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Come calcolare il costo di una causa di separazione?

24 Giugno 2017
Come calcolare il costo di una causa di separazione?

Come si fa a calcolare l’ammontare di una causa di separazione giudiziale e per giudizio di merito in modo di poter definire gli onorari degli avvocati?

Le competenze degli avvocati sono state da ultimo regolate dal Decreto del Ministero della Giustizia n. 55 del 10/03/2014, con le allegate tabelle in cui sono riportati i compensi dovuti a seconda del valore o della materia trattata per ogni fase del giudizio con l’indicazione di valori minimi medi e massimi. La determinazione del valore della causa, dunque, è fondamentale per stabilire quale tabella e, quindi, quali compensi sono dovuti all’avvocato.

Ebbene, nella liquidazione dei compensi a carico del cliente si ha riguardo al valore corrispondente all’entità della domanda. In particolare, nelle cause davanti agli organi di giustizia, per la liquidazione a carico del cliente, si ha riguardo all’entità economica dell’interesse sostanziale che il cliente intende perseguire. Qualora, invece, il valore effettivo della controversia non risulti determinabile mediante l’applicazione dei criteri sopra enunciati, la stessa si considererà di valore indeterminabile. È questo il caso di una causa di separazione giudiziale.

La separazione giudiziale è una controversia di valore indeterminabile in quanto oggetto della controversia è il rapporto coniugale e non le questioni economiche ad esso collegate. Le questioni relative alla determinazione dell’assegno di mantenimento e all’assegnazione della casa coniugale sono funzionali alle decisione sulla sospensione o scioglimento del rapporto di coniugio e trovano idonea remunerazione negli scaglioni di riferimento previsti per le cause di valore indeterminabile. Le questioni patrimoniali, infatti, non costituiscono l’oggetto principale della causa se non sono addirittura inammissibili in sede di separazione e divorzio giudiziale.

Per le cause di valore indeterminabile i compensi sono rapportati dalla legge a quelli previsti per le controversie di valore non inferiore a 26.000,00 euro e non superiore a 260.000,00 euro, tenuto conto dell’oggetto e della complessità della controversia.

Ciò detto, andrà verificata di volta in volta la complessità della causa o la semplicità della stessa, anche in relazione alle questioni trattate sia dal punto di vista familiare sia dal punto di vista patrimoniale. All’interno dello scaglione come sopra individuato, pertanto, spetterà alle parti (cliente ed avvocato) concordare il compenso più adeguato spaziando tra il minimo ed il massimo ivi previsto.

Qualora la causa di valore indeterminabile risulti di particolare importanza per lo specifico oggetto, il numero e la complessità delle questioni giuridiche trattate, e la rilevanza degli effetti ovvero dei risultati utili, anche di carattere non patrimoniale, il suo valore si considera di regola e a questi fini entro lo scaglione che va fino a 520.000,00 euro. Questa generica previsione del legislatore, tuttavia, non si può applicare solo in casi eccezionali ad una separazione giudiziale.

Infine, a prescindere dai criteri di riferimento di cui sopra, previsti dalla legge soprattutto per il caso in cui il cliente e l’avvocato non abbiano preventivamente pattuito il compenso di quest’ultimo per l’opera prestata, è facoltà delle parti (cliente e avvocato) pattuire per iscritto il compenso anche discostandosi dai parametri sopra evidenziati.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Salvatore Cerino



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1 Commento

  1. Salve
    Causa di divorzio giudiziale.
    Nessuna abitazione.
    Il figlio vive con me (padre) da 8 anni, affidamento congiunto
    – Incontro dall’avvocato di un’ora
    – Udienza preliminare (mezz’oretta), il giudice affida il tutto agli assistenti sociali, che stabiliscono che il figlio sta bene con me. L’avvocato di fatto si trova semplicemente con la “sentenza” scritta dagli assistenti sociali…
    – Seconda udienza (un’oretta). la controparte si presenta senza avvocato e accetta quello che hanno stabilito gli assistenti sociali: il figlio resta con me. Io non chiedo un € alla madre per il figlio, il giudice stabilisce che divideremo le spese straordinarie del figlio
    Sono partito con gratuito patrocinio (per crescere mio figlio ho dovuto rinunciare a buona parte del mio lavoro…), ma poi ho perso il gratuito patrocinio per aumentato reddito (e meglio così da una parte)
    L’avvocato si è sempre rifiutato di farmi un preventivo, che gli ho chiesto per 3 volte (la prima volta prima della prima udienza)
    Quanto è il giusto compenso per l’avvocato? Devo segnalare all’ordine il fatto che si sia sempre rifiutato di farmi un preventivo, per poi rispondermi “allora devi rimboccarti le maniche” quando gli ho detto che avevo perso il gratuito patrocinio?
    Mi è sembrato decisamente poco professionale (e ha lavorato davvero poco per la causa, in quanto il lavoro l’hanno fatto gli assistenti sociali)
    Ad ogni richiesta di preventivo la risposta era “ci metteremo d’accordo”, e infatti alla fine ha chiesto e preteso una cifra stabilita da lui
    Grazie

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