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Rientro dei cervelli in Italia: tutte le agevolazioni

26 Giu 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 Giu 2017



Docenti, ricercatori, laureati, manager, lavoratori altamente qualificati, controesodati: cosa propone lo Stato per farli rientrare (e lavorare) in Italia.

Come convincere le eccellenze fuggite dall’Italia a tornare in patria? In altre parole, come può lo Stato favorire il rientro dei cervelli con argomenti convincenti, cioè con agevolazioni concrete?

Se è vero che lo Stato non può garantire a tutti un contratto di lavoro a vita, è altrettanto vero che può, almeno, mettere sul piatto dei vantaggi fiscali. Quanto meno per tendere la mano a quelle persone altamente qualificate che oggi sono costrette a porsi al servizio di altri Paesi e che potrebbero contribuire, da casa loro, allo sviluppo sociale, economico e culturale dell’Italia.

Vediamo, allora, come riassume l’Agenzia delle Entrate tutte le agevolazioni per il rientro dei cervelli in Italia.

Le agevolazioni non sono cumulative tra loro.

Docenti e ricercatori

In che cosa consiste

Per docenti e ricercatori residenti all’estero, italiani o stranieri, che rientrano in Italia per svolgere la loro attività, è previsto che il reddito di lavoro dipendente sia imponibile solo per il 10%. E’ compreso anche l’imponibile Irap.

Chi è interessato

Sono interessati da questa agevolazione i docenti o i ricercatori:

  • che hanno una laurea o un titolo di studio equiparato e riconosciuto se ottenuto all’estero;
  • che hanno avuto una residenza fissa all’estero;
  • che possono dimostrare di aver lavorato come docenti o ricercatori per almeno 2 anni continuativi in centri di ricerca o università;
  • che, una volta rientrati in Italia, hanno acquisito qui la residenza fiscale e qui lavorano come docenti o ricercatori.

Quando si applica

L’agevolazione per il rientro in Italia di docenti e ricercatori si applica nel periodo d’imposta in cui il diretto interessato diventa fiscalmente residente in Italia e nei 3 anni successivi a questa data.

Ovviamente, l’agevolazione viene meno dal momento in cui il docente o il ricercatore traferisce di nuovo la residenza all’estero durante il periodo in cui usufruisce di questo vantaggio fiscale.

L’agevolazione interessa soltanto l’attività lavorativa in Italia e non i redditi ottenuti da eventuali altri lavori realizzati in altri Paesi.

Controesodati

In che cosa consiste

L’agevolazione per il rientro in Italia dei controesodati è stata introdotta per il quinquennio 2011-2015, ma è estesa fino al 2017.

Consiste nella riduzione della base imponibile Irpef dell’80% per le donne e del 70% per gli uomini.

Chi è interessato

Sono interessati i cittadini appartenenti ad uno Stato dell’Unione europea che hanno avuto la residenza per almeno 2 anni in Italia e che, dal 20 gennaio 2009, sono stati assunti oppure hanno svolto un’attività lavorativa come autonomi o d’impresa in Italia e, nei 3 mesi successivi, hanno trasferito la residenza ed il domicilio in Italia.

Insieme a questo requisito, gli interessati devono possedere:

  • una laurea ed un lavoro senza interruzione almeno negli ultimi 24 mesi come dipendenti o autonomi fuori dal loro Paese e dall’Italia;
  • oppure avere la residenza nel loro Paese ma avere studiato in maniera ininterrotta per almeno 24 mesi fuori dal loro Paese e dall’Italia, ottenendo una laurea o un titolo post-laurea.

Quando si applica

Chi è rientrato in Italia nel 2015 può usufruire dell’agevolazione nel biennio 2016-2017 oppure, se ha scelto il regime agevolativo, l’agevolazione avrà effetto fino al 2020.

Chi, invece, si è trasferito nel 2016, può optare per il regime agevolato con effetto dal 2017 al 2020.

Se gli interessati all’agevolazione trasferiscono nuovamente il proprio domicilio o la propria residenza fuori dall’Italia prima di 5 anni, il beneficio non sarà più valido e dovranno restituire i vantaggi già usufruiti con le relative sanzioni e interessi.

Laureati

In che cosa consiste

L’agevolazione per il rientro in Italia dei cervelli più giovani, cioè quelli di chi ha ottenuto una laurea, interessa il reddito prodotto in Italia sia come dipendenti sia come lavoratori autonomi da parte di cittadini comunitari o extra-Ue, sempre che con i loro Paesi esista una convenzione per evitare le doppie imposizioni oppure un accordo in materia di scambio di informazioni fiscali.

Durante il periodo agevolato, questo reddito concorre alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 50%.

Chi è interessato

L’agevolazione interessa chi ha trasferito la residenza in Italia e possieda:

  • un titolo di laurea triennale o magistrale e ha svolto continuativamente almeno 24 mesi di lavoro fuori dall’Italia;
  • un titolo di laurea o una specializzazione post-laurea dopo aver studiato continuativamente fuori dall’Italia per almeno 24 mesi.

Quando si applica

L’agevolazione fiscale per il rientro in Italia dei laureati si applica dal periodo d’imposta in cui c’è stato il trasferimento della residenza e per i 4 periodi successivi.

 

Manager e lavoratori altamente specializzati

In che cosa consiste

L’agevolazione riguarda il reddito di lavoro prodotto in Italia da dipendenti (e in alcuni casi lavoratori autonomi) con funzioni direttive oppure altamente qualificati o specializzati secondo i criteri di legge (ad esempio che abbiano un titolo di studio superiore) [2] e che trasferiscono la loro residenza in Italia.

Come nel caso dei laureati, anche questo reddito concorre alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 50%.

Chi è interessato

Sono interessati all’agevolazione i manager o i lavoratori altamente qualificati che:

  • non sono stati residenti in Italia per 5 anni consecutivi prima del trasferimento e si impegnano a rimanere in Italia per almeno 2 anni, anche come lavoratori autonomi;
  • prestano attività lavorativa in Italia e presso un’azienda o uno studio professionale che ha la residenza fiscale in Italia;
  • lavorano in Italia (anche come autonomi) per almeno 183 giorni nell’arco di ogni periodo d’imposta (comprese le ferie, le festività, i riposi settimanali, ecc.).

Quando si applica

L’agevolazione viene applicata nel periodo d’imposta in cui avviene il trasferimento e nei 4 anni successivi.

Ma se il lavoratore rispetta gli impegni appena visti solo in alcuni periodi d’imposta del quinquennio, può beneficiare dell’agevolazione solo negli anni in cui i requisiti sono stati soddisfatti. E nel caso trasferisse la residenza all’estero prima di due anni dal suo rientro in Italia, l’agevolazione verrebbe meno e il lavoratore dovrebbe restituire quando goduto, con sanzioni e interessi.

note

[1] Agenzia delle Entrate, circ. n. 17/E del 23 maggio 2017.

[2] Dlgs. n. 108/2012 e Dlgs. n. 206/2007.

Autore immagine: 123rf.com


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