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Lo sai che? Viaggiare con il proprio animale domestico: quali documenti occorrono

Lo sai che? Pubblicato il 16 giugno 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 16 giugno 2017

Ci sono delle regole ben precise per chi decide di fare un viaggio con il proprio animale domestico, in particolare per quanto riguarda i documenti da portare con sé.

Ci sono delle regole ben precise da rispettare se si decide di fare un viaggio con il proprio animale domestico. Ecco perché è buona cosa organizzarsi per tempo, in modo da informarsi circa gli obblighi previsti e procedere alle eventuali vaccinazioni. Non solo: occorre anche consultare i regolamenti delle varie compagnie – aeree, marittime e ferroviarie – che si pensa di utilizzare. Da non dimenticare, poi, di portare necessari documenti: il libretto sanitario (dove sono indicate le vaccinazioni effettuate, oltre alle informazioni relative al soggetto come nome, sesso, razza, tatuaggio, indirizzo proprietari) e l’iscrizione all’anagrafe canina.

Vediamo nel dettaglio quali documenti occorrono per viaggiare con il proprio animale domestico.

Viaggio con animali domestici: spostamenti a piedi

Regole ben precise, dunque, per chi decide di viaggiare con il proprio amico animale. E non solo nel caso di lunghi tragitti ma anche per i piccoli spostamenti; proprio così, anche solo per una breve passeggiata sotto casa, il proprietario è tenuto a rispettare alcune norme:

  • deve portare con sé il certificato di iscrizione all’anagrafe canina (originale o copia), che va esibito nel caso in cui le autorità lo richiedano;
  • se decide di portare a spasso l’animale in aree urbane o in luoghi aperti al pubblico (giardinetti, parchi, strade urbane) deve tenerlo sempre al guinzaglio a non più di un metro e mezzo;
  • se l’animale mette a repentaglio l’incolumità delle altre persone o degli altri animali oppure se le Autorità lo richiedano deve mettergli una museruola, rigida o morbida;
  • se l’animale fa i suoi bisogni, deve raccogliere le feci portando con sé strumenti idonei a tal fine (come guanti, paletta e sacchetti in plastica).

Viaggio con animali domestici: in Italia

Sui mezzi pubblici locali

È possibile viaggiare con i propri animali sui mezzi pubblici, nel rispetto delle regole stabilite dai regolamenti comunali o da quelli delle singole società di trasporto che possono stabilire se anche l’animale deve viaggiare munito di biglietto: ad esempio, a Milano entrano cani di piccola e media taglia, gatti, uccelli, ma pagano tutti il biglietto, gratis invece pesci e pulcini; a Torino entrano – gratis – solo gli animali di piccola taglia che vanno tenuti in braccio. In ogni caso, occorre tenerli al guinzaglio e con la museruola o negli appositi trasportini: si tratta di gabbiette munite di manico che possono contenere conigli, furetti, gatti, criceti, ecc. e che devono avere i bordi rigorosamente stondati per evitare di danneggiare involontariamente gli altri passeggeri.

I cani per non vedenti sono sempre ammessi e gratuitamente.

Per quanto riguarda il taxi, il tassista può rifiutarsi di trasportare un animale sul proprio mezzo: ecco perchè è bene informarlo telefonicamente quando si prenota la corsa.

In auto

Per quanto riguarda il trasporto in auto, è possibile portare un solo animale a patto che non sia pericoloso o impedisca la guida. Il codice della strada prevede la possibilità di trasportare un numero maggiore di animali se vengono messi in apposite gabbie o contenitori. Si può anche lasciarli liberi sui sedili posteriori separando il posto di guida con un’apposita rete o altro analogo mezzo idoneo.

Se queste regole vengono violate è previsto il pagamento di una multa da 68,25 a 275,10 euro e un punto in meno sulla patente.

Se si ha in programma un viaggio più lungo da fare non con il proprio mezzo, è importante sapere che le singole compagnie (aeree, ferroviarie, di navigazione) si comportano, sul discorso animali, diversamente. Per tutte vale la regola che va portato con sè, oltre al certificato di iscrizione all’anagrafe canina per i cani, il libretto sanitario dell’animale compilato da un medico veterinario dove sono riportati i dati del proprietario, i dati dell’animale, le vaccinazioni e la data in cui queste sono state effettuate.

Prima del viaggio, è sempre meglio portare l’animale dal veterinario per assicurarsi che sia in buono stato di salute e per ottenere i documenti necessari. Durante la visita, infatti, verranno valutati:

  • la vaccinazione di base (cimurro, epatite, leptospirosi, parvovirosi);
  • la vaccinazione antirabbica (dove fosse necessaria);
  • la sverminazione contro le parassitosi intestinali;
  • i trattamenti antiparassitari contro pulci e zecche.

Inoltre, il veterinario chiederà informazioni sul luogo di destinazione, individuerà le patologie presenti e i modi più opportuni per prevenirle.

