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L’albergatore può rifiutarsi di custodire cose dei clienti?

30 giugno 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 giugno 2017



Una breve guida per conoscere se ed in quali casi l’albergatore possa legalmente negare la custodia di beni che il cliente porta con sé.

 

L’albergatore può rifiutarsi di custodire cose dei clienti? La legge [1] consente all’albergatore di rifiutarsi di ricevere carte valori, denaro contante ed oggetti di valore solo nei casi in cui si tratti di oggetti pericolosi o che, tenuto conto dell’importanza e delle condizioni di gestione dell’albergo, abbiano valore eccessivo o natura ingombrante.

Se, dunque, ci chiediamo in quali casi l’albergatore possa rifiutarsi di custodire cose dei clienti, la risposta che la legge ci dà è chiara, ma lascia spazio a margini di interpretazione poiché nei casi di oggetti di valore eccessivo o ingombranti, il rifiuto dell’albergatore a tenerli in custodia sarà legittimo solo se il valore o la natura ingombrante dell’oggetto costituiscano ostacolo ad un’adeguata custodia avuto riguardo alla importanza dell’albergo (si pensi ad alberghi non di lusso) o alle condizioni concrete di gestione dell’albergo (perché, magari, privo di casseforti o di locali adatti per la custodia di un oggetto di grandi dimensioni).

In generale comunque gli albergatori, secondo le norme di legge [2], sono responsabili per le cose che accettino di ricevere in custodia dai loro clienti di ogni loro deterioramento, distruzione o sottrazione.

La legge [3] considera come cose portate in albergo (alle quali si applica la responsabilità da custodia dell’albergatore):

  • le cose che vi si trovano durante il tempo nel quale il cliente dispone dell’alloggio;
  • le cose di cui l’albergatore, un membro della sua famiglia o un suo ausiliario assumono la custodia, fuori dell’albergo, durante il tempo in cui il cliente dispone dell’alloggio;
  • le cose di cui l’albergatore, un membro della sua famiglia o un suo ausiliario assumono la custodia sia nell’albergo, sia fuori dell’albergo, durante un periodo di tempo ragionevole, precedente o successivo a quello in cui il cliente dispone dell’alloggio.

La responsabilità per il deterioramento, la distruzione e la sottrazione è limitata al valore della cosa sino all’equivalente di cento volte il prezzo di locazione dell’alloggio per la giornata [4]; se, però, il deterioramento, la distruzione o la sottrazione della cosa del cliente sono state causate da colpa dell’albergatore, di un membro della sua famiglia o di un suo ausiliario, la responsabilità non incontra alcun limite [5].

Allo stesso modo la responsabilità dell’albergatore è illimitata [6] per le cose che:

  • il cliente abbia consegnato in custodia all’albergatore durante il tempo di disponibilità dell’alloggio;
  • l’albergatore abbia rifiutato di ricevere in custodia avendone l’obbligo.

Aggiungiamo che:

  • l’albergatore non è responsabile quando il deterioramento, la distruzione o la sottrazione siano dovuti al cliente, alle persone che l’accompagnano, che sono al suo servizio o che gli rendono visita o a forza maggiore (come è, ad esempio, un evento calamitoso del tutto imprevedibile) o alla natura della cosa (ad esempio cosa facilmente deteriorabile) [7];
  • che sono nulli gli accordi che mirino a escludere o attenuare preventivamente la responsabilità dell’albergatore [8];
  • che tutte le regole finora citate non si applicano ai veicoli, alle cose lasciate nei veicoli e agli animali vivi (per essi varranno le diverse regole del contratto di deposito) [9];
  • tutte le norme citate si applicano anche ai gestori di case di cura, stabilimenti di pubblici spettacoli (cinema), stabilimenti balneari, pensioni, trattorie, carrozze letto e simili [10].

Ricapitolando, l’albergatore può certamente rifiutarsi di custodire cose dei clienti (evitando che ad essi si applichino le norme generali appena evidenziate) se si tratti di oggetti pericolosi o che, tenuto conto dell’importanza e delle condizioni di gestione dell’albergo, abbiano valore eccessivo o natura ingombrante.

Il consiglio pertanto è di chiedere, all’atto della prenotazione, se l’albergatore, una volta giunti in albergo, assumerà la custodia di un oggetto di questo tipo (ad esempio un gioiello) onde evitare che non si sappia dove tenerlo opportunamente custodito nel momento in cui l’albergatore si rifiutasse legittimamente di tenerlo in custodia.

note

[1] Art. 1784, 2° comma, Cod.civ.

[2] Art. 1783, 1° comma, Cod. civ.

[3] Art. 1783, 2° comma, Cod. civ.

[4] Art. 1783, 3° comma, Cod. civ.

[5] Art. 1785 bis Cod. civ.

[6] Art. 1784, 1° comma, Cod. civ.

[7] Art. 1785 Cod. civ.

[8] Art. 1785 quarter Cod. civ.

[9] Art. 1785 quinquies Cod. civ.

[10] Art. 1786 Cod. civ.


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