che possono utilizzare il complesso in relazione alle finalità dello stesso.

E/3
AFFITTACAMERE

  1. Chi intende esercitare l’attività di affittacamere è soggetto ad autorizzazione, rilasciata dal Comune, riportante il numero dei posti letto ed il periodo di apertura.
  2. L’autorizzazione deve inoltre indicare:
    a) generalità del titolare;
    b) ubicazione dei vani destinati all’attività ricettiva e numero dei posti letto, distinti per vano;
    c) servizi igienici a disposizione degli ospiti;
    d) servizi complementari offerti;
    e) periodi di esercizio dell’attività.

E/4
CASE E APPARTAMENTI PER VACANZE (C.A.V.)

  1. Il Sindaco concede l’autorizzazione all’esercizio dell’attività di C.A.V. dietro presentazione, da parte dell’imprenditore, di dichiarazione sostitutiva di atto notorio indicante l’ubicazione, le caratteristiche e i posti-letto di ciascuna delle case o appartamenti di cui ha la disponibilità, nel rispetto di quanto previsto dalla presente legge, nonché di planimetria catastale delle unità destinate all’alloggio.
  2. L’imprenditore è altresì obbligato a comunicare, all’atto della presentazione della domanda di autorizzazione, le prestazioni di servizi che intende erogare.
  3. Ogni variazione nel numero delle case o appartamenti utilizzati dall’imprenditore nell’esercizio della attività autorizzata deve essere comunicata e autorizzata secondo le modalità individuate al comma 2.
  4. Il segno distintivo corrispondente alla classificazione assegnata, nella forma riportata nell’allegato D alla presente legge, deve essere ben visibile sia all’esterno che all’interno della struttura ricettiva.

E/5
RESIDENCE

  1. L’apertura e la gestione di residence è subordinata al rilascio dell’autorizzazione da parte del Sindaco del Comune in cui è situata la struttura ricettiva nel rispetto delle norme contenute nella Legge 7 agosto 1990 n. 241.
  2. Nel provvedimento autorizzatorio sono individuate le strutture ricettive nell’ambito delle quali l’attività è consentita.

Deliberazione n. 11/6 del 30.03.2001
Oggetto: L.R. 27 del 12.08.1998, art. 6. Esercizio saltuario del servizio di alloggio e prima colazione. Atto di indirizzo applicativo ai Comuni.

L’Assessore del Turismo Avv. Roberto Frongia, premessa una breve illustrazione
dell’istituto del Bed & Breakfast e del suo sviluppo in altre aree a vocazione turistica, riferisce in merito alle carenze nella disciplina normativa dell’istituto – normato dall’art. 6 L.R. 12.08.1998, n. 27 – e alle conseguenti incertezze applicative che si riflettono negativamente sulle buone potenzialità di sviluppo dell’istituto nel territorio dell’Isola.

Nelle more di una più compiuta e articolata disciplina normativa, l’Assessore
Frongia ritiene possa ovviarsi nell’immediato emanando, attraverso una circolare interpretativa, un atto di indirizzo ai Comuni – i quali autorizzano l’attività di cui trattasi – contenente le seguenti indicazioni, e criteri per l’esercizio dell’attività medesima.

I requisiti tecnici

La legge consente di ospitare non più di sei persone in un massimo di tre camere.

I requisiti minimi delle strutture utilizzate per l’attività dovranno essere:

  • 14 mq di superficie minima per camera doppia;
  • 9 mq di superficie minima per camera singola;
  • 4 mq di incremento minimo per un letto aggiunto di tipo tradizionale;
  • 1 mq di incremento minimo per un letto aggiunto di tipo a castello;
  • cubatura aggiuntiva minima di 7 mc per alloggiato e fino ad un massimo di 4 posti letto per camere con più di 3 posti letto;
  • altezza delle camere e vani ad uso comune secondo le previsioni dei regolamenti comunali per le civili abitazioni.

L’attività del Bed & Breakfast può essere realizzata solo in unità immobiliari appartenenti alle seguenti categorie catastali:
A 1 – abitazioni di tipo signorile;
A 2 – abitazioni di tipo civile;
A 3 – abitazioni di tipo economico;
A 4 – abitazioni di tipo popolare;
A 5 – abitazioni di tipo ultra popolare;
A 7 – abitazioni in villini;
A 8 – abitazioni in ville;
A 11 – abitazioni tipiche dei luoghi.

Per poter utilizzare unità immobiliari appartenenti a categorie catastali diverse da quelle riportate in elenco, è necessaria la preventiva autorizzazione, concessione (o documentazione equipollente) comunale che autorizzi il cambio di destinazione d’uso nel rispetto dei regolamenti edilizi comunali e delle previsioni degli strumenti urbanistici regionali, comprensoriali e comunali.

I requisiti igienico-sanitari

L’abilitazione dovrà rispettare le normative vigenti relative ai requisiti igienico-sanitari e tutto quanto altro previsto dal regolamento igienico-edilizio comunale per i locali di civile abitazione.

In caso di camere prive di bagno annesso deve essere comunque presente almeno un servizio igienico completo di:
– water – bidet – lavabo – vasca o doccia – specchio – presa di corrente.

I Servizi accessori da erogare

La pulizia dei locali

Occorre provvedere alla pulizia dei locali obbligatoriamente ad ogni cambio di cliente e comunque due volte la settimana.

La fornitura della biancheria

Il cambio di biancheria dovrà essere effettuata una volta la settimana oltre che ad ogni cambio ospite.

La prima colazione

Può essere servita all’ospite solo la prima colazione con cibi preconfezionati (e al massimo riscaldati), escludendo comunque ogni possibilità di manipolare il cibo.
Sarà dunque possibile offrire ai propri ospiti la prima colazione continentale costituita da pane, fette biscottate, brioche, marmellata, confettura, burro, caffelatte, succo d’arancia.

E’ fatto divieto assoluto usare fornelli o simili nelle camere per prepararsi cibi o bevande e ogni altro apparecchio produttore di calore tranne quelli per l’ordinaria toilette.

Adempimenti amministrativi

Il titolare dell’esercizio è tenuto a richiedere l’autorizzazione comunale (Fac-simile domanda allegato 1) e a pagare la tassa di concessione regionale.

Autorizzazione all’esercizio e procedure amministrative

Il Sindaco provvede al rilascio dell’autorizzazione all’esercizio saltuario del servizio di alloggio e prima colazione in seguito ad accertamento della sussistenza dei requisiti richiesti, per le strutture e i titolari, dalle norme vigenti e dal presenti criteri.

L’accertamento dei predetti requisiti è effettuato sulla base della documentazione presentata e anche mediante appositi sopralluoghi.

Il sindaco provvede alle domande di autorizzazione all’esercizio saltuario del servizio di alloggio e prima colazione entro 45 giorni dalla presentazione. Il Sindaco entro 30 giorni dall’accoglimento della domanda rilascia l’autorizzazione che abilita allo svolgimento dell’attività, nel rispetto dei limiti e delle modalità stabilite nell’autorizzazione medesima.

Elenco esercenti

Al momento del rilascio dell’autorizzazione, il Sindaco comunica all’Ente Provinciale per il Turismo competente per territorio, o l’Ente che ne assumerà le funzioni, i dati della struttura al fine dell’inserimento nello specifico elenco provinciale e successivamente in quello, riassuntivo, regionale.


Come aprire un B&b in Sicilia

LEGGE 23 dicembre 2000, n. 32.
Disposizioni per l’attuazione del POR 2000-2006
e di riordino dei regimi di aiuto alle imprese
(G.U.R.S. 23 DICEMBRE 2000 – N. 61)

Capo II
AIUTI “DE MINIMIS”

Art. 88. – Aiuti al bed and breakfast

  1. L’Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti eroga contributi nell’ambito del massimale previsto per gli aiuti “de minimis” ai soggetti che, avvalendosi della propria organizzazione familiare, utilizzano parte della loro abitazione, fino ad un massimo di tre camere, fornendo alloggio e prima colazione.
  2. L’attività ricettiva di cui al comma 1, in qualsiasi forma giuridica esercitata, deve assicurare i servizi minimi stabiliti dall’Assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni e dei trasporti.
  3. I locali delle unità di cui al comma 1 devono possedere i requisiti igienico-sanitari previsti per l’uso abitativo dalle leggi e regolamenti.
  4. L’esercizio dell’attività di cui al comma 1 non costituisce cambio di destinazione d’uso dell’immobile e comporta per i proprietari delle unità abitative l’obbligo di adibire ad abitazione personale l’immobile medesimo.
  5. Il servizio di cui al comma 1 viene classificato ad una stella, se esiste nell’unità abitativa una sola stanza per gli ospiti ed il bagno in comune con i proprietari; a due stelle, se le camere per gli ospiti sono due o tre e dispongono di un bagno comune riservato agli ospiti; a tre stelle se ogni camera per ospiti ha il proprio bagno privato.
  6. L’esercizio di attività di alloggio e prima colazione non necessita di iscrizione al registro esercenti il commercio ma di comunicazione di inizio attività al comune e alla provincia competenti, nonché di comunicazione alla provincia, nei termini usuali, di tutte le informazioni necessarie ai fini delle rilevazioni statistiche ed ai fini dell’inserimento dell’esercizio negli elenchi che questa annualmente pubblica in merito alle disponibilità di alloggi turistici.
  7. La provincia provvede ad effettuare apposito sopralluogo al fine della conferma della idoneità all’esercizio dell’attività ed alla classificazione della stessa nel numero di stelle confacente, stabilendo altresì le tariffe minime e massime applicabili all’esercizio di attività di alloggio e prima colazione, distinte per categorie.
  8. Alle attività di cui al presente articolo si applicano le disposizioni di pubblica sicurezza previste per le locazioni immobiliari anche temporanee.
  9. Alle attività di cui al presente articolo si applica il regime fiscale previsto per le attività saltuarie previa iscrizione all’ufficio IVA.
  10. Il contributo di cui al comma 1 è concesso una tantum e a fondo perduto per l’esercizio di attività di alloggio e prima colazione nelle seguenti misure:
    a) esercizio ad una stella: fino ad un massimo di lire 4.000.000 a posto letto;
    b) esercizio a due stelle: fino ad un massimo di lire 5.000.000 a posto letto;
    c) esercizio a tre stelle: fino ad un massimo di lire 6.000.000 a posto letto.
  11. I requisiti per l’attribuzione della classifica in riferimento alle dimensioni delle camere sono quelli fissati dal decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1970, n. 1437.
  12. Le dotazioni minimali delle camere e dei bagni sono fissate con decreto assessoriale in riferimento agli esercizi alberghieri rispettivamente a tre, due ed una stella.
  13. Per usufruire dei benefici di cui al presente articolo i destinatari degli interventi devono impegnarsi a svolgere l’attività per almeno un quinquennio dalla data di erogazione, a documentare almeno 50 presenze annue e a sottoscrivere apposita fideiussione bancaria o assicurativa a garanzia dell’effettivo esercizio.

DECRETO 8 febbraio 2001.
Requisiti per la classifica in stelle dell’attività ricettiva
di “bed and breakfast”, disciplinata all’art. 88 della
legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32.
(G.U.R.S.13 APRILE 2001 – N. 17 )

L’ASSESSORE PER IL TURISMO, LE COMUNICAZIONI ED I TRASPORTI

Visto l’art. 88 “Aiuti al bed and breakfast” della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, recante “Disposizioni per l’attuazione del POR 2000-2006 e di riordino dei regimi di aiuto alle imprese”;
Vista la legge regionale 6 marzo 1986, n. 9 “Istituzione della Provincia regionale”;
Vista la legge regionale 6 aprile 1996, n. 27, recante norme in materia di turismo, con la quale è stata definita l’attività ricettiva, sono state individuate le tipologie ricettive ed è stata attribuita alle aziende autonome provinciali per l’incremento turistico l’attività inerente la classificazione delle strutture stesse nell’ambito dei poteri di coordinamento dell’Assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni e dei trasporti;
Considerato che la legge regionale n. 32/2000 individua il bed and breakfast quale attività ricettiva, con attribuzione della classifica con riferimento a quanto è previsto dalla cennata normativa dal D.P.R. n. 1437/70 e dagli standards determinati dall’Assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni e dei trasporti;
Ritenuto, conseguentemente, di determinare i requisiti per l’attribuzione della classifica in stelle del bed and breakfast;
Considerato che le Aziende autonome provinciali per l’incremento turistico istituite presso le province regionali sono gli organi ai quali in virtù del combinato disposto dall’art. 2 del D.P.R. 19 settembre 1986 e della legge regionale 6 aprile 1996, n. 27, è demandata l’attività inerente la classificazione delle strutture ricettive, nonché quella inerente l’accertamento delle violazioni agli obblighi di legge;
Considerato che, in virtù del combinato disposto dell’art. 14 dello Statuto della Regione siciliana, della legge regionale n. 9/86 e della legge regionale n. 27/96, occorre effettuare anche una costante attività di vigilanza sulle strutture ricettive dell, in quanto il mantenimento degli standards di qualità del sistema di accoglienza è essenziale per la capacità competitiva dell’offerta turistica della Regione siciliana;

Decreta:

Art. 1

Sono approvati, nel testo che si allega e che fa parte integrante del presente decreto, i requisiti determinati per l’attribuzione della classifica in stelle del “bed and breakfast“.
Vengono, altresì, stabilite le modalità di classifica e le modalità per la definizione in stelle applicabili alle attività di cui sopra.

