Caso Ticketone: gli utenti vanno difesi anche dagli estranei

26 Giugno 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 Giugno 2017



Costa caro al colosso dei biglietti il secundary ticketing: pesante multa dell’Antitrust per non aver difeso gli utenti dalle condotte scorrette degli estranei.

Le imprese e i professionisti che adottano comportamenti scorretti, in danno dei propri clienti, incorrono nelle sanzioni previste dal Codice del Consumo. Allo stesso tempo, però, tali soggetti possono comunque essere sanzionati  anche quando, pur non essendo loro gli autori diretti dei comportamenti scorretti, non si sono attivati per adottare le misure idonee a evitare che lo facciano gli estranei. Questo importante principio è stato affermato dall’Antitrust [1], al termine di un procedimento aperto, nei confronti della nota società Ticketone Spa [2], concessionaria esclusiva della vendita, in Italia, dei biglietti dei più importanti eventi di cultura e spettacolo, dai concerti alle rappresentazioni teatrali.

Il fenomeno del secundary ticketing

La vicenda si ricollega al discusso fenomeno del secundary ticketing, che ha scatenato le proteste di migliaia di utenti e delle associazioni dei consumatori e che ha visto coinvolta la società Ticketone Spa, concessionaria esclusiva per la vendita on line dei biglietti di tutti i più importanti eventi di cultura e spettacolo italiani [3].

A partire dal 2012, infatti, vi erano state numerosissime segnalazioni di utenti che avevano notato come, sul sito di Ticketone, i biglietti degli eventi fossero esauriti già pochi secondi dopo l’apertura delle vendite e addirittura alcuni avevano denunciato di non essere riusciti ad acquistarli, pur avendo iniziato la procedura nell’esatto momento dell’apertura.

Quasi contemporaneamente, però, i biglietti risultavano reperibili su altri siti internet, ad un prezzo decisamente superiore.

Ci si è trovati di fronte ad un vero e proprio fenomeno di bagarinaggio, dovuto all’azione di alcuni individui che, attraverso molteplici indirizzi mail e con l’uso di specifici programmi informatici, sono riusciti ad acquistare immediatamente un gran numero di biglietti, da rivendere poi a prezzi fortemente maggiorati.

La ragioni dell’intervento dell’Antitrust

In realtà, il bagarinaggio non è stato effettuato da Ticketone, bensì esclusivamente da soggetti estranei, eppure l’Antitrust ha ritenuto la società ugualmente responsabile e conseguentemente, meritevole di sanzione.

La responsabilità di Ticketone, secondo l’Antitrust, sta nel fatto che essa, pur avendo sufficiente forza economica e conoscenze tecniche, non si è attivata per adottare le misure protettive, necessarie per evitare che chiunque potesse porre in essere condotte scorrette, a danno degli utenti.

Gli obblighi delle imprese e dei professionisti

Il principio generale che l’Antitrust ha voluto sottolineare è il rispetto dei particolari doveri che imprese e professionisti hanno nei confronti dei consumatori.

Questi doveri non si esauriscono nel solo divieto di realizzare concretamente pratiche commerciali scorrette, ma comprendono anche l’obbligo di agire attivamente con la diligenza che richiede il loro ruolo di soggetti forti e gli specifici obblighi contrattuali che essi assumono, nei confronti della clientela.

La tutela del consumatore nei confronti degli estranei

Il codice del Consumo qualifica come scorretta qualsiasi condotta adottata dalle imprese o dai professionisti, che non corrisponda al normale livello di competenza, lealtà ed attenzione, che i consumatori possono ragionevolmente aspettarsi da questi soggetti [4].

In ragione di ciò, secondo l’Antitrust, va punito l’atteggiamento di un’impresa o di un professionista, che non mostrando alcun concreto interesse per l’attività di tutela e protezione dei consumatori, proprio perché tale atteggiamento costituisce di per sé un’espressa violazione dei doveri che la legge impone loro.

Tale tutela, inoltre, che deve essere concreta ed effettiva, si realizza con l’adozione di tutte le misure protettive, finalizzate a proteggere i consumatori da eventuali condotte scorrette, indipendentemente da chi ne sia l’autore.

Naturalmente, però, si può pretendere l’adozione delle sole misure che siano compatibili con la forza economica e con le conoscenze tecniche di cui le imprese o i professionisti dispongono, in quel momento.

In conclusione, per l’Antitrust, anche le imprese e i professionisti che, pur avendo la possibilità e la capacità d’intervenire, a difesa e protezione dei consumatori, assumono un comportamento passivo ed omissivo, devono essere considerati responsabili della violazione delle norme del Codice del Consumo e pertanto, sanzionati di conseguenza.

note

[1] La cui esatta denominazione è Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM).

[2] Procedimento n. PS8035 dell’AGCM.

[3] Tale ruolo le è stato conferito in forza di uno specifico contratto, stipulato nel 2002: il cosiddetto <<Contratto Panischi>>, dal precedente nome della società attualmente denominata Ticketone S.p.A.

[4] Articolo 20 del Codice del Consumo (Decreto Legislativo numero 206 del 2005).

Autore immagine: Pixabay


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