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Lo sai che? Responsabili i genitori se il figlio picchia il compagno di classe

Lo sai che? Pubblicato il 13 agosto 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 13 agosto 2017

Se il figlio picchia il compagno di classe la responsabilità ricade sui genitori che non lo hanno educato a dovere, a meno che…

Quante volte si sente dire che se il figlio è maleducato o violento la colpa è dei genitori che non l’hanno educato come si deve? Beh, non è solo una “frase fatta” o un luogo comune. A dirlo è la legge, secondo la quale se il figlio, ancora minorenne, commette un illecito (civile o penale) che causa un danno a un’altra persona, a risponderne saranno i genitori, a meno che questi ultimi riescano a dimostrare di non aver potuto impedire il fatto [1]. Quindi, se il figlioletto picchia il compagno di scuola o lo insulta, le conseguenze ricadranno su mamma e papà che non gli hanno impartito la giusta educazione. A confermare la responsabilità dei genitori se il figlio picchia un compagno di classe anche una sentenza del Tribunale di Alessandria [2].

Nel caso di specie i genitori di un alunno facevano causa alla mamma e al papà di un compagno del figlio, vittima di bullismo durante la gita scolastica.

Genitori: quali obblighi verso i figli?

Sia il codice civile [3] che la Costituzione [4] stabiliscono che è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, tenendo conto delle loro capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni.

L’educazione che i genitori sono chiamati ad impartire ai figli deve avere come obiettivo quello di realizzare una personalità equilibrata, rendendoli maturi e capaci di rispettare gli altri ma anche insegnando loro a distinguere quali sono i comportamenti pericolosi e dannosi per le altre persone. In quest’ottica, mamma e papà hanno il dovere di esercitare il controllo e la vigilanza sul comportamento dei figli minori a seconda della loro età. Per intenderci, mentre controllo e vigilanza devono essere massimi nelle fasi dell’infanzia e dell’adolescenza, quando la personalità del piccolo si sta formando ed può essere negativamente influenzata dall’esterno, possono diminuire nei confronti del minore quasi diciottenne, avuto riguardo all’età in relazione all’educazione impartita, al livello di maturità raggiunto e alle caratteristiche dell’ambiente in cui vive.

Genitori: quando sono responsabili?

Conseguenza di quanto detto è che i genitori sono responsabili dei figli minori sia per quanto concerne quei comportamenti illeciti che derivano da una loro omessa o insufficiente sorveglianza, sia per quanto concerne gli illeciti riconducibili ad oggettive mancanze nell’attività educativa. Più è grave l’illecito commesso dal figlio minore più è evidente una carenza educativa da parte dei genitori. Ad esempio, pensiamo ai casi di:

  • omicidio commesso dal minore quasi maggiorenne;
  • violenza sessuale di gruppo;
  • circolazione del minore su un motoveicolo dal motore modificato o senza patentino e casco.

Genitori: come e quando rispondono degli illeciti dei figli?

Per legge sono i genitori a rispondere del fatto illecito compiuto dal figlio minore, a meno che non dimostrino di non averlo potuto impedire. Che significa? Che, per non subire le conseguenza di quanto fatto dal figlio, devono provare materialmente di avergli impartito una buona educazione. In pratica, dovranno dimostrare non solo di non aver potuto impedire il fatto ma anche di aver adottato, in via preventiva, tutte le misure idonee ad evitarlo. Di averlo, cioè, educato adeguatamente, insegnandogli le regole del vivere civile.

note

[1] Art. 2048 cod. civ.

[2] Trib. Alessandria sent. n. 439 del 16.05.2016.

[3] Art. 147 cod. civ.

[4] Art. 30 Cost.

Fonte della sentenza: lesentenze.it


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