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È legale comprare domini web scaduti?

25 giugno 2017


È legale comprare domini web scaduti?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 giugno 2017



La pratica di chi acquista domini scaduti per ricattare il proprietario è da considerarsi legale? Come posso tutelarmi senza dover cedere a tale ricatto?

Il cybersquatting e il domain grabbing sono due reati informatici molto frequenti che consistono nell’occupazione e registrazione di domini web non utilizzati, generalmente scaduti, riconducibili a marchi noti e coperti da copyright o a personaggi pubblici, con lo scopo di trarne un vantaggio economico. Chi acquisisce tali domini cerca di rivenderli al precedente possessore che ha tutto l’interesse, economico e di notorietà del marchio, nel conservare lo stesso indirizzo per essere raggiunto dai propri utenti in rete. Allo scopo, vengono utilizzati dei programmi sviluppati appositamente per scandagliare i siti internet e i registri web alla ricerca di domini in scadenza, da acquistare.

Al momento, la legislazione italiana non prevede un sistema di norme per tutelare il cittadino dal cybersquatting e domain grabbing, pertanto, occorre fare riferimento a due norme preesistenti: diritto al nome e normativa dei marchi e segni distintivi.

Il diritto al nome [1] è tutelato dal codice civile che sancisce che la persona, alla quale si contesti il diritto all’uso del proprio nome o che possa risentire pregiudizio dall’uso che altri indebitamente ne faccia, può chiedere giudizialmente la cessazione del fatto lesivo, salvo il risarcimento dei danni, mentre la normativa dei marchi e dei segni distintivi, prevista dal codice civile e da successivi decreti [2], tutela il proprietario dall’uso improprio del marchio registrato o segno distintivo, predisponendo apposite azioni finalizzate ad interrompere l’evento dannoso e richiedere eventualmente un risarcimento per i danni subiti.

Applicando queste due norme, il legittimo proprietario di un marchio registrato (o, nel caso in cui non fosse registrato, che abbia sufficiente notorietà e possa essere ricondotto senza ombra di dubbio a una persona) può fare valere, anche giudizialmente, il diritto di utilizzarlo in maniera esclusiva, anche per la registrazione del dominio web.

Pur essendo proprietario di un sito internet, il lettore non ha provveduto alla registrazione del marchio, per questo motivo, al fine di tutelarsi in futuro, si consiglia di farlo prontamente. In secondo luogo, al fine di capire se ci si trova di fronte ad un reato informatico o ad una regolare forma di compravendita di dominio web, occorre verificare, e dimostrare, anche per una successiva azione giudiziale, se i 2.000 euro vengono posti dalla società estera come prezzo di mercato rivolto a tutti gli eventuali acquirenti o solamente a lui, in quanto precedente proprietario, come una sorta di ricatto. Esistono molte società che operano degli abusi ma ve ne sono altrettante che acquistano e rivendono i domini in maniera legale, occorre dunque analizzare la modalità di azione per decidere come intervenire giudizialmente, anche se la mancata registrazione del marchio da parte del lettore rende la procedura più difficoltosa.

In generale, per tutelarsi dal cybersquatting e domain grabbing è consigliabile procedere alla registrazione del proprio marchio e monitorare in maniera attenta la scadenza del dominio, per non incappare in situazioni spiacevoli.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Rossella Blaiotta

note

[1] Art. 7 cod. civ.

[2] Artt. 2569-2574 cod. civ.; d.P.R. n. 795 dello 08.05.1948; d.l. n. 480 dello 04.12.1992; d.P.R. n. 595 del 26.08.1993; d.l. n. 189 del 18.03.1996.


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