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Incendio in appartamento in locazione: conduttore responsabile

19 giugno 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 giugno 2017



Se divampa un incendio in un appartamento in locazione, dei danni risponde il conduttore a meno che non provi che la colpa di quanto successo non è sua.

 

Appartamento in affitto: scoppia un incendio che ne distrugge buona parte. Su chi ricade la responsabilità? Chi risarcisce i danni? La legge dice che il conduttore deve usare l’immobile secondo quanto stabilito nel contratto in modo diligente e restituirlo al locatore al termine del contratto nel medesimo stato in cui l’ha ricevuto, fatto salvo il deterioramento derivante dall’uso del bene conforme a quello pattuito. Conseguenza è che l’inquilino è sempre responsabile per i danni ad esso procurati, o meglio “si presume” che sia responsabile, salvo la prova contraria [1]. Ciò in quanto è il conduttore ad avere la custodia ed il potere di vigilanza del bene. Lo stabilisce il Tribunale di Firenze [2]. Dunque, per i danni causati da un incendio in un appartamento in locazione è responsabile il conduttore.

Vediamo di capire meglio, esaminando il contenuto della sentenza il questione.

La responsabilità dell’inquilino è presunta

Locazione: chi risarcisce i danni provocati da un incendio?

Il codice civile stabilisce, in generale, che il conduttore è tenuto a risarcire i danni per la perdita e il deterioramento dell’immobile: è ciò vale anche se questi danni derivano da un incendio appiccato da terzi. L’unico modo per evitare di dover risarcire è dimostrare che il danno non sia a lui imputabile: cioè, che non si è verificato per colpa sua. In pratica, il conduttore dovrà provare che ha rispettato tutti gli obblighi di custodia a suo carico con la massima diligenza che può richiedersi in relazione al caso concreto; ad esempio potrà provare di aver fatto controllare secondo le scadenze previste l’impianto antincendio (magari esibendo la ricevuta della ditta che ha effettuato il controllo) oppure di aver sostituito un componente dello scaldino difettoso.

Locazione: come fare a liberarsi dalla responsabilità?

E se, ad esempio, l’inquilino dice che, nel giorno in cui è divampato il rogo, egli non era presente in casa ma c’era un amico, suo ospite? Non ha nessuna importanza. Non potrà, comunque, dargli la colpa perché è lui che deve sorvegliare e impedire che terzi (l’amico in questo caso) danneggino l’appartamento. Se anche l’incendio fosse stato effettivamente causato dall’amico – che, magari, ha dimenticato acceso il fornello della cucina o, volontariamente, ha dato fuoco alla casa – non basterà provare questi aspetti. Il conduttore dovrà dimostrare di aver fatto tutto ciò che era nelle sue possibilità per evitare la condotta illecita dell’amico e la propagazione delle fiamme.

note

[1] Art. 1588 cod. civ.

[2] Trib. Firenze sent. n. 2806 dello 01.08.2016.

Fonte della sentenza: lesentenze.it


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