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Presto: come si pagano e si attivano i nuovi voucher

21 giugno 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 giugno 2017



Prestazione di lavoro occasionale: quali sono gli adempimenti necessari per attivare il contratto, come viene pagato il lavoratore.

Sono chiamati i nuovi voucher, anche se non sono dei ticket, ma dei veri e propri contratti di lavoro: stiamo parlando dei cosiddetti presto, acronimo che sta per prestazione di lavoro occasionale [1].

Attraverso questi contratti, sarà possibile (non per tutti) retribuire i lavoratori occasionali: i limiti previsti dalla normativa, però, come il numero massimo di giornate di lavoro ed il compenso massimo, sono molto più stringenti rispetto a quelli previsti per i voucher.

La procedura di registrazione e di attivazione del rapporto di lavoro, invece, è molto simile a quella che doveva essere utilizzata per i vecchi buoni.

Facciamo, allora, un breve punto della situazione, per capire come funzionano i presto, come si attiva il contratto e in quale modo è pagato il lavoratore.

Presto: registrazione e attivazione del contratto

Per poter attivare una prestazione occasionale, è innanzitutto necessario che committente e lavoratore si registrino, con le loro credenziali, all’interno del portale Inps.

Si accede, poi, a un’apposita piattaforma telematica, nella quale il committente dovrà attivare la prestazione inserendo un’apposita comunicazione.

La comunicazione deve essere inviata, attraverso la piattaforma Inps, almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione; è possibile avvalersi anche dell’aiuto di un intermediario (compresi i consulenti del lavoro) o attivare il contratto attraverso i servizi del contact center Inps-Inail.

La comunicazione deve contenere:

  • i dati anagrafici e identificativi del prestatore;
  • il luogo di svolgimento della prestazione;
  • l’oggetto, la data e l’ora di inizio e di termine della prestazione;
  • il compenso pattuito.

L’attivazione della prestazione è notificata al prestatore di lavoro direttamente dall’Inps, tramite sms o posta elettronica.

Se la prestazione non viene resa, il datore di lavoro ha 3 giorni per comunicarlo all’Inps; in caso contrario, l’Inps effettua comunque i pagamenti.

Presto: il pagamento della prestazione

A proposito del pagamento della prestazione (è previsto un compenso netto per il lavoratore pari a 9 euro l’ora), questo viene effettuato dall’Inps entro il 15 del mese successivo a quello in cui è stata svolta l’attività lavorativa. Il pagamento avviene direttamente nel conto corrente indicato dal lavoratore; in mancanza, avviene tramite bonifico domiciliato alle Poste.

Il committente è tenuto a pagare la prestazione utilizzando il modello F24, senza, però, poter compensare eventuali crediti contributivi o fiscali. Non è invece possibile effettuare pagamenti presso le tabaccherie acquistando carnet di buoni, come avveniva con i vecchi voucher.

Presto: chi può utilizzarli e quando

Ricordiamo che, perché possano essere utilizzati i presto, bisogna rispettare diversi limiti:

  • l’impresa utilizzatrice, o il professionista, non deve superare i 5 addetti;
  • l’impresa non deve appartenere al settore edile e non deve svolgere attività pericolose (come attività nelle cave e nelle miniere);
  • l’utilizzatore non deve essere coinvolto nell’esecuzione di appalti di opere o servizi;
  • l’utilizzatore non deve aver avuto, con lo stesso lavoratore, da meno di sei mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa;
  • il compenso derivante dalla prestazione del singolo lavoratore non deve oltrepassare i 2500 euro annui;
  • i compensi complessivi derivanti dai Presto non devono superare i 5000 euro annui (il tetto sale a 6250 euro, se la prestazione è resa da pensionati, giovani con meno di 25 anni purché iscritti a scuola o università, disoccupati, percettori di sussidi a sostegno del reddito);
  • la singola prestazione non deve superare le 4 ore continuative;
  • il compenso per singola prestazione non deve essere inferiore a 36 euro;
  • non bisogna superare il tetto massimo di 280 ore annue.

Il lavoratore con contratto di prestazione occasionale ha inoltre diritto al riposo giornaliero, alle pause e ai riposi settimanali

note

[1] Art. 54 bis D.L. 50/2017.

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1 Commento

  1. Buon giorno, se nel 2017 con i “vecchi voucher” ho già avuto 1000 euro netti di guadagni, il tetto dei nuovi voucher li considera? Quindi mi rimangono 4000 euro di nuovi voucher?

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