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Le Guide Pagamento cartella esattoriale: c’è sospensione feriale?

Le Guide Pubblicato il 21 giugno 2017





> Le Guide Pubblicato il 21 giugno 2017

Vediamo quando la sospensione feriale dei termini si applica anche ai pagamenti degli atti notificati dal fisco.

Tutti gli atti notificati a partire dai primi di giugno ricadono astrattamente nel periodo della cosiddetta sospensione feriale dei termini, che va al 1° al 31 agosto. La sospensione si applica sicuramente a tutti i ricorsi proposti contro gli atti notificati dal fisco. Invece l’applicazione non è altrettanto generalizzata per i termini di pagamento.

Cos’è la sospensione feriale dei termini?

La sospensione feriale si applica ai termini processuali per il periodo che va dal 1° al 31 agosto di ogni anno [1]. Per effetto della sospensione:

  • i termini processuali non decorrono per tutto il mese di agosto e riprendono a decorrere dal 1° settembre;
  • i termini, il cui computo dovrebbe cominciarsi durante il periodo di sospensione, cominciano a maturare solo dopo la fine di tale periodo.

Per conoscere i processi che fanno eccezione al principio generale della sospensione feriale leggi l’articolo Sospensione feriale dei termini: quando si applica e come si calcola.

Il termine per fare ricorso è soggetto a sospensione feriale?

Tutti gli atti tributari, come cartelle di pagamento, fermi amministrativi, accertamenti dell’Agenzia delle Entrate, devono essere impugnati nel termine perentorio di sessanta giorni dalla notifica [2]. Ciò in quanto il termine per la proposizione del ricorso davanti alla Commissioni tributarie viene considerato pacificamente un termine processuale.

Quindi ad oggi rientrano nella sospensione feriale tutti gli atti notificati a partire dal 2 giugno 2017. Per questi si potrà usufruire di un mese in più per la predisposizione del ricorso.

Gli atti notificati fino al 1° giugno invece non rientrano nella sospensione.

La sospensione si applica anche al termine di pagamento?

Il termine di sessanta giorni, previsto per l’opposizione, è lo stesso che la legge concede anche per il pagamento.

Dunque, ricevuta la notifica di un atto fiscale, il contribuente deve decidere se:

  • fare opposizione nel termine di sessanta giorni, con la precisazione che il termine che cade di sabato è per legge rinviato al lunedì successivo;
  • pagare entro il termine specificato nelle avvertenze dell’atto notificato, per non far scattare sanzioni o, nel caso di cartella di pagamento, gli interessi di mora e la maggiorazione dell’aggio di riscossione.

Pagamento delle cartelle di pagamento

Nel caso delle cartelle di pagamento, è scritto nella cartella stessa che il pagamento va eseguito entro sessanta giorni dalla notifica.

Questo termine è fisso, per cui non ricade nella sospensione feriale dei termini.

Le cartelle di pagamento si pagano anche ad agosto

Di conseguenza, tutte le cartelle di pagamento notificate a partire da giugno andranno immancabilmente pagate anche durante il mese di agosto.

Al pagamento di quali atti si applica la sospensione feriale?

Diversamente dalla regola prevista in tema di cartelle di pagamento, quando l’atto notificato riporta l’indicazione che il pagamento va eseguito entro il termine per presentare ricorso, si applicherà la sospensione feriale dei termini durante il mese di agosto.

In questo caso infatti i termine non è fisso, ma rinvia a quello applicabile alla proposizione del ricorso e dunque si applicheranno tutte le regole vigenti per tale secondo termine.

Ad esempio sono sottoposti a questa regola i termini di pagamento in caso di acquiescenza agli accertamenti in materia di imposte sui redditi, Iva, imposta di registro, etc. [3], che consentono di ridurre a un terzo le sanzioni irrogate.

Termine di pagamento che scade di sabato

Quando il termine di pagamento scade di sabato o in un giorno festivo, anche il pagamento può essere rinviato senza conseguenze al primo giorno lavorativo successivo.

note

[1] Legge n. 742/1969 del 07.10.1969.

[2] Art. 21 D.Lgs. 31.12.1992 n. 546.

[3] Art. 15, Legge n. 218/1997 del 19.06.1997, come chiarito dalla circolare della Agenzia delle Entrate n. 17/E del 29.04.2016.


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