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Badante irregolare, la famiglia non è responsabile

23 Giugno 2017


Badante irregolare, la famiglia non è responsabile

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 Giugno 2017



Chi utilizza servizi di assistenza alla persona (bandati), somministrati da cooperative o società non autorizzate, non è punibile a titolo di utilizzazione illecita.

Giunge un importante chiarimento dell’Ispettorato nazionale del Lavoro per chi si vale delle prestazioni lavorative di una badante [1]: quando l’assistente è “somministrata” da cooperative o società non autorizzate, l’utilizzatore o la famiglia che utilizza le sue prestazioni non risponde del reato di «utilizzazione illecita» [2]. In buona sostanza, chi ha cercato una badante e questa gli è stata fornita da un soggetto non autorizzato all’intermediazione di mano d’opera non risponde penalmente di tale situazione di irregolarità. E vero infatti che la legge prevede un reato per l’utilizzatore che ricorre alla somministrazione di prestatori di lavoro da parte di soggetti non autorizzati (la pena è dell’ammenda di euro 50 per ogni lavoratore occupato e per ogni giornata di occupazione), ma – secondo la nota in commento, – tale norma non si può applicare alle famiglie bensì solo a chi opera nel mondo produttivo. Il che è anche comprensibile attesa la difficoltà, per le famiglie che utilizzano la badante, di verificare in capo al somministratore, l’esistenza dei requisiti richiesti dalla legge per lo svolgimento della relativa attività di intermediazione, anche utilizzando una diligenza media (ad esempio, la iscrizione del somministratore nel relativo Albo). Salvo quindi si tratti di una badante non “denunciata” all’ufficio del lavoro o di un extracomunitario irregolare, la famiglia non è responsabile di eventuali irregolarità della badante fornita da soggetti terzi perché non autorizzati.

Nel caso quindi di somministrazione illecita di lavoratori addetti alla assistenza personale (come appunto le badanti) e conseguente illecita utilizzazione da parte di persone fisiche e famiglie, solo il somministratore ne risponde penalmente. Né alla famiglia si può chiedere la regolarizzazione del rapporto con stabilizzazione della badante [3].


Ispettorato Nazionale del Lavoro

Nota 21 giugno 2017 prot. n. 5617

Richiesta di chiarimenti su verifiche afferenti cooperative e società che forniscono ai propri utenti servizi di assistenza alla persona ed eventuali risvolti in tema di somministrazione illecita di manodopera.

Ispezioni sul lavoro (INL) – Somministrazione di lavoro – Contratti di somministrazione irregolare – Somministrazione illecita di manodopera – Cooperative e società che forniscono servizi di assistenza alla persona – Richiesta di chiarimenti su verifiche – Sanzione amministrativa unicamente al somministratore – Rilevanza penale per somministrazione irregolare con finalità di lucro

Oggetto: Richiesta di chiarimenti su verifiche afferenti cooperative e società che forniscono ai propri utenti servizi di assistenza alla persona ed eventuali risvolti in tema di somministrazione illecita di manodopera.

Con riferimento alla questione sollevata, questa Direzione ritiene che possano essere confermate le indicazioni già fornite con nota prot. n. 22057 del 17.12.2013, anche in seguito alla depenalizzazione disposta dal D. Lgs. n. 8/2016, in relazione alle sanzioni previste dall’art 18 D. Lgs. n. 276/03.

Nella menzionata nota si richiamavano le ragioni sistematiche e testuali che deponevano per la non configurabilità nei confronti dell’utilizzatore persona fisica/famiglia del reato di somministrazione irregolare.

Le stesse sono sintetizzabili sia nei frequenti riferimenti testuali della relativa disciplina al mondo produttivo con esclusione, evidentemente, degli attori del mondo prettamente sociale quali le famiglie, sia in ragioni di ordine pratico oltre che di giustizia, fra cui la difficoltà per le famiglie, applicando la diligenza media, di verificare il possesso e la legittimità, da parte dei soggetti che somministrano, delle particolari condizioni ed autorizzazioni previste ex lege per lo svolgimento dell’attività di somministrazione.

Si ritiene, pertanto, coerentemente all’interpretazione data, che per le ipotesi di intermediazione illecita di manodopera da voi segnalate si applicherà la sanzione amministrativa unicamente nei confronti del somministratore, ai sensi del comma 1 dell’art. 18 D. Lgs. 276/03, e non anche nei riguardi dell’utilizzatore/famiglia privata, fruitrice del servizio di assistenza alla persona, la quale non sarà, peraltro, chiamata a rispondere ex artt. 35 e 38 D. Lgs. n. 81/15.

Per completezza, si evidenzia, infine, che profili di rilevanza penale permangono per le ipotesi di somministrazione irregolare con finalità di lucro.

note

[1] Ispettorato Nazionale Lavoro nota del 21.06.2017 n. 5617.

[2] Art. 18 dlgs. n. 276/2003.

[3] Sanzioni previste dagli artt. 35 e 38 dlgs. n. 81/2005.


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