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Con chi non ci si può sposare?

26 giugno 2017


Con chi non ci si può sposare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 giugno 2017



Gli impedimenti matrimoniali, i vincoli di età e parentela: ecco con chi ci si può sposare e con chi, invece, il matrimonio è illegittimo.

«Questo matrimonio non s’ha da fare». A dirlo questa volta non è il bravo di Don Rodrigo, ma la legge italiana che vieta il matrimonio tra determinate persone o in presenza di specifici presupposti. Si tratta dei cosiddetti «impedimenti matrimoniali» previsti in gran parte dal codice civile. Ad esempio, è noto che non può sposarsi chi è già sposato o è minorenne, le persone legate da vincoli di parentela e chi ha tentato di uccidere il coniuge della persona che intende sposare. Di tanto parleremo in questo articolo chiarendo quando e con chi non ci si può sposare. Ma procediamo con ordine.

Età minima per sposarsi

Per potersi sposare bisogna aver compiuto 18 anni e, quindi, essere maggiorenni. Tuttavia chi ha compiuto almeno 16 anni può chiedere, al Tribunale dei minorenni, l’autorizzazione a contrarre matrimonio per gravi ragioni (di solito, quando la compagna è incinta). In tal caso il tribunale sente il parere dei genitori (parere che non è vincolante) e del Pubblico Ministero. Se il tribunale ritiene il minore maturo per sposarsi e che le ragioni che lo spingono a salire sull’altare sono gravi e fondate, concede il cosiddetto stato di «minore emancipato» che consente, appunto, di contrarre nozze.

Tra cugini ci si può sposare

Infermità mentale

Non si può sposare anche chi ha uno stato di infermità mentale accertata dal tribunale, Non basta che una persona abbia solo dei problemi psichici. Il coniuge che si è sposato in un momento in cui non era nel pieno delle proprie facoltà di intendere e volere può impugnare il matrimonio e chiederne l’annullamento. Tale situazione può dipendere, ad esempio, da un particolare momento in cui si era sottoposti a farmaci psichici, o sotto l’uso di droghe o di sostanze alcoliche. Il matrimonio però resta valido se non viene impugnato entro 1 anno dal momento in cui colui che era incapace al momento delle nozze ha riacquistato la propria capacità mentale.

Persone già sposate

Non si può sposare chi è già sposato con un’altra persona anche ai sensi della legge di uno Stato straniero. Chi è già legato da un vincolo di matrimonio deve prima chiedere l’annullamento dello stesso o il divorzio.

La condanna per omicidio

Chi ha subito una condanna per omicidio, portato a termine oppure solo tentato, nei confronti del coniuge della persona che vuole sposare non può poi contrarre matrimonio con quest’ultima. Insomma, una coppia non può prima sbarazzarsi del coniuge di uno dei due per poi sposarsi. È vietato convolare a “ingiuste nozze” con la moglie dell’ufficio o il marito della donna assassinata. Attenzione però: la norma presuppone l’omicidio volontario e non sussiste in presenza di un omicidio colposo (ad esempio Tizio che uccide involontariamente il marito di Caia mettendolo sotto con l’auto) o preterintenzionale (a differenza dell’omicidio volontario, in quello preterintenzionale la morte è una conseguenza non voluta dell’azione dell’omicida).

Pagando 82 euro ci si può sposare anche il giorno dopo un divorzio

I parenti che non si possono sposare

Non ci si può sposare:

  • con i propri genitori (anche adottivi);
  • con i propri nonni;
  • con i fratelli (anche solo per parte di madre o padre);
  • con i genitori di un precedente coniuge.

Con riguardo all’adozione non si possono sposare tra loro figli adottivi della stessa persona (fratelli). Chi sia stato adottato non si può sposare con il coniuge o i figli del genitore adottivo. Allo stesso modo chi ha adottato un figlio non si può sposare con il coniuge o i figli del figlio adottivo.

Il matrimonio tra cugini è valido per la legge italiana. La chiesa però richiede un’apposita dispensa.

Invece, con l’autorizzazione del tribunale possono sposarsi:

  • lo zio con la nipote;
  • la zia con il nipote;
  • il cognato con la cognata;
  • il genero con la suocera (ma solo se c’è stato all’annullamento del matrimonio per incapacità d’intendere e volere di uno dei due coniugi);
  • la nuora con il genero (ma solo se c’è stato all’annullamento del matrimonio per incapacità d’intendere e volere di uno dei due coniugi).

In caso di morte di uno dei due coniugi o di divorzio

Una regola speciale riguarda poi il matrimonio con la donna vedova o divorziata. Una volta ottenuto il divorzio o l’annullamento del matrimonio, o in seguito alla morte del coniuge, la donna può risposarsi solo se sono passati almeno 300 giorni dal divorzio, dall’annullamento o dalla morte del coniuge.

Tale divieto non si applica quando:

  • il divorzio sia stato chiesto e concesso in seguito a una separazione legale durata tre anni;
  • il matrimonio non sia stato consumato;
  • il matrimonio sia stato dichiarato nullo per impotenza del precedente marito.

Peraltro, qualora il matrimonio si dovesse ugualmente celebrare sarebbe valido lo stesso e la sposa sarebbe tenuta a pagare solo una sanzione di non oltre 82 euro.

note

Autore immagine: 123rf com

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