In treno

  • Trenitalia: si può viaggiare in treno, in prima e seconda classe, con animali di piccola taglia che vengono trasportati gratuitamente a patto che vengano messi all’interno di appositi contenitori (dimensioni 70x30x50), uno per passaggero. Se l’animale è grande, invece, occorre pagare il biglietto di seconda classe ridotto della metà, tenendolo al guinzaglio e con la museruola e facendo in modo che non disturbi gli altri passeggeri. Naturalmente, – tranne che per i cani guida dei non vedenti – occorre sempre avere con sé il certificato di iscrizione all’Anagrafe Canina del proprio Comune di residenza e il libretto sanitario (o, per i cani dei cittadini stranieri, il “passaporto del cane” in sostituzione di entrambi i documenti): in caso di controllo, se sprovvisti è prevista la multa e il passeggero potrebbe essere costretto a scendere dal mezzo.
  • Italo: sono trasportati gratis solo gli animali di piccola taglia, sotto i 10 kili, in appositi contenitori su cui devono essere indicate le generalità del proprietario.

I cani guida per non vedenti possono viaggiare gratuitamente e senza alcun obbligo su tutti i treni.

In aereo

Quasi tutte le compagnie aeree consentono il trasporto di animali, ma con regole diverse da compagnia a compagnia sul tipo di gabbietta da utilizzata per il trasporto dell’animale, il numero degli eventuali animali accettati in cabina o la possibilità di farli uscire o meno dalla gabbietta, ecc. In linea di massima, per ogni volo, è ammesso in cabina un certo numero di animali come cani di piccola taglia (inferiori a 10 kili di peso) e gatti, canarini e altri piccoli animali ammessi come bagaglio a mano. I cani di media o grande taglia, invece, viaggiano come bagaglio registrato nella stiva pressurizzata in apposite gabbie rinforzate. Alcune compagnie garantiscono la presenza di personale specializzato, centri di assistenza e di ristoro per gli animali.

I cani guida per non vedenti possono viaggiare con il proprietario muniti di museruola e guinzaglio.

Per i viaggi all’estero, anche all’interno dell’Unione Europea, il cane deve essere munito di vaccinazione antirabbica in corso di validità e di passaporto che viene rilasciato dai servizi veterinari delle Asl o anche dal proprio veterinario.

In nave

Cani e gatti sono ammessi sui traghetti e sugli aliscafi: i primi con guinzaglio e museruola, i secondi nell’apposito trasportino. Ancora una volta, le cose cambiano a seconda che l’animale sia o meno di piccola taglia: nel primo caso, può stare in cabina con il padrone se gli altri passeggeri vi acconsentono. I cani di taglia grande o media possono alloggiare negli appositi canili di bordo e, se muniti di guinzaglio e museruola, possono stare sul ponte con il padrone. Per il trasporto può essere richiesto un certificato di buona salute rilasciato dal veterinario e, nel caso dei traghetti diretti in Sardegna, il certificato che attesti la vaccinazione antirabbica.

Discorso diverso per le navi da crociera dove non è ammesso nessun tipo di animale.

È, comunque, consigliabile, contattare le singole compagnie prima dell’acquisto dei biglietti.

Viaggio con animali domestici: nell’Ue

Cani, gatti e furetti che viaggiano nei paesi dell’Unione devono avere il passaporto europeo per animali domestici che viene rilasciato dalle Asl. In sostanza, serve per  tutelarsi dai rischi sanitari e contiene i dati anagrafici del proprietario dell’animale, certifica le vaccinazioni effettuate all’animale, compresa anche la vaccinazione antirabbica. L’animale deve, inoltre, essere munito di tatuaggio chiaramente visibile o di microchip (anche nel caso di gatti e furetti).

Se l’animale è stato vaccinato contro la rabbia per la prima volta, non può viaggiare prima che passino 21 giorni. Per chi intendesse viaggiare con il proprio animale da compagnia di età inferiore ai 3 mesi e non vaccinato nei confronti della rabbia, è consigliabile rivolgersi prima del viaggio all’Ufficio Consolare del Paese membro verso dove si intende andare per assicurarsi che sia ammesso. Se il consolato dà risposta positiva, l’animale deve comunque avere il passaporto e deve aver soggiornato dalla nascita nel luogo in cui è nato, senza entrare in contatto con animali selvatici che possano essere stati esposti all’infezione del virus della rabbia oppure deve essere accompagnato dalla madre da cui è ancora dipendente.

Inoltre, per i viaggi verso la Finlandia, Regno Unito, Irlanda e Malta degli animali da compagnia è necessario il trattamento preventivo per l’echinococco.

Viaggio con animali domestici: fuori dall’Ue

Per chi viaggia verso Paesi al di fuori dell’Unione, è consigliabile contattare prima il consolato o l’ambasciata. Ci sono, infatti, Stati con regole davvero molto severe: ad esempio, in alcuni il cane deve essere messo in quarantena in una struttura sanitaria, ciò significa separarlo dal proprio padrone.

In altri caso come in Canada e negli Stati Uniti, è necessario munirsi di certificato internazionale di origine e sanità per l’espatrio (Pet Export Certificate) che viene rilasciato da veterinari delle Asl e serve per attestare la provenienza dell’animale, il suo stato di salute e le vaccinazioni obbligatorie. Tale certificato è valido 30 giorni, può essere rinnovato anche all’estero ed è indispensabile anche per rientrare in Italia.


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