Art. 2

Le aziende autonome provinciali per l’incremento turistico delle Province regionali adottano entro 30 giorni dalla richiesta il provvedimento di classifica delle attività di bed and breakfast del territorio di competenza secondo la normativa di cui alla legge regionale n. 32/2000 e dei requisiti indicati nel testo di cui all’art. 1 del presente decreto.
Decorso infruttuosamente il suddetto termine vi provvede l’Assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni e dei trasporti.
Ogni provvedimento di classifica va notificato al soggetto richiedente, al comune ed all’Assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni e dei trasporti.

Art. 3

Le Aziende autonome provinciali per l’incremento turistico, entro il 30 giugno ed il 31 dicembre di ogni anno, devono inviare all’Assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni e dei trasporti il piano delle ispezioni da effettuare nel semestre successivo presso le strutture ricettive del territorio di competenza.
L’Assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni e dei trasporti potrà disporre che un proprio funzionario partecipi alle operazioni di vigilanza.
Decorsi infruttuosamente i termini suddetti, provvede in via sostitutiva l’Assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni e dei trasporti.
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana per la pubblicazione.
Palermo, 8 febbraio 2001.
Rotella

Allegato
NORMATIVA DI CLASSIFICA

Per bed and breakfast si intende un’attività ricettiva esercitata da soggetti che avvalendosi della propria organizzazione familiare, utilizzano parte della loro abitazione fino ad un massimo di tre camere, con non più di 4 posti letto per camera, non sovrapponibili, fornendo alloggio e prima colazione in qualsiasi forma giuridica esercitata.
L’attività di bed and breakfast non necessita della iscrizione alla Camera di commercio da parte del titolare dell’attività.
Alla suddetta attività si applica quanto previsto dal punto 9 dell’art. 88 della legge regionale n. 32/2000.
All’attività suddetta si applicano le disposizioni di pubblica sicurezza previste per le locazioni immobiliari anche temporanee.
L’inizio delle attività va comunicata al comune e alla provincia competente per territorio e per essa all’Azienda provinciale per l’incremento turistico, ai fini della classificazione dell’esercizio ricettivo.
Il privato potrà, comunque, sulla base di una mera comunicazione in conformità dell’art. 19 della legge n. 241/90, come modicato dall’art. 2, comma decimo, della legge n. 537/93, intraprendere l’esercizio dell’attività.
Sarà cura dell’amministrazione comunale competente verificare ai sensi delle predette disposizioni (legge Bassanini) la sussistenza dei requisiti di legge e, ove necessario, disporre entro 60 giorni con provvedimento motivato, il divieto di prosecuzione dell’attività e la rimozione degli effetti.
Gli esercizi di bed and breakfast sono classificati ad una stella, se esiste nell’unità abitativa una sola stanza per gli ospiti e il bagno comune con i proprietari; a due stelle, se le camere per gli ospiti sono 2 o 3 e dispongono di un bagno comune riservato agli ospiti; a tre stelle se ogni camera per gli ospiti ha il proprio bagno privato.
Alla richiesta di classifica occorre allegare una relazione tecnica, a firma di un tecnico abilitato, corredata da una planimetria dell’unità abitativa, che attesti che l’immobile possiede i requisiti igienico-sanitari previsti per l’uso abitativo dalle leggi e dai regolamenti, nonché la conformità dello stesso e quanto previsto dal D.P.R. 30 dicembre 1970, n. 1437, per quanto attiene le dimensioni delle camere e l’adeguamento degli impianti alle norme di sicurezza di cui alla legge n. 46/90.
Alla richiesta di classificazione va allegata apposita dichiarazione rilasciata dal proprietario nelle forme di legge, circa l’obbligo di adibire l’immobile ad abitazione personale.
Il provvedimento di classificazione degli esercizi di bed and breakfast viene adottato, previo sopralluogo, dall’Azienda autonoma provinciale per l’incremento turistico, entro il termine di trenta giorni dalla presentazione della richiesta di classificazione.
Decorso il suddetto termine provvede in via sostitutiva l’Assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni e dei trasporti ai sensi della legge regionale n. 27/96.
Ai sensi del punto 6 dell’art. 88 della legge regionale n. 32/2000, il titolare dell’attività deve comunicare all’Azienda autonoma provinciale per l’incremento turistico competente per territorio ogni sei mesi la situazione degli arrivi e delle presenze ed ogni altra informazione ai fini delle rilevazioni statistiche e dell’inserimento del l’esercizio negli elenchi annuali pubblicati sulle strutture ricettive.
La comunicazione delle presenze viene effettuata giornalmente alle autorità locali di pubblica sicurezza.

TARIFFE
Le Aziende autonome provinciali per l’incremento turistico competenti per territorio annualmente stabiliscono le tariffe minime e massime da applicare all’esercizio di attività di alloggio e prima colazione, distinte per categoria.
Le tariffe sono pubblicate sugli annuali provinciali e regionali delle strutture turistico ricettive.

3 stelle ***
Requisiti minimi
Bagni privati e completi (vasca o doccia, lavabo, wc e bidet) per ogni camera.
Televisione in tutte le camere.
Impianto di climatizzazione in tutte le camere anche con ventilazione a pale (si prescinde da tale requisito per esercizi ubicati in località montane che siano forniti di impianto di riscaldamento).
I servizi di biancheria devono essere adeguati al tipo dell’arredamento degli ambienti.
Prestazione di servizi obbligatori
Servizio di prima colazione.
Cambio di biancheria: lenzuola e federe a giorni alterni e in ogni caso ad ogni cambio di cliente; asciugamani tutti i giorni.
Pulizia nelle camere e nei servizi igienici ogni giorno.
Dotazioni
Bagni completi in ogni camera:
– accessori: saponetta, bagnoschiuma, cuffia, un telo da bagno, un asciugamano e una salvietta per persona, riserva di carta igienica, sacchetti igienici, cestino rifiuti.
Sistemazione camere:
– letto, tavolino o ripiano, armadio, comodino o ripiano e specchio;
– lampade o appliques da comodino;
– punto di illuminazione per leggere e scrivere;
– secondo comodino o ripiano nelle camere doppie;
– sgabello o ripiano apposito per bagagli;
– cestino rifiuti;
– una sedia per letto.

2 stelle **
Requisiti minimi
Bagno completo (lavabo, bidet, wc, doccia) ad uso esclusivo degli ospiti.
Televisione ad uso comune (obbligatoria solo per gli esercizi che non hanno tutte le camere dotate di televisione).
Impianto di climatizzazione in tutte le camere anche con ventilazione a pale (si prescinde da tale requisito per esercizi ubicati in località montane che siano forniti di impianto di riscaldamento).
Prestazione di servizi obbligatori
Servizio di prima colazione.
Cambio biancheria: lenzuola e federe due volte la settimana e comunque ad ogni cambio di cliente, asciugamani ogni giorno.
Pulizia nelle camere e nel servizio igienico 1 volta al giorno.
Dotazioni
Servizi igienico-sanitari:
– accessori: saponetta, un telo da bagno, un asciugamano e una salvietta per persona, riserva
carta igienica, sacchetti igienici, cestino rifiuti;
Sistemazione camere:
– letto, tavolino, armadio, comodino o ripiano e specchio;
– lampade o appliques da comodino;
– punto di illuminazione per leggere e scrivere;
– secondo comodino o ripiano nelle doppie;
– sgabello o ripiano per bagagli;
– cestino rifiuti;
– una sedia per letto.

1 stella *
Requisiti minimi
Servizio di prima colazione.
Impianto di riscaldamento e/o attrezzature di riscaldamento alternativo (obbligatorio se l’attività viene svolta anche nel periodo invernale) e ventilatori nel periodo estivo.
Prestazione di servizi obbligatori
Cambio di biancheria: lenzuola e federe ad ogni cambio di cliente e una volta la settimana; asciugamani ad ogni cambio di cliente e a giorni alterni.
Pulizia nelle camere 1 volta al giorno.
Dotazioni
Servizi igienico-sanitari:
– accessori: saponetta, un telo da bagno, un asciugamano e una salvietta per persona, riserva carta igienica, sacchetti igienici, cestino rifiuti.
Sistemazione camere:
– letto, tavolino o ripiano, armadi, comodino o ripiano e specchio;
– lampade o appliques da comodino;
– cestino rifiuti;
– una sedia per letto;
– uno specchio con presa di corrente, un telo da bagno e un asciugamano per persona.
(2001.7.306)

LEGGE 3 maggio 2001, n. 6.
(GURS PARTE PRIMA 7 MAGGIO 2001 – N. 21)

Art. 110.
Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32

comma 14
L’articolo 88 è così modificato:
a) al comma 6 vengono sostituite le parole da “L’esercizio di attività di alloggio” fino alle parole “di tutte le informazioni” con le seguenti “L’esercente l’attività di Bed and Breakfast presenta la dichiarazione di inizio attività al comune e alla provincia di residenza, autocertificando il possesso dei requisiti richiesti, comunica alla provincia nei termini usuali, tutte le informazioni”;
b) al comma 10 le parole “a fondo perduto per l’esercizio” sono sostituite dalle seguenti: “a fondo perduto per i lavori di adeguamento strutturale dei locali, dell’impiantistica e per acquisto attrezzature idonee a migliorare i locali ai fini dell’esercizio”;
c) al comma 12 sono abrogate le parole “in riferimento agli esercizi alberghieri rispettivamente a tre, due ed una stella”.

LEGGE 26 marzo 2002, n. 2.
(GURS 27 MARZO 2002 – N. 14)

Art. 41.
Bed and breakfast

  1. Il bed and breakfast è inserito tra le attività di cui all’articolo 3 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 27.
  2. Al comma 7 dell’articolo 88 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 vengono soppresse le parole “stabilendo, altresì, le tariffe minime e massime applicabili all’esercizio di alloggio e prima colazione, distinte per categoria”.

Come aprire un B&b in Toscana

La Regione Toscana non prevede ufficialmente la tipologia di strutture extra-alberghiere denominate “Bed & Breakfast”. Tuttavia, le modificazioniall’articolo 55 della LEGGE REGIONALE del 23 marzo 2000, n. 43 relativo agli “Affittacamere” prevede che:

  1. L’articolo 55 della l.r. 42/2000 è sostituito dal seguente:

Art. 55 – Affittacamere

  1. Sono esercizi di affittacamere le strutture composte da non più di sei camere per clienti, con una capacità ricettiva non superiore a dodici posti letto, ubicate nello stesso appartamento, nelle quali sono forniti alloggio e, eventualmente, servizi complementari.
  2. Gli affittacamere possono somministrare, limitatamente alle persone alloggiate, alimenti e bevande. Gli affittacamere che oltre all’alloggio somministrano la prima colazione possono assumere la denominazione di “bed & breakfast”.

Come aprire un B&b in Trentino Alto Adige

Legge provinciale 15 maggio – 2002, n. 7 – Disciplina degli esercizi alberghieri ed extra-alberghieri e promozione della qualità della ricettività turistica.
Viene introdotta la possibilità di offrire agli ospiti di B&B, accanto ai tradizionali alimenti confezionati, anche quelli cucinati direttamente dal gestore, nella cucina di famiglia, previa frequentazione di un corso per la corretta gestione della colazione secondo i principi dell’HACCP.

