Breaking News Ape sociale e pensione quota 41, al via le domande

Breaking News Pubblicato il 17 giugno 2017

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Da oggi possono essere inviate le domande di Ape sociale e pensione anticipata con 41 anni di contributi: presentazione entro il 15 luglio.

Finalmente operative l’Ape sociale e la pensione anticipata per i lavoratori precoci con 41 anni di contributi: i decreti sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale e l’Inps ha appena emanato le due circolari esplicative [1].

Chi vuole fare domanda può presentarla da subito, attraverso i servizi online dell’Inps (se dispone di codice pin o spid) o avvalendosi dell’aiuto di un patronato. La platea di chi accederà al beneficio nel 2017, secondo le stime, ammonta a 60.000 persone.

Ma chi può usufruire della pensione anticipata quota 41 e dell’Ape sociale? Facciamo un breve punto della situazione.

Ape sociale: che cos’è, beneficiari

L’Ape sociale, o anticipo pensionistico sociale, non è una pensione anticipata, ma un assegno a carico dello Stato, riconosciuto a chi possiede almeno 63 anni di età e 30 o 36 anni di contributi, a seconda della categoria di appartenenza.

La prestazione, in particolare, spetta fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia ed è riservata ad alcune categorie di lavoratori tutelati: disoccupati involontari(che hanno cessato di percepire il sussidio da almeno 3 mesi), invalidi (dal 74% in su), caregivers (persone che assistono da almeno 6 mesi un familiare di 1° grado  o il coniuge portatore di handicap grave) e addetti a lavori faticosi e rischiosi.

L’Ape sociale, nel dettaglio, come la cosiddetta Ape volontaria, è un anticipo pensionistico, cioè una prestazione che “accompagna” l’interessato dalla data di uscita dal lavoro (o, comunque, dalla data in cui si presenta la domanda per ottenere il trattamento), sino alla data di maturazione dei requisiti per la pensione.  Può servire, quindi, sia per garantire un reddito dall’uscita dal lavoro alla data della pensione, sia per integrare il reddito stesso, nel caso in cui, ad esempio, non si esca dal lavoro ma si riduca l’orario.

A differenza dell’Ape volontaria, o di mercato, però, la prestazione non è ottenuta grazie a un prestito bancario: l’Ape sociale, difatti, è erogata direttamente dallo Stato e non deve essere restituita.

L’ammontare dell’assegno, calcolato sulla base della futura pensione, non può superare i 1.500 euro mensili: sull’Ape sociale è corrisposto il bonus da 80 euro, in quanto  è assimilata al reddito da lavoro dipendente.

Pensione anticipata quota 41: che cos’è, beneficiari

La pensione anticipata quota 41 è una tipologia di pensione anticipata speciale, che si può ottenere con 41 anni di contribuzione, anziché con 41 anni e 10 mesi (requisito ordinario valido per le donne) o 42 anni e 10 mesi (requisito valido per gli uomini). Il requisito ridotto è comunque soggetto al normale adeguamento alla speranza di vita.

Lo “sconto” è dunque pari a 1 anno e 10 mesi per gli uomini ed a 10 mesi per le donne.

Possono beneficiare della pensione anticipata a requisiti ridotti i lavoratori dipendenti e autonomi:

  • iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (Ago, che comprende il fondo pensione lavoratori dipendenti e le gestioni speciali dei lavoratori autonomi) e alle sue forme sostitutive ed esclusive (ad esempio fondo elettrici, telefonici…);
  • con almeno 12 mesi di contributi per periodi di lavoro effettivo svolti prima del compimento del 19° anno di età.

I lavoratori, inoltre, per ottenere il beneficio, devono appartenere alle stesse categorie destinatarie dell’Ape sociale.

Pensione anticipata quota 41 e Ape sociale: domanda

I lavoratori, per accedere alla pensione quota 41 o all’Ape sociale, devono in primo luogo presentare domanda all’Inps per il riconoscimento dei requisiti che danno diritto al trattamento.

In particolare:

  • chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2017 deve presentare domanda per il riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio entro il 15 luglio 2017;
  • chi matura i requisiti successivamente, deve presentare domanda di certificazione dei requisiti entro il 1° marzo di ciascun anno, per la quota 41, o entro il 31 marzo 2018 per l’Ape sociale.

Le domande per il riconoscimento delle condizioni per l’accesso al beneficio presentate oltre il 15 luglio 2017 ed il  marzo di ciascun anno e, comunque, non oltre il 30 novembre di ogni anno, possono ugualmente essere prese in considerazione, ma solo se  residuano le necessarie risorse finanziarie.

Ad ogni modo, alla presentazione della domanda di certificazione non è necessario possedere tutti i requisiti richiesti, ma solo quelli specificamente previsti per la categoria di lavoratori in cui si rientra (ad esclusione del periodo almeno trimestrale di conclusione della prestazione per la disoccupazione), oltre, ovviamente, per i lavoratori precoci, all’accredito di 12 mesi di contributi da effettivo lavoro prima del compimento dei 19 anni.

Gli altri requisiti sono invece certificati dall’Inps “in prospettiva” e possono essere maturati, anche in una gestione non facente capo all’Inps, entro la fine dell’anno (per i lavori faticosi e pesanti deve essere certificato lo svolgimento di queste attività per 6 anni negli ultimi 7 anni prima della pensione).

L’Inps, una volta presentata la domanda di certificazione dei requisiti, comunica il suo accoglimento, o meno.

Una volta certificati i requisiti da parte dell’Inps, gli interessati dovranno presentare la domanda vera e propria di pensione anticipata o di Ape sociale.


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