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Esproprio per pubblica utilità: ho diritto da un’indennità fissa?


Esproprio per pubblica utilità: ho diritto da un’indennità fissa?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 giugno 2017



Ho ricevuto una notifica di esproprio per pubblica utilità sui miei terreni per la messa in opera di un elettrodotto. Ho diritto ad un’indennità perpetua o fissa per un certo numero di anni?

Il lettore è uno degli oltre 50 destinatari di un provvedimento di occupazione di urgenza, finalizzato alla definitiva espropriazione del fondo per la realizzazione di un parco eolico con annesse infrastrutture di supporto (elettrodotto, centrale elettrica, condutture sotterranee ecc.).

Preme individuare la soluzione ideale per ottenere un giusto indennizzo per la proprietà espropriata. Sul punto, la legge prevede che l’amministrazione è legittimata ad emanare un decreto di occupazione d’urgenza, tra le altre ipotesi, anche quando il numero degli immobili da espropriare è elevato [1]. In questi casi non è raro che l’ammontare dell’indennità offerta ad ogni singolo proprietario sia stata determinata mediante criteri e modalità di quantificazione automatiche, poiché la complessità della procedura di espropriazione e l’obbligo di rispettare tempi rapidi impediscono l’esecuzione di valutazioni approfondite sulle particolarità di ogni singolo appezzamento. Questa è la ragione per cui la legge riconosce agli espropriati la facoltà di accedere a quantificazione alternative e indipendenti dalla procedura di esproprio. La scelta di una opzione piuttosto che di un’altra comporta vantaggi e svantaggi; dunque, vale la pena chiarire il quadro completo, sia normativo che fattuale, specificando la via migliore di cui servirsi.

Per verificare la congruità dell’indennità offerta rispetto al valore della porzione di fondo che verrà espropriata, è opportuno rivolgersi in tempi brevi a un consulente tecnico (perito agrario) affinché proceda alla stima dell’immobile del lettore. L’esigenza di celerità è dettata dal fatto che la legge prevede un termine di soli trenta giorni, dalla data della immissione in possesso, per comunicare formalmente la volontà di accettare l’offerta oppure avvalersi del procedimento di quantificazione alternativo con la partecipazione del perito di fiducia. Si consiglia di accettare l’offerta proposta quando, dal confronto dell’ammontare determinato dall’amministrazione e l’indennità quantificata dal suo perito, la differenza sia trascurabile. Infatti, se accetta l’indennità, il lettore avrà diritto a ricevere immediatamente un acconto dell’80% della somma totale che gli sarà dovuta; inoltre non gli verrà addebitata alcuna spesa. Invece, nel caso in cui volesse preferire il ricalcolo della indennità mediante il procedimento peritale, rischierebbe di dover pagare i costi sostenuti dall’amministrazione per l’affidamento degli incarichi di consulenza ma, d’altra parte, può contare su uno studio più mirato, che tenga conto di tute le variabili e le qualità intrinseche del suo immobile. In particolare, la legge prevede che l’espropriato è tenuto a pagare le spese se la stima è inferiore a quella offerta in precedenza, sono divise a metà se la differenza tra i due valori non supera il decimo mentre nulla sarà dovuto se la nuova quantificazione sia maggiore almeno un decimo di quella offerta. Pertanto, si consiglia di rifiutare l’offerta e preferire la soluzione su menzionata (procedura peritale) quando la quantificazione effettuata in privato determini un ammontare considerevolmente maggiore rispetto a quello offerto, tenuto conto che, per far valere le sue ragioni e la congruità delle valutazioni effettuate dal suo perito, il lettore potrà sempre contare sull’opposizione alla stima. Infatti, qualora volesse, entro 30 giorni dalla notifica della nuova stima o del decreto di esproprio, può comunque impugnare di fronte alla corte d’appello le valutazioni effettuate dai tecnici, i quali magari non hanno tenuto in debita considerazione le sue valutazioni e quelle del suo tecnico. In questa ipotesi sarà il giudice a individuare definitivamente l’importo mediante l’ausilio di consulenti d’ufficio. A titolo esaustivo si rileva che, oltre al valore della porzione espropriata, il lettore ha diritto a ricevere una indennità aggiuntiva poiché il suo terreno è coltivato a grano e, a causa della procedura in oggetto, subirà dei danni per la distruzione delle colture e per il mancato raccolto. La legge prevede infatti il riconoscimento di un’ulteriore somma al proprietario che sia anche imprenditore agricolo. Infine, il lettore è destinatario di una procedura di occupazione d’urgenza: ciò significa che l’atto notificato non è il definitivo, ne seguirà un altro (decreto di esproprio) che dovrà essere emanato entro il termine stabilito dall’amministrazione e comunque non oltre i cinque anni dall’avvio della procedura. Il 18 marzo si perfezionerà la immissione in possesso di parte del suo fondo, a decorrere da quella data e fino a quando non gli verrà corrisposta l’indennità, avrà diritto a ottenere annualmente un corrispettivo per l’occupazione subita. L’ammontare sarà pari a 1/12 della somma che gli è stata offerta. Quindi, se l’indennità è 1000, avrà diritto a ricevere annualmente 83, quanto meno fin quando non sarà determinato con esattezza e liquidato il giusto ammontare. Per le ragioni qui espresse, nel caso del lettore è necessario affidare quanto prima un incarico di consulenza a un perito di fiducia. Successivamente, carte alla mano, egli avrà tutte le informazioni necessarie per decidere quale strada intraprendere, considerati i vantaggi e gli oneri che ogni opzione comporta.

Articolo tratto da una consulenza del dott. Nicola Giofrè

note

[1] Art. 22 bis, co. 2, lett. b), d.P.R. 327 dello 08.06.2001.

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