Diritto e Fisco | Articoli

Multa: che fare se il Prefetto rigetta il ricorso


Multa: che fare se il Prefetto rigetta il ricorso

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 giugno 2017



L’ordinanza ingiunzione con cui il Prefetto rigetta il ricorso contro la multa stradale presentata dall’automobilista deve essere motivata. Entro 30 giorni è possibile fare ricorso al giudice di Pace. Alla Prefettura l’onere della prova.

Il tempo dei facili ricorsi contro le multe è finito: l’aumento dei costi della giustizia (con il contributo unificato in prima fila) e il rischio di una condanna alle spese processuali in caso di soccombenza ha reso poco conveniente tentare la “sorte” con il giudice di Pace, almeno per tutte le contravvenzioni che non superano i 200 euro. In alternativa c’è sempre il ricorso al Prefetto che, oltre a non richiedere la necessaria presenza fisica dell’interessato (né tantomeno l’assistenza di un avvocato) è gratuito (si fa in carta semplice, senza bolli e senza tasse, pagando solo il costo della raccomandata). Ma «gratuito» solo in apparenza: difatti se il Prefetto rigetta il ricorso dell’automobilista, emette un’ordinanza di ingiunzione con cui condanna quest’ultimo al pagamento della multa in misura integrale e tale importo è pari quasi al doppio di quello inizialmente intimato con il verbale spedito a casa. E per di più c’è sempre il fatto che il Prefetto non è un organo imparziale e terzo come il giudice, ma è solo il superiore gerarchico di chi ha emesso la multa che, verosimilmente, ha la stessa visione e interviene solo in caso di vizi macroscopici (come nel caso, ad esempio, di notifica della multa oltre i 90 giorni dall’infrazione). Leggi a riguardo il nostro vademecum su multe e ricorsi.

Proprio per questa sua posizione poco equidistante, la legge che disciplina le sanzioni amministrative [1] garantisce la possibilità di fare ricorso al giudice anche contro gli atti del Prefetto e, quindi, anche contro le ordinanze di ingiunzione che hanno rigettato la richiesta di annullamento della multa. In altri termini:

  • chi, ricevendo una multa, fa ricorso al Giudice di Pace ha 30 giorni di tempo per agire; nel caso di rigetto, può solo fare appello e, in ultima istanza, rivolgersi alla Cassazione;
  • chi, ricevendo una multa, fa ricorso al Prefetto ha invece 60 giorni di tempo per spedire il ricorso; nel caso di rigetto può, nei 30 giorni successivi, presentare ricorso al Giudice di Pace e rivolgersi, così, a un organo terzo e imparziale qual è il magistrato.

In definitiva, se hai ricevuto una multa e il Prefetto ha rigettato il tuo ricorso, puoi sempre rivolgerti al Giudice di Pace e tentare il procedimento giudiziale. In questo caso l’azione si svolge non già contro l’organo accertatore che ha elevato la contravvenzione, ma contro la Prefettura stessa. E, sul punto, una interessante sentenza del Tribunale di Roma [2] offre un importante chiarimento spiegando, in caso di multa, che fare se il Prefetto rigetta il ricorso.

Se il Prefetto rigetta il ricorso è sempre possibile rivolgersi al Giudice di Pace entro 30 giorni

Per fare ricorso contro l’ordinanza ingiunzione della Prefettura che ha rigettato la tua richiesta di annullamento della multa devi sapere innanzitutto che puoi riproporre le stesse censure che hai presentato al Prefetto e che questi non ha inteso accogliere. In pratica puoi “copiare e incollare” il ricorso nella parte che riguarda le contestazioni al verbale.

La seconda questione che devi sapere se il Prefetto rigetta il ricorso è che l’ordinanza ingiunzione deve essere motivata. Questo aspetto è essenziale: secondo il Tribunale di Roma, infatti, una generica motivazione, che non chiarisce le ragioni sulla base delle quali non sono stati accolti i motivi di impugnazione dell’automobilista, rende nullo il provvedimento prefettizio di condanna. L’ordinanza ingiunzione di pagamento emessa dalla Prefettura non può essere totalmente sfornita delle indicazioni idonee a comprendere le ragioni sottese al rigetto del ricorso; l’utilizzo di un modello prestampato con una formula stereotipa e seriale, adattabile indistintamente a qualsivoglia ipotesi rigetto di ricorso, impedisce al trasgressore di difendersi e contestare la stessa ordinanza. Quindi, se la motivazione del rigetto è assente o generica, l’automobilista può fare ricorso al giudice di pace e quest’ultimo sarà tenuto ad annullare l’ordinanza e, indirettamente, anche la multa.

La terza questione da sapere se il Prefetto rigetta il ricorso è che, nel giudizio davanti al Giudice di Pace contro l’ordinanza ingiunzione, l’onere della prova sull’esistenza dei presupposti della multa non è a carico del cittadino ma dell’autorità ossia della Prefettura. Ad esempio, se il ricorso sostiene che l’autovelox non è stato oggetto di controllo periodico, spetta all’amministrazione dimostrare il contrario; se il conducente sostiene l’assenza del cartello di avviso di controllo elettronico della velocità, è il Prefetto che deve produrre la documentazione fotografica che ne attesta invece l’esistenza.

Attenzione però: se il giudice dovesse rigettare il ricorso, allora sarebbe tenuto a confermare la multa in misura doppia intimata dal Prefetto e potrebbe anche condannarti alle spese processuali. Allora sì che il conto sarebbe davvero salato.

note

[1] L. n. 689/81.

[2] Trib. Roma, sent. n. 5267/16.

Autore immagine: 123rf com

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI