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Apple vs Samsung. Si rischia il blocco del nuovo iPhone 4S

30 ottobre 2011


Apple vs Samsung. Si rischia il blocco del nuovo iPhone 4S

> Tech Pubblicato il 30 ottobre 2011



Guerra di brevetti tra Apple e Samsung: a rischio iPhone 4S e Galaxy Tab 10.0.

Si sta consumando una vera e propria guerra brevettuale tra due colossi del mercato degli smartphone: Apple e Samsung. E ora si rischia il blocco delle vendite del tanto atteso iPhone 4S.

Tutto è iniziato lo scorso aprile quando Apple ha denunciato Samsung di illeciti benefici per aver copiato tecnologie e design di iPhone e iPad. Dieci in tutto i brevetti contestati all’azienda giapponese.

Poche settimane dopo, la risposta di Samsung. La ditta sud coreana ha denunciato Cupertino di violazione di brevetti legati alle tecnologie wireless, chiedendone il blocco di tutte le importazioni (anche in Italia). Secondo Samsung, Apple avrebbe acquistato da aziende terze alcune licenze sui micro chip di sua proprietà, con risparmi sino al 2,4%, del prezzo per prodotto. Tuttavia, Florian Mueller, esperto in brevetti, sceso in difesa del colosso americano, ha rammentato come le licenze contestate alla Apple siano legate allo standard 3G. Pertanto Samsung sarebbe tenuta – in qualità di partecipante al processo di standardizzazione – a garantirne l’accesso a chiunque ne faccia richiesta: Apple compresa.

Così, da un lato Samsung ha depositato in Giappone una petizione contro le importazioni di iPhone 4, iPhone 4s e iPad2, dall’altro Apple ha chiesto il blocco delle vendite del nuovo Galaxy Tab 10.1 in Germania, Olanda e Australia.

I rappresentati del melafonino hanno dichiarato alla stampa: “Invece di seguire lo sviluppo di propri prodotti, Samsung ha scelto di copiare spudoratamente le tecnologie innovative di Apple, l’interfaccia utente, il design elegante e persino il packaging, in violazione delle proprietà intellettuali di Apple“.

I legali della Apple dovranno dunque dimostrare che, quella dei chip contestati, è una tecnologia F.R.A.N.D. (acronimo di “fair, reasonable and non-discriminatory” ossia equo, ragionevole e non discriminatorio), vitale per l’industria wireless, così come sostenuto da Mueller. Se così dovesse essere, a Samsung non spetterebbe il 2,4% del prezzo di ogni chip, come da sue richieste, ma solo il pagamento di una royalty F.R.A.N.D.

In gioco non c’è solo una battaglia di bilanci, ma anche le problematiche dell’antitrust e della lotta (tutta contemporanea) per un software libero, contro le prerogative di pochi.

di ALESSIA PRIMAVERA


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