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I diritti del cattivo pagatore

20 giugno 2017


I diritti del cattivo pagatore

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 giugno 2017



Esistono numerose norme che tutelano il debitore e impongono al creditore, prima di avviare le azioni legali o segnalare il cattivo pagatore nelle centrali, di inviargli un preavviso scritto.

Anche chi non paga una bolletta, il condominio o una rata alla banca ha dei diritti. Anzi, sembrerebbe quasi che ne abbia più del creditore il quale può, tutt’al più, procedere in tribunale dopo aver diffidato il debitore e atteso i tempi della giustizia. Che quasi mai sono celeri. La legge riconosce l’esistenza dei diritti del cattivo pagatore come forma di garanzia della persona umana, per sottrarla all’arbitrio e al capriccio del creditore al quale è impedito usare pressioni psicologiche o restrizioni di qualsiasi tipo non proporzionate al diritto fatto valere. Ed anche se il codice civile stabilisce che chi contrae un debito risponde dell’obbligazione con tutto il proprio patrimonio presente e futuro, esistono una serie di diritti del debitore che val la pena ricordare. Il primo tra tutti nei confronti delle banche, come ricorda una recente ordinanza della Cassazione [1]. Ma procediamo con ordine e vediamo, più nel dettaglio, quali sono i diritti del cattivo pagatore.

I diritti del cattivo pagatore verso la banca

Che succede se non si paga la rata del mutuo?

Il semplice ritardo di qualche giorno nel pagamento di una rata del mutuo non implica particolari conseguenze. La banca può sollecitare il debitore, ma non può agire nei suoi confronti o segnalarlo alla centrale rischi. Il mutuatario si considera moroso solo dopo il 30° giorno di ritardo. In altri termini bisogna saltare almeno un mese. In tal caso l’istituto di credito può avviare gli atti esecutivi con il precetto e il pignoramento (in realtà la procedura è molto più lunga). Dopo 180 giorni di mora la banca può decidere di risolvere il contratto e chiedere l’immediata restituzione dell’intero debito. Per maggiori dettagli su questo argomento leggi Se non paghi la rata del mutuo alla banca che succede?

L’avviso prima della segnalazione alla Centrale rischi

Prima dell’iscrizione del moroso nelle “black list” come la Centrale Rischi della Banca  o i Sic privati come Crif, è necessario il preavviso al cattivo pagatore.

Poiché la segnalazione è illegittima se la banca non riesce a fornire la prova della spedizione è bene che questa venga inviata con raccomandata a.r. Dunque, la banca o la finanziaria che intende segnalare il nome di un cattivo pagatore alle centrali deve prima spedirgli l’avviso presso il proprio domicilio. A dirlo è la Cassazione con una recente ordinanza [1].

Chi ha letto la nostra guida su Come difendersi dalle segnalazioni della banca saprà già che, in caso di mancato preavviso, il debitore moroso può rivolgersi al tribunale con un ricorso in via d’urgenza oppure può fare un reclamo scritto alla propria banca e, se non riceve risposta entro 30 giorni, può rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario (Abf). In ogni caso la segnalazione non può conseguire a un semplice ritardo che non desta allarmi di insolvenza o di scarsa liquidità del debitore.

La sentenza ha un importante valore pratico nell’ambito dei diritti del debitore atteso che assai spesso gli avvisi sono mandati con posta ordinaria, senza possibilità di prova dell’avvenuto ricevimento.

Sulla base della normativa in materia di protezione dei dati personali, l’intermediario finanziario deve necessariamente inviare l’avviso in via preventiva all’interessato, avvertendolo della «imminente registrazione dei dati» che lo riguardano [2]. Secondo il Codice di regolamentazione dei Sistemi Informativi creditizi, al verificarsi di ritardi nei pagamenti, la banca o la finanziaria – anche nella stessa lettera di sollecito o di diffida – avverte il cliente dell’imminente registrazione del suo nominativo in uno o più sistemi di informazioni creditizie (come Crif). La segnalazione nella banca dati può avvenire non prima di 15 giorni da suddetto avviso.