Modificazioni alla legge provinciale 16 novembre 1981, n. 23
(Disciplina degli esercizi alberghieri e degli esercizi di affittacamere)

Il titolo della legge provinciale 16 novembre 1981, n. 23 è sostituito dal seguente: “Disciplina degli esercizi alberghieri, degli esercizi di affittacamere e dell’ospitalità turistica familiare”.

Dopo l’articolo 23 della legge provinciale 16 novembre 1981, n. 23, è inserito il seguente. “Capo Il bis – Ospitalità turistica familiare”.

Nel capo II bis, dopo l’articolo 23 della legge provinciale 16 novembre 1981, n. 23, è inserito il seguente: “Art. 23 bis Bed and breakfast”

Si considera “bed and breakfast” l’ospitalità turistica offerta con carattere saltuario da chi, avvalendosi della sola organizzazione familiare, fornisce servizio di alloggio e di prima colazione utilizzando per l’alloggio fino ad un massimo di tre camere della propria abitazione di residenza.

Nelle strutture che offrono ospitalità “bed and breakfast” devono essere assicurati i seguenti servizi minimi:

cibi e bevande confezionati per la prima colazione;
pulizia quotidiana dei locali;
fornitura e cambio biancheria, compresa quella da bagno;
fornitura costante di energia elettrica, di acqua calda e di riscaldamento dei locali.

I locali destinati all’ospitalità “bed and breakfast” devono possedere i requisiti igienico-sanitari e di sicurezza previsti dalla legge e dai regolamenti comunali per l’uso abitativo.”

Dopo l’articolo 23 bis della legge provinciale 16 novembre 1981, n. 23 è inserito il seguente:

“Art. 23 ter Esercizio dell’attività “bed and breakfast”

L’esercizio dell’attività “bed and breakfast” è consentito previa presentazione al comune territorialmente competente di una denuncia di inizio attività ai sensi dell’articolo 23 della legge provinciale 30 novembre 1992, n. 23 (Principi per la democratizzazione, la semplificazione e la partecipazione all’azione amministrativa provinciale e norme in materia di procedimento amministrativo). Ogni variazione dei requisiti dichiarati e la cessazione dell’attività deve essere tempestivamente comunicata al Comune.
I prezzi massimi richiesti per i servizi di ospitalità offerti devono essere comunicati alle aziende di promozione turistica entro il 30 ottobre di ogni anno. In mancanza della predetta comunicazione sono applicati i prezzi risultanti dall’ultima comunicazione effettuata.”

Dopo l’articolo 41 della legge provinciale 16 novembre 1981, n. 23 è inserito il seguente:

“Art. 41 bis Sanzioni per la violazione delle disposizioni concernenti l’attività “bed and breakfast”

Chiunque esercita l’attività “bed and breakfast” senza aver presentato al comune la denuncia di inizio attività di cui all’articolo 23 ter, comma 1, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 350.000 a lire 1.050.000 .
La mancata comunicazione della variazione dei requisiti dichiarati ovvero la cessazione dell’attività dì cui all’articolo 23 ter, comma 1, comporta l’applicazione della sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 100.000 a lire 500.000 .
L’offerta del servizio di alloggio in locali diversi da quelli individuati nella denuncia di inizio attività, ovvero in numero superiore a quanto denunciato comporta l’applicazione della sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 200.000 a lire 1.000.000 .
La mancata comunicazione dei prezzi massimi all’avvio dell’attività o l’applicazione di prezzi superiori a quelli comunicati ai sensi dell’articolo 23 ter, comma 2, comporta l’applicazione della sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 50.000 a lire 750.000 per ciascuna violazione.
Le sanzioni pecuniarie previste dal presente articolo sono raddoppiate in caso di recidiva”.


Come aprire un B&b in Umbria

LEGGE REGIONALE 15 gennaio 2001, n. 2

Ulteriori modificazioni ed integrazioni della legge regionale 14 marzo 1994, n. 8 – Norme stilla classificazione degli esercizi ricettivi extralberghieri e all’aria aperta.

Art. 1 – (Modificazioni dell’articolo 5 della legge regionale 14 marzo 1994, n. 8)

Il comma uno, dell’articolo cinque della legge regionale 14 marzo 1994, n. 8, è così modificato: dopo le parole “per una permanenza” sono soppresse le parole “minima di sette giorni e”.

Art. 2 – (Sostituzione dell’articolo 12 della legge regionale 14 Marzo 1994, n. 8)

L’articolo 12 della legge regionale 14 marzo 1994, N. 8 è sostituito dal seguente:

Art. 12 (Ostelli per la gioventù)

Sono ostelli per la gioventù gli esercizi ricettivi attrezzati per il soggiorno e pernottamento di studenti e giovani di norma di età non superiore ai 30 anni, e, comunque, di persone fisiche aderenti ad associazioni giovanili legalmente riconosciute e degli accompagnatori dei gruppi, gestiti in genere da enti pubblici, associazioni, enti religiosi operanti statutariamente senza scopo di lucro per il conseguimento di finalità sociali, culturali, religiose o sportive”.

Art. 3 – (Modificazioni dell’articolo 16 della legge regionale 14 marzo 1994, n. 8)

Al comma 1 dell’articolo 16 della legge regionale 14 marzo 1994, n. 8 sono soppresse le parole: “per un periodo non inferiore a 7 giorni”.
Il comma 3 dell’articolo 16 della legge regionale 14 marzo 1994, n. 8 è abrogato.
Il comma 4 dell’articolo 16 della legge regionale 14 marzo 1994, n. 8 è abrogato.

Art. 4 – (Integrazioni dell’articolo 16 della legge regionale 14 marzo 1994, n. 8)

Dopo l’articolo 16 della legge regionale 14 marzo 1994, n. 8 è aggiunto il seguente articolo:

Art. 16/bis (Servizio di alloggio e prima colazione “Bed and Breakfast”)

Costituisce servizio di alloggio e prima colazione “Bed And Breakfast” l’attività a conduzione familiare esercitata in modo saltuario e senza carattere di imprenditorialità all’interno dell’abitazione. Il servizio di prima colazione deve essere assicurato utilizzando prodotti tipici della zona confezionati, senza manipolazione.

L’attività può essere svolta in non più di n. 3 camere per un massimo di n. 8 posti letto, compresi n. 2 posti letto per bambini al di sotto dei 12 anni. Ogni camera non può avere più di n. 3 posti letto complessivi. Qualora l’attività si svolga in più di una stanza dovranno essere garantiti non meno di due servizi igienici per unità abitativa. Tutte le camere devono possedere almeno una finestra.

L’esercizio di attività di “Bed and Breakfast” non costituisce cambio di destinazione d’uso dell’immobile e comporta per i proprietari o i possessori delle unità abitative l’obbligo di dimora nelle medesime.

Il soggiorno degli ospiti non può superare i 30 giorni consecutivi.

L’attività può essere svolta previa denuncia di inizio di attività mediante autocertificazione che attesti i requisiti posseduti compresi quelli igienico-sanitari previsti per legge.

Il Comune di residenza effettua il controllo attestante l’esistenza dei requisiti, ivi compresi quelli indicati all’allegato “A” della presente legge. Nell’autocertificazione deve essere specificato un periodo di inattività pari a 60 giorni anche non consecutivi, ridotti a 30 giorni in Comuni sprovvisti di strutture ricettive.

Le Province istituiscono un Albo ufficiale che censisca le famiglie che svolgono l’attività saltuaria di “Bed and Breakfast” dal quale desumere informazioni al solo scopo statistico.

E’ fatto obbligo a chi esercita l’attività di “Bed and Breakfast” di comunicare al Comune competente in tempo reale il movimento degli ospiti ai fini della rilevazione statistica e alla Regione i prezzi minimi e massimi applicati con specifica delle stagionalità, nonché il periodo di apertura e chiusura dell’attività. L’esercizio dell’attività non necessita di iscrizione al Registro imprese turistiche.

L’Albo ufficiale dei “Bed and Breakfast” è pubblicato annualmente nel Bollettino Ufficiale della Regione. Possono essere ammesse a contributi iniziative esercitate in forma associata perla creazione di un marchio che garantisca il possesso dei parametri di qualità che identifichi il prodotto “Bed and Breakfast Umbria” in modo omogeneo e visibile.

Il marchio è approvato dalla Giunta regionale con propria deliberazione deve essere affisso, a spese degli interessati, all’esterno delle sedi di esercizio delle attività”.
La presente legge regionale sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.
E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione dell’Umbria.

ALLEGATO A
Integrativo dell’ allegato C alla legge regionale 1 marzo 1994, n.8.

C3 (Requisiti minimi obbligatori per l’esercizio dell’attivita’ di “Bed and Breakfast”)

  • Buono stato di conservazione e manutenzione dell’ immobile;
  • Arredamento funzionale, di buona fattura e in armonia con lo stile dell’ abitazione e del luogo;
  • Letto per persona;
  • Comodino per letto con lampada;
  • Tavolo;
  • Sedia per letto;
  • Armadio;
  • Specchio con presa corrente;
  • Cestino rifiuti;
  • Bagno completo con acqua calda e fredda, dotato di lavabo; water, vasca da bagno o doccia, specchio con presa corrente, armadio, chiamata di allarme in tutti i servizi igienici;
  • Riscaldamento;
  • Fornitura costante di energia elettrica.

Come aprire un B&b in Valle d’Aosta

Legge regionale 4 agosto 2000, n. 23.
Modificazioni della legge regionale 29 maggio 1996, n. 11
(Disciplina delle strutture ricettive extralberghiere).

Art. 1 (Modificazione dell’articolo 1) 1. Dopo la lettera e) del comma 1 dell’articolo 1 della legge regionale 29 maggio 1996, n. 11 (Disciplina delle strutture ricettive extralberghiere), è inserita la seguente: «ebis) strutture ricettive a conduzione familiare (bed & breakfast – chambre et petit déjeuner);».

Art. 2 (Inserimento del capo VIbis) 1. Dopo il capo VI della l.r. 11/1996, è inserito il seguente: «CAPO VIBIS STRUTTURE RICETTIVE A CONDUZIONE FAMILIARE (BED & BREAKFAST – CHAMBRE ET PETIT DÉJEUNER)

Art. 16bis (Definizioni e caratteristiche)

  1. Sono strutture ricettive a conduzione familiare (bed & breakfast – chambre et petit déjeuner) quelle condotte da privati che, utilizzando parte della loro abitazione, fino ad un massimo di tre camere ed una capacità ricettiva complessiva non superiore a sei posti letto, forniscono un servizio di alloggio e di prima colazione, in modo saltuario o per periodi stagionali ricorrenti.
  2. L’attività di bed & breakfast – chambre et petit déjeu-ner è svolta avvalendosi della normale organizzazione familiare e fornendo, esclusivamente a chi è alloggiato, cibi e bevande confezionati per la prima colazione senza alcuna manipolazione.
  3. L’esercizio dell’attività di bed & breakfast – chambre et petit déjeuner non costituisce cambio di destinazione d’uso dell’immobile a fini urbanistici e comporta, per i proprietari o possessori dei locali, l’obbligo di dimora nel medesimo per i periodi in cui l’attività viene esercitata o di residenza nel comune in cui viene svolta l’attività, oppure in locali ubicati a non più di cinquanta metri di distanza dall’abitazione in cui si dimora.
  4. Gli esercenti l’attività di bed & breakfast – chambre et petit déjeuner garantiscono, compresi nel prezzo, i seguenti servizi minimi di ospitalità: a) pulizia quotidiana dei locali; b) fornitura e sostituzione della biancheria, compresa quella da bagno, ad ogni cambio di cliente e comunque almeno due volte alla settimana; c) fornitura di energia elettrica, acqua calda e fredda, riscaldamento.

