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Lo sai che? Può partecipare a un concorso chi è stato querelato?

Lo sai che? Pubblicato il 25 giugno 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 25 giugno 2017

Concorsi pubblici con precedenti penali: quando non si può partecipare al bando di gara pubblico se il certificato carichi pendenti è positivo?

Quasi tutti i bandi per posti nella pubblica amministrazione richiedono una fedina penale immacolata; in altri termini il candidato al concorso non deve aver riportato «precedenti penali»: condizione questa che viene esplicitata nello stesso bando e che, non poche volte, crea dubbi e titubanze per chi, suo malgrado, si trova (o si è trovato) al centro di una vicenda giudiziaria. Sono però necessarie delle precisazioni per fugare il campo da possibili equivoci.

Innanzitutto bisogna chiarire la differenza tra un procedimento penale e uno civile, distinzione che non tutti sono in grado di fare. Inoltre, non bisogna tralasciare il fatto che una cosa è una condanna penale a seguito di un regolare processo, conclusosi con sentenza, un’altra invece è l’avvio di un’indagine da parte del pubblico ministero a seguito di una querela, querela che – oltre ad essere solo la soggettiva visione del querelante – potrebbe anche essere infondata ed è ben lungi dal potersi equiparare a un «precedente penale». Si pensi al caso del vicino “suscettibile” che, solo per aver ricevuto una rispostaccia, si è sentito minacciato ed è andato subito dai carabinieri; o al caso di un uomo che, non avendo i soldi per pagare il mantenimento all’ex moglie, è stato da questa denunciato per violazione degli obblighi di assistenza familiare. Che succede, poi, se il processo è in corso e questo, tuttavia, non è ancora giunto a una sentenza definitiva? È possibile, in questo caso, dichiarare di non avere precedenti penali rispettando nello stesso tempo le condizioni imposte dal bando pubblico? Insomma, si può partecipare a un concorso se si è stati querelati? Cerchiamo di comprenderlo con questi brevi chiarimenti.

La differenza tra un procedimento penale e uno civile

Chi ha in corso una causa civile con un privato o una pubblica amministrazione o una causa di natura amministrativa o tributaria (contro il fisco) non ha alcun tipo di interdizione a partecipare a concorsi e a rivestire cariche pubbliche. Difatti, una sentenza di condanna del giudice civile non ha alcun rilievo sul piano penale, anche se la condotta è astrattamente classificabile come reato. Si pensi al caso di un soggetto che diffama un altro su un social network; se la vittima, piuttosto che agire con una querela, preferisce chiedere direttamente il risarcimento del danno al giudice civile, e il processo si conclude con una sentenza di condanna al pagamento della somma, tale circostanza non impedisce la partecipazione a un concorso pubblico o privato. Non ci sono né carichi pendenti né precedenti penali.

Chi non ha idea se la causa nella quale è coinvolto sia di natura penale o civile può chiederlo direttamente al proprio avvocato oppure può rendersene conto verificando chi sia la propria controparte: solo se questa è la procura della Repubblica, nella persona del Pubblico Ministero, si è in presenza di un procedimento penale.

Problemi con la giustizia? Prima leggi bene cosa dice il bando

Condanne penali e indagini: si può partecipare a un concorso?

Una volta che abbiamo stabilito che il procedimento in corso non è civile ma penale, dobbiamo verificare due aspetti:

  • cosa dice il bando del concorso? Il bando vieta la partecipazione a chi ha «carichi pendenti» oppure solo a chi ha riportato «sentenze di condanna penale definitive»?
  • in che fase del processo siamo? Il processo è già stato avviato e, in tal caso, è già stata emessa la sentenza definitiva? Oppure ci troviamo solo nella fase delle indagini o, magari, sappiamo solo che è stata depositata contro di noi una querela e il pubblico ministero non ha ancora avviato l’inchiesta?

Per sapere se si può partecipare a concorsi pubblici nonostante una condanna penale o se si ha un carico pendente (cioè se si è sottoposti a indagini preliminari) la prima cosa da fare è quindi consultare il bando del concorso. A seconda di cosa vi è scritto, sarà possibile dare una risposta. Analizziamo quindi le possibili soluzioni.

Commette reato chi dichiara di non avere carichi pendenti e invece è falso

Divieto di partecipazione al concorso per chi ha riportato condanne definitive

Se il bando di concorso vieta la partecipazione a chi ha «precedenti penali», ossia ha riportato condanne definitive, il divieto si intende riferito solo a chi è già stato condannato. Quindi può partecipare al concorso chi:

  • è stato solo oggetto di una querela o di una denuncia ma le indagini non sono iniziate;
  • è oggetto di indagini preliminari (in tal caso, rivestendo la qualità di «indagato») ma queste non si sono ancora chiuse con la decisione di archiviazione o di rinvio a giudizio (è verosimile che se l’indagato non ha saputo nulla del procedimento intrapreso dal suo avversario ed è passato più di un anno, il “fascicolo” è stato archiviato);
  • è imputato in un processo a seguito della chiusura delle indagini con la decisione di rinvio al giudizio. Difatti, anche se il giudizio penale è ancora in corso, qualora la sentenza non sia stata ancora emessa non è possibile parlare di un «soggetto condannato». Dunque, in attesa che esca la sentenza, il candidato potrà partecipare al bando, salvo poi dover rinunciare al posto se il processo dovesse terminare con una condanna.

Se il bando vieta la partecipazione al concorso a chi ha riportato «condanne penali» significa che solo chi è stato condannato in via definitiva, ossia con sentenza irrevocabile (in gergo tecnico «passata in giudicato») non può concorrere. Invece chi è stato solo oggetto di querela o, a seguito di questa, è indagato dalla Procura, afferma il vero se dichiara di non aver mai riportato condanne penali.

Attenzione però: chi è stato condannato in passato per un reato potrebbe partecipare al concorso se ha ottenuto la cosiddetta «riabilitazione», un procedimento che consente di estinguere il reato e tornare con la fedina penale immacolata. Per alcuni concorsi, però, la riabilitazione non serve: è il caso dei bandi nelle forze armate o in magistratura, per i quali il candidato deve avere una condotta incensurabile.

 

Divieto di partecipazione al concorso per chi ha carichi pendenti

Si mettono male le cose se il bando vieta la partecipazione al concorso a chi ha «carichi pendenti». Ciò significa che il candidato non deve avere un processo a carico. In tal caso, non è possibile partecipare e l’eventuale mendacio nell’attestazione integra un ulteriore reato. Ovviamente nulla vieta di cercare un posto nel settore privato.

Come sapere se si è imputati o condannati in un processo penale?

Tramite un certificato di «carichi pendenti» è possibile sapere se si riveste la qualità di imputato in un processo. Invece, con il certificato del cosiddetto «casellario giudiziario» è possibile sapere se si è riportato condanne per sentenze penali. Un’eventuale sentenza di condanna sarebbe iscritta nel certificato penale (nel linguaggio comune «fedina penale»); il soggetto perderebbe così la qualità di imputato per assumere quella di persona condannata in via definitiva.


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