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Ape sociale, i caregivers non conviventi possono chiederla?

27 giugno 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 giugno 2017



Chi assiste un familiare disabile grave ma non convive con lui può chiedere l’Ape sociale?

 

Mia madre è portatrice di handicap grave secondo la Legge 104 ma è ricoverata in una casa di riposo: posso chiedere l’Ape sociale come caregiver dato che la assisto tutti i giorni?

Sfortunatamente, pur essendo la madre del lettore portatrice di handicap in situazione di gravità, a causa del ricovero non è possibile richiedere l’Ape sociale in qualità di caregiver; la convivenza con la persona disabile grave, difatti, è considerata, assieme all’assistenza continuativa da almeno 6 mesi, una condizione necessaria per rientrare tra le categorie beneficiarie dell’agevolazione.

Le categorie beneficiarie dell’Ape sociale (o anticipo pensionistico sociale: è un assegno a carico dello Stato riconosciuto, prima della pensione, a chi possiede almeno 63 anni di età e 30 o 36 anni di contributi, a seconda della categoria a cui appartiene), difatti, sono:

  • i disoccupati involontar i(che hanno cessato di percepire il sussidio da almeno 3 mesi);
  • gli invalidi (dal 74% in su);
  • gli addetti a lavori faticosi e rischiosi;
  • i caregivers : rientrano tra i caregivers, nel dettaglio, le persone che assistono da almeno 6 mesi un familiare di 1° grado o il coniuge (o unito civilmente) portatore di handicap grave.

Caregivers e agevolazioni legge 104

Tra l’altro, in merito alle agevolazioni correlate all’assistenza di un familiare con handicap grave, giova ricordare che il ricovero del disabile ne preclude alcune: ad esempio, non sono riconosciuti i permessi retribuiti Legge 104 (si tratta dei 3 giorni di permesso retribuito mensile dei quali può fruire il lavoratore che assiste un familiare portatore di handicap in situazione di gravità), nel caso in cui il disabile grave risulti ricoverato, non solo presso un ospedale ma presso qualsiasi struttura, pubblica o privata, che assicuri assistenza sanitaria.

I permessi sono comunque concessi nel caso in cui il personale sanitario certifichi il bisogno di assistenza da parte del familiare (soltanto, però, nel caso in cui il portatore di handicap sia un minore), oppure se il disabile si trova in stato vegetativo persistente o con prognosi infausta a breve termine o, ancora, quando il disabile si deve recare al di fuori della struttura che lo ospita per effettuare visite specialistiche e terapie certificate.

Tuttavia, non appare possibile operare un’analogia tra l’agevolazione dei permessi retribuiti della Legge 104 e il beneficio dell’Ape sociale a favore dei caregivers. È vero che, in entrambi i casi, si tratta di agevolazioni concesse in virtù dell’assistenza prestata a favore di un familiare portatore di handicap in situazione di gravità:

  • nel caso dei permessi, però, si ha un maggiore riguardo alla situazione “di fatto” e alla reale prestazione di assistenza, tant’è vero che è possibile ottenere i permessi 104 anche se non si convive col disabile, purché si dimostri un’assistenza sistematica;
  • nel caso dell’Ape sociale, i requisiti dei caregivers sono molto più stringenti: oltre alla convivenza, difatti, è richiesto anche un vincolo di parentela non superiore al 1° grado col portatore di handicap, vincolo molto più elastico nelle altre agevolazioni collegate alla Legge 104. La maggiore severità dei requisiti è logicamente dovuta alla portata del beneficio, certamente superiore al semplice indennizzo di 3 giorni di assenza mensile.

Caregivers non conviventi

In conclusione, non è possibile inserire nella domanda di Ape sociale la situazione di caregiver se non si convive col familiare disabile grave, anche se lo si assiste di fatto, poiché non è possibile operare alcun tipo di analogia con i diversi benefici collegati alla Legge 104. Si potrebbe, è vero, inviare, tramite l’ordine dei consulenti del lavoro o tramite un’associazione di categoria, un interpello all’Inps o al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali sull’argomento, ma difficilmente troverebbe accoglimento, perché si amplierebbe notevolmente la categoria dei caregivers beneficiari dell’Ape sociale, a fronte di risorse insufficienti.

Domanda di Ape sociale

Per quanto riguarda, comunque, coloro che possiedono i requisiti per richiedere l’Ape sociale, riportiamo di seguito, brevemente, la procedura di presentazione delle domande.

I lavoratori, per accedere all’Ape sociale, devono in primo luogo presentare domanda all’Inps per il riconoscimento dei requisiti che danno diritto al trattamento.

In particolare:

  • chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2017 deve presentare domanda per il riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio entro il 15 luglio 2017;
  • chi matura i requisiti successivamente, deve presentare domanda di certificazione dei requisiti entro il 31 marzo 2018.

Le domande per il riconoscimento delle condizioni per l’accesso al beneficio presentate oltre il 15 luglio 2017 ed il  marzo di ciascun anno e, comunque, non oltre il 30 novembre di ogni anno, possono ugualmente essere prese in considerazione, ma solo se residuano le necessarie risorse finanziarie.

Ad ogni modo, alla presentazione della domanda di certificazione non è necessario possedere tutti i requisiti richiesti, ma solo quelli specificamente previsti per la categoria di lavoratori in cui si rientra (ad esclusione del periodo almeno trimestrale di conclusione della prestazione per la disoccupazione). Chi possiede già tutti i requisiti, comunque, può presentare, oltre alla domanda di certificazione dei requisiti, anche la domanda di Ape sociale vera e propria, contemporaneamente.

Per presentare la domanda relativa alla certificazione dei requisiti per l’Ape sociale, bisogna accedere al sito dell’Inps con le proprie credenziali (codice fiscale e Pin, oppure Carta nazionale dei servizi, o identità digitale Spid) e seguire il percorso: “domanda di prestazione pensionistica: pensione, ricostituzione, ratei maturati e non riscossi, certificazione del diritto a pensione”; bisogna poi cliccare su “nuova domanda” nella colonna di sinistra.

Per presentare la domanda di Ape sociale, bisogna successivamente accedere al sito dell’Inps con le proprie credenziali (codice fiscale e Pin, oppure Carta nazionale dei servizi, o identità digitale Spid) e seguire il percorso:

“Altre prestazioni/Anticipo pensione/Ape sociale”.

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