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Rumore del treno: diritto al risarcimento?

23 Giugno 2017 | Autore:
Rumore del treno: diritto al risarcimento?

Per capire se chi vive vicino a una stazione ha diritto al risarcimento per il rumore provocato dai treni bisogna valutare le caratteristiche della zona e le abitudini degli abitanti.

Nel caso di rumori in condominio, se il chiasso e il baccano è quello del vicino di casa o dell’inquilino del piano di sopra che, in piena notte, sposta mobili la prima cosa che viene in mente è chiedere i danni. Ma se il rumore è quello del treno si ha diritto a un risarcimento? Pensiamo a un soggetto che abita in prossimità di una stazione ferroviaria costretto a fare i conti, soprattutto di notte, con lo stridio delle ruote sui binari e con il suono delle sirene che annuncia l’arrivo del convoglio. Secondo il Tribunale di Lecce [1] bisogna valutare la situazione ambientale, variabile da luogo a luogo, secondo le caratteristiche della zona e delle abitudini degli abitanti e non si può prescindere dalla rumorosità di fondo di quella stessa zona sulla quale vanno ad innestarsi rumori come immissioni abnormi (quelle dei treni).

Bisogna considerare i rumori di fondo di una certa zona

Come capire se un rumore è molesto?

Ciò significa che non c’è un criterio assoluto per stabilire se il rumore del treno è fastidioso tanto da determinare il diritto al risarcimento. Sarà il giudice a valutare caso per caso, in base alle circostanze del caso concreto. E, come si diceva, occorre tenere conto della rumorosità della zona e delle abitudini degli abitanti considerando il fatto che sia un’area particolarmente trafficata, magari di tipo industriale o pedonale, ecc.

Per intenderci, se la stazione ferroviaria in questione si trovasse in aperta campagna il rumore provocato dai treni in transito sarebbe ancor più intollerabile di quanto non fosse in città dove lo stesso potrebbe essere coperto da altri rumori collegati alla routine della metropoli. Lo stesso se si trovasse in una zona residenziale piuttosto che un un’area industriale.

Ciò significa che il criterio di riferimento deve essere costituito dalla rumorosità tipica di un’area a cui si aggiungono i rumori denunciati come abnormi. Il parametro di base deve essere quello dell’uomo medio: in pratica, né quello particolarmente delicato, né quello che ama la confusione, né quello con l’orecchio superfino, né quello un po’ a corto di udito.

Come provare che un rumore è intollerabile?

Per capire, poi, se il rumore del treno supera la cosiddetta soglia della normale tollerabilità, generalmente il giudice nomina un perito che calcola il livello dei decibel raggiunto, anche tenendo conto delle normative locali. Molto utili sono anche eventuali testimoni.

È chiaro che se, sulla base di questi dati, il giudice si rende conto che il rumore è tollerabile secondo la legge ma intollerabile per le caratteristiche e le abitudini delle persone stabilirà comunque il loro diritto al risarcimento tenendo conto che la salute è l’interesse prioritario da considerare.


note

[1] Trib. Lecce sent. n. 611 dello 08.02.2016.


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