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Lo sai che? Precetto: se manca la data di notifica del titolo è nullo?

Lo sai che? Pubblicato il 21 giugno 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 21 giugno 2017

Se nell’atto di precetto manca la data di notifica del titolo esecutivo (sentenza, decreto ingiuntivo, ecc.), ma la stessa si può evincere dal contesto dell’atto, non c’è nullità.

L’atto di precetto che non indica la data di notifica del titolo esecutivo (se ovviamente avvenuta prima) è nullo, a meno che tale data non possa desumersi in modo certo da altri elementi contenuti nell’atto. È il caso, ad esempio, di un «precetto in rinnovazione» nel quale – questa volta sì – era correttamente indicata la data di notifica del titolo. Lo chiarisce la Cassazione con una ordinanza depositata ieri [1]. Secondo la Corte, la mancata indicazione della data di notifica del titolo esecutivo – come ad esempio la sentenza di condanna o il decreto ingiuntivo – non comporta automaticamente e sempre la nullità del precetto se, «dal contenuto complessivo, sia consentito identificare senza incertezza il titolo esecutivo e la sua avvenuta notifica, precedente alla notifica del precetto stesso, al fine di consentire al debitore esecutato di poter provvedere spontaneamente al pagamento dell’importo precettato».

L’orientamento non è nuovo. Già in passato la giurisprudenza di legittimità [2] aveva sposato la medesima interpretazione, stabilendo che in mancanza dell’indicazione della data di notificazione del titolo esecutivo, se avvenuta prima della notificazione del precetto, il precetto è nullo a meno che il dato possa ricavarsi da altre indicazioni contenute nel precetto stesso.

La vicenda

Nel caso più di recente esaminato, un precetto era stato notificato «in rinnovazione di un precedente precetto e conteneva una precisa indicazione degli estremi della sentenza di condanna sulla base della quale sia il primo che il secondo precetto erano stati intimati»; in quella occasione la sentenza era stata notificata insieme al primo precetto. La mancanza di «un’esplicita indicazione» della data di notifica era pertanto «supplibile in quanto si poteva pienamente evincere dal contesto dell’atto, e da quest’ultimo si poteva evincere la decorrenza del termine per provvedere allo spontaneo pagamento del debito evitando l’esecuzione».

 Il precetto in rinnovazione non deve indicare sempre la data di notifica del titolo

Questo significa che tutte le volte in cui si notifica un precetto in rinnovazione di uno precedente non c’è bisogno di indicare la data di notifica del titolo se comunque ci sono tutti i riferimenti al primo e si fa menzione del fatto che, in precedenza, era stata già notificata tanto la sentenza quanto il precetto.

Per sintetizzare, la mancata indicazione della data di notifica del titolo esecutivo non produce, di per sé, la nullità del precetto, laddove si riesca a identificare il titolo da un precedente precetto.

Gli altri elementi essenziali del precetto

Quanto agli altri elementi che il precetto deve indicare, bisogna altresì ricordare:

  • il titolo esecutivo: in mancanza, il precetto è nullo salvo che detto titolo possa comunque essere individuato attraverso le altre indicazioni contenute nel precetto [3];
  • trascrizione integrale del titolo esecutivo solo nei seguenti casi di legge: a) scritture private autenticate, b) titolo cambiario, c) assegno, d) accordi di mediazione, e) accordi di negoziazione assistita da uno o più avvocati: in mancanza il precetto è nullo;
  • menzione dell’apposizione della formula esecutiva e della data in cui ciò è avvenuto.

note

[1] Cass. ord. n. 15316/17 del 20.06.2017.

[3] Cass. sent. n. 3321/92.

[3] Cass. sent. n. 25433/14.


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