Come dare al figlio il cognome del padre e della madre


Come dare al figlio il cognome del padre e della madre

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 giugno 2017



Come dare al figlio il doppio cognome ossia, oltre a quello del padre, anche quello della madre a seguito della storica sentenza della Corte Costituzionale del 2016.

Dare al figlio solo il cognome del padre è discriminatorio nei confronti della madre: la storica sentenza dell’anno scorso, firmata dalla Corte Costituzionale [1], sentenza che ha detto sì al «doppio cognome del padre e della madre», è ora oggetto di una circolare del Ministero dell’Interno. Il documento dirama istruzioni operative agli uffici di stato civile per consentire alle coppie dei genitori che lo vogliono, di attribuire ai figli entrambi i propri cognomi. In questo modo il ministero spiega, con interessanti spunti, come dare al figlio il cognome del padre e della madre.

Prima però di spiegare come dare al figlio il cognome del padre e della madre, bisogna chiarire un aspetto che, all’indomani della sentenza della Corte Costituzionale, aveva procurato non pochi equivoci. Non è ancora possibile dare al figlio solo il cognome della madre; la pronuncia della Consulta consente solo di attribuire il doppio cognome e sempre che vi sia il consenso di entrambi i genitori. Se, infatti, a volere il doppio cognome fosse solo la madre, l’ufficiale di stato civile non potrebbe operare e resterebbe vincolato a operare secondo la regola tradizionale che vuole l’attribuzione al figlio del solo cognome paterno. Di tanto avevamo già parlato nell’articolo Si può dare al figlio solo il cognome della madre?

Procediamo con ordine e vediamo come dare al figlio il doppio cognome del padre e della madre secondo quanto precisato dalla Corte Costituzionale e, da ultimo, dalla circolare ministeriale il cui testo può essere scaricato e letto cliccando su questo link.

Un aspetto che non va sottovalutato è che è possibile dare al figlio il doppio cognome sia che questi provenga da coppia sposata che da coppia di fatto ossia di conviventi. Lo stesso diritto riguarda anche il caso del figlio adottato, al quale è possibile quindi dare il cognome del padre affiancato a quello della madre. La possibilità di attribuzione del doppio cognome è applicabile anche alle nascite avvenute all’estero di figli di cittadini entrambi esclusivamente italiani.

Il doppio cognome potrà essere attribuito, al momento della nascita, quando entrambi i genitori siano d’accordo. L’attribuzione del doppio cognome implica che il cognome della madre viene affiancato a quello del padre (e, quindi, non si sostituisce ad esso). In buona sostanza il figlio porterà i cognomi di entrambi i genitori. Il cognome della madre verrà riportato dopo quello del padre e mai prima. Pertanto, in una coppia di genitori dove il padre si chiama «Mario Rossi» e la madre «Francesca Bianchi», il figlio Antonio potrà chiamarsi o «Antonio Rossi» oppure «Antonio Rossi Bianchi», ma mai «Antonio Bianchi» o «Antonio Bianchi Rossi».

L’accordo dei genitori di dotare il figlio del doppio cognome deve essere dichiarato verbalmente all’ufficiale di Stato. Non è necessario alcun documento per dimostrare tale accordo tra i genitori: basta la semplice dichiarazione di nascita, anche nel caso in cui venga resa (in caso di coppia sposata) da uno solo dei genitori. Quindi, nell’ipotesi in cui sia il padre a “registrare” il figlio in Comune dopo la nascita, egli potrà farsi portavoce dell’accordo con la madre e chiedere il doppio cognome, anche senza bisogno di portare uno scritto che certifichi tale intesa. Del resto è quanto già avviene per il nome del bambino: esso viene registrato sulla base della presunzione che la dichiarazione paterna (quando sia questi a recarsi all’anagrafe da solo) sia il frutto di una scelta condivisa con la madre.

Nel caso in cui i genitori abbiano un cognome composto da più elementi lo potranno trasmettere al figlio, sempre se si accorderanno per il doppio cognome, esclusivamente nella sua interezza.

La possibilità di dare al figlio il cognome del padre e della madre riguarda solo le nascite successive alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della sentenza della Corte Costituzionale. Inoltre la scelta deve essere fatta al momento della registrazione della nascita del figlio in Comune; non è possibile farla in un secondo momento. In caso di tardivi ripensamenti bisognerà ricorrere procedure ordinarie di modificazione del cognome che abbiamo descritto nell’articolo Come aggiungere il cognome della madre a quello del padre [3].

note

[1] C. Cost. sent. n. 286/2016.

[2] Ministero Interno circolare n. 7 del 14.06.2017.

[3] Artt. 89 ss. d.P.R. n. 396/2000.

Autore immagine: 123rf com

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