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Auto in officina dopo un incidente: è un danno cha va risarcito?

1 luglio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 luglio 2017



Sinistro stradale: il fatto di avere l’auto ferma in officina per lungo tempo non giustifica un risarcimento in automatico ma occorre provare il danno subito a causa della sosta.

Ipotizziamo che, ad un incrocio, un’auto non rispetti la precedenza e che vada a urtare un’altra macchina; lo scontro è talmente tanto forte da richiedere una riparazione lunga e costosa. Al di là di quello che un incidente comporta in termini di responsabilità e di risarcimento alle persone e alle parti meccaniche del mezzo, quello che, in questo articolo, ci si chiede è: «se l’auto danneggiata rimane ferma per molto tempo in attesa della riparazione, il proprietario ha diritto a un risarcimento ulteriore proprio per lo “stop” obbligato»? Per capirci, tenere l’auto in officina dopo un incidente è un danno che va risarcito? Secondo il Tribunale di Torre Annunziata [1] il cosiddetto danno da fermo tecnico (che è quello di cui si parla, appunto) non può considerarsi sussistente per il solo fatto che un veicolo sia stato inutilizzato dal proprietario per un certo periodo. Come ogni danno, anche quello da fermo tecnico deve essere provato.

Il danno da fermo tecnico comprende danno emergente e lucro cessante

Danno da fermo tecnico

Per danno da fermo tecnico si intende quello subito dal proprietario dell’auto che, dopo un sinistro stradale, è costretto a tenerla in officina per le necessarie riparazione e, quindi, a non poterla utilizzare. Ciò gli permette di chiedere un risarcimento. Attenzione:  tale risarcimento non viene chiesto per i danni materiali riportati dalla vettura a causa del sinistro (ad esempio, perché la carrozzeria è da rifare in più punti o il parafango è venuto via o perché la fiancata è sfondata) ma per coprire le spese che il proprietario ha dovuto affrontare a causa della sosta forzata del veicolo dal meccanico (che l’ha costretto a pagare i biglietti dei mezzi pubblici o ad affittare una macchina, magari: si parla, nello specifico di danno emergente) o per rifarsi del guadagno che avrebbe conseguito grazie al normale uso del mezzo stesso: si pensi, a tal proposito, a una persona che usi la macchina per fare consegne a domicilio. Se l’auto si rompe, per il tempo che rimane in officina, quella persona non potrà lavorare e, quindi, guadagnare. Si parla, in tal caso, di lucro cessante.

Occorre provare il pregiudizio effettivamente subito e il suo esatto ammontare

Danno da fermo tecnico: deve essere provato?

Secondo il Tribunale di Torre Annunziata, il semplice fatto che il veicolo si trovi in sosta forzata dal meccanico e, quindi, il proprietario non possa usarlo non giustifica, in automatico, un risarcimento. Ciò significa che il danno da fermo tecnico va provato, dimostrando l’esatto ammontare di tutti i pregiudizi subiti, sia sotto forma di danno emergente che di lucro cessante (in pratica deve provare il pregiudizio effettivamente subito e il suo esatto ammontare). Ad esempio, il proprietario deve dimostrare che usa l’auto per lavorare e che non ha potuto farlo nel periodo di tempo considerato [2] (si potranno esibire i biglietti dei mezzi pubblici comprati o la fattura rilasciata dalla concessionaria dove è stata affittata un’auto sostitutiva e un calcolo dei guadagni persi non lavorando a seconda dei giorni di durata della sosta).

note

[1] Trib. Torre Annunziata sent. n. 1733 del 15.06.2016.

[2] Cass. sent. n. 12820 del 19.11.1999.

Fonte della sentenza: lesentenze.it


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