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Lo sai che? Obbligo di vaccinazione per iscrivere i figli a scuola

Lo sai che? Pubblicato il 23 giugno 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 23 giugno 2017

Salgono a 12 le vaccinazioni obbligatorie per i minori fino a 16 anni: previste multe salate per i genitori che non vi provvedono.

Il 7 giugno scorso è stato pubblicato un decreto legge riguardante l’obbligo di vaccinazione per iscrivere i figli a scuola [1]. La finalità dichiarata del provvedimento consiste nel tutelare la salute pubblica (mantenendo «adeguate condizioni di sicurezza epidemiologica in termini di profilassi e copertura vaccinale») e rispettare gli impegni assunti dallo Stato in ambito europeo ed internazionale. Il decreto prevede il dovere, per i minori fino a sedici anni di età, di effettuare una serie di vaccinazioni, tra cui troviamo anche quelle contro morbillo e meningite. Viene quindi aumentata la lista dei vaccini già previsti come obbligatori dalla legge che, per per effetto del provvedimento, salgono a 12.

prevista una multa da 500 a 7.500 euro

Attenzione, perché i genitori che non rispettano quanto previsto rischiano di pagare una multa abbastanza salata (da 500 a 7.500 euro). I bambini più piccoli inoltre, se non vaccinati, non potranno iscriversi a nidi e scuole materne. Vediamo tutto nel dettaglio.

Le vaccinazioni da effettuare

Secondo la legge dunque, i minori di età compresa tra zero e sedici anni devono effettuare obbligatoriamente le seguenti vaccinazioni:

  • anti-poliomelitica;
  • anti-difterica;
  • anti-tetanica;
  • anti-epatite B;
  • anti-pertosse;
  • anti-Haemophilus influenzae tipo b;
  • anti-meningococcica B;
  • anti-meningococcica C;
  • anti-morbillo;
  • anti-rosolia;
  • anti-parotite;
  • anti-varicella.

Le vaccinazioni sono completamente gratuite.

Quando non c’è l’obbligo del vaccino

L’obbligo viene meno quando il bambino risulti immunizzato per aver già contratto la malattia. Tale stato, però, deve essere dimostrato attraverso una notifica del medico curante o a seguito dell’analisi sierologica effettuata. C’è un altro caso in cui la vaccinazione può essere omessa o differita, ossia quando sussiste un concreto pericolo per la salute del minore, accertato da una certificazione:

  • del medico di medicina generale;
  • in alternativa, del pediatra.

Che succede se non si rispetta l’obbligo

Il Governo mira a rendere effettivo l’obbligo di vaccinazione imposto dal provvedimento attraverso una serie di sanzioni. Per genitori (o i tutori) che non provvedono a far vaccinare i propri figli scatta una multa abbastanza salata, che va da un minimo di 500 a un massimo di 7.500 euro. Se il bambino non fa il vaccino, l’Asl contesterà al genitore la mancanza, stabilendo un termine entro cui provvedere. Il genitore è esentato dal pagare la multa se entro il termine indicato nella contestazione fa sottoporre il figlio al vaccino o alla prima dose del ciclo vaccinale stabilito. In quest’ultimo caso occorrerà effettuare tutti i successivi cicli rispettando le cadenze legali previsti in relazione all’età (cosiddetto «calendario vaccinale»). Si tratta dunque di una sanzione amministrativa, che non ha carattere penale. La situazione per il genitore si complica se, anche dopo la scadenza del termine indicato dalla Asl, non ha ancora fatto vaccinare il figlio. In questo caso, l’Azienda sanitaria locale segnale la mancanza alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni. La conseguenza può essere quella di vedersi sottratta la responsabilità genitoriale del minore.

Che succede al momento dell’iscrizione a scuola

Il decreto prevede che, entro il termine previsto per l’iscrizione a scuola del minore, i genitori (o i tutori) devono consegnare al dirigente scolastico dell’istituto tutti i documenti che attestino:

  • che il bambino ha già effettuato le vaccinazioni obbligatorie;
  • che il minore non è stato vaccinato, è stato esonerato dall’obbligo o ha ottenuto il differimento perché già immune o perché sussiste grave pericolo per la sua salute;
  • che è stata presentata formale richiesta all’Asl perché provveda ad eseguire le vaccinazioni obbligatorie entro la fine dell’anno scolastico, nelle scadenze fissate dalla legge in relazione all’età del minore (calendario vaccinale).

Solo per l’anno scolastico 2017/2018, tale documentazione va prodotta entro il 10 settembre 2017. Tutte queste attestazioni possono anche essere rese sotto forma di autocertificazione, all’atto dell’iscrizione. In questo caso occorrerà comunque consegnare tutta la documentazione descritta, ma entro il 10 luglio di ogni anno (per l’anno scolastico 2017/2018 il termine è il 10 marzo 2018). Se i genitori non forniscono tutta la documentazione, il dirigente scolastico segnala la mancanza all’Asl territorialmente competente, che provvederà a contestare il tutto al genitore e, se del caso, ad informare la Procura presso il Tribunale dei minorenni. Il decreto prevede inoltre che «per i servizi educativi per l’infanzia e le scuole dell’infanzia, ivi incluse quelle private non paritarie, la presentazione della documentazione di cui al comma 1 costituisce requisito di accesso». In pratica, se il genitore non consegna i documenti elencati il bambino non potrà essere iscritto al nido o alla scuola materna (cioè i servizi previsti per i piccoli da 0 a 6 anni). Per gli altri gradi di istruzione, invece, (scuola elementare, media e superiore) l’omissione non preclude l’accesso alla scuola o agli esami.

La formazione delle classi

Si è detto che l’obbligo della vaccinazione viene meno (o può essere differito) qualora sia accertato un pericolo per la salute del bambino. In questi casi, la scuola ha l’obbligo di inserire i minori non vaccinati in classi composte esclusivamente da bambini vaccinati o immuni dalle malattie elencate.

Il decreto andrà convertito

Il provvedimento è in vigore dall’8 giugno scorso. Trattandosi di decreto legge, esso dovrà essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni. Il provvedimento dovrà quindi superare l’esame di Camera e Senato, che potranno eventualmente modificarlo. Se non convertito entro il termine stabilito, perderà efficacia sin dall’inizio (come se non fosse mai stato emanato).

note

[1] D.L. n. 73/2017 del 7.06.2017.


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