Non si può segnalare alle banche dati dei cattivi pagatori chi non paga la banca se 15 giorni prima non ha ricevuto un avviso scritto

Con il preavviso il cattivo pagatore è messo in grado di conoscere ciò che si può aspettare se non regolarizza la propria posizione entro il periodo di preavviso.

All’istituto di credito non basta dimostrare la semplice spedizione della lettera: deve anche provare che questa è arrivata presso il domicilio del cattivo pagatore. Si deve trattare del domicilio esatto, per cui se il postino segnala che il destinatario si sia trasferito o sia sconosciuto, l’invio della comunicazione deve essere ripetuto all’indirizzo giusto. Senza tale prova, la segnalazione è illegittima e il debitore moroso può anche chiedere il risarcimento del danno per violazione della privacy.

Morosi in condominio

Tra i diritti del cattivo pagatore vi sono quelli che regolano i suoi rapporti all’interno del condominio. Non c’è solo il fatto che, secondo numerose sentenze, l’amministratore non può distaccare acqua e riscaldamento al moroso, benché il codice civile sembrerebbe attribuirgli questo potere, ma anche il fatto che, prima di procedere nei suoi confronti con un decreto ingiuntivo, è necessario inviargli un avviso: una lettera di diffida da recapitarsi con raccomandata a.r. Senza la messa in mora, infatti, il condominio non può procedere per le vie giudiziarie. Tale è l’orientamento sposato da alcuni giudici (da ultimo il giudice di Pace di Taranto [3]). In questo modo, nel caso in cui l’appartamento sia in affitto e l’inquilino non abbia corrisposto gli oneri di sua competenza all’amministratore o nel caso in cui la casa sia in comproprietà e solo uno dei contitolari vi vive, si dà la possibilità di far sapere anche al proprietario non residente dell’esistenza del debito con il condominio. Dunque, senza la previa lettera di diffida il decreto ingiuntivo sarebbe nullo.

Nullo il decreto ingiuntivo al moroso del condominio che prima non ha ricevuto una diffida scritta

Cattivo pagatore dell’affitto

Un altro punto dolente del recupero crediti è relativo ai rapporti di locazione. Quante volte si sente dire che, in caso di affitto, le norme aiutano il debitore a non pagare! In verità, non è la procedura in tribunale ad essere disegnata male quanto la sua esecuzione pratica, ossia quella dello sfratto a mezzo dell’ufficiale giudiziario, che può durare anche diverso tempo. C’è da dire, tuttavia, che lo sfratto deve rispettare una serie di diritti del debitore come:

  • il diritto di non essere sfrattato se il ritardo non è di almeno 20 giorni;
  • il diritto di pagare fino all’udienza di convalida di sfratto, evitando così lo sfratto;
  • il diritto, all’udienza di convalida di sfratto, di chiedere ulteriori 90 giorni per poter recuperare i soldi e pagare.

Lo sfratto può essere notificato non prima di 20 giorni di ritardo nel pagamento del canone di affitto

Cattivo pagatore e società di recupero crediti

Forse la maggiore lista di diritti del cattivo pagatore riguarda i rapporti tra questi e le società di recupero crediti. Tra i vari diritti – che abbiamo elencato analiticamente nell’articolo Società di recupero crediti: come difendersi – vi rientra:

  • il dovere dell’operatore di identificarsi con nome e cognome, rendere visibile il numero da cui chiama, indicare la società per cui sta chiamando, non vantare titoli inesistenti, non chiamare ad orari irragionevoli o con frequenza superiore al dovuto;
  • il divieto per l’operatore telefonico di registrare la telefonata senza il consenso del debitore o di ricercare il numero di telefono di questi chiedendo ad altre persone dello stesso stabile;
  • il divieto di usare mezzi violenti, minacce o prospettare conseguenze giuridiche in realtà non vere per il caso di protratto inadempimento;
  • non richiedere il pagamento di debiti prescritti.

note

[1] Cass. ord. n. 14685/17 del 13.06.2017.

[2] Così dispone l’articolo 4, comma 7, del provvedimento del Garante Privacy, n. 8 del 16 novembre 2004 (Codice di deontologia e di buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti).

[3] Gdp Taranto sent. del 1.03.2016.

Autore immagine: 123rf com

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