Art. 16ter (Requisiti tecnici)

  1. I locali destinati all’esercizio dell’attività di bed & breakfast – chambre et petit déjeuner devono possedere i requisiti edilizi ed igienico-sanitari previsti dai regolamenti comunali per l’uso abitativo.
  2. Qualora l’attività di bed & breakfast – chambre et petit déjeuner sia svolta in più di due stanze, l’abitazione deve essere dotata di almeno due locali destinati ai servizi igienici e l’accesso alle camere da letto destinate agli ospiti deve avvenire comodamente e senza dover attraversare le camere da letto o i servizi destinati alla famiglia o ad altro ospite.

Art. 16quater (Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell’attività)

  1. L’esercizio dell’attività di bed & breakfast – chambre et petit déjeuner è subordinato alla presentazione di una denuncia di inizio di attività, presentata dall’interessato al Comune del luogo ove è sita l’abitazione, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 27, comma 1, della legge regionale 2 luglio 1999, n. 18 (Nuove disposizioni in materia di procedimento amministrativo, di diritto di accesso ai documenti amministrativi e di dichiarazioni sostitutive. Abrogazione della legge regionale 6 settembre 1991, n. 59).
  2. Nella denuncia di cui al comma 1 sono indicati: 3. a) le generalità e l’indirizzo di chi intende svolgere l’attività; b) il possesso dei requisiti edilizi ed igienico-sanitari di cui all’articolo 16ter, comma 1, nonché il numero delle camere, dei posti letto e dei servizi igienici messi a disposizione degli ospiti; c) la descrizione, corredata di eventuale documentazione fotografica, dell’arredo e degli eventuali servizi complementari offerti; d) il periodo di esercizio dell’attività; e) l’insussistenza delle condizioni previste dall’articolo 11 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza).
  3. Entro sessanta giorni dalla denuncia di cui al comma l, il Comune effettua apposito sopralluogo diretto a verificare l’idoneità dell’abitazione all’esercizio dell’attività di bed & breakfast – chambre et petit déjeuner; gli esiti del sopralluogo sono comunicati all’Assessorato regionale competente in materia di turismo e all’Azienda di promozione turistica competente per territorio.
  4. Ogni variazione alle indicazioni contenute nella denuncia di cui al comma 1 è comunicata entro dieci giorni dal suo verificarsi al Comune, che provvede con le modalità di cui al comma 3.
  5. Gli esercenti l’attività di bed & breakfast – chambre et petit déjeuner non sono tenuti all’iscrizione nella sezione speciale del registro degli esercenti il commercio prevista dall’articolo 5, comma secondo, della l. 217/1983. Art. 16quinquies (Norma di rinvio) 1.

All’attività di bed & breakfast si applicano le norme comuni di cui alcapo VIII, limitatamente agli articoli 23, commi 2 e 3, 24, 26, 27 e 29. 2. Chiunque svolga l’attività di bed & breakfast – chambre et petit déjeuner senza aver presentato la denuncia di inizio di attività di cui all’articolo 16quater, comma 1, o non provveda ad effettuare nel termine di cui all’articolo 16quater, comma 4, le successive comunicazioni di variazione, è soggetto alla sanzione amministrativa di cui all’articolo 28, comma 1. Si applicano altresì le sanzioni amministrative di cui all’articolo 28, commi 2, 3, 4, 5 e 6.». Art. 3 (Inserimento dell’articolo 25bis).

  1. L’Assessorato regionale competente in materia di turismo, le Aziende di promozione turistica e le pro-loco competenti per territorio possono predisporre e rilasciare, a chiunque ne faccia richiesta e a titolo gratuito, opuscoli, cataloghi informativi o altro materiale promozionale relativi alle strutture ricettive di cui all’articolo 1, nonché agli appartamenti ammobiliati per uso turistico di cui all’articolo 25.». Art. 4 (Modificazione dell’articolo 28) 1. Al comma 5 dell’articolo 28 della l.r. 11/1996, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «o disporre il divieto di prosecuzione dell’attività».

Art. 5 (Dichiarazione d’urgenza)

  1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell’articolo 31, comma terzo, dello Statuto speciale per la Valle d’Aosta ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione autonoma Valle d’Aosta. Aosta, 4 agosto 2000. Il Presidente VIÉRIN LAVORI PREPARATORI Disegno di legge n. 84 – di iniziativa della Giunta regionale (atto n. 1650 del 27.05.2000); – presentato al Consiglio regionale in data 02.06.2000; – assegnato alla 4a Commissione consiliare permanente in data 05.06.2000; – esaminato dalla 4a Commissione consiliare permanente, con parere in data 14.06.2000 e relazione del Consigliere CUC; – approvato dal Consiglio regionale nella seduta del 13.07.2000, con deliberazione n. 1461/XI; – trasmesso al Presidente della Commissione di Coordinamento per la Valle d’Aosta in data 19.07.2000; – vistato dal Presidente della Commissione di Coordinamento per la Valle d’Aosta in data 31.07.2000. «Art. 25 bis (Information destinée aux touristes) 1.

Le seguenti note, redatte a cura del Servizio del Bollettino ufficiale, ai sensi dell’articolo 7, secondo comma, lettera «g» della legge regionale 29 maggio 1992, n. 19, hanno il solo scopo di facilitare la lettura delle disposizioni di legge richiamate. Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.

NOTE ALLA LEGGE REGIONALE 4 AGOSTO 2000 N. 23 Nota all’articolo 1:

(1) Il comma 1 dell’articolo 1 della legge regionale 29 maggio 1996, n. 11 prevede quanto segue: «La presente legge, in attuazione dei principi stabiliti dalla legge 17 maggio 1983, n. 217 (Legge quadro per il turismo e interventi per il potenziamento e la qualificazione dell’offerta turistica), disciplina le strutture ricettive non regolamentate dalle leggi regionali 22 luglio 1980, n. 34 (Disciplina delle attività di ricezione turistica all’aperto) e 6 luglio 1984, n. 33 (Disciplina della classificazione delle aziende alberghiere), e in particolare: a) case per ferie; b) ostelli per la gioventù; c) rifugi alpini e bivacchi fissi; d) posti tappa escursionistici (dortoirs); e) esercizi di affittacamere; f) case e appartamenti per vacanze.».

Note all’articolo 2: (2) L’articolo 27, comma 1, della legge regionale 2 luglio 1999, n. 18 prevede quanto segue:«In tutti i casi in cui l’esercizio di un’attività privata sia subordinato, ai sensi di disposizioni di legge regionale, ad autorizzazione, licenza, abilitazione, nullaosta, permesso o altro atto di consenso comunque denominato il cui rilascio dipenda esclusivamente dall’accertamento dei presupposti e dei requisiti di legge, senza l’esperimento di prove a ciò destinate che comportino valutazione tecniche discrezionali, e non sia previsto alcun limite o contingente complessivo per il rilascio degli atti stessi, l’atto di consenso si intende sostituito da una denuncia di inizio attività da parte dell’interessato all’amministrazione competente, attestante l’esistenza dei presupposti e dei requisiti di legge, eventualmente accompagnata dall’autocertificazione dell’esperimento di prove a ciò destinate, ove previste. In tali casi, spetta all’amministrazione competente, entro sessanta giorni dalla denuncia, verificare d’ufficio la sussistenza dei presupposti e dei requisiti di legge richiesti e disporre, se del caso, con provvedimento motivato da notificare all’interessato entro il medesimo termine, il divieto di prosecuzione dell’attività e la rimozione dei suoi effetti, salvo che, ove ciò sia possibile, l’interessato provveda a conformare alla normativa vigente detta attività ed i suoi effetti entro un congruo termine prefissatogli dall’amministrazione stessa.».

(3) L’articolo 11 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 prevede quanto segue: «(art. 10 T.U. 1926). – Salve le condizioni particolari stabilite dalla legge nei singoli casi, le autorizzazioni di polizia debbono essere negate: 1° – a chi ha riportato una condanna a pena restrittiva della libertà personale superiore a tre anni per delitto non colposo e non ha ottenuto la riabilitazione; 2° – a chi è sottoposto all’ammonizione o a misura di sicurezza personale o è stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza. Le autorizzazioni di polizia possono essere negate a chi ha riportato condanna per delitti contro la personalità dello Stato o contro l’ordine pubblico, ovvero per delitti contro le persone commessi con violenza, o per furto, rapina, estorsione, sequestro di persona a scopo di rapina o di estorsione, o per violenza o resistenza all’autorità, e a chi non può provare la sua buona condotta. Le autorizzazioni devono essere revocate quando nella persona autorizzata vengono a mancare, in tutto o in parte, le condizioni alle quali sono subordinate, e possono essere revocate quando sopraggiungono o vengono a risultare circostanze che avrebbero imposto o consentito il diniego della autorizzazione. ».

(4) L’articolo 5, comma secondo, della legge 17 maggio 1983, n. 217 prevede quanto segue: «I titolari o gestori di tali imprese sono tenuti ad iscriversi in una sezione speciale del registro istituito ai sensi della legge 11 giugno 1971, n. 426.».

(5) L’articolo 23, comma 2, della legge regionale 29 maggio 1996, n. 11 prevede quanto segue: «Il Comune è tenuto altresì a trasmettere allo stesso assessorato riepiloghi annuali delle strutture ricettive in attività.». L’articolo 23, comma 3, della legge regionale 29 maggio 1996, n. 11 prevede quanto segue: «È fatto obbligo al titolare o gestore dell’attività ricettiva di denunciare, mediante trasmissione di apposito modello Istat, l’arrivo e la presenza di ciascun cliente, oltre che all’autorità di pubblica sicurezza, anche all’azienda di promozione turistica competente per territorio, laddove esistente.». L’articolo 24 della legge regionale 29 maggio 1996, n. 11 prevede quanto segue: «(Denuncia e pubblicità dei prezzi).

  1. Alle strutture ricettive di cui alla presente legge si applica il regime previsto dal decreto del Ministro del turismo e dello spettacolo del 16 ottobre 1991 (Determinazione delle modalità di trasmissione e di pubblicazione dei prezzi dei servizi delle strutture ricettive, nonché delle attività turistiche ad uso pubblico gestite in regime di concessione), emanato ai sensi della legge 25 agosto 1991, n. 284 (Liberalizzazione dei prezzi del settore turistico e interventi di sostegno alle imprese turistiche) e pubblicato nella Gazzetta ufficiale 28 ottobre 1991, n. 253.
  2. La mancata o incompleta comunicazione dei prezzi entro le date previste comporta l’obbligo dell’applicazione degli ultimi prezzi regolarmente comunicati.
  3. Le tabelle e i cartellini con l’indicazione dei prezzi praticati devono essere esposti in modo ben visibile nei locali di ricevimento degli ospiti o di prestazione dei servizi e, limitatamente alle strutture di cui agli art. 14 e 17, in ciascuna camera o unità abitativa.». L’articolo 26 della legge regionale 29 maggio 1996, n. 11 prevede quanto segue: «(Funzioni di vigilanza e di controllo) 1. Ferme restando le attribuzioni degli organi statali per gli aspetti di rispettiva competenza, le funzioni di vigilanza e di controllo sull’osservanza delle disposizioni della presente legge sono esercitate dal Comune.
  4. È fatta salva la facoltà dell’Assessorato regionale del turismo, sport e beni culturali di disporre controlli ispettivi a mezzo di proprio personale.». L’articolo 27 della legge regionale 29 maggio 1996, n. 11 prevede quanto segue: «(Osservanza di norme statali e regionali) 1. Per quanto non previsto dalla presente legge è fatta salva 3580 Bollettino Ufficiale della Regione Autonoma Valle d’Aosta Bulletin Officiel de la Région autonome Vallée d’Aoste N. 36 16 – 8 – 2000 Legge regionale 4 agosto 2000, n. 24. Disposizioni urgenti in materia di servizi antincendi. Modificazioni alle leggi regionali 19 marzo 1999, n. 7 (Ordinamento dei servizi antincendi della Regione Valle d’Aosta. Modificazioni alla legge regionale 23 ottobre 1995, n. 45 (Riforma dell’organizzazione dell’Amministrazione regionale della Valle d’Aosta e revisione della disciplina del personale)) e 27 maggio 1988, n. 37 (Norme per il volontariato dei servizi antincendi – protezione civile – Corpo valdostano dei Vigili del fuoco volontari).

