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Fermo illegittimo se il bene è strumentale al dipendente

30 Giu 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 Giu 2017



Se il bene è indispensabile per lavorare, il fermo è illegittimo. Ciò vale anche per il lavoratore dipendente. Che cos’è la comunicazione preventiva del fermo.

 

Tra le misure cautelari che possono affliggere il contribuente/cittadino, una sicuramente molto fastidiosa e penalizzante è quella del fermo amministrativo. In tal caso, infatti, s’impedisce la circolazione del veicolo “fermato”, fino a quando il debitore non avrà saldato il dovuto (pagamento che potrà anche essere rateizzato, con il fermo che sarà sospeso). Con il fermo, quindi, l’agente della riscossione si “cautela” nei riguardi del contribuente: da un lato, infatti, non pignora alcun bene del debitore, ma dall’altro esercita una forte pressione verso il malcapitato cittadino, impedendogli l’uso dell’auto. Il debitore, infatti, avendo perso la disponibilità del mezzo, sarà fortemente stimolato a pagare i debiti per cui è responsabile.

Detto ciò, il fermo amministrativo deve essere preceduto da una comunicazione preventiva, con la quale si avvisa il cittadino/debitore che, in mancanza del o dei pagamenti dovuti, l’auto di sua proprietà sarà oggetto della descritta misura cautelare. In virtù di ciò, al contribuente avvisato, allo scopo d’impedire il minacciato fermo,  sarà, comunque data la possibilità di dimostrare che il veicolo in questione è strumentale alla propria attività d’impresa o professione: ma andiamo per ordine.

Che cos’è la comunicazione preventiva del fermo amministrativo?

La legge [1] afferma che il fermo amministrativo deve essere obbligatoriamente preceduto da un avviso, tecnicamente definito comunicazione preventiva. Lo scopo di tale avviso è:

  • quello di consentire al debitore di pagare o chiedere il rateizzo degli esborsi dovuti prima che il fermo venga consolidato ed iscritto presso il Pubblico Registro Automobilistico;
  • quello di concedere la possibilità al “vessato contribuente”, di dimostrare che il bene minacciato dal provvedimento cautelare in esame, è in realtà strumentale rispetto all’attività d’impresa o alla professione del debitore.

Infatti, nel caso appena descritto, il legislatore ha voluto giustamente tutelare le esigenze dei cittadini che, se non hanno altro mezzo per esercitare la propria professione e/o raggiungere il posto di lavoro e non potendo certo smettere di lavorare, pena la perdita del reddito consequenziale, non possono subire il fermo amministrativo del veicolo “diffidato”.

Per tali motivi, è concesso al debitore un termine di trenta giorni per pagare o per dimostrare all’agente della riscossione (altrimenti definito concessionario) che il bene minacciato è strumentale rispetto alla propria professione.

È illegittimo il fermo se l’auto è strumentale al dipendente?

Assolutamente si. Lo ha confermato una recente sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia [2], a proposito di una vedova, con tre figli a carico, che svolgeva, in part-time, un lavoro dipendente, presso luoghi e con modalità che, senza l’auto, era impossibile raggiungere, se non con grossa difficoltà ed in orari impossibili.

Per la precisione, secondo i giudici «…si ritiene….che qualora il bene oggetto del fermo amministrativo sia da ritenersi necessario e fondamentale per lo svolgimento del processo lavorativo e non risulti che vi siano beni analoghi e condizioni tali da consentire comunque al debitore lo svolgimento della propria attività lavorativa, il bene in particolari e comprovate condizioni di necessità non possa essere sottoposto a fermo amministrativo…».

Non è fondamentale, pertanto, la categoria di appartenenza del lavoratore (imprenditore, dipendente, lavoratore autonomo, ecc) quanto, invece, lo è la possibilità concreta di lavorare, evidentemente preclusa dal fermo amministrativo del mezzo, se e in quanto unico, insostituibile ed indispensabile agli scopi lavorativi.

note

[1] Art. 86, co. 2 Dpr 602/1973.

[2] Ctp di Reggio Emilia sent. N. 80 del 14.03.2017.


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