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Conviene il regime ordinario o regime dei minimi 2017?

20 Gennaio 2017


Conviene il regime ordinario o regime dei minimi 2017?

> Business Pubblicato il 20 Gennaio 2017



Quando si apre una nuova partita IVA è necessario scegliere il regime fiscale. Un consiglio pratico su come calcolarne la convenienza.

Ordinario o forfettario: come si sceglie il regime fiscale da applicare al momento in cui è necessario aprire una nuova partita Iva?

Vediamo i dettagli.

Si può accedere nel 2017 al regime dei super minimi al 5%?

Il regime fiscale di vantaggio dei cosiddetti superminimi, che prevedeva una tassazione al 5% in presenza di un volume di affari massimo di 30mila euro annui, è ormai applicabile solo nel caso in cui la posizione è stata aperta precedentemente alla riforma, dunque sino al 2013. Sulle nuove partite Iva l’unica opzione disponibile è tra il regime ordinario e il regime agevolato forfettario. Vediamo la convenienza della scelta.

Come funziona il regime dei minimi nel 2017?

Nel 2017 il nuovo regime dei minimi prevede una tassazione fissa al 15%. A prima vista questo garantisce un risparmio fiscale. Tuttavia per valutare la convenienza correttamente bisogna tenere presente anche il fatto che l’imponibile è da considerarsi sul 75% del fatturato. Le spese dunque sono determinate forfettariamente al 25%.
Col nuovo regime forfettario, dunque:

  • non è possibile dedurre le spese (che sono appunto predeterminate al 25% del fatturato);
  • non è possibile scaricare l’IVA (perchè non viene applicato neanche sulle fatture in uscita).

Infine con il passaggio dal regime dei minimi a quello forfettario è venuto meno il requisito anagrafico (35 anni).

Esistono requisiti di reddito, però, per passare al regime forfettario. Il limite di 30mila euro previsto precedentemente nei superminimi per tutti, nel caso del nuovo regime forfettario viene modificato a seconda delle categorie di attività esercitata.

Come funziona il regime ordinario

Nel regime ordinario la tassazione determinata è progressiva, secondo le aliquote Irpef previste per quell’anno fiscale.
Da tempo ormai le aliquote sono stabilite nei seguenti scaglioni:

  • 23% per i redditi fino a 15 mila euro;
  • 27% per redditi compresi tra i 15.001 euro e i 28 mila;
  • 38% per redditi compresi tra i 28.001 e i 55 mila euro;
  • 41% per la fascia di reddito che va da 55.001 e i 75 mila euro;
  • 43% per redditi superiori ai 75 mila euro.

Per sapere come si calcola l’imposizione sull’imponibile con regime ordinario ti consigliamo di consultare il nostro approfondimento Come calcolare l’IRPEF: aliquote ed esempio di calcolo.

È conveniente scegliere il regime ordinario nel caso in cui si abbiano molte spese da scaricare e non si abbia un guadagno netto troppo alto.

Cosa conviene scegliere, forfettario o ordinario?

Nella pratica, se l’attività esercitata prevede un reddito massimo per accedere al forfettario pari a 30mila euro, per calcolare la convenienza bisogna stimare se il volume di spesa sarà maggiore di 7.500 euro. Nel caso in cui ciò non accada, il regime forfettario è sempre conveniente.

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