IL CONSIGLIO REGIONALE ha approvato; l’osservanza delle norme statali e regionali che regolano l’esercizio delle attività ricettiva, in quanto applicabili alle attività disciplinate dalla presente legge, e in particolare delle norme riguardanti la pubblica sicurezza in materia di registrazione e notifica delle persone alloggiate, la rilevanza statistica, l’iscrizione alla sezione speciale del registro degli esercenti il commercio, prevista dall’art. 5 della l. 217/1983, la prevenzione incendi ed infortuni, la tutela igienico-sanitaria, l’uso e tutela del suolo, la salvaguardia dell’ambiente.». L’articolo 29 della legge regionale 29 maggio 1996, n. 11 prevede quanto segue: «(Accertamento delle violazioni e irrogazione delle sanzioni)

  1. Ferme restando le attribuzioni degli organi statali per gli aspetti di rispettiva competenza, all’accertamento delle violazioni per le quali sono previste le sanzioni amministrative di cui all’art. 28, provvede il Comune territorialmente interessato.
  2. All’irrogazione delle sanzioni provvede il Sindaco.
  3. In caso di inadempienza, all’irrogazione delle relative sanzioni amministrative, provvede, previo invito al Sindaco, l’Assessore regionale al turismo, sport e beni culturali.
  4. I proventi delle sanzioni amministrative sono introitati dai Comuni qualora le stesse siano irrogate dal Sindaco e, negli altri casi, dalla Regione.
  5. Si applicano le disposizioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).».
  6. L’articolo 28, comma 1, della legge regionale 29 maggio 1996, n. 11 prevede quanto segue: «Chiunque eserciti una delle attività ricettive disciplinate dalla presente legge senza l’autorizzazione prevista dall’art. 20 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 1.000.000 a lire 3.000.000.».
  7. L’articolo 28, comma 2, della legge regionale 29 maggio 1996, n. 11 prevede quanto segue: «La mancata o incompleta comunicazione dei prezzi entro i termini stabiliti o l’omessa esposizione di tabelle e cartellini prezzi, ove previsti, comporta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 150.000 a lire 300.000».L’articolo 28, comma 3, della legge regionale 29 maggio 1996, n. 11 prevede quanto segue: «Fatto salvo quanto disposto dalla normativa statale in materia di prezzi, l’applicazione di prezzi difformi da quelli denunciati comporta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 500.000 a lire 1.000.000».

    L’articolo 28, comma 4, della legge regionale 29 maggio 1996, n. 11 prevede quanto segue: «L’utilizzo di locali destinati ad alloggio dei clienti con un numero di posti letto superiore a quello autorizzato ai sensi della presente legge comporta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 500.000 a lire 1.000.000.».

    L’articolo 28, comma 5, della legge regionale 29 maggio 1996, n. 11 prevede quanto segue: «Nel corso di un anno, in caso di recidiva delle violazioni di cui ai commi 1, 2, 3 e 4, la sanzione è raddoppiata e nei casi più gravi si può procedere alla revoca dell’autorizzazione.».

    L’articolo 28, comma 6, della legge regionale 29 maggio 1996, n. 11 prevede quanto segue: «Sono fatte salve le sanzioni previste da leggi statali e regionali per la violazione nell’esercizio di attività ricettive di norme riguardanti la pubblica sicurezza, la rilevazione statistica, l’iscrizione alla sezione speciale del registro degli esercenti il commercio, la tutela igienico-sanitaria, la prevenzione incendi ed infortuni, l’uso e la tutela del suolo, la salvaguardia dell’ambiente.». Nota all’articolo 3:

  8. L’articolo 25 della legge regionale 29 maggio 1996, n. 11 prevede quanto segue: «(Appartamenti ammobiliati per uso turistico) 1. Non sono soggetti alla disciplina dell’esercizio dell’attività di affittacamere e delle case e appartamenti per vacanze coloro che danno in locazione a forestieri case e appartamenti, di cui abbiano a qualsiasi titolo la disponibilità, senza la fornitura dei servizi complementari di cui all’art. 14 e sempre che non ricorrano le condizioni di cui all’art. 17.».

Nota all’articolo 4: (9) Vedasi nota 7. 3581 N. 36 16 – 8 – 2000 Bollettino Ufficiale della Regione Autonoma Valle d’Aosta Bulletin Officiel de la Région autonome Vallée d’Aoste promulga la seguente legge: Art. 1 (Modifica all’articolo 25 della legge regionale 19 marzo 1999, n. 7)

  1. Il comma 4 dell’articolo 25 della legge regionale 19 marzo 1999, n. 7 (Ordinamento dei servizi antincendi della Regione Valle d’Aosta. Modificazioni alla legge regionale 23 ottobre 1995, n. 45 (Riforma dell’organizzazione dell’Amministrazione regionale della Valle d’Aosta e revisione della disciplina del personale)) è sostituito dal seguente: «4. In caso di assenza o di impedimento del dirigente di cui al comma 1, lettera b), le relative funzioni possono essere affidate ad un ispettore antincendi direttore o ad un ispettore antincendi designato dal dirigente stesso.»

Come aprire un B&b in Veneto

Reg. Veneto
TURISMO E STRUTTURE RICETTIVE

Alberghi, pensioni, locande e campeggi
L.R. 22/10/1999, n. 49

Disciplina e classificazione di alcune strutture ricettive extralberghiere.
Pubblicata nel B.U. Veneto 26 ottobre 1999, n. 93.

Capo I – Norme generali
Art. 1
Finalità

  1. Con la presente legge la Regione, in attuazione degli articoli 6 e 7 della legge 17 maggio 1983, n. 217, definisce e disciplina le seguenti strutture ricettive extralberghiere:
    a) esercizi di affittacamere;
    b) attività ricettive in esercizi di ristorazione;
    c) attività ricettive a conduzione familiare – bed & breakfast;
    d) unità abitative ammobiliate ad uso turistico;
    e) strutture ricettive – residence;
    f) attività ricettive in residenze rurali;
    g) case per ferie;
    h) ostelli per la gioventù;
    i) foresterie per turisti;
    l) case religiose di ospitalità;
    m) centri soggiorno studi.
  2. La presente legge non disciplina le strutture ricettive all’aria aperta e i rifugi, disciplinati da specifica normativa regionale.

Art. 2
Delega alle province.

  1. Le funzioni amministrative di cui alla presente legge, ad esclusione di quelle espressamente riservate alla Regione, sono delegate alle province.
  2. Le Province nell’esercizio delle funzioni delegate osservano le direttive e gli atti di programmazione, indirizzo e coordinamento emanati dalla Giunta regionale.
  3. La Giunta regionale esercita, ai sensi dell’articolo 55 dello Statuto regionale, i poteri di iniziativa e di vigilanza in ordine all’esercizio delle funzioni amministrative delegate.
  4. La Giunta regionale, in caso di accertato inadempimento e previa formale diffida al Presidente della Provincia, propone al Consiglio regionale la revoca della delega.

Capo II – Definizioni e caratteristiche delle strutture ricettive extralberghiere

Art. 3
Esercizi di affittacamere

  1. Sono esercizi di affittacamere le strutture composte da non più di sei camere destinate ai clienti ubicate in non più di due appartamenti ammobiliati di uno stesso stabile, nei quali sono forniti alloggio ed eventualmente servizi complementari.
  2. Gli esercizi di affittacamere devono assicurare nelle camere i servizi minimi di cui all’allegato I, lettera a).
  3. L’eventuale somministrazione dei pasti, comprese le bevande, con l’esclusione di quelle superalcoliche, è limitata alle persone alloggiate.
  4. I locali destinati all’esercizio di affittacamere devono essere conformi alle prescrizioni edilizie e igienico – sanitarie.
  5. Ciascuna camera da letto deve avere accesso indipendente dagli altri locali.
  6. Ai fini della classificazione di cui all’articolo 14, comma 1 gli esercizi di affittacamere devono possedere i requisiti di cui all’allegato I, lettera b).

Art. 4
Attività ricettive in esercizi di ristorazione

  1. Costituiscono attività ricettive in esercizi di ristorazione le strutture composte da non più di sei camere, gestite in modo complementare all’esercizio di ristorazione dallo stesso titolare e nello stesso complesso immobiliare.
  2. Gli esercizi di ristorazione che svolgono attività ricettive con le caratteristiche e i limiti di cui al comma 1, possono utilizzare in aggiunta alla propria denominazione la dizione locanda.
  3. Le attività ricettive in esercizi di ristorazione sono soggette alle medesime disposizioni di cui all’articolo 3, commi 1, 2, 4, 5, 6.

Art. 5
Attività ricettive a conduzione familiare – bed & breakfast.

  1. Costituiscono attività ricettive a conduzione familiare – bed & breakfast le strutture ricettive gestite da privati che, avvalendosi della loro organizzazione familiare, utilizzano parte della propria abitazione, fino a un massimo di tre camere, fornendo alloggio e prima colazione.
  2. Le attività ricettive di cui al comma 1 devono assicurare i servizi minimi di cui all’allegato II.

Art. 6
Unità abitative ammobiliate a uso turistico.

  1. Sono unità abitative ammobiliate a uso turistico le case o gli appartamenti arredati e dotati di servizi igienici e di cucina autonomi, dati in locazione ai turisti, nel corso di una o più stagioni, con contratti aventi validità non superiore a tre mesi consecutivi e senza la prestazione di alcun servizio di tipo alberghiero.
  2. Gli immobili destinati a unità abitative ammobiliate a uso turistico devono essere conformi alle prescrizioni edilizie ed igienico – sanitarie.
  3. Le unità abitative ammobiliate a uso turistico devono assicurare i servizi minimi di cui all’allegato III.
  4. Le unità abitative ammobiliate a uso turistico possono essere gestite:
    a) in forma imprenditoriale, fornendo oltre ai servizi di cui all’allegato III, anche:
    1) la pulizia delle unità abitative a ogni cambio di cliente e almeno una volta alla settimana;
    2) la fornitura di biancheria pulita, ivi compresa quella del bagno, a ogni cambio di cliente e cambio di biancheria a richiesta;
    b) in forma imprenditoriale, fornendo solo i servizi di cui all’allegato III;
    c) in forma non imprenditoriale, da coloro che hanno la disponibilità fino ad un massimo di quattro unità abitative, senza organizzazione in forma di impresa e con la fornitura dei soli servizi di cui all’allegato III.
  5. La gestione in forma non imprenditoriale viene attestata mediante dichiarazione, sostitutiva dell’atto di notorietà ai sensi della legge 4 gennaio 1968, n. 15 da parte di coloro che hanno la disponibilità delle unità abitative di cui al presente articolo.

Art. 7
Strutture ricettive – residence

  1. Sono strutture ricettive – residence i complessi unitari costituiti da uno o più immobili comprendenti appartamenti arredati e dotati di servizi igienici e di cucina autonomi, dati in locazione ai turisti, con contratti aventi validità non superiore ai sei mesi.
  2. Gli immobili destinati all’attività ricettiva residence devono essere conformi alle prescrizioni edilizie ed igienico – sanitarie.
  3. Le strutture ricettive di cui al comma 1, sono gestite in forma imprenditoriale e devono fornire i servizi minimi di cui all’allegato IV.

Art. 8
Attività ricettive in residenze rurali

  1. Costituiscono attività ricettive in residenze rurali le strutture localizzate in ville padronali o fabbricati rurali, composte da camere con eventuale angolo cottura, che dispongono di servizio di ristorazione ed eventualmente di attrezzature sportive e ricreative.
  2. Il piano regolatore generale comunale individua e norma le residenze rurali con relative pertinenze localizzate in zona agricola.
  3. Le attività ricettive di cui al comma 1 assicurano i servizi minimi previsti all’allegato V, lettera a).
  4. Gli immobili destinati ad attività ricettive in residenze rurali devono essere conformi alle prescrizioni edilizie ed igienico – sanitarie e devono avere una pertinenza di terreno di almeno 5.000 mq., eventualmente utilizzato anche per l’animazione sportivo – ricreativa con le relative attrezzature.
  5. La denominazione di ciascuna struttura ricettiva deve evitare omonimie nell’ambito territoriale dello stesso comune ed è approvata dalla Provincia.
  6. In alternativa alla dizione attività ricettiva in residenza rurale può essere usata quella di country house.

Art. 9
Case per ferie

  1. Sono case per ferie le strutture ricettive attrezzate per il soggiorno di persone o gruppi e gestite al di fuori dei normali canali commerciali, da enti pubblici, associazioni o enti religiosi operanti statutariamente senza fine di lucro per il conseguimento di finalità sociali, culturali, assistenziali, religiose o sportive nonché da enti o aziende per il soggiorno dei loro dipendenti o loro familiari.
  2. Nelle case per ferie possono altresì essere, ospitati dipendenti, e relativi familiari, di altre aziende e assistiti dagli enti di cui al comma 1 con i quali sia stata stipulata apposita convenzione.
  3. In aggiunta alla dizione case per ferie è consentita la denominazione di centri di vacanze per ragazzi per le attività ricettive caratterizzate dal tipo di clientela, individuata di norma al di sotto dei 14 anni, aperte nei periodi di vacanze estive e/o invernali, finalizzate oltre che al soggiorno, allo sviluppo sociale e pedagogico. Nei centri di vacanze per ragazzi deve, essere inoltre assicurata la presenza continuativa di personale specializzato nei settori pedagogico, medico o, tramite specifica convenzione, assistenza sanitaria con medico e/o struttura sanitaria per le necessità di pronto intervento.
  4. Nelle case per ferie è garantita non solo la prestazione dei servizi ricettivi di base, ma anche la, disponibilità di strutture e servizi che consentano di perseguire le finalità di cui al comma 1. Le case per ferie possono essere altresì, dotate di particolari strutture che consentano il soggiorno di gruppi autogestiti, secondo autonome modalità organizzative, compresa la disponibilità di cucina e punti cottura per uso autonomo sotto la responsabilità del titolare dell’autorizzazione.
  5. Gli immobili, adibiti a case per ferie, devono essere conformi alle vigenti prescrizioni edilizie ed igienico – sanitarie e devono possedere i requisiti minimi di cui all’allegato VI.

Art. 10
Ostelli per la gioventù

  1. Sono ostelli per la gioventù le strutture attrezzate per il soggiorno e il pernottamento, per periodi limitati, dei giovani e dei loro accompagnatori, gestite da enti o associazioni riconosciute ai sensi dell’articolo 12 del codice civile.
  2. Gli immobili, adibiti a ostelli per la gioventù devono essere conformi alle prescrizioni edilizie ed igienico – sanitarie e devono possedere i requisiti di cui all’allegato VI.
  3. I complessi di cui al comma 1 possono disporre anche di una cucina comune dove gli ospiti possono prepararsi i pasti.

Art. 11
Foresterie per turisti

  1. Sono foresterie per turisti le strutture ricettive normalmente adibite a collegi, convitti, istituti religiosi, pensionati e, in genere, tutte le altre strutture pubbliche o private, gestite senza finalità di lucro che, in deroga alle disposizioni di cui alla
    presente legge, previa comunicazione al Comune e per periodi non superiori a 60 giorni all’anno, offrono ospitalità a persone singole e a gruppi organizzati da enti e associazioni che operano nel campo del turismo sociale e giovanile, per il conseguimento di finalità sociali, culturali, assistenziali, religiose e sportive.
  2. Gli immobili adibiti a foresterie per turisti devono essere conformi alle vigenti prescrizioni edilizie ed igienico – sanitarie.

Art. 12
Case religiose di ospitalità.

  1. Sono case religiose di ospitalità le strutture ricettive caratterizzate dalle finalità religiose dell’ente gestore che offre, a pagamento, ospitalità a chiunque lo richieda nel rispetto del carattere religioso dell’ospitalità stessa e con accettazione delle conseguenti regole di comportamento e limitazioni di servizio.
  2. Ai sensi del comma 1 sono considerati enti a fini religiosi gli enti ecclesiastici riconosciuti in base alla legge 20 maggio 1985, n. 222.
  3. Non rientrano nella definizione di cui al comma 1 le case di convivenza religiosa, che provvedono ad offrire ospitalità temporanea nella forma e nella partecipazione alla vita della rispettiva comunità.
  4. Gli immobili, adibiti a case religiose di ospitalità, devono essere conformi alle vigenti prescrizioni edilizie ed igienico – sanitarie e devono possedere i requisiti minimi di cui all’allegato VI.

Art. 13
Centri soggiorno studi

  1. Sono centri soggiorno studi gli esercizi ricettivi dedicati ad ospitalità finalizzata all’educazione e formazione in strutture dotate di adeguata attrezzatura per l’attività didattica e convegnistica specializzata.
  2. I centri soggiorno studi sono gestiti da enti pubblici, associazioni, organizzazioni sindacali, soggetti privati, operanti nel settore della formazione.
  3. I centri soggiorno studi sono attrezzati per il soggiorno degli ospiti in camere dotate dei requisiti minimi previsti per le strutture alberghiere classificate a due stelle ai sensi della legge regionale 27 giugno 1997, n. 26.

Capo III – Classificazione e modalità di esercizio

Art. 14
Classificazione

  1. Gli esercizi di affittacamere, le attività ricettive in esercizi di ristorazione, le unità abitative ammobiliate a uso turistico di cui all’articolo 6, comma 4, lettere a) e b), le strutture ricettive – residence, sono classificati in terza, seconda e prima categoria in base ai requisiti posseduti e così definiti con apposito, provvedimento della Giunta regionale, da adottarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
  2. Le attività ricettive in residenze rurali, le case per ferie, gli ostelli per la gioventù, le case religiose di ospitalità e i centri soggiorno studi sono classificati in una unica categoria sulla base dei requisiti e servizi di cui agli allegati V e VI e di quanto previsto all’articolo 13 comma 3 per i centri soggiorno studi.
  3. Per gli esercizi di cui ai commi 1 e 2, la classificazione è obbligatoria e ha validità per un quinquennio a partire dal 1° gennaio del quinquennio stesso.
  4. È fatto obbligo di esporre in modo ben visibile all’esterno di ciascuna struttura ricettiva il segno distintivo, corrispondente alla categoria assegnata e conforme al modello approvato dalla Giunta regionale.

Art. 15
Procedure per la classificazione

  1. La classificazione di cui all’articolo 14, è effettuata dalla Provincia competente per territorio e ha validità quinquennale a partire dal 1° gennaio 2000.
  2. Per le nuove strutture, aperte durante il quinquennio, la classificazione ha validità dal momento dell’attribuzione e per la frazione di quinquennio rimanente.
  3. Per l’esercizio delle attività ricettive di cui all’articolo 14 la domanda di classificazione è presentata alla Provincia dall’interessato, corredata della documentazione di cui all’allegato VII.
  4. Qualora, per qualsiasi causa, la struttura ricettiva venga a possedere i requisiti di una classificazione diversa da quella attribuita, la Provincia procede in ogni momento, su domanda, a una nuova classificazione o, d’ufficio, solo per i casi di declassamento.
  5. La classificazione è assegnata dalla Provincia sulla base degli elementi denunciati di cui all’allegato VII a seguito di verifica e sentito il parere dell’Azienda di promozione turistica competente per territorio da fornirsi entro quindici giorni dalla richiesta. Nel caso di silenzio la Provincia provvede, comunque, alla classificazione entro quaranta giorni dalla presentazione della domanda.
  6. Entro il mese di aprile dell’ultimo anno di ogni quinquennio, il modulo di classificazione deve essere inviato dalla Provincia all’interessato, con la copia della denuncia dell’attrezzatura. I moduli pervenuti, con la conferma o la modifica dei dati in essi contenuti, devono essere ripresentati dall’interessato alla Provincia
    entro il mese di giugno. La ripresentazione di tutta la documentazione di cui all’allegato VII è obbligatoria solo in caso di modifiche strutturali intervenute.

Art. 16
Notifica della classificazione e ricorsi

  1. Il provvedimento di classificazione delle strutture ricettive è notificato all’interessato e comunicato al Comune in cui è ubicato l’esercizio, alla Giunta regionale e all’Azienda di promozione turistica competente per territorio.
  2. Avverso il provvedimento di classificazione è ammesso ricorso, entro trenta giorni dalla data di ricevimento della notifica, al Presidente della Giunta regionale, che decide entro il termine perentorio di novanta giorni dalla sua presentazione.

Art. 17
Denuncia di inizio attività

  1. Le attività ricettive di cui all’articolo 14 possono essere intraprese su denuncia di inizio attività ai sensi dell’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, così come modificato dall’articolo 2 comma 10 della legge 24 dicembre 1993, n. 537.
  2. La denuncia è presentata al Comune, ove ha sede l’esercizio dell’attività, su modulo approvato dalla Giunta regionale, indicante la classificazione assegnata, la capacità ricettiva, i periodi di apertura e l’ubicazione della struttura, corredata dalla relativa autocertificazione riguardante i requisiti soggettivi da parte del
    titolare dell’esercizio medesimo.
  3. Nella dichiarazione di cui al comma 2 deve essere altresì indicata l’iscrizione del titolare alla sezione speciale del Registro degli esercenti il commercio prevista dall’articolo 5 della legge 17 maggio 1983, n. 217, con esclusione delle strutture ricettive case per ferie, ostelli per la gioventù, case religiose di ospitalità e centri
    soggiorno studi.
  4. Copia delle denuncia di cui al comma 2 deve essere inviata per conoscenza alla Provincia competente per territorio.

Art. 18
Periodi di apertura

  1. Le strutture ricettive indicate all’articolo 14 possono avere apertura annuale o stagionale. L’apertura è annuale quando le strutture sono aperte per l’intero arco dell’anno. L’apertura è stagionale quando le strutture sono aperte per una durata non inferiore a tre mesi consecutivi nell’arco dell’anno.
  2. Le strutture ricettive ad apertura stagionale possono altresì essere aperte per ulteriori periodi temporanei nello stesso arco dell’anno, senza limite minimo di durata e per un periodo complessivo comunque non superiore a nove mesi.
  3. I periodi di apertura, annuale e stagionale, devono essere comunicati alla Provincia, congiuntamente alla comunicazione delle attrezzature e dei prezzi di cui all’articolo 20, e al Comune competente per territorio.

Art. 19
Chiusura, sospensione, cessazione dell’attività

  1. Gli esercizi classificati previsti all’articolo 14, ad apertura annuale, possono chiudere per ferie per non più di sessanta giorni, distribuiti in uno o più periodi nell’anno solare; possono altresì chiudere per altri motivi e per non più di ulteriori novanta giorni nell’arco dell’anno solare. In entrambi i casi è fatto obbligo di comunicare preventivamente i periodi di chiusura al Comune, alla Provincia e all’Azienda di promozione turistica competenti.
  2. Fermo quanto previsto al comma 1, la chiusura delle strutture ricettive, ad apertura annuale o stagionale, è autorizzata dal Comune, su motivata richiesta, per un periodo non superiore a sei mesi e nel caso di ristrutturazione dell’immobile per un periodo sino a dodici mesi, prorogabile di altri dodici, per accertate gravi circostanze.
  3. La chiusura temporanea delle strutture, non conforme a quanto stabilito nei commi 1 e 2, determina l’applicazione della sanzione amministrativa prevista dall’articolo 25, comma 5.
  4. La chiusura delle strutture ricettive, di cui all’articolo 14, per cessazione dell’attività va comunicata al Comune, alla Provincia e all’Azienda di promozione turistica almeno tre mesi prima della data di cessazione, salvo cause di forza maggiore e imprevedibili per le quali viene data comunicazione immediatamente dopo l’evento.
  5. Nel caso di carenze di alcuni dei requisiti oggettivi previsti e quando comunque l’attività del complesso sia ritenuta dannosa o contraria agli scopi per cui viene riconosciuta o abbia dato luogo a irregolarità tecnico – amministrative, il Comune provvede alla chiusura temporanea della struttura ricettiva per un periodo non
    superiore a sei mesi se, a seguito di diffida, non si ottemperi, entro trenta giorni, alle prescrizioni previste.
  6. Il Comune provvede alla chiusura delle strutture ricettive:
    a) qualora la chiusura di cui al comma 3 abbia durata superiore a dodici mesi e nel caso di chiusura per cessazione di attività di cui al comma 4;
    b) qualora il titolare della struttura ricettiva alla scadenza della sospensione di cui al comma 5, non abbia ottemperato alle prescrizioni ivi previste;
    c) qualora venga meno il requisito soggettivo per il titolare della struttura ricettiva previsto all’articolo 17 comma 3, o in presenza di rifiuto di accoglienza, illegittimamente discriminante, da parte del medesimo;
    d) nelle ipotesi previste dall’articolo 100 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 e successive modifiche;
    e) in caso di recidivo comportamento di cui all’articolo 25, comma 6.
  7. Ogni provvedimento adottato dal Comune ai sensi del presente articolo deve essere comunicato alla Provincia e all’Azienda di promozione turistica competenti per territorio.

