Professionisti Pignoramento del conto corrente condominiale

Professionisti Pubblicato il 1 luglio 2017

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> Professionisti Pubblicato il 1 luglio 2017

Quando il condominio non paga i debiti e il creditore intende procedere al pignoramento presso terzi con il blocco del conto corrente bancario.

Nel caso di esecuzione sul conto corrente condominiale, secondo la recente riforma, il relativo pignoramento dovrebbe essere illegittimo, in quanto il creditore avrebbe dovuto agire prima nei confronti dei condomini morosi e solo dopo sui comproprietari in regola con i pagamenti.

Purtroppo si debbono registrare sentenze che continuano a ritener legittimo il pignoramento effettuato sul conto corrente condominiale. È il caso della sentenza del Tribunale di Reggio Emilia del 16 maggio 2014. Il giudice, pur riconoscendo che il condominio non ha alcuna forma di soggettività giuridica e conseguente autonomia patrimoniale, ha ritenuto legittimo il pignoramento motivando che, nel caso del conto corrente è come se si fosse di fronte ad un patrimonio che ha una forma pur embrionale di autonomia.

Secondo tale autorità gli importi sul c/c sono sottratti alla disponibilità dei condomini e volta per volta utilizzati per le esigenze indicate dalla maggioranza. Per cui pur avvertendo il lettore di tale possibilità, in quanto detta sentenza non è un caso isolato, dobbiamo pronunciarsi decisamente contro l’assunto. Infatti, ammettere la possibilità di pignoramento del c/c condominiale stravolge sia in diritto che in fatto la gestione condominiale. La stravolge in diritto perché ricordiamo a noi stessi che i fondi versati dai condomini hanno già una loro precisa destinazione: si pensi all’approvazione del bilancio consuntivo, ovvero all’approvazione dei fondi per lavori straordinari. Fondi che in relazione all’uso sono stati raccolti in base a riparti che non hanno nulla a che vedere con il credito azionato. Non solo, ma di fatto sottraggono quelle risorse all’amministrazione del fabbricato che possono essere ben più urgenti del credito azionato: si immagini ad esempio la raccolta per la fornitura dell’acqua o del riscaldamento, ecc. Non solo ma come metro di paragone potremmo ricordare ad esempio la responsabilità dell’amministratore per lo storno dei fondi da una voce all’altra che se non ratificata dall’assemblea o preventivamente approvata rimane a carico dello stesso amministratore.

Insomma, mal si conciliano tali sentenze con il sistema delineato dal legislatore che non riconosce personalità giuridica al condominio e quindi nega ogni spazio di autonomia patrimoniale. Da ciò il senso di ingiustizia di tali sentenze che spero trovino decisivo disconoscimento nell’Organo di nomofilachia.


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