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Che fare se il medico alla visita privata non rilascia ricevute?

25 giugno 2017


Che fare se il medico alla visita privata non rilascia ricevute?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 giugno 2017



Se il medico, che riceve il paziente presso il proprio studio, richiede il compenso senza emettere fatture o ricevute può essere denunciato in forma anonima.

Il rapporto tra medico e paziente è «fiduciario», si basa cioè sulla stima che si instaura tra i due in ragione di una scelta che è volontaria e soggetta all’obbligo della retribuzione. È giusto allora attendersi dal professionista un comportamento improbo sotto tutti gli aspetti: non solo per quanto riguarda l’arte medica, ma anche dal punto di vista fiscale. Ed è qui che si riscontrano, purtroppo, le più frequenti violazioni. La violazione dell’obbligo di emettere la fattura costituisce un comportamento evasivo che ben può essere oggetto di denuncia alle autorità. Ma chi mai metterebbe la propria firma su una segnalazione che, verosimilmente, può compromettere il rapporto con il dottore curante? Allora, che fare se il medico alla visita privata non rilascia la ricevuta? Vediamo cosa prevede la legge e la giurisprudenza a riguardo.

Valida la denuncia anonima se non viene rilasciata la fattura, ma il fisco non ha l’obbligo di avviare indagini

Prima però di parlare dell’obbligo del medico di rilasciare la fattura ricordiamo che una recentissima sentenza della Cassazione [1] ha stabilito che il medico, che visita il paziente in ospedale, non può poi esortarlo a recarsi presso il suo studio privato per una indagine più approfondita e porre tale soluzione come unico rimedio per farsi curare, saltando le lunghe liste di attesa della struttura pubblica. In altre parole, se è vero che il medico è libero di offrire al paziente la doppia alternativa tra la via pubblica e quella privata, non può neanche esercitare una indiretta coartazione della volontà del malato, con forme di pressione che non lasciano margine alla libertà di autodeterminazione. In altre parole, far credere che la clinica privata sia l’unica soluzione per evitare un male altrimenti certo – per via dei tempi che l’ospedale comporta – è una minaccia psicologica che integra il reato di concussione [2]. Sul punto leggi Se il medico invita il paziente ad andare al suo studio che fare?

Veniamo ora all’aspetto fiscale: che fare se il medico alla visita privata non rilascia ricevute? La prima cosa da dire è che il paziente che “paga in nero” la parcella al medico può anche denunciarlo in forma anonima. La segnalazione può essere inviata sia all’Agenzia delle Entrate che alla Guardia di Finanza.

L’obbligo dell’emissione della fattura deve essere contestuale al pagamento, ma ben potrebbe essere che il professionista emetta il documento fiscale con qualche giorno di ritardo per poi spedirlo a casa del paziente. Pertanto, sarà bene attendere qualche giorno prima di attivarsi.

Le prestazioni mediche non sono soggette a Iva

La Cassazione ha di recente chiarito che [3] la segnalazione anonima circa la mancata fatturazione di una vendita o di una prestazione di servizi può far partire le indagini. Tuttavia essa non consente alla Guardia di finanza di effettuare perquisizioni, sequestri e intercettazioni,  né costituisce da sola un grave indizio di evasione fiscale che consente all’Agenzia delle Entrate di richiedere al giudice l’accesso al domicilio fiscale del medico, per sottoporlo a verifica fiscale. Perché tali poteri possano essere esercitati nei confronti del soggetto denunciato è necessario che, a seguito della denuncia anonima, vengano raccolti altri gravi indizi di colpevolezza o che la denuncia sia “nominativa”. Altro inconveniente della denuncia anonima è che non obbliga l’amministrazione fiscale a una risposta, ben potendo questa ritenere di non procedere. Insomma, se si vuol essere certi di mandare un accertamento fiscale è sempre meglio usare il proprio nome e cognome.

Cosa rischia il medico che, alla visita privata, non rilascia ricevute? Il professionista responsabile di aver accettato un pagamento in nero può essere condannato a pagare una multa che va da 1 a 2 volte l’imposta relativa all’imponibile non dichiarato o dichiarato in modo irregolare.

Un ultimo consiglio per meglio cautelarsi dalle pressioni illegittime che, eventualmente, il medico potrebbe fare a chi si ostini a voler ottenere la ricevuta. Una volta che il professionista ha formalizzato il prezzo per l’attività svolta non può poi presentare un diverso e più salato conto solo perché il cliente ha richiesto la fattura e, per ciò, ci sono anche le imposte da pagare. La spiegazione è duplice: in primo luogo non è dovuta l’Iva sulle prestazioni mediche che implichino cure; in secondo luogo le imposte sono a carico del contribuente e non del suo cliente (salvo appunto per l’Iva che, come detto, nel caso di specie, non va addebitata).

note

[1] Cass. sent. n. 1082/2017

[2] Art. 317 cod. pen.

[3] Cass. sent. n. 34450/2016 del 4.08.2016.

Autore immagine: Pixabay.com

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