Art. 20
Disciplina dei prezzi

  1. I titolari e gestori delle strutture ricettive di cui all’articolo 14 comunicano alla Provincia competente, su modello regionale, i prezzi minimi e massimi che intendono applicare. Tale comunicazione deve essere inviata entro il 1° ottobre di ogni anno con validità dal 1° gennaio dell’anno successivo. È consentita una ulteriore comunicazione entro il 1° marzo dell’anno successivo, per la variazione di prezzi e servizi che si intendono applicare e fornire a valere dal 1° giugno dello stesso anno. Per le zone montane i prezzi comunicati entro il 1° ottobre hanno validità dal 1° dicembre successivo.
  2. La Provincia, nei trenta giorni successivi alla scadenza dei termini di cui al comma 1, provvede alla verifica e alla vidimazione delle comunicazioni pervenute. Copia della comunicazione è restituita all’interessato e inviata alla Regione e all’Ente nazionale italiano per il turismo (E.N.I.T.).
  3. Nel caso in cui vengano comunicati solo prezzi minimi o solo prezzi massimi, gli stessi sono considerati come prezzi unici.
  4. La mancata o incompleta comunicazione entro i termini previsti comporta l’impossibilità di applicare prezzi superiori a quelli indicati nell’ultima regolare comunicazione e l’applicazione della sanzione prevista all’articolo 25, comma 8.
  5. Per le nuove strutture ricettive o in caso di subingresso la comunicazione dei prezzi deve essere presentata contestualmente alla comunicazione di inizio attività di cui all’articolo 17, comma 4.
  6. Per l’attività di affittacamere e le attività ricettive in esercizi di ristorazione, la pensione completa comprende l’alloggio, la prima colazione, la colazione e il pranzo. La mezza pensione comprende l’alloggio, la prima colazione e un pasto. I prezzi sono comprensivi dei servizi di cui all’allegato I lettera a) e di IVA.
  7. Per le unità abitative ammobiliate ad uso turistico di cui all’articolo 6, comma 4, lettere a) e b), i prezzi devono essere comprensivi dei servizi indicati all’allegato III, mentre per le strutture ricettive – residence, i prezzi devono essere comprensivi dei servizi di cui all’allegato IV. I costi di riscaldamento e raffreddamento possono essere scorporati dalle tariffe e addebitati a parte solo ove sia installato il contatore.
  8. Per le attività ricettive in residenze rurali, i prezzi devono essere comprensivi dei servizi di cui all’allegato V lettera a) e devono essere stabiliti in riferimento:
    a) all’alloggio, prima colazione inclusa;
    b) alla mezza pensione, comprendente l’alloggio, la prima colazione e un pasto;
    c) alla pensione completa, comprendente l’alloggio, la prima colazione, la colazione e il pranzo.
  9. Per le attività ricettive in case per ferie, ostelli per la gioventù, centri soggiorno studi la pensione completa comprende l’alloggio, la prima colazione, la colazione e il pranzo. La mezza pensione comprende l’alloggio, la prima colazione e un pasto. I prezzi sono comprensivi dei servizi di cui all’allegato VI lettera b) e di IVA.
  10. È facoltà del gestore o del titolare determinare l’ora entro cui il cliente deve lasciare disponibile la camera, e comunque non prima delle ore 10.

Art. 21
Forme di pubblicità dei prezzi

  1. È fatto obbligo di esporre in modo visibile al pubblico, nella zona di ricevimento, recapito degli ospiti, una tabella con i prezzi conformi all’ultima regolare comunicazione, praticati per l’anno solare in corso.
  2. È fatto obbligo di esporre, in luogo visibile, in ogni camera o in ogni unità abitativa di struttura ricettiva indicata all’articolo 14, fatta esclusione per le case per ferie, ostelli per la gioventù, foresterie per turisti, case religiose di ospitalità, un cartellino contenente i dati di cui all’allegato VIII, aggiornati all’anno solare
    in corso.
  3. Per le strutture ricettive previste dall’articolo 14, è fatto altresì obbligo di esporre in ogni camera o in ogni unità abitativa, oltre il piano terra, un apposito cartello indicante il percorso di emergenza antincendio.
  4. La tabella e il cartellino di cui ai commi 1 e 2, sono predisposti e forniti dalle Province su modello regionale.

Art. 22
Adempimenti specifici per le attività ricettive a conduzione familiare bed & breakfast, per le unità abitative ammobiliate non classificate, per le foresterie per turisti.

  1. L’attività ricettiva a conduzione familiare bed & breakfast e le foresterie per turisti possono essere intraprese su denuncia di inizio attività, ai sensi dell’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, come modificato dall’articolo 2 comma 10 della legge 24 dicembre 1993, n. 537.
  2. La denuncia deve essere inviata al Comune, su modulo predisposto e fornito dall’Azienda di promozione turistica su modello regionale.
  3. Chi intende locare direttamente le unità abitative ammobiliate ad uso turistico nella forma non imprenditoriale, di cui all’articolo 6, comma 4, lettera, c), lo comunica alla Azienda di promozione turistica competente per territorio, su apposito modulo predisposto e fornito dalla stessa Azienda su modello regionale, allegando la dichiarazione di cui all’articolo 6 comma 5.
  4. L’Azienda di promozione turistica competente per territorio, alla quale sono inviate dagli interessati le denuncie di inizio attività di cui ai commi 2 e 3, provvede entro trenta giorni ad effettuare apposito sopralluogo ai fini della rilevazione statistica della consistenza ricettiva, dandone quindi comunicazione alla Regione e alla Provincia competente.
  5. Chi esercita le attività di cui ai commi 1 e 3 può comunicare all’Azienda di promozione turistica competente, su apposito modulo predisposto e fornito dalla stessa Azienda su modello regionale, entro il 1 ottobre di ogni anno, i prezzi minimi e massimi e rispettivamente il periodo apertura dell’attività e il periodo di messa in locazione, con validità dal 1° gennaio dell’anno successivo. Per le zone montane
    i prezzi comunicati entro il 1° ottobre hanno validità dal 1° dicembre successivo. Copia della comunicazione deve essere esposta all’interno della struttura ricettiva.
  6. Le agenzie immobiliari alle quali si rivolgono i titolari delle unità abitative ad uso turistico, che non intendano gestire tali strutture né in forma imprenditoriale né in forma non imprenditoriale diretta comunicano, annualmente, entro la data del 1° ottobre, con eventuali integrazioni entro il 31 dicembre, al Comune e all’Azienda di
    promozione turistica competente, l’elenco delle strutture che a loro si sono rivolte con le seguenti indicazioni:
    a) l’indirizzo della struttura e l’eventuale denominazione;
    b) la eventuale classificazione attribuita alla stessa;
    c) il numero dei posti letto e bagni a disposizione degli ospiti;
    d) il periodo di messa in locazione;
    e) i prezzi praticati, anche suddivisi per tipologia.
  7. Sulla base della comunicazione di cui ai commi 5 e 6, l’Azienda di promozione turistica redige annualmente l’elenco di attività ricettive di bed & breakfast, di unità abitative ammobiliate a uso turistico non classificate e di foresterie per turisti, comprensivo dei prezzi praticati, dandone comunicazione alla Regione e alla Provincia competente, ai fini dell’attività di informazione turistica.
  8. Coloro che esercitano le attività di cui ai commi 1 e 3, non necessitano di iscrizione alla sezione speciale del registro degli esercenti il commercio prevista dall’articolo 5 della legge 17 maggio 1983, n. 217.

Art. 23
Registrazione delle persone alloggiate

  1. Ai fini della rilevazione statistica è fatto obbligo di comunicare all’Azienda di promozione turistica competente, su apposito modello I.S.T.A.T. fornito dalla stessa Azienda, il movimento dei turisti ospiti di tutte le strutture ricettive disciplinate dalle presente legge.

Capo IV – Norme comuni e finali

Art. 24
Reclami e vigilanza

  1. La vigilanza sull’osservanza delle norme della presente legge è esercitata dalla Provincia ad eccezione delle norme concernenti le attività ricettive a conduzione familiare bed and breakfast, di cui all’articolo 5, e le unità abitative ammobiliate ad uso turistico, di cui all’articolo 6, comma 4, lettera c), le foresterie per turisti di
    cui all’articolo 11 sulle quali la vigilanza viene esercitata dall’Azienda di promozione turistica competente per territorio. La Provincia e l’Azienda di promozione turistica nell’esperimento di accertamenti possono chiedere la collaborazione di dipendenti della Regione.
  2. I clienti delle strutture ricettive ai quali siano stati richiesti prezzi non conformi a quelli indicati nella prescritta tabella o che riscontrino carenze nella gestione o nelle strutture, possono presentare documentato reclamo al Presidente della Giunta provinciale entro trenta giorni dall’evento. Per i clienti ospiti delle strutture ricettive di cui agli articoli 5, 6, comma 4, lettera c) e 11, che abbiano comunicato i prezzi all’Azienda di promozione turistica, il reclamo documentato è inviato al Presidente dell’Azienda di promozione turistica competente per territorio, entro trenta giorni dall’evento.
  3. Il Presidente della Giunta provinciale o il Presidente della Azienda di promozione turistica, entro trenta giorni dal ricevimento, informa del reclamo il responsabile della struttura ricettiva, a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, assegnando trenta giorni di tempo per presentare eventuali osservazioni e si pronuncia sul reclamo stesso entro i successivi trenta giorni.
  4. Nel caso in cui il reclamo risulti fondato, il Presidente della Giunta provinciale o il Presidente dell’Azienda di promozione turistica, comunica, a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento, al reclamante e al responsabile della struttura ricettiva, che il servizio fornito o il prezzo applicato non erano conformi a
    quanto previsto dalle norme di legge, dando corso al procedimento relativo all’applicazione della sanzione amministrativa prevista dall’articolo 25, comma 8.
  5. Se il reclamo accolto riguarda l’applicazione di tariffe, il responsabile della struttura ricettiva, salva l’applicazione della sanzione amministrativa, è tenuto a rimborsare al cliente l’importo pagato in eccedenza, entro quindici giorni dalla comunicazione di cui al comma 4 e, contemporaneamente, a comunicare gli estremi
    dell’avvenuto pagamento alla Provincia o all’Azienda di promozione turistica competente.
  6. Se il reclamo accolto riguarda carenze nella gestione e nelle strutture, fermo restando quanto previsto dal comma 4, il Presidente della Giunta provinciale o il Presidente della Azienda di promozione turistica ne dà comunicazione alle autorità competenti per i successivi adempimenti.

