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Il sindaco può vietare di portare i cani al parco?

22 giugno 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 giugno 2017



I cani possono entrare nelle aree verdi del nostro comune? Quando un eventuale divieto è illegittimo?

Il sindaco può vietare di portare i cani al parco? La risposta del tribunale amministrativo è negativa. Quanto meno, il divieto non può essere basato sulla presenza di escrementi canini che, secondo i giudici, non configurano un grave pericolo per la salute pubblica. La normativa sull’accesso dei cani nei luoghi pubblici e aperti al pubblico è rimessa alle leggi regionali e ai regolamenti comunali. In linea generale l’accesso è consentito, ma le amministrazioni locali possono stabilire dei divieti (purché sensati). I giudici hanno più volte annullato ordinanze sindacali che vietavano agli animali di entrare nelle aree verdi.

La sentenza del Tar

Il Tar Toscana, con una recente sentenza, ha dichiarato illegittima un’ordinanza sindacale che vietava ai cittadini di portare i cani al parco pubblico. Il provvedimento veniva giustificato da ragioni di carattere sanitario e igienico, attesa la presenza di escrementi che, secondo l’amministrazione comunale, compromettevano la salute collettiva. Secondo i giudici, tuttavia, la presenza delle deiezioni canine non configura un ingente pericolo sanitario per i cittadini, tale da giustificare un divieto assoluto di portare i cani al parco. Vediamo perché.

Le motivazioni del Tar

Il Testo unico degli enti locali permette al sindaco di emanare ordinanze contingibili e urgenti per fronteggiare «emergenze sanitarie o di igiene pubblica». Si tratta quindi di un potere eccezionale garantito dalla legge, che presuppone però un grave pericolo per la salute collettiva. In considerazione di ciò, dunque, il sindaco può emanare provvedimenti necessari per affrontare una straordinaria situazione di emergenza (l’ordinanza ha quindi, inevitabilmente, un’efficacia temporale limitata).

Ora, secondo il Tar Toscana la presenza di escrementi canini non configura un pericolo ingente per la salute e l’igiene pubblica. Di conseguenza, il primo cittadino non è legittimato ad emanare un’ordinanza del genere. La motivazione per vietare ai cani di accedere al parco cittadino non può certo fondarsi sulla presenza di deiezioni. Anche con riferimento al caso di specie, inoltre, va ricordato che la regione Toscana consente «l’accesso dei cani a tutte le aree pubbliche e di uso pubblico, compresi i giardini, i parchi e le spiagge» [2], purché muniti di guinzaglio o museruola.

Cosa dice la legge

La normativa riguardante l’accesso dei cani nei luoghi pubblici non è chiara. A livello statale esiste solo una norma riguardante la procedura da seguire, da parte dei sindaci, per prevenire la diffusione della rabbia. In particolare, il legislatore nazionale impone al primo cittadino di prescrivere l’obbligo del guinzaglio o della museruola per i cani condotti nei luoghi pubblici, in quelli aperti al pubblico (bar, ristoranti, ecc.) e sui mezzi di trasporto. In sostanza, però, la disciplina riguardante l’accesso dei cani nei luoghi pubblici è rimessa alle leggi regionali e ai regolamenti comunali. Per scoprire quali sono le regole per l’accesso dei nostri amici al parco, quindi, informarsi preventivamente sulle scelte effettuate in merito dalle amministrazioni locali. Il risultato complessivo, se si guarda il panorama nazionale, è quello di una normativa caotica, inevitabilmente soggetta a variazione in ogni zona del Paese.

Cosa dice la giurisprudenza

Se dal punto di vista normativo non ci sono grandi certezze, la giurisprudenza ormai da anni tende a favorire il diritto dei nostri amici ad accedere alle aree pubbliche. Nel corso degli anni, infatti, i vari tribunali amministrativi regionali hanno annullato molte ordinanze comunali che limitavano l’entrata dei cani, ad esempio, nelle aree verdi [3]. In alcuni casi, infatti, erano state emesse ordinanze che impediscono l’accesso dei cani nei parchi cittadini, al fine di preservare il decoro e l’igiene collettiva. I giudici amministrativi, però, hanno più volte affermato che provvedimenti di questo tipo vanno considerati eccessivi. L’igiene, l’incolumità e il decoro cittadino possono essere garantiti attraverso precauzioni meno invasive (obbligo di guinzaglio o museruola, irrogazione di multe a chi non raccoglie le deiezioni dei cani). In questo modo viene senz’altro garantito il diritto dei cittadini di passeggiare con i loro amici a quattro zampe, senza per questo mettere a repentaglio le esigenze sanitarie. In ogni caso, la situazione va valutata caso per caso. Ad esempio può ritenersi legittimo il divieto di far accedere cani senza guinzaglio alle aree di gioco per i bambini.

Cosa fare per portare i cani al parco

In sostanza, quindi, prima di portare i cani al parco meglio informarsi prima sulla normativa comunale in vigore. In ogni caso bisogna evitare di uscire senza guinzaglio e senza museruola (la legge impone l’obbligo di un guinzaglio di lunghezza non superiore a 1,50 m e di «portare con sé una museruola, rigida o morbida, da applicare al caso in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali o su richiesta delle autorità competenti» [4]). Occorre inoltre evitare di lasciare libero il nostro amico ove possano astrattamente configurarsi situazioni di pericolo (ad esempio nelle aree destinate ai bambini). Raccogliere poi sempre gli escrementi dei nostri compagni: in questo modo da un lato eviteremo la multa, dall’altro «convinceremo» l’amministrazione comunale a non vietare ai cani l’accesso alle aree pubbliche.

note

[1] Tar Toscana, sent. n. 694/2017 del 16/05/2017.

[2] Art. 19 L.R. Toscana. n. 39/2009.

[3] Tar Lazio, sent. n. 5836/2016 del 17.05.2016; Tar Basilicata, sent. n. 611/2013 del 17/10/2013; Tar Sardegna, sent. n. 1080/2012 del 30/11/2012.

[4] Ordinanza del Ministero della salute del 6/08/2013.

Autore immagine: Pixabay

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