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News Tassa Airbnb: ancora nessun pagamento

News Pubblicato il 21 giugno 2017

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> News Pubblicato il 21 giugno 2017

Non è ancora operativa la ritenuta del 21% che dovrebbe essere applicata dagli intermediari per gli affitti brevi.

La Tassa Airbnb, o meglio la possibilità di utilizzare la cedolare secca del 21% per gli affitti brevi è già operativa, la ritenuta d’acconto da parte degli intermediari no.

Manca, difatti, l’apposito provvedimento del direttore dell’agenzia delle entrate, che deve stabilire le disposizioni di attuazione necessarie per l’applicazione di questa nuova ritenuta: c’è ancora tempo, è vero, per l’emanazione del provvedimento, precisamente entro il prossimo 23 luglio, ma, nel mentre, l’incertezza, per chi affitta, regna sovrana.

Cerchiamo allora di fare un breve punto della situazione per capire che cos’è la Tassa Airbnb, chi è obbligato a pagarla e come deve essere versata, posto che la normativa attuativa potrebbe apportare degli ulteriori cambiamenti.

Tassa Airbnb: che cos’è e come funziona

In primo luogo, bisogna chiarire che la tassa sugli affitti brevi è sempre esistita e non si tratta di una novità assoluta: in buona sostanza, anche se quando si affitta un appartamento per un breve periodo (sotto i 30 giorni) e il contratto non deve essere registrato presso l’Agenzia delle entrate, le imposte sul canone vanno pagate comunque; bisogna, difatti, dichiarare i canoni percepiti nel quadro fabbricati della dichiarazione dei redditi.

Lo stesso vale per chi, oltre alla disponibilità dell’alloggio, offre ulteriori servizi, come i bed and breakfast: anche se, per la maggior parte di questi soggetti, non è necessaria l’apertura della partita Iva, i compensi ricevuti vanno esposti nel quadro redditi diversi della dichiarazione.

Grazie alla manovrina, si ha la possibilità di non sommare questi redditi, nella dichiarazione, agli altri redditi imponibili, ma è possibile utilizzare una tassazione separata del 21%, la cedolare secca, in passato valida soltanto per alcune tipologie di affitto. Questa disposizione è già operativa dal 1° giugno 2017.

Assieme a questa possibilità, poi, è stato previsto l’obbligo, per gli intermediari che incassano i canoni o i compensi al posto dei titolari, come Airbnb, di effettuare una ritenuta del 21% sulle somme da riversare a questi ultimi: da qui, il nome Tassa Airbnb.

Tassa Airbnb: come sarà applicata la ritenuta

In parole semplici, la ritenuta dovrebbe funzionare in questo modo:

  • l’intermediario, che può essere non solo un portale web, ma anche un’agenzia o un privato, incassa il canone di affitto breve, o il compenso per il soggiorno, al posto del titolare (proprietario dell’appartamento, del b&b, etc.);
  • prima di riversare il canone o il compenso, applica la ritenuta del 21%, quindi versa al titolare la somma già al netto della trattenuta;
  • versa poi, con modalità da stabilirsi, la ritenuta all’erario;
  • certifica al cliente i compensi versati e le trattenute effettuate.

L’intermediario dovrà poi comunicare tutti i contratti conclusi per suo tramite: dal tenore della norma sembrerebbe, dunque, che l’obbligo di comunicazione sia esteso anche a quei contratti per i quali l’intermediario non incassa canoni e compensi, ma si occupa soltanto delle prenotazioni.

Certamente, diversi aspetti sono ancora da chiarire, e per conoscere con esattezza tutti i nuovi obblighi bisogna attendere il provvedimento dell’Agenzia delle entrate. Tuttavia, la norma sicuramente riuscirà nel suo intento di “fare piazza pulita”, ossia di bloccare, quasi completamente, l’evasione nel settore dell’ospitalità.


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2 Commenti

  1. Salve, mi sono accorto che in questi giorni Airbnb ha cambiato i Termini del servizio, che sono comunque consultabili online, e in questa nuova versione è specificato in più parti che non hanno alcuna intenzione di pagare la cedolare secca, tanto da sotto intendere di non essere soggetti attivi della norma appena convertita. Ad esempio nel punto 1.2 enuncia: ” Airbnb non è e non diventa parte o partecipa altrimenti ad alcun rapporto contrattuale tra i Membri, né è un agente immobiliare o un assicuratore. ” e ancora “….riconosci e accetti che il tuo rapporto con Airbnb è unicamente quello di un contraente terzo indipendente e non quello di dipendente, agente, joint-venturer o partner di Airbnb…”.
    Penso che questa norma, così formulata non porterà a casa nessun risultato.

  2. Sono Agenti Immobiliari a tutti gli effetti, perchè percepiscono un compenso, quindi una provvigione da ambe le parti. Tutti parlano di questo 21%, ma si può sapere quale sarà la base imponibile? Se il proprietario comunica € 500 a settimana e tu Portale affitti al cliente € 1000, il 21% si deve pagare su € 1000 e non su € 500, perchè se così non fosse è molto facile raggirare la regola del 21% !!!!!

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