Art. 25
Sanzioni amministrative pecuniarie

  1. Chiunque esercita un’attività ricettiva di cui alla presente legge, anche in modo occasionale, senza avere effettuato la prescritta denuncia di inizio attività al Comune, è soggetto a sanzione amministrativa da lire 2 milioni a lire 10 milioni.
  2. L’inosservanza delle disposizioni in materia di classificazione comporta la sanzione amministrativa da lire 500 mila a lire 3 milioni, fermo restando quanto previsto ai commi 5 e 6 dell’articolo 19.
  3. La mancata esposizione al pubblico delle tabelle prezzi aggiornate comporta la sanzione amministrativa da lire 400 mila a lire 1 milione.
  4. La mancata esposizione del segno distintivo di cui al comma 4 dell’articolo 14, ovvero la mancata esposizione dei cartellini di cui all’allegato VIII, comporta la sanzione amministrativa da lire 400 mila a 800 mila.
  5. La chiusura della struttura ricettiva nell’ipotesi prevista dal comma 3 dell’articolo 19 comporta la sanzione amministrativa da lire 500 mila a lire 3 milioni, fermo restando quanto previsto dal comma 6 dello stesso articolo in caso di recidiva.
  6. Chiunque attribuisca al proprio esercizio con scritti, stampati ovvero pubblicamente con ogni altro mezzo, un’attrezzatura non corrispondente a quella autorizzata o una denominazione o una classificazione diversa da quella approvata, è soggetto a sanzione amministrativa da lire 400 mila a lire 1 milione.
  7. La mancata presentazione dei moduli di comunicazione delle attrezzature e dei prezzi nei termini previsti comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da lire 400 mila a lire 1 milione.
  8. Chiunque applichi prezzi difformi da quelli comunicati è soggetto a sanzione amministrativa da lire 500 mila a lire 3 milioni.
  9. La mancata esposizione del cartello di cui all’articolo 21 comma 3 comporta la sanzione amministrativa da lire 400 mila a lire 800 mila.
  10. La mancata comunicazione del movimento degli ospiti ai fini statistici comporta la sanzione amministrativa da lire 500 mila a lire 1 milione.
  11. Le sanzioni di cui ai commi 1, 5 e 9 sono comminate dal Comune competente e le somme introitate sono trattenute dallo stesso ente, salvo quanto previsto al comma 13.
  12. Le sanzioni di cui ai commi 2, 3, 4, 6, 7 e 8 sono comminate dalla Provincia competente e le somme introitate sono da essa trattenute, salvo quanto previsto al comma 13.
  13. Per le strutture ricettive previste agli articoli 5, 6 comma 4, lettera c) e 11, le sanzioni amministrative previste ai commi 1, 3, 6 e 8 sono comminate dall’Azienda di promozione turistica competente per territorio e le somme introitate sono trattenute dallo stesso ente. La sanzione prevista al comma 10 è comminata dall’Azienda di promozione turistica competente per territorio e le somme introitate sono trattenute dallo stesso ente.
  14. Per le strutture ricettive previste agli articoli 5 e 6, comma 4, lettera c), le sanzioni amministrative previste ai commi 1, 4, 7 e 9 sono comminate dall’Azienda di promozione turistica competente per territorio e le somme introitate sono trattenute dallo stesso ente. La sanzione prevista al comma 11 è comminata dall’Azienda di promozione turistica competente per territorio e le somme introitate sono trattenute dallo stesso ente.

Art. 26
Disposizione transitoria per la procedura di classificazione

  1. La Provincia competente entro diciotto mesi dall’entrata in vigore della presente legge provvede alla nuova classificazione delle strutture ricettive extralberghiere disciplinate dalla presente legge, valevole per il quinquennio 2000-2005.
  2. A tal fine i titolari degli esercizi di affittacamere, di case e appartamenti per vacanze, di case per ferie, di ostelli per la gioventù, di foresterie per turisti esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge e già disciplinati dalla legge regionale 9 agosto 1988, n. 37 e successive modifiche, sono tenuti a denunciare su appositi moduli, predisposti e forniti dalla province su modello regionale, i dati necessari per la classificazione medesima entro sessanta giorni dal loro ricevimento.
  3. Le strutture ricettive extralberghiere esistenti, di cui al comma 2, che difettano di alcuni requisiti per ottenere una nuova classificazione, in base alle norme della presente legge, possono ottenere una classificazione provvisoria a condizione che provvedano, entro dodici mesi dalla data del provvedimento di classificazione
    provvisoria, a dotarsi dei requisiti mancanti. Trascorso inutilmente tale termine la Provincia provvede, ove possibile, alla nuova classificazione definitiva.
    3-bis. I soggetti che, alla data di entrata in vigore della presente legge, esercitano l’attività di affittacamere e di affitta appartamenti per vacanze, possono ottenere l’iscrizione alla sezione speciale del Registro esercenti il commercio, previsto dall’articolo 5 della legge 17 maggio 1983, n. 217, su loro specifica domanda,
    presentando idonea documentazione attestante l’effettivo esercizio dell’attività per almeno un triennio.

Comma aggiunto dall’art. 16, L.R. 11 settembre 2000, n. 19.

Art. 27
Abrogazioni

  1. Sono abrogati della legge regionale 9 agosto 1988, n. 37 tutti gli articoli con esclusione al comma 2 dell’articolo 2 della definizione “rifugi alpini” nonché con esclusione degli articoli 31, 32, 33, 34, 35, 36, 37, 38, 39, 40 e 42 relativi alla disciplina dei rifugi alpini.
  2. È altresì abrogata la legge regionale 6 settembre 1991, n. 26.

Art. 28
Norma finanziaria

  1. Agli oneri derivanti dall’applicazione della presente legge, si fa fronte, a decorrere dall’esercizio finanziario 2000, con lo stanziamento del capitolo n. 4100 denominato “Fondo per il finanziamento delle funzioni amministrative delegate alle province” e determinato annualmente ai sensi dell’articolo 32 della vigente legge
    regionale di contabilità.

Allegato I previsto dall’articolo 3

Esercizi di affittacamere
a) Servizi minimi:
1) pulizia quotidiana dei locali;
2) fornitura e cambio della biancheria, ivi compresa quella per il bagno, ad ogni cambio di cliente e comunque almeno due volte alla settimana;
3) fornitura di energia elettrica, acqua calda e fredda e, ove necessario, il riscaldamento.
b) Requisiti minimi ai fini della classificazione:
1) un lavabo con acqua calda e fredda per ogni camera, qualora non sia fornita di bagno privato;
2) un locale bagno completo, qualora tutte le camere non siano fornite di bagno privato, con un minimo di uno per appartamento.

Allegato II previsto dall’articolo 5
Attività ricettive a conduzione familiare – bed & breakfast
Servizi minimi:
a) un servizio di bagno anche coincidente con quello dell’abitazione;
b) pulizia quotidiana dei locali;
c) fornitura e cambio della biancheria, compresa quella da bagno, ad ogni cambio di cliente e comunque due volte alla settimana;
d) fornitura di energia elettrica, acqua calda e fredda e, ove necessario, il riscaldamento;
e) cibi e bevande confezionate per la prima colazione, senza alcun tipo di manipolazione.

Allegato III previsto dall’articolo 6
Unità abitative ammobiliate ad uso turistico
Servizi minimi:
a) fornitura di energia elettrica, acqua calda e fredda, gas e il riscaldamento, ove necessario;
b) servizio di accoglienza e recapito per gli ospiti;
c) assistenza di manutenzione delle unità abitative e di riparazione e sostituzione di arredi, corredi e dotazioni deteriorati.

Allegato IV previsto dall’articolo 7
Strutture ricettive – residence
Servizi minimi:
a) fornitura di energia elettrica, acqua calda e fredda, gas e il riscaldamento ove necessario;
b) accoglienza e recapito degli ospiti;
c) portierato;
d) assistenza di manutenzione delle unità abitative e di riparazione e sostituzione di arredi, corredi e dotazioni deteriorati;
e) pulizia dei locali a ogni cambio di cliente.

Allegato V previsto dall’articolo 8
Residenze rurali
a) Servizi minimi:
1) fornitura e cambio di biancheria, ivi compresa quella per il bagno, ad ogni cambio di cliente ed almeno due volte alla settimana;
2) pulizia quotidiana dei locali;
3) fornitura di energia elettrica, acqua calda e fredda e riscaldamento, ove necessario;
4) servizio di prima colazione.
b) Requisiti ai fini della classificazione:
1) capacità ricettiva non superiore a sei camere;
2) un lavabo con acqua calda e fredda per ogni camera, ove non sussista il bagno privato;
3) un locale bagno comune completo, ove non ci siano tutte le camere con bagno privato, con un minimo di uno per tutto l’esercizio;
4) servizio di ristorazione.

Allegato VI previsto dagli articoli 9, 10, 12
Case per ferie – ostelli per la gioventù case religiose di ospitalità
a) Requisiti minimi:
1) accesso indipendente;
2) cucina [1];
3) sala da pranzo;
4) locale soggiorno, con superficie complessiva non inferiore a mq. 0,50 per ogni posto – letto;
5) adeguati servizi igienici e comunque non inferiori a due w.c. a uso dei locali comuni;
6) un w.c. ogni 8 posti letto, con un minimo di un wc per piano [2];
7) un lavabo ogni 6 posti letto con un minimo di due lavabi per piano [2];
8) una doccia ogni 8 posti letto, con un minimo di una doccia per piano [2];
9) adeguato arredamento delle camere comprendente al minimo un letto, una sedia e uno scomparto armadio per persona oltre al tavolino e al cestino rifiuti per ciascuna camera;
10) telefono a uso degli ospiti;
11) cassetta di pronto soccorso come da indicazione dell’autorità sanitaria.
b) Servizi minimi:
1) pulizia quotidiana dei locali;
2) fornitura e cambio della biancheria, ivi compresa quella per il bagno, ad ogni cambio di cliente e comunque almeno una volta alla settimana;
3) fornitura di energia elettrica, acqua calda e fredda e, ove necessario, il riscaldamento. [1] requisito non obbligatorio per le tipologie: foresterie per turisti e case religiose di ospitalità [2] nel rispetto del rapporto con i posti – letto non si computano quelli in camere con servizi privati

Allegato VII previsto dall’articolo 15
Documentazione da presentare per la richiesta di classificazione
1. Affittacamere, attività ricettiva in esercizi di ristorazione, attività ricettive in residenze rurali, case per ferie, ostelli per la gioventù, case religiose di ospitalità, centri soggiorno studi:
a) autorizzazione prescritta dalle leggi sanitarie vigenti, con indicazione del numero di letti autorizzati per ciascuna camera o camerata;
b) denuncia delle attrezzature e dei servizi, su modulo predisposto e fornito dalle Province conforme al modello regionale;
c) planimetrie in scala 1:100 con evidenziate le camere e i servizi igienico – sanitari a disposizione degli ospiti.
1. Unità abitative ammobiliate ad uso turistico (articolo 6 comma 4 lettere a) e b), strutture ricettive residence:
a) denuncia delle attrezzature e dei servizi, su modulo predisposto e fornito dalle Province conforme al modello regionale;
b) planimetrie in scala 1:100.

Allegato VIII previsto dall’articolo 21
Dati del cartellino da esporre nelle camere/unità abitative
Esercizi di affittacamere e attività ricettive in esercizi di ristorazione:
a) la denominazione dell’esercizio di affittacamere;
b) la classificazione;
c) il numero assegnato alla camera;
d) il numero dei letti autorizzati;
e) il prezzo giornaliero della camera, della eventuale prima colazione, pensione, mezza pensione per persona, come da comunicazione inviata e vidimata dall’Amministrazione provinciale;
f) l’ora entro cui deve essere lasciata libera la camera;
g) l’autorità competente a ricevere gli eventuali reclami ed i termini per essi previsti dalla presente legge.
Unità abitative ammobiliate ad uso turistico (classificate):
a) la denominazione dell’esercizio, ove esistente;
b) la classificazione attribuita;
c) il prezzo della unità abitativa come da comunicazione inviata alla Provincia;
d) l’ora entro cui deve essere lasciata libera, l’unità abitativa ai sensi del precedente articolo;
e) l’autorità competente a ricevere gli eventuali reclami ed i termini per essi previsti dalla presente legge.
Strutture ricettive – residence:
a) la denominazione dell’esercizio;
b) la classificazione attribuita;
e) il numero assegnato all’unità abitativa;
d) il prezzo dell’unità abitativa, come da comunicazione inviata e vidimata dalla Provincia;
e) l’ora entro cui deve essere lasciata libera l’unità abitativa;
f) l’autorità, competente a ricevere gli eventuali reclami ed i termini per essi previsti dalla presente legge.
Attività ricettive in residenze rurali:
a) la denominazione dell’esercizio;
b) la classificazione;
c) il prezzo giornaliero della camera comprensivo della prima colazione, e il prezzo della eventuale pensione e mezza pensione, per
persona, come da comunicazione inviata e vidimata dall’Amministrazione provinciale;
d) l’ora entro cui deve essere lasciata libera la camera;
e) l’autorità competente a ricevere gli eventuali reclami ed i termini per essi previsti dalla presente legge.
Centri soggiorno studi:
a) la denominazione dell’esercizio;
b) il numero assegnato alla camera;
c) il numero dei letti autorizzati;
d) il prezzo giornaliero della camera, della eventuale prima colazione, pensione, mezza pensione per persona, come da comunicazione inviata e vidimata dall’amministrazione provinciale;
e) l’ora entro cui deve essere lasciata libera la camera;
f) l’autorità competente a ricevere gli eventuali reclami ed i termini per essi previsti dalla presente legge.

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