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Lo sai che? Nuova legge sul codice penale: come cambia il reato di rapina

Lo sai che? Pubblicato il 19 giugno 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 19 giugno 2017

Il nuovo disegno di legge approvato il 14 giugno 2017 è ormai legge dello Stato; tra le numerose novità sono previste pene più severe per il reato di rapina.

Con l’ultima, recentissima, riforma del codice penale, di procedura penale e dell’ordinamento penitenziario, le pene per il reato di rapina sono diventate più severe: per la rapina semplice la pena non è più da tre a dieci anni ma da quattro a dieci anni di reclusione; per la rapina aggravata non è più da quattro anni e sei mesi a venti anni ma da cinque a venti anni (se è contestata solo un’aggravante) o da sei a venti anni (se sono contestate più aggravanti).

Cos’è la rapina?

La rapina [1] è un delitto previsto e disciplinato dal nostro ordinamento che commette chiunque:

  • per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto;
  • si impossessa di una cosa mobile altrui;
  • sottraendola a chi la detiene;
  • mediante violenza o minaccia.

Il reato di rapina si configura anche nel caso in cui la sottrazione della cosa sia avvenuto senza compiere alcuna violenza sul proprietario, ma sia stata utilizzata (seppure successivamente) per non perdere il possesso acquisito.

È il caso di chi sottragga una borsa ad un passante (il tipico scippo) senza neanche toccarlo e che poi lo strattoni e lo butti a terra per evitare che questi, rincorrendolo, recuperi la borsa stessa. Anche se la violenza non è stata utilizzata per ottenere il possesso del bene sottratto ma per conservarlo, si tratta comunque di rapina (anche se la legge la definisce rapina impropria).

Il reato di rapina viene commesso anche se si sottrae il bene ad un soggetto che non ne sia il proprietario ed anche nel caso in cui per realizzare la sottrazione si usi minaccia o violenza su un soggetto diverso da quello che possiede la cosa.

Si tratta del caso in cui qualcuno mi sottrae un assegno (che non era mio) e, per farlo, punta una pistola alla tempia di un’amica con cui passeggiavo.

Passiamo ora ad esaminare i requisiti della violenza o minaccia: mentre la violenza consiste nell’esercizio di un’energia fisica che provoca la coartazione personale (per esempio una spinta), la minaccia, invece, consiste in qualsiasi comportamento deciso, perentorio ed univoco del soggetto che è astrattamente idoneo a provocare un turbamento o a diminuire la libertà psichica e morale di chi la subisce.

La rapina e il furto

Le condotte della rapina e del furto [2] (delitti spesso confusi) sono molto simili: entrambe richiedono che qualcuno si impossessi della cosa mobile altrui sottraendola a chi la detiene.

I due delitti, però, differiscono perchè la condotta della rapina richiede la violenza o minaccia mentre per il furto non sono richieste.

Quindi, nel caso in cui mi rubano il portafogli che avevo in borsa senza che io me ne renda conto, ci troviamo di fronte ad un caso di furto; qualora, invece, mi minaccino con una pistola affinchè io dia il mio portafogli, ci troviamo di fronte ad una rapina.

Quali pene sono previste in caso di rapina?

Con la nuova, recentissima, riforma le pene previste in caso di rapina sono aumentate.

Vediamole nel dettaglio.

La pena prevista:

  • in caso di rapina semplice, è della reclusione da quattro a dieci anni e della multa da 927 euro a 2.500 euro (prima della riforma la pena era della reclusione da tre a dieci anni e della multa da 516 euro a 2.065 euro);
  • in caso di rapina aggravata è della reclusione da cinque a venti anni e con la multa da 1.250 euro a 3.098 euro se è contestata solo una aggravante o da sei a venti anni se sono contestate più aggravanti (la pena antecedente alla riforma era della reclusione da quattro anni e sei mesi a venti anni e della multa da 1.320 euro a 3.098 euro).

Chi ha commesso una rapina prima dell’entrata in vigore della recente riforma continuerà ad essere punito con le vecchie pene, meno severe.

Ma quando vi è rapina aggravata?

La rapina è aggravata se:

  • la violenza o minaccia è commessa con armi o da persona travisata o da più persone riunite;
  • la violenza consiste nel porre taluno in stato di incapacità di volere o di agire;
  • la violenza o minaccia è posta in essere da una persona che fa parte di un’associazione mafiosa;
  • il fatto è commesso in abitazione privata o in luoghi tali da ostacolare la pubblica o privata difesa;
  • il fatto è commesso all’interno di mezzi di pubblico trasporto;
  • il fatto è commesso nei confronti di persona che si trovi nell’atto di fruire dei servizi di istituti di credito (per esempio banche) uffici postali o sportelli automatici adibiti al prelievo di denaro;
  • il fatto è commesso nei confronti di persona ultrasessantacinquenne.

La riforma prevede, infine, che se concorrono due o più circostanze aggravanti la pena è della reclusione da sei a venti anni e della multa da 1.538 euro a 3.098 euro.

note

[1] Art.628 cod. pen.

[2] Art. 624 cod. pen.


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2 Commenti

  1. Gentili Avv. Ho letto la nuova legge contro il furto e rapina , anche se le pene non sono ancora adeguate al caso , diciamo che si possono lasciare , ma non ho letto quando posso difendermi con qualsiasi arma , e quando posso fargli del male, senza incorrere pene per avermi difeso? Insomma quando potrò usare io un’arma senza passare guai con la legge?
    Grazie spero tanto in una vostra chiara risposta saluti
    Maik48

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