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Nuovi voucher presto per le aziende agricole


> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 giugno 2017



Possibilità di utilizzare il nuovo contratto di prestazione occasionale anche nel settore agricolo.

 

Il divieto di utilizzare i nuovi contratti di prestazione occasionale in agricoltura non è assoluto: i presto, difatti, possono essere utilizzati anche dalle aziende agricole, nel caso in cui i lavoratori appartengano a determinate categorie, come studenti e pensionati.

In questo modo, si vuole offrire una possibilità di lavoro in più ai soggetti svantaggiati, evitando che le prestazioni occasionali diano luogo ad abusi, come i voucher in passato. Non è chiaro, però, se alle aziende agricole, oltre alla limitazione relativa ai lavoratori che possono prestare servizio occasionalmente, si applichino i limiti dimensionali previsti dalla disciplina dei presto per la generalità delle imprese.

Ma procediamo per ordine e vediamo, in primo luogo, in che cosa consistono questi nuovi presto, per poi approfondire il loro funzionamento nel settore agricolo.

Presto: che cosa sono

I presto, noti come nuovi voucher, non sono dei buoni, o ticket, ma dei veri e propri contratti di lavoro, anche se di natura occasionale. Possono essere attivati tramite un’apposita piattaforma online, all’interno del sito dell’Inps, da aziende e professionisti che non superano i 5 addetti, non lavorano nel settore edile o in settori considerati a rischio (miniere, cave…) e non sono coinvolti in appalti di opere o servizi. Anche le famiglie possono utilizzare le prestazioni occasionali, ma devono servirsi di un apposito libretto telematico.

La retribuzione oraria netta del lavoratore occasionale, con i presto, è pari a 9 euro per la generalità delle aziende (vi sono delle particolarità per le aziende agricole), l’aliquota contributiva (cioè la percentuale pagata a titolo di contribuzione Inps) è del 33%.

Qualsiasi lavoratore può essere impiegato con i presto, ad esclusione, come anticipato, del settore agricolo, limitato ad alcune categorie.

Presto aziende agricole: per quali lavoratori?

I lavoratori che possono svolgere una prestazione occasionale nelle aziende agricole sono:

  • i pensionati (compresi i titolari di pensione d’invalidità);
  • gli studenti fino a 25 anni di età;
  • i disoccupati;
  • i percettori di integrazioni al reddito.

Questi soggetti, poi, non devono risultare iscritti, nell’anno precedente, negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli e non devono avere in corso, né aver cessato da meno di 6 mesi, un rapporto di lavoro subordinato o di co.co.co. (collaborazione coordinata e continuativa) col committente.

Presto aziende agricole: per quali imprese?

Le imprese agricole che possono avvalersi dei presto possono avere qualsiasi volume d’affari. Le attività da retribuire con i presto possono anche non essere stagionali.

La normativa non chiarisce, invece, se per le aziende agricole valga il limite dimensionale di 5 addetti, requisito necessario perché la generalità delle aziende e dei professionisti possano utilizzare i presto.

Sono pienamente validi, invece, i limiti economici previsti per la generalità degli utilizzatori dei presto.

In particolare:

  • ogni azienda può erogare compensi, per i contratti di prestazione occasionale, fino a un massimo di 5.000 euro annui complessivi;
  • ogni azienda può erogare compensi, per i contratti di prestazione occasionale, fino a un massimo di 2.500 euro annui per singolo prestatore;
  • ogni prestatore può ricevere complessivamente non più di 5.000 euro annui.

Se la prestazione occasionale, però, viene resa da studenti, pensionati, disoccupati o cassaintegrati,  il tetto sale a 6250 euro annui per utilizzatore.

 

Presto aziende agricole: compenso per il lavoratore

Per i presto del settore agricolo, a differenza degli altri settori, il compenso minimo orario non è pari a 9 euro: la normativa, invece, rinvia alle retribuzioni orarie previste dalla contrattazione collettiva agricola per i rapporti di lavoro subordinato.

Il valore minimo orario, dunque, cambia a seconda della provincia e del tipo di attività svolto; non è ancora stato chiarito, inoltre, se il compenso minimo giornaliero, pari a 4 ore di lavoro, valga anche per il settore agricolo.

Sono invece identiche agli altri settori le aliquote relative ai contributi Inps (pari al 33%) e ai premi Inail  (3,5%).

Presto aziende agricole: comunicazione della prestazione

Per quanto riguarda, infine, la comunicazione obbligatoria da inviare all’Inps per attivare la prestazione, questa deve indicare soltanto la durata dell’attività, con riferimento a un arco temporale sino a 3 giorni, senza l’indicazione della data e dell’ora di inizio e fine della prestazione.

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