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Lo sai che? Quali sono i doveri per i genitori che si separano

Lo sai che? Pubblicato il 19 giugno 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 19 giugno 2017

I principali doveri dei genitori separati, in regime di affidamento condiviso, riguardano il mantenimento, l’educazione, l’istruzione e l’assistenza morale.

Nel momento in cui i genitori si separano mantengono gli stessi diritti e doveri sui figli. La regola infatti vuole che il giudice non modifichi la situazione preesistente alla separazione che vede sia la madre che il padre esercitare al potestà genitoriale sul minore. Così viene disposto il cosiddetto «affidamento condiviso» e solo quando ciò può essere di ostacolo a una sana crescita dei bambini l’«affidamento esclusivo» a uno solo dei due. Non cessano neanche i doveri di mantenimento dei figli (minori e maggiorenni non ancora autosufficienti), quelli di assistenza morale, di istruzione ed educazione, di mantenere significativi contatti anche in caso di collocazione dei minori presso il domicilio dell’ex coniuge. Ma procediamo con ordine e vediamo quali sono i doveri per i genitori che si separano.

Affidamento dei figli

Anche dopo la separazione e il divorzio, i genitori hanno il dovere di mantenere, educare, istruire e assistere moralmente i figli, nel rispetto delle loro capacità, delle loro inclinazioni naturali e delle loro aspirazioni.

I genitori hanno altresì il dovere di far crescere il bambino in famiglia e di mantenere con lui rapporti significativi. Questo significa che il genitore che non convive con il figlio deve rispettare l’obbligo delle visite imposte dal giudice, senza mancare agli appuntamenti più importanti della sua vita come il saggio di musica o di danza, la recita scolastica, la gara sportiva, la prima comunione, la cresima, ecc.

Nell’ambito dell’affidamento c’è anche l’obbligo di entrambi i genitori di prestare cura, educazione e istruzione nei confronti dei propri figli.

Non perché i genitori si separano devono impedire ai figli di vedere i nonni, ossia i genitori dell’ex coniuge. Al contrario è un dovere specifico dei genitori fare in modo che i bambini mantengano i rapporti anche con gli ascendenti di ambo le due famiglie e con i parenti di ciascun ramo genitoriale (cosiddetto «diritto alla bigenitorialità»).

La disciplina dell’affidamento riguarda solamente i figli minori di età. Quella del mantenimento, invece, per come vedremo, può riguardare anche i figli maggiorenni nella misura in cui questi non siano ancora autosufficienti.

L’affidamento condiviso

Di regola il giudice affida i figli a entrambi i genitori. È il cosiddetto «affidamento condiviso». Ciò significa che entrambi i genitori hanno pari diritti e doveri sui figli, le stesse responsabilità, mantengono le medesime prerogative nelle scelte più importanti relative alla crescita dei ragazzi e devono consultarsi quando si tratta di atti che eccedono l’ordinaria amministrazione.

Il concetto di «affidamento» non va confuso con quello di «collocazione» che invece riguarda il luogo ove i figli fissano la propria residenza e/o domicilio abituale, ossia dove vanno a dormire tutte le notti e che, necessariamente, deve essere presso un solo genitore. A riguardo la Cassazione ha sposato la tesi della preferenza della collocazione materna quando i figli sono in età scolare, salvo che risulti meno pregiudizievole per loro vivere presso il padre. È però possibile che il giudice stabilisca che i figli vivano a turno presso ciascuno dei genitori, così come è possibile prevedere una alternanza dei genitori nella casa familiare dove vivono i figli.

Entrambi i genitori devono provvedere all’assistenza morale dei figli, al loro mantenimento materiale, all’istruzione, all’educazione e a fare i modo che essi mantengano rapporti coi nonni dell’ex

I doveri dei genitori in affido condiviso

Con l’affido condiviso i genitori hanno il dovere di assumere, di comune accordo, le decisioni di maggiore importanza concernenti:

  • l’istruzione (ad es. la scelta dell’istituto scolastico al quale iscrivere il figlio);
  • l’educazione, anche negli aspetti religiosi;
  • la salute (come ad esempio in caso di scelta del trattamento terapeutico di una malattia, o di scelta del pediatra di base o del medico specialista).

Invece le scelte di ordinaria amministrazione spettano al genitore con cui, di volta in volta, il figlio coabita.

L’affidamento condiviso può essere disposto direttamente dai coniugi nell’accordo di separazione o divorzio consensuale o dal giudice nel caso di separazione o divorzio giudiziale.

Dovere di mantenimento dei genitori

Insieme ai doveri per così dire “morali” ci sono anche quelli materiali che attengono al mantenimento del figlio. L’obbligo di provvedere alle spese necessarie alla sua crescita, istruzione, salute, sport, comunicazione, tempo libero e svago spettano ad entrambi i genitori separati o divorziati in proporzione alle rispettive capacità economiche. Tale proporzione viene fissata dal giudice.

Le spese ordinarie

In particolare, con la sentenza di separazione o divorzio, il tribunale stabilisce che uno dei due coniugi – quello che non coabita coi figli – debba partecipare alle spese per la crescita dei figli minori o maggiorenni non autosufficienti in misura “forfettaria”; questi deve cioè versare un assegno mensile, detto «assegno di mantenimento». L’inadempimento a tale obbligo del genitore integra il reato di «violazione degli obblighi di assistenza familiare». L’altro coniuge – quello con cui i figli coabitano – deve invece provvedere alla residua parte degli esborsi necessari alle spese ordinarie per la crescita, istruzione e mantenimento dei figli.

Le spese straordinarie

Invece per quanto riguarda le spese straordinarie (quelle cioè relative alle esigenze mediche, sportive, gite, ecc.), il giudice, non potendo quantificarle in anticipo nell’assegno à forfait, stabilisce che i coniugi vi provvedano in misura percentuale (ad esempio il 50% a testa via via che le esigenze di presentano).

Cosa dice il codice civile sull’obbligo di mantenimento dei genitori

Tutto ciò che abbiamo appena detto viene fissato dal codice civile ove si stabilisce che, salvo accordi diversi liberamente sottoscritti dai genitori, sia il padre che la madre provvedono al mantenimento dei figli in misura proporzionale al rispettivo reddito. Il giudice stabilisce, ove necessario, la corresponsione di un assegno periodico al fine di realizzare il principio di proporzionalità, da determinare considerando:

  • le attuali esigenze del figlio;
  • il tenore di vita goduto dal figlio in costanza di convivenza con entrambi i genitori;
  • i tempi di permanenza presso ciascun genitore;
  • le risorse economiche di entrambi i genitori;
  • la valenza economica dei compiti domestici e di cura assunti da ciascun genitore.

L’assegno è automaticamente adeguato agli indici Istat in difetto di altro parametro indicato dalle parti o dal giudice.

L’assegno di mantenimento versato per i figli deve loro garantire tendenzialmente lo stesso tenore di vita di cui godevano quando ancora i genitori erano sposati o non separati.

note

Autore immagine: 123rf  com


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