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Cos’è il termine e quando inserirlo in contratto

21 giugno 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 giugno 2017



Con la previsione di un termine, le parti danno rilevanza giuridica a una specifica esigenza che riguarda il momento in cui il contratto deve produrre effetti.

Abbiamo già parlato degli elementi non essenziali del contratto con rifermento alla condizione. In questo articolo ci occupiamo invece del termine, che può essere iniziale o finale, e che serve evidentemente per individuare il tempo in cui il contratto deve produrre effetti. Vediamo come funziona il termine di un contratto e quando prevederlo.

Cos’è il termine?

Al pari della condizione, il termine è un elemento eventuale del contratto (tecnicamente chiamato accidentale), cioè un elemento la cui previsione è rimessa alla libera volontà delle parti. In mancanza, il contratto è valido e produce i suoi effetti, generalmente dal giorno in cui viene firmato dalle parti.

I contraenti sono quindi liberi di prevedere un termine, con lo scopo di adeguare le regole contrattuali alla loro situazione concreta.

Ecco un esempio di termine contrattuale che a tutti sarà capitato di concordare: quando prenotiamo un albergo per le vacanze, indichiamo sempre la data di inizio (termine iniziale del contratto di albergo) e la data di conclusione del soggiorno (termine finale del contratto di albergo).

In cosa consiste il termine inserito in contratto?

Il termine viene definito di efficacia, in quanto le parti lo impiegano per regolare gli effetti del contratto.

Per distinguerlo dalla condizione, deve trattarsi di un evento:

  • futuro, rispetto alla data di conclusione del contratto. Il momento in cui l’evento si verificherà potrebbe anche non essere stabilito dalle parti, ma potrebbe dipendere da fattori esterni;
  • certo, ovvero le parti devono essere certe che l’evento si realizzerà (pur non sapendo in quale data di preciso). Questo secondo aspetto è proprio quello che caratterizza il termine.

Facciamo un esempio.

Il termine è un evento futuro e certo

Se come termine indichiamo la morte di una determinata persona, poiché la morte è un evento certo (anche se non si conosce a priori la data), ci troveremo di fronte a un termine.

Se invece facciamo riferimento al conseguimento della laurea di una persona, ci troveremo di fronte ad una condizione e non ad un termine, poiché l’evento – la laurea – potrebbe anche non verificarsi mai.

Il termine è quasi sempre rimesso alla volontà delle parti. Talvolta è però la stessa legge a prevederlo (ad esempio per la locazione, che può avere una durata massima di trenta anni).

Che funzione ha il termine per il contratto?

Con riguardo alla sua funzione, il termine si distingue in iniziale e finale. In ogni caso il termine non ha efficacia retroattiva.

Termine iniziale

Con questo tipo di clausola contrattuale le parti indicano il momento a partire dal quale il contratto, che già è vincolante, produrrà i suoi effetti. Ad esempio, si stabilisce che la locazione avrà inizio a partire dal mese successivo a quello di stipula del contratto.

Termine finale

Con il termine finale invece le parti si accordano sul momento in cui il contratto dovrà smettere di produrre effetti. Tale previsione ha quindi la funzione di stabilire la cessazione del vincolo contrattuale. Per restare all’esempio della locazione, è finale il termine con cui si stabilisce che il contratto avrà effetto fino al 31 dicembre 2020.

Che caratteristiche deve avere il termine?

Per essere valido e vincolante per le parti del contratto, il termine deve rispondere ai seguenti requisiti:

  • deve essere determinato o determinabile. Se dico che il contratto avrà effetto alla morte di mio zio, e ho dieci zii, non sarà mai possibile individuare il termine;
  • lecito, quindi rispettoso delle norme dell’ordinamento (è illecito il termine di una locazione con durata superiore a trenta anni);
  • possibile. Va da sé che è impossibile il termine che fa riferimento a una data che non esiste, tipo al giorno 32 gennaio.

Termine di adempimento del contratto

Fino ad ora abbiamo parlato del termine di efficacia del contratto, da non confondere con il termine di adempimento. Questa seconda previsione contrattuale indica solo il momento in cui devono essere eseguite le prestazioni delle parti del contratto.

Se ad esempio viene concluso un contratto di locazione, che ha effetto immediato dalla data della sua sottoscrizione, le date in cui andranno pagati i canoni (tipo il giorno 5 di ogni mese) saranno termini di adempimento, e non di efficacia.

Per quali atti si può prevedere un termine?

Come per la condizione, le parti possono prevedere un termine solo per i negozi che hanno ad oggetto rapporti economici.

Diversamente, per gli atti che hanno natura personale, non è possibile regolare gli effetti con la previsione di un termine, perché l’efficacia di questi atti è rigidamente disciplinata dalla legge.

Quindi non si può mettere un termine per:

  • matrimonio;
  • riconoscimento di figlio naturale;
  • accettazione di eredità;
  • rinuncia all’eredità;
  • nomina